Venerdì 5 giugno 2026
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Ddl sicurezza e' legge con voto bipartisan. Eliminate norme su Cie, ronde e medici spia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un voto quasi unanime, eccetto i senatori Radicali, dell'aula del Senato (261 favorevoli, un astenuto e tre contrari, di cui uno, Giuseppe Valentino del Pdl, ha sbagliato e voleva votare sí) ha accompagnato ieri la conversione in legge del decreto sulla sicurezza contenente le nuove norme sullo stalking e le violenze sessuali. Governo e gruppi parlamentari rivendicano, ciascuno per proprio conto, il merito dell'approvazione delle nuove norme.

Per il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna "l'Italia è ora tra le nazioni piú avanzate in materia di contrasto alla violenza sessuale. Da oggi le donne italiane possono stare piú tranquille, è iniziata la stagione della tolleranza zero nei confronti di chi si macchia dei reati contro di loro". Per la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro la nuova legge "reca fortissimamente il segno del nostro contributo in tutta la parte che riguarda lo stalking" e questo "qualche cosa dovrebbe insegnare alla maggioranza: quando ci si confronta per davvero", sottolinea, "accettare le ragioni delle opposizioni e loro proposte puó essere un buon metodo per avere provvedimenti di buona qualità e utili al Paese". In dissenso votano no i due senatori radicali iscritti al gruppo del Pd. Vota sí al decreto l'Idv, che con Luigi Li Gotti spiega di aver fatto questa scelta "solo per non farlo decadere" e accusa il Governo di 'rubacchiare' proposte altrui "per fini mediatici". Favorevole anche l'Udc, che con il suo presidente Gianpiero D'Alia peró lamenta il fatto che nel decreto "non ci sono investimenti e risorse importanti per il comparto sicurezza e per le forze dell'ordine".

Vota sí a denti stretti la Lega, dopo aver incassato il voto degli alleati su due ordini del giorno che impegnano il Governo e la maggioranza a ripresentare nel ddl sicurezza (attualmente alla Camera) la norma sulle ronde e quella sul prolungamento del fermo degli immigrati nei Cie. Ma Gianpaolo Vallardi, nella dichiarazione di voto, non rinuncia alla frecciata su "qualche franco tiratore, o, come qualcuno ha detto, qualche 'franco traditore', anche all'interno della nostra stessa maggioranza, magari qualcuno che è abbonato al settimanale 'Famiglia cristiana'". Il capogruppo del Carroccio Federico Bricolo garantisce: "C'è un accordo in maggioranza per approvare nel ddl sicurezza che sta alla Camera sia le ronde che l'allungamento dei tempi di permanenza dei clandestini all'interno dei centri di identificazione". Proprio a rassicurare la Lega sembra rivolto il commento del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri: "Un ottimo decreto", dice, e promette: "Continua il nostro impegno per la sicurezza e vareremo presto norme piú severe per contrastare l'immigrazione clandestina".

In concreto, le novità principali del decreto consistono nell'istituzione del reato di molestie insistenti, il cosiddetto 'stalking' e nelle nuove norme per la tutela delle vittime delle persecuzioni. La nuova legge introduce l'arresto in flagranza e la custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale. In caso di colpevolezza, è prevista la pena dell'ergastolo per chi commette un omicidio a seguito di una violenza sessuale, di atti sessuali con un minorenne, di violenza sessuale di gruppo, di stalking. La legge restringe anche l'accesso ai benefici della legge Gozzini per i detenuti per questi reati.

IL NO DEI RADICALI - 'Oggi in Senato ho espresso, insieme alla senatrice Donatella Poretti, il voto in dissenso dal gruppo dal PD per ragioni ben precise'. A spiegare i motivi del suo 'no' e' Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del PD che continua: 'L'Italia e' un delinquente abituale per l'amministrazione della giustizia davanti alla Corte dei diritti umani di Strasburgo, come dimostrano le sentenze che quotidianamente condannano la violazione dei diritti civili degli italiani da parte del nostro sistema giudiziario.
Questo decreto non aveva niente della necessita', niente dell'urgenza e va ad aggravare una situazione in cui, piuttosto che inasprire le pene, bisognerebbe considerare, come e' stato fatto nella legislatura scorsa, non tanto o non solo un indulto ma addirittura un'amnistia, per concedere ai magistrati, ai giudici e a 10 milioni di italiani di poter finalmente vivere appieno i diritti costituzionali garantiti, in particolare gli articoli 3,13 e 27 che questo decreto viola patentemente.
Ecco perche' ho opposto un no convinto a questo decreto'.
'Ho votato in dissenso dal gruppo del PD con rammarico poiche' non e' la prima volta che su temi relativi alla giustizia ci troviamo a votare diversamente, pur condividendo la stragrande maggioranza degli emendamenti proposti. E con rammarico - ma non delusione, perche' non mi sono mai illuso - devo sottolineare che altri Gruppi, come l'Italia dei Valori, sebbene sostengano di essere l'unica opposizione, non presentando neanche un emendamento al decreto dimostrano di non fare alcuna opposizione, finendo invece per essere sempre e solo d'accordo - magari la notte piuttosto che il giorno - con il governo Berlusconi'.
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