Cure palliative, situazione drammatica. Appello al Papa
Se le cure palliative per i malati oncologici in Italia sono ancora a un livello problematico, quelle per i malati non oncologici sono quasi 'dimenticate': mentre il 40% dei malati terminali con tumore ha accesso al sollievo, per chi e' invece affetto da altre patologie la percentuale e' inferiore all'1%. E' quanto spiega la Societa' italiana cure palliative (Sicp) onlus, che ieri a Milano ha presentato il proprio congresso nazionale, in programma dal 3 novembre a Taormina. 'Ogni anno in Italia ci sono 250 mila malati terminali - spiega Furio Zucco, presidente del comitato scientifico del congresso e gia' presidente della Societa' cure palliative (Sicp) - di cui 160 mila oncologici e 90 mila affetti da altre patologie, come quelle cardiache, respiratorie, neurologiche. Tutti questi dovrebbero avere diritto a un'assistenza di fine vita in strutture dedicate, gli hospice, o a domicilio, con personale adeguato e preparato'. 'Purtroppo solo il 40% dei malati oncologici attualmente ha accesso a un programma di cure palliative, contro il meno dell'1% dei non oncologici. Tutti gli altri vengono assistiti in maniera estemporanea e discontinua, e questo a distanza di 10 anni dalla legge 39, che ha finanziato le Regioni per la realizzazione degli hospice'.
80% ITALIANI FAVOREVOLI A USO DI OPPIACEI - Non soffrire e' un diritto e per questo l'80% degli italiani ritiene fondamentale la prescizione degli oppiacei per il controllo del dolore. Lo rivela un'indagine Ipsos. L'indagine e' stata condotta su un campione di 800 persone e rileva che sono oltre 250.000 le famiglie di malati terminali presenti sul territorio nazionale. Rispetto al 2000, si legge nello studio, la quota di persone che ha dichiarato di sapere cosa sono le cure palliative e' aumentata di circa 7 punti in percentuale, passando dal 38 al 45%. L'errore piu' frequente e' quello di confondere le cure palliative con quelle omeopatiche (21%). E' cresciuto anche il livello di informazione sulle strutture che forniscono cure palliative, passando dall'11 al 20%. Piu' informate risultano essere le persone occupate, tra i 35 e i 55 anni, residenti al Nord. Il dato piu' confortante e' il grado di consapevolezza dei cittadini sul diritto alle cure palliative: l'80% le ritiene utili, necessarie e di competenza principalmente del Sistema Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda le strutture hospice e il loro modello organizzativo solo il 24% ne e' a conoscenza. La maggior parte della popolazione, in caso di necessita', preferirebbe l'assistenza domiciliare (70%) all'hospice (21%). L'ultima e nuova domanda rivolta al campione riguardava l'uso degli oppiacei per il controllo del dolore severo. Oltre l'80% della popolazione ha dichiarato di approvarlo. Questa necessita' e' espressa con piu' forza dai soggetti che dimostrano di possedere un elevato livello di informazione (89%) e in particolare da coloro che hanno avuto familiarita' con il problema (88%).
PAPA, AIUTACI TU - 'Il Papa sia nostro alleato per sostenere sempre di piu' le cure palliative': a chiederlo e' Francesca Crippa Floriani, presidente della Federazione cure palliative, rifacendosi alle parole del Pontefice che ieri aveva sottolineato la necessita' di non abbandonare i malati inguaribili. 'Buone cure palliative sono una risposta alle sofferenze, e quindi alla richiesta di eutanasia', ha spiegato Floriani a margine oggi a Milano di un incontro per presentare il congresso nazionale della Societa' italiana cure palliative (Sicp). 'Il Papa - ha ribadito - sia nostro alleato nel sostenerle sempre di piu''. 'L'unica cosa che mi spiace un po' di queste bellissime e condivisibili parole del Papa - ha aggiunto Floriani - e' che ha parlato di cure palliative senza mai nominarle'. 'Mi dispiace - ha concluso - perche' era l'occasione buona per citarle, sarebbe stato un megafono incredibile e ci avrebbe aiutato nel nostro difficilissimo lavoro' di promuoverle in Italia, Paese nel quale le cure di fine vita ancora non rientrano nei livelli essenziali di assistenza.
80% ITALIANI FAVOREVOLI A USO DI OPPIACEI - Non soffrire e' un diritto e per questo l'80% degli italiani ritiene fondamentale la prescizione degli oppiacei per il controllo del dolore. Lo rivela un'indagine Ipsos. L'indagine e' stata condotta su un campione di 800 persone e rileva che sono oltre 250.000 le famiglie di malati terminali presenti sul territorio nazionale. Rispetto al 2000, si legge nello studio, la quota di persone che ha dichiarato di sapere cosa sono le cure palliative e' aumentata di circa 7 punti in percentuale, passando dal 38 al 45%. L'errore piu' frequente e' quello di confondere le cure palliative con quelle omeopatiche (21%). E' cresciuto anche il livello di informazione sulle strutture che forniscono cure palliative, passando dall'11 al 20%. Piu' informate risultano essere le persone occupate, tra i 35 e i 55 anni, residenti al Nord. Il dato piu' confortante e' il grado di consapevolezza dei cittadini sul diritto alle cure palliative: l'80% le ritiene utili, necessarie e di competenza principalmente del Sistema Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda le strutture hospice e il loro modello organizzativo solo il 24% ne e' a conoscenza. La maggior parte della popolazione, in caso di necessita', preferirebbe l'assistenza domiciliare (70%) all'hospice (21%). L'ultima e nuova domanda rivolta al campione riguardava l'uso degli oppiacei per il controllo del dolore severo. Oltre l'80% della popolazione ha dichiarato di approvarlo. Questa necessita' e' espressa con piu' forza dai soggetti che dimostrano di possedere un elevato livello di informazione (89%) e in particolare da coloro che hanno avuto familiarita' con il problema (88%).
PAPA, AIUTACI TU - 'Il Papa sia nostro alleato per sostenere sempre di piu' le cure palliative': a chiederlo e' Francesca Crippa Floriani, presidente della Federazione cure palliative, rifacendosi alle parole del Pontefice che ieri aveva sottolineato la necessita' di non abbandonare i malati inguaribili. 'Buone cure palliative sono una risposta alle sofferenze, e quindi alla richiesta di eutanasia', ha spiegato Floriani a margine oggi a Milano di un incontro per presentare il congresso nazionale della Societa' italiana cure palliative (Sicp). 'Il Papa - ha ribadito - sia nostro alleato nel sostenerle sempre di piu''. 'L'unica cosa che mi spiace un po' di queste bellissime e condivisibili parole del Papa - ha aggiunto Floriani - e' che ha parlato di cure palliative senza mai nominarle'. 'Mi dispiace - ha concluso - perche' era l'occasione buona per citarle, sarebbe stato un megafono incredibile e ci avrebbe aiutato nel nostro difficilissimo lavoro' di promuoverle in Italia, Paese nel quale le cure di fine vita ancora non rientrano nei livelli essenziali di assistenza.
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