Sabato 6 giugno 2026
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Danimarca. Christiania: secondo giorno di sciopero nella "pusher street"

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E' iniziato ieri lo sciopero dei rivenditori di "erba" a Christiania per protestare contro le politiche del Governo danese, in particolare contro un piano urbanistico che potrebbe vedere la cittadella trasformarsi in una nuova zona residenziale, snaturandola definitivamente. Lo sciopero si innesta su una polemica che si ripete periodicamente su questi 30 ettari di terreno, una sorta di "citta' libera" dove grazie ad un tacito accordo di tolleranza fra rivenditori di hashish e polizia, che pur essendo un commercio illegale, a Christiania si svolge alla luce del sole. La polizia tiene comunque sotto controllo questo commercio e i responsabili di Christiania si impegnano a non far circolare droghe piu' pesanti.
Christiania, una colonia di 30 ettari nel pieno centro della capitale danese (tra la citta' e il porto), era un antico quartiere militare occupato nel 1971 da hippy, che decretarono la "citta' libera" e la possibilita' di una societa' alternativa. E' praticamente il simbolo della rivolta libertaria degli anni Settanta. Con circa mille abitanti, e' una grande attrazione turistica, sono infatti quasi mezzo milione all'anno che visitano la citta', e molti vengono per l'hashish.
"Abbiamo interrotto tutte le nostre transazioni da questa mattina, e non sappiamo quanto durera' questo sciopero, forse giorni, forse mesi", ha detto ieri la portavoce della colonia, Pernilla Hansen. "Vogliamo dimostrare al Governo che legalizzare le droghe leggere e' meglio che obbligare la gente a cercarla nelle strade, dove si possono acquistare anche droghe molto piu' forti", ha precisato la Hansen spiegando cosi' il senso dello sciopero di "pusher street". Se chiudono i chioschi, i consumatori si rivolgeranno ad un mercato che sfuggira' completamente a qualsiasi controllo della polizia. Una manifestazione e' stata gia' annunciata per sabato.
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