Sabato 6 giugno 2026
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Danimarca. Christiania: il chiosco dell'hashish diventa un pezzo da museo

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Da Christiania al Museo: un chiosco adibito alla vendita di hashish sulla celebre "Pusher Street" -via dello spaccio- della cittadella nel cuore della capitale danese, e' stato acquisito dal Museo Nazionale di Copenaghen, che lo conservera' a testimonianza di un lungo capitolo della storia culturale danese in procinto di scomparire.
La cittadella di Christiania, occupata negli anni '70 e da allora simbolo di un modo alternativo di organizzazione sociale autogestita, si prepara ad essere "bonificata", secondo i piani annunciati dal Governo, e a trasformarsi in un quartiere residenziale. I primi a scomparire dovranno essere i banchetti che da anni, grazie a un tacito patto di non belligeranza con le autorita', vendono ogni sorta di "fumo" sulla strada principale del quartiere. Contro i rivenditori e i loro banchetti si sono moltiplicate nelle ultime settimane le incursioni della polizia, tra le proteste di chi vede i pericoli di un traffico costretto alla clandestinita', e di chi, come le stesse forze dell'ordine, denuncia l'impossibilita' di una lotta che richiederebbe mezzi ben piu' importanti di quelli disponibili.
In attesa del piano di risistemazione del quartiere, che il governo ha annunciato per l'anno prossimo, e convinti che comunque la sorte almeno di "Pusher street" sia segnata, l'associazione culturale di Christiania ha contattato il Museo Nazionale, e gli ha proposto di acquisire uno dei chioschi. E' il piu' spettacolare, decorato da uno degli artisti "faro" della cittadella, noto come "il truffatore": su due lati del chiosco sono dipinte scene della vita della cittadella, comprese le pipette da fumo, gli escrementi dei cani, l'autobus n.8 che collega il quartiere alla citta', i banchetti di salsicce, e poliziotti in tenuta da combattimento pronti ad una delle periodiche incursioni. Il chiosco e' stato prelevato con tutti i suoi arredi e attrezzature, compresi i bilancini, i forni e gli strumenti vari destinati a manipolare, pesare, tagliare e riscaldare hashish e marijuana. Il museo lo conservera' nei suoi depositi, con il programma di esporlo come testimonianza della storia culturale del Paese.
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