Dal 2000 entrati oltre 10 milioni di immigrati
Come l'Europa dal nord Africa e dai Paesi dell'est, cosi' gli Stati Uniti stanno vivendo dall'America Latina (e dall'Asia) il piu' imponente flusso migratorio dai giorni dalla Grande Emigrazione di inizio secolo.
In base agli ultimi dati, presentati ieri a Washington dal Center for Immigration, dal 2000 ad oggi i nuovi immigrati entrati negli Usa sono stati circa 10,3 milioni, e circa la meta' dei quali illegali. Un flusso enorme che ha portato a 37,9 milioni il totale della popolazione immigrata, e a 11,3 milioni il totale (stimato) dei clandestini. Si tratta di un ritmo che nemmeno la Grande Immigrazione degli Anni Venti aveva toccato.
Oggi di tutte le persone residenti che vivono sul territorio statunitense una su otto e' un immigrato.
'Uno su otto e' il piu' alto tasso di crescita degli ultimi ottant'anni - ha spiegato il direttore del centro Studi sull'Immigrazione, Stephen Camarota - tanto piu' se si pensa che negli Anni Settanta questo tasso era di uno su ventuno, nel 1980 di uno su sedici, nel 1990 di uno su tredici'.
Solo negli anni Dieci e Venti l'America ha conosciuto un flusso migratorio analogo. Ma dopo i primi due decenni la popolazione immigrata si e' stabilizzata sui 10-11 milioni per i quarant'anni successivi, per poi tornare a crescere dalla fine degli Anni '70 in poi. Oggi il flusso migratorio e' ai livelli piu' alti di sempre, addirittura superiore a quelli dell'anno-record, il 1920. Con questa differenza: gli immigrati di inizio secolo venivano subito regolarizzati, gli immigrati di inizio millennio no, circa il 50% di quelli che ogni anno entrano negli Stati Uniti sono illegali. La ricerca stima che negli ultimi sette anni siano stati 'almeno' 5,6 milioni i clandestini, stimati essere oggi un totale di 11,3 milioni.
Tra i tanti dati elaborati della ricerca, che si e' basata sui flussi migratori della storia Usa rilevati di sette anni in sette anni, il piu' preoccupante riguarda la copertura sanitaria della popolazione non-americana: circa il 30% delle famiglie immigrate non hanno una assicurazione medica, fondamentale negli Stati Uniti per coprire i costi altissimi dell'assistenza. Un dato che si va ad aggiungere al 13% di cittadini americani che sono a tutt'oggi privi di copertura assicurativa.
E' alla luce di questi dati che quello sull' immigrazione e' il tema di gran lunga piu' sentito di tutta la campagna elettorale in corso negli Usa. Sia in casa Democratica (dove le posizioni dei candidati sono piu' favorevoli a una politica di accoglienza), sia in casa Repubblicana (dove invece i candidati propendono per una regolamentazione piu' severa, ma hanno posizioni piuttosto diversificate) la questione immigrati e' al primo punto di ogni comizio e di ogni intervento pubblico.
Chiunque sia il prossimo presidente, il problema umano e politico che gli Stati Uniti si trovano di fronte e' enorme. Nel 1986 gli Usa regolarizzarono la posizione di quasi tre milioni di persone. Oggi sono in molti a chiedere una soluzione analoga, e molti a chiedere al contrario piu' controlli ed espulsioni.
Il dibattito continua. Gli arrivi anche. (Ansa)
In base agli ultimi dati, presentati ieri a Washington dal Center for Immigration, dal 2000 ad oggi i nuovi immigrati entrati negli Usa sono stati circa 10,3 milioni, e circa la meta' dei quali illegali. Un flusso enorme che ha portato a 37,9 milioni il totale della popolazione immigrata, e a 11,3 milioni il totale (stimato) dei clandestini. Si tratta di un ritmo che nemmeno la Grande Immigrazione degli Anni Venti aveva toccato.
Oggi di tutte le persone residenti che vivono sul territorio statunitense una su otto e' un immigrato.
'Uno su otto e' il piu' alto tasso di crescita degli ultimi ottant'anni - ha spiegato il direttore del centro Studi sull'Immigrazione, Stephen Camarota - tanto piu' se si pensa che negli Anni Settanta questo tasso era di uno su ventuno, nel 1980 di uno su sedici, nel 1990 di uno su tredici'.
Solo negli anni Dieci e Venti l'America ha conosciuto un flusso migratorio analogo. Ma dopo i primi due decenni la popolazione immigrata si e' stabilizzata sui 10-11 milioni per i quarant'anni successivi, per poi tornare a crescere dalla fine degli Anni '70 in poi. Oggi il flusso migratorio e' ai livelli piu' alti di sempre, addirittura superiore a quelli dell'anno-record, il 1920. Con questa differenza: gli immigrati di inizio secolo venivano subito regolarizzati, gli immigrati di inizio millennio no, circa il 50% di quelli che ogni anno entrano negli Stati Uniti sono illegali. La ricerca stima che negli ultimi sette anni siano stati 'almeno' 5,6 milioni i clandestini, stimati essere oggi un totale di 11,3 milioni.
Tra i tanti dati elaborati della ricerca, che si e' basata sui flussi migratori della storia Usa rilevati di sette anni in sette anni, il piu' preoccupante riguarda la copertura sanitaria della popolazione non-americana: circa il 30% delle famiglie immigrate non hanno una assicurazione medica, fondamentale negli Stati Uniti per coprire i costi altissimi dell'assistenza. Un dato che si va ad aggiungere al 13% di cittadini americani che sono a tutt'oggi privi di copertura assicurativa.
E' alla luce di questi dati che quello sull' immigrazione e' il tema di gran lunga piu' sentito di tutta la campagna elettorale in corso negli Usa. Sia in casa Democratica (dove le posizioni dei candidati sono piu' favorevoli a una politica di accoglienza), sia in casa Repubblicana (dove invece i candidati propendono per una regolamentazione piu' severa, ma hanno posizioni piuttosto diversificate) la questione immigrati e' al primo punto di ogni comizio e di ogni intervento pubblico.
Chiunque sia il prossimo presidente, il problema umano e politico che gli Stati Uniti si trovano di fronte e' enorme. Nel 1986 gli Usa regolarizzarono la posizione di quasi tre milioni di persone. Oggi sono in molti a chiedere una soluzione analoga, e molti a chiedere al contrario piu' controlli ed espulsioni.
Il dibattito continua. Gli arrivi anche. (Ansa)
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