Dal Senato via libera all'accordo con Gheddafi: 5 miliardi di euro per fermare l'immigrazione clandestina
L'Italia finanziera' la realizzazione di infrastrutture sul territorio libico per una spesa complessiva di 5 miliardi di dollari Usa (al cambio corrente circa 4 miliardi di euro) nell'arco di 20 anni. L'esecuzione delle opere, che saranno concordate da un comitato paritetico, sara' affidata a imprese italiane. E' il cuore dell'accordo firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 dal premier Silvio Berlusconi e dal leader libico Gheddafi. Il ddl ha ricevuto ieri il via libera definitivo dal Senato che lo ha votato con 232 si' (PdL, Pd e Lega), 22 contrari (fra di essi i radicali Bonino, Perduca e Poretti) e 12 astenuti. Ecco in sintesi i punti salienti dell'accordo:
- PIU' IRES PER L'ENI CHE FINANZIA ACCORDO L'Eni, in qualita' di principale operatore nel settore della ricerca e della coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, dovra' versare un'addizionale all'imposta sul reddito delle societa' (Ires) pari al 4% dell'utile prima delle imposte. Tale addizionale e' dovuta dal 31 dicembre 2008 al 31 dicembre 2028, coprendo cosi' la durata ventennale del rimborso di 5 miliardi di dollari. - IMMIGRAZIONE, ITALIA CONTROLLA FRONTIERE TERRESTRI LIBIA Investimenti per 5 miliardi di dollari in cambio di un rinnovato impegno della Libia a collaborare nella lotta al terrorismo, alla criminalita' organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, obiettivi peraltro gia' stabiliti dall'accordo del 2000, in vigore dal 22 dicembre 2002. Per contrastare l'immigrazione clandestina, e' previsto un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, che verra' effettuato dalla parte italiana. Il costo dell'operazione sara' per meta' a carico dell'Italia, per l'altra meta' sara' chiesto un concorso di spesa dell'Unione europea. Nei 23 articoli che compongono il ddl di ratifica del Trattato di amicizia vengono chiuse una serie di partite che da alcuni decenni alimentano il contenzioso fra i due paesi.
- DA ITALIA 200 ABITAZIONI E RESTITUZIONE REPERTI ARCHEOLOGICI L'Italia si impegna a realizzare alcune iniziative speciali tra le quali la costruzione di 200 abitazioni, l'assegnazione di 100 borse di studio universitarie e post-universitarie a studenti libici, la cura delle persone colpite dallo scoppio di mine in Libia presso istituti italiani, il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra ai titolari libici e la restituzione di manoscritti e di reperti archeologici trasferiti in Italia in epoca coloniale.
- 150 MLN A ESULI ITALIANI E VISTI PER TORNARE IN LIBIA Gli italiani espulsi dalla Libia nel 1971, dopo che il colonnello Gheddafi prese il potere con un colpo di Stato che detronizzo' re Idriss, potranno tornarvi con un visto turistico, ma anche per lavoro o per altre finalita'. Agli esuli dalla Libia il ddl riconosce un indennizzo complessivo di 150 milioni da corrispondere nella misura di 50 milioni all'anno dal 2009 al 2011.
- MANOVRE MILITARI CONGIUNTE E ACCORDI INDUSTRIA DIFESA Con successive discipline saranno definiti i tempi e i modi per lo svolgimEnto di manovrE congiunte e scambio di esperti e tecnici. La collaborazione in questo settore riguarda anche le industrie militari. Italia e Libia si impegnano anche a collaborare nel settore della non proliferazione delle armi di distruzione di massa e del disarmo.
- PIU' IRES PER L'ENI CHE FINANZIA ACCORDO L'Eni, in qualita' di principale operatore nel settore della ricerca e della coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, dovra' versare un'addizionale all'imposta sul reddito delle societa' (Ires) pari al 4% dell'utile prima delle imposte. Tale addizionale e' dovuta dal 31 dicembre 2008 al 31 dicembre 2028, coprendo cosi' la durata ventennale del rimborso di 5 miliardi di dollari. - IMMIGRAZIONE, ITALIA CONTROLLA FRONTIERE TERRESTRI LIBIA Investimenti per 5 miliardi di dollari in cambio di un rinnovato impegno della Libia a collaborare nella lotta al terrorismo, alla criminalita' organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, obiettivi peraltro gia' stabiliti dall'accordo del 2000, in vigore dal 22 dicembre 2002. Per contrastare l'immigrazione clandestina, e' previsto un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, che verra' effettuato dalla parte italiana. Il costo dell'operazione sara' per meta' a carico dell'Italia, per l'altra meta' sara' chiesto un concorso di spesa dell'Unione europea. Nei 23 articoli che compongono il ddl di ratifica del Trattato di amicizia vengono chiuse una serie di partite che da alcuni decenni alimentano il contenzioso fra i due paesi.
- DA ITALIA 200 ABITAZIONI E RESTITUZIONE REPERTI ARCHEOLOGICI L'Italia si impegna a realizzare alcune iniziative speciali tra le quali la costruzione di 200 abitazioni, l'assegnazione di 100 borse di studio universitarie e post-universitarie a studenti libici, la cura delle persone colpite dallo scoppio di mine in Libia presso istituti italiani, il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra ai titolari libici e la restituzione di manoscritti e di reperti archeologici trasferiti in Italia in epoca coloniale.
- 150 MLN A ESULI ITALIANI E VISTI PER TORNARE IN LIBIA Gli italiani espulsi dalla Libia nel 1971, dopo che il colonnello Gheddafi prese il potere con un colpo di Stato che detronizzo' re Idriss, potranno tornarvi con un visto turistico, ma anche per lavoro o per altre finalita'. Agli esuli dalla Libia il ddl riconosce un indennizzo complessivo di 150 milioni da corrispondere nella misura di 50 milioni all'anno dal 2009 al 2011.
- MANOVRE MILITARI CONGIUNTE E ACCORDI INDUSTRIA DIFESA Con successive discipline saranno definiti i tempi e i modi per lo svolgimEnto di manovrE congiunte e scambio di esperti e tecnici. La collaborazione in questo settore riguarda anche le industrie militari. Italia e Libia si impegnano anche a collaborare nel settore della non proliferazione delle armi di distruzione di massa e del disarmo.
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