DDL Risparmio: la BCE da una mano a Bankitalia…
Uno "stretto coordinamento ex ante" tra la Banca d'Italia e l'Amef e' "particolarmente necessario" ma e' "comunque opportuno mantenere chiaramente distinte procedure che sono finalizzate a interessi pubblici diversi". Lo osserva oggi la Bce in un parere relativo al decreto di legge sulla tutela del risparmio presentato dal governo italiano. L'istituto di Francoforte sottolinea che il coordinamento tra i due organismi e' "altamente auspicabile al fine di evitare la realizzazione di un assetto troppo complesso per le entita' sottoposte a vigilanza", ma osserva che e' opportuno mantenere distinte le procedure, tenendo "in debito conto l'importanza che l'ordinamento giuridico italiano attribuisce alla stabilita' degli intermediari finanziari e dell' intero sistema finanziario". In particolare, argomenta la Bce, l'obbligo di "notificare anche alla Agcm (Autorità garante della concorrenza e dei mercati, Ndr) le fusioni ed acquisizioni, come previsto dal quadro regolamentare per la vigilanza bancaria e di incorporare la valutazione a fini di vigilanza e di concorrenza in un unico atto della Agcm, potrebbe far sorgere delicate questioni". La procedura prevista nella direttiva 2000/12/CE mira infatti ad accertare la compatibilita' dell'acquisizione di partecipazioni qualificate in un ente creditizio con una gestione sana e prudente e può prevedere l'accesso a informazioni che non sono direttamente pertinenti ai fini della tutela della concorrenza. "Sarebbe opportuno - secondo la Bce - che i provvedimenti nazionali di attuazione di tali disposizioni comunitarie, che definiscono i criteri per lo svolgimento delle rispettive responsabilita', facciano riferimento soltanto all'autorita' preposta a svolgere le funzioni di vigilanza prudenziale". Ragioni di natura pratica, inoltre, per l'istituto monetario di Francoforte, sembrano "giustificare la necessita' di una qualche distinzione tra le due procedure, in quanto la soglia per le comunicazioni e la nozione di controllo non sono del tutto coincidenti nella legislazione comunitaria". Tale separazione a livello procedurale potrebbe essere compatibile con l'esistenza di criteri preliminari, che entrambe le autorità siano tenute ad utilizzare nel dare la propria autorizzazione alle operazioni di fusione e acquisizione. "La Bce sarebbe lieta di vedere stabiliti tali criteri preliminari quale mezzo per accrescere la trasparenza e l'oggettività nelle decisioni di autorizzazione da parte di una qualunque delle due autorita'" conclude l'Eurotower.
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