Danni proibizionismo droghe. Radicali: l'anomala discussione italiana
"Quella italiana e' un anomalia internazionale: mentre i media di tutto il mondo discutono dei costi del proibizionismo, da noi se ne parla solo per fatti di cronaca e nella chiave 'favorevoli o contrari al consumo'. Con 4 milioni di consumatori, 400mila spacciatori, 28mila detenuti per reati di droga, 20 miliardi di euro di fatturato per la mafia e' incredibile che agli italiani venga vietato da anni un dibattito pubblico sulle politiche della droga". Lo dice Mario Staderini, segretario Radicali Italiani, in occasione del forum di ieri a Roma 'Media e droga: l'influenza dei media sui fenomeni e sulla percezione dei fenomeni'.
Al forum e' intervenuto anche Antonio Costa, ex direttore dell'agenzia antidroga delle Nazioni Unite, che ha evidenziato come " rafforzare la tendenza repressiva o riformare le convenzioni Onu oggi siano diverse opzioni. Dobbiamo puntare sulle terapie anziche' sulla repressione dei consumatori: a parole tutti dicono terapia, ma 3/4 delle spese - conclude - sono per repressione".
Infine, Mario Morcellini, direttore del Dipartimento Comunicazione dell'Universita' di Roma, ha sottolineato che "i media tagliano tutte le possibili spiegazioni sociali che potrebbero spiegare le vicende personali, scegliendo di seguire i fenomeni attaccando le conseguenze. Nascono cosi le categorie del tossico, dell'immigrato , dello straniero'. Al forum sono intervenuti, anche Rita e Giovanni Cucchi, genitori di Stefano, i quali hanno ricordato come "con Stefano hanno provato a usare la figura del tossicodipendente quale causa della morte, mentre noi ci battiamo nei tribunali per dimostrare il contrario".
Al forum e' intervenuto anche Antonio Costa, ex direttore dell'agenzia antidroga delle Nazioni Unite, che ha evidenziato come " rafforzare la tendenza repressiva o riformare le convenzioni Onu oggi siano diverse opzioni. Dobbiamo puntare sulle terapie anziche' sulla repressione dei consumatori: a parole tutti dicono terapia, ma 3/4 delle spese - conclude - sono per repressione".
Infine, Mario Morcellini, direttore del Dipartimento Comunicazione dell'Universita' di Roma, ha sottolineato che "i media tagliano tutte le possibili spiegazioni sociali che potrebbero spiegare le vicende personali, scegliendo di seguire i fenomeni attaccando le conseguenze. Nascono cosi le categorie del tossico, dell'immigrato , dello straniero'. Al forum sono intervenuti, anche Rita e Giovanni Cucchi, genitori di Stefano, i quali hanno ricordato come "con Stefano hanno provato a usare la figura del tossicodipendente quale causa della morte, mentre noi ci battiamo nei tribunali per dimostrare il contrario".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti