Domenica 7 giugno 2026
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Cuba. Nuovo libro sui presunti legami tra Castro e il narcotraffico

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La denuncia non e' nuova, e ora torna alla ribalta con l'uscita dell'ultimo libro del giornalista tedesco-uruguayano José Antonio Friedl,"El gran engaño" (Il grande inganno). Ne da notizia il quotidiano di Miami El Nuevo Herald. I rapporti tra il regime cubano di Fidel e Raul Castro e i cartelli delle droghe sono il tema del libro che cerca di offrire una raccolta di pubblicazioni e documenti ufficiali, alcuni inediti, e nella maggior parte statunitensi, che nelle diverse epoche testimonierebbero quello che l'autore definisce "Il Cartello dell'Avana".
Friedl ricorda come Castro secondo la rivista Forbes sia tra le persone piu' ricche del mondo con un patrimonio stimato in 1.400 milioni di dollari. La sua fortuna sarebbe custodita in conti, in diversi Paesi e banche, attraverso prestanome. La prima volta che il regime si sarebbe alimentato con il denaro del traffico di marijuana sarebbe stato nel 1956, quando Castro avrebbe cercato la protezione economica di Crescencio Pérez, un potente leader campesino che controllava il traffico di marijuana nell'isola. Dagli archivi dell'FBI arrivano documenti a partire dal 1958 secondo i quali esisteva una primitiva rete del narcotraffico Medellin-Avana-Connection. Negli anni sessanta arrivano i dollari della cocaina, un affare all'epoca guidato dai cileni, solo negli anni Settanta arrivarono i colombiani, e quindi l'alleanza tra Castro e il cartello di Medellin.
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