Giovedì 4 giugno 2026
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Cucchi: lo Stato cerca scuse per giustificarne la morte. Ignazio Marino invia i Nas

U.E. - ITALIA
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 I Nas potranno aggiungere un altro tassello per ricostruire gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi, morto in ospedale sei giorni dopo l'arresto per possesso di droga, a Roma. La commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, guidata dal senatore Ignazio Marino, ha inviato ieri i carabinieri del nucleo antisofisticazione nell'ospedale Pertini per raccogliere la documentazione del detenuto di 31 anni morto nel reparto detentivo. E martedi' il ministro della Giustizia Angelino Alfano riferira' in Senato sulla vicenda.
Ma non si placa il dolore dei familiari di Cucchi. I genitori e la sorella nei prossimi giorni saranno sentiti dal pm Vincenzo Barba, che al momento procede contro ignoti per omicidio preterintenzionale. Per la sorella Ilaria sono 'vergognose e diffamanti le recenti affermazioni sullo stato di salute di mio fratello, un vero e proprio atto di sciacallaggio'. Ilaria ha spiegato che 'nell'edizione di ieri sera e di oggi alle 13.30, il Tg1 ha mostrato il certificato redatto dal 118 chiamato dai carabinieri perche' Stefano si sentiva male' ed ha aggiunto: 'Mi sembra molto strano che mio fratello, che stava male, non abbia voluto farsi visitare dai sanitari del 118 e mi sembra altrettanto strano che non abbia voluto farsi ricoverare al Fatebenefratelli'.
Oggi il pm ha ascoltato l'equipaggio di un'ambulanza chiamata la sera del 15 ottobre scorso dai carabinieri della stazione Tor Sapienza in seguito ad un malore accusato da Cucchi, dove il geometra di 31 anni aveva passato la prima notte dopo il fermo per droga. I tre, l'autista del mezzo, un infermiere ed un barelliere, avrebbero riferito di aver visto Cucchi e di averci anche parlato, ma di non averlo potuto ne' visitare ne' trasportare in ospedale a seguito di un suo rifiuto. L'audizione dei tre testimoni fa seguito a quelle dei carabinieri che hanno avuto in gestione Cucchi subito dopo il suo fermo per detenzione di sostanze stupefacenti e degli agenti di polizia penitenziaria ai quali il detenuto era stato consegnato dopo la convalida del suo fermo fatta in tribunale.
Cucchi, come ha reso noto il sindacato di polizia penitenziaria Osapp, nel giorno dell'udienza fu visitato da un medico del tribunale, chiamato, dopo la sua consegna dei carabinieri agli agenti della polizia penitenziaria, proprio su richiesta di questi ultimi, perche' si era sentito male. Pur dichiarandolo idoneo alla detenzione, ha detto oggi il segretario generale dell'Osapp Leo Beneduci, il medico gli riscontro' alcune lesioni e prescrisse un analgesico al geometra che aveva detto di avere dolori alla schiena e alle gambe. Poi, sempre secondo il sindacalista, Cucchi venne portato in un'altra camera di sicurezza dove c'erano altri detenuti, rimanendovi un'ora e mezza prima di essere portato alle 15.30 a Regina Coeli.
Il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, dopo l'invio dei Nas ha detto che 'nei prossimi giorni la commissione decidera' se aprire formalmente un'inchiesta sull'efficienza, l'efficacia e la qualita' dell'assistenza medica'.
E il coro d'indignazione sulla morte del trentunenne non si ferma. Per il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri 'e' indispensabile un rapido accertamento su tutto quanto e' avvenuto'. Richiesta di chiarezza anche dal segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa e dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni sottolinea, invece, che 'c'e' un'indagine in corso e quindi ne aspettiamo i risultati'. 
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