Ddl Calabro' sul testamento biologico, per il 55% dei medici italiani e' 'pessimo', solo il 3% lo sostiene
I medici italiani bocciano il Ddl Calabrò sul testamento biologico. Il 55% dei camici bianchi considera infatti "pessimo" il testo sul fine vita, che proprio oggi approda nell'Aula del Senato. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato da 'Quotivadis', quotidiano online di informazione medico-scientifica di Univadis.
Il Ddl 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento' è la sintesi di una serie di disegni di legge: in Aula arriva questo pomeriggio un testo di otto articoli, e non più dieci come da principio, per regolamentare il dibattuto tema del testamento biologico.
Se oltre la metà dei medici boccia senza mezzi termini la bozza di legge, un nutrito numero di camici bianchi la 'rimanda a settembre'. Per il 30%, infatti, il Ddl sul fine vita "va rivisto in alcuni punti". Piuttosto pochi i consensi. Solo il 3% dei medici considera il testo Calabrò "un'ottima legge". Ma dal sondaggio emerge anche un altro dato significativo: un nutrito numero di camici bianchi, il 12%, non riesce a prendere una posizione in merito e a domanda risponde "non saprei ". E' la conferma che l'argomento 'scotta' e divide.
ITER IN SENATO - Sul testamento biologico, che IERIha iniziato ufficialmente il suo iter in aula al senato, il premier Silvio Berlusconi cala l'asso e con una mossa piu' inattesa che inusuale questa mattina ha fatto recapitare nella cassetta delle poste dei senatori azzurri una missiva per richiamare loro ''l'importanza ed il significato politico dell'appuntamento'', a pochi giorni dal primo congresso nazionale del Pdl.
Quella sul testamento biologico, che oggi ha visto bocciate dal Senato le 5 pregiudiziali proposte dall'opposizione sul ddl Calabro', diventa quindi a pieno titolo una battaglia politica, come dimostra anche la reazione del Pd all'invito di Berlusconi, che nella lettera personale ai suoi ha comunque ribadito che ''la liberta' di coscienza su questi temi resta per tutti noi principio non negoziabile''.
Per la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, il livello del dibattito pubblico al Senato ''e' troppo superficiale e troppo ideologico. La vicenda di Eluana Englaro e' stata impugnata come una clava. Se ci fosse un atteggiamento meno reciso da parte della maggioranza, che invece mi sembra purtroppo che si stia acuendo, come dimostra la lettera del presidente Berlusconi, cosa negherebbe al Parlamento la possibilita' di avere una pausa di riflessione e di approfondimento, sapendo anche peraltro che questa e' una questione che spacca la coscienza del paese?''.
L'ipotesi di moratoria, rilanciata ieri anche da Massimo D'Alema, e' stata ieri bocciata dal Senato che prima di avviare il dibattito sul testamento biologico ha respinto le 4 pregiudiziali di costituzionalita' sollevate da Pd, Idv e Radicali e una sospensiva. Il percorso quindi resta quello delineato nei giorni scorsi, con la maggioranza che mostra i muscoli e tira dritto al 26 marzo, data fissata per il voto finale, al quale si arrivera' passando anche per sedute notturne.
In Aula intanto il muro contro muro e' rappresentato dalle due voci diametralmente opposte sul fine vita, quella del relatore del testo, Raffaele Calabro' (Pdl) e la posizione della radicale Emma Bonino. ''Nessuna norma giuridica ci dice che siamo liberi di fare tutto quel che vogliamo. Il no allo stop dell'alimentazione riscriviamolo con maggior precisione, se necessario, ma salviamo il principio su cui si basa'', ha detto Calabro' presentando all'Aula il provvedimento.
''Non esistono vite piu' eccezionali della altre'', ha aggiunto, riferendosi alla proposta del Pd di consentire lo stop dell'alimentazione in casi eccezionali, ''e non si puo' consentire a nessuno di morire di fame o di sete''. La replica piu' dura ma anche la piu' applaudita dall'assemblea e' stata quella della Bonino. ''Poiche' la verita' non ce l'ha nessuno, quando la scienza, la religione e la politica e' divisa non c'e' altro modo che affidarsi alla responsabilita' del singolo cittadino''. Una relazione dura e partecipata, quella della senatrice radicale, che ha definito la legge varata dalla maggioranza ''crudele e intrusiva. E' stato detto che la democrazia sono numeri ma ci sono diritti inalienabili che non si possono toccare''. Sul testamento biologico anche ieri e' intervenuto Beppino Englaro, secondo cui la legge sulle volonta' di fine vita che il governo sta varando ''e' incostituzionale''. Alimentazione e idratazione forzata ''sono riconosciute come cure da molte societa' scientifiche anche internazionali - ha detto - e l'associazione 'Per Eluana' vuole dare un aiuto per arrivare a una legge equa''.
Il Ddl 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento' è la sintesi di una serie di disegni di legge: in Aula arriva questo pomeriggio un testo di otto articoli, e non più dieci come da principio, per regolamentare il dibattuto tema del testamento biologico.
Se oltre la metà dei medici boccia senza mezzi termini la bozza di legge, un nutrito numero di camici bianchi la 'rimanda a settembre'. Per il 30%, infatti, il Ddl sul fine vita "va rivisto in alcuni punti". Piuttosto pochi i consensi. Solo il 3% dei medici considera il testo Calabrò "un'ottima legge". Ma dal sondaggio emerge anche un altro dato significativo: un nutrito numero di camici bianchi, il 12%, non riesce a prendere una posizione in merito e a domanda risponde "non saprei ". E' la conferma che l'argomento 'scotta' e divide.
ITER IN SENATO - Sul testamento biologico, che IERIha iniziato ufficialmente il suo iter in aula al senato, il premier Silvio Berlusconi cala l'asso e con una mossa piu' inattesa che inusuale questa mattina ha fatto recapitare nella cassetta delle poste dei senatori azzurri una missiva per richiamare loro ''l'importanza ed il significato politico dell'appuntamento'', a pochi giorni dal primo congresso nazionale del Pdl.
Quella sul testamento biologico, che oggi ha visto bocciate dal Senato le 5 pregiudiziali proposte dall'opposizione sul ddl Calabro', diventa quindi a pieno titolo una battaglia politica, come dimostra anche la reazione del Pd all'invito di Berlusconi, che nella lettera personale ai suoi ha comunque ribadito che ''la liberta' di coscienza su questi temi resta per tutti noi principio non negoziabile''.
Per la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, il livello del dibattito pubblico al Senato ''e' troppo superficiale e troppo ideologico. La vicenda di Eluana Englaro e' stata impugnata come una clava. Se ci fosse un atteggiamento meno reciso da parte della maggioranza, che invece mi sembra purtroppo che si stia acuendo, come dimostra la lettera del presidente Berlusconi, cosa negherebbe al Parlamento la possibilita' di avere una pausa di riflessione e di approfondimento, sapendo anche peraltro che questa e' una questione che spacca la coscienza del paese?''.
L'ipotesi di moratoria, rilanciata ieri anche da Massimo D'Alema, e' stata ieri bocciata dal Senato che prima di avviare il dibattito sul testamento biologico ha respinto le 4 pregiudiziali di costituzionalita' sollevate da Pd, Idv e Radicali e una sospensiva. Il percorso quindi resta quello delineato nei giorni scorsi, con la maggioranza che mostra i muscoli e tira dritto al 26 marzo, data fissata per il voto finale, al quale si arrivera' passando anche per sedute notturne.
In Aula intanto il muro contro muro e' rappresentato dalle due voci diametralmente opposte sul fine vita, quella del relatore del testo, Raffaele Calabro' (Pdl) e la posizione della radicale Emma Bonino. ''Nessuna norma giuridica ci dice che siamo liberi di fare tutto quel che vogliamo. Il no allo stop dell'alimentazione riscriviamolo con maggior precisione, se necessario, ma salviamo il principio su cui si basa'', ha detto Calabro' presentando all'Aula il provvedimento.
''Non esistono vite piu' eccezionali della altre'', ha aggiunto, riferendosi alla proposta del Pd di consentire lo stop dell'alimentazione in casi eccezionali, ''e non si puo' consentire a nessuno di morire di fame o di sete''. La replica piu' dura ma anche la piu' applaudita dall'assemblea e' stata quella della Bonino. ''Poiche' la verita' non ce l'ha nessuno, quando la scienza, la religione e la politica e' divisa non c'e' altro modo che affidarsi alla responsabilita' del singolo cittadino''. Una relazione dura e partecipata, quella della senatrice radicale, che ha definito la legge varata dalla maggioranza ''crudele e intrusiva. E' stato detto che la democrazia sono numeri ma ci sono diritti inalienabili che non si possono toccare''. Sul testamento biologico anche ieri e' intervenuto Beppino Englaro, secondo cui la legge sulle volonta' di fine vita che il governo sta varando ''e' incostituzionale''. Alimentazione e idratazione forzata ''sono riconosciute come cure da molte societa' scientifiche anche internazionali - ha detto - e l'associazione 'Per Eluana' vuole dare un aiuto per arrivare a una legge equa''.
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