Venerdì 5 giugno 2026
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Ddl sicurezza, scontro fra Governo e Vaticano, che fa marcia indietro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ancora vive le polemiche sul disegno di legge sicurezza approvato defintivamente ieri dal Senato.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni replica alle critiche di esponenti della Chiesa e dell'opposzione, mentre dalla Santa sede il portavoce Padre Federico Lombardi fa sapere che dal Vaticano in quanto tale non c'e' stata nessuna presa di posizione ufficiale sull'argomento. Tuttavia e' la Cei ad esprimere delle perplessita' sul provvedimento. E lo scontro tra maggioranza ed opposizione non accenna a placarsi.

Maroni parla di "solita liturgia", rispondendo a chi gli chiede un commento sulle parole di monsignor Agostino Marchetto e di "pregiudizio politico e ideologico" riferendosi all'opposizione. "Gli elogi -aggiunge- sono enormemente superiori alle critiche, in quantita' e in qualita'. Ci sono norme che penso che anche chi ha criticato qualche passaggio dovrebbe apprezzare. Per esempio, la norma che toglie la potesta' genitoriale a chi sfrutta i minori, a chi li manda ad accattonare o a rubare: mi domando se chi ha definito come legge razziale questa norma condivida la misura che abbiamo inserito.
Ci sono norme che aumentano il contrasto alla mafia, che rendono piu' duro il carcere per i mafiosi: penso che chi ha criticato il pacchetto, o non ha letto queste norme oppure dovrebbe ripensare alle sue critiche. Ci sono norme che rendono piu' efficace il contrasto alla criminalita' di strada: sono sicuro che chi ha criticato il ddl queste norme non le ha lette".

"Nessun Governo -conclude Maroni- ha mai fatto tanto in cosi' poco tempo contro la mafia, contro la criminalita', contro l'immigrazione clandestina". Intanto il portavoce della Santa sede Padre Federico Lombardi precisa che 'il Vaticano non fa polemiche politiche, il Vaticano governa la Chiesa universale. Io ho detto che non mi consta che vi sia stato un pronunciamento ufficiale del Vaticano sul decreto del Governo. Non c'e' una nota della Segreteria di Stato, non c'e' un documento in questo senso. Nel Vaticano ci sono poi autorevoli personalita' che a seconda della loro competenza possono dire quello che pensano su determinate questioni'.
"Sulla questione dell'immigrazione -dichiara invece al Sir, l'agenzia stampa dei vescovi, mons. Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della Cei- vale anche oggi (cioe' all'indomani dell'approvazione da parte del Senato del ddl sicurezza) quanto affermato nel comunicato finale dell'ultima assemblea generale della Cei tenutasi lo scorso mese di maggio', quando "hanno concordato sul fatto che si tratta di un fenomeno assai complesso, che proprio per questo deve essere governato e non subito.
E' peraltro evidente che una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico, che e' comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri, risulta insufficiente, se non ci si interroga sulle cause profonde di un simile fenomeno".

"Due azioni convergenti sembrano irrinunciabili. La prima consiste nell'impedire che i figli di Paesi poveri siano costretti ad abbandonare la loro terra, a costo di pericoli gravissimi, pur di trovare una speranza di vita". La seconda 'sta nel favorire l'effettiva integrazione di quanti giungono dall'estero, evitando il formarsi di gruppi chiusi e preparando 'patti di cittadinanza' che definiscano i rapporti e trasformino questa drammatica emergenza in un'opportunita' per tutti'.

E le prese di posizione di esponenti della Chiesa contribuiscono a tenere accesa la polemica. "Rispettiamo la preoccupazione della Chiesa ma l'applicazione della legge non portera' sofferenza ma solo punizione per chi commette illeciti. Le persone per bene saranno sempre tutelate", assicura il ministro degli Esteri Franco Frattini.
"Abbiamo approvato una legge -aggiunge il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna- per dire no ai clandestini perche' crediamo che sia necessario realizzare una vera politica di integrazione, garantendo da una parte sicurezza ai cittadini, dall'altra la possibilita' di un futuro migliore per i milioni di immigrati che vengono nel nostro Paese".
Per il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, "le parole di questa mattina di padre Lombardi sul ddl sicurezza smentiscono quanti hanno cercato di strumentalizzare il Vaticano a fini meramente politici, attraverso false ricostruzioni. Il provvedimento approvato ieri punta a governare l'immigrazione e a regolare l'accesso nel nostro Paese. Inoltre e' ispirato a principi di legalita' e di solidarieta' visto che si prefigge l'obiettivo di aprire le porte a chi puo' avere un lavoro, una casa e una scuola, respingendo chi andrebbe incontro a un destino di disperazione e sfruttamento".

'Mi vuole spiegare monsignor Marchetto -si chiede il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi- le alternative ai centri di identificazione per procedere all'espulsione, nel momento in cui le carceri italiane stanno scoppiando per un percentuale insostenibile di detenuti extracomunitari che hanno consumato gravi reati come la rapina, lo scippo, il furto in abitazione, lo spaccio di droga, gli stupri e lo sfruttamento della prostituzione? Se vogliamo sviluppare una vera politica di integrazione con le milioni di persone che, provvidenzialmente per noi e per loro, cercano un futuro migliore in Italia, dobbiamo assolutamente distinguere tra Caino e Abele e, soprattutto, difendere il principio di legalita'".

"Questo Governo ha fatto una legge per tutelare i cittadini e per garantire maggiore sicurezza. Questa legge merita un voto alto perche' e' una buona legge e anche chi oggi la critica tra non molto ne apprezzera' i risultati", assicura il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. "Il consenso degli italiani -aggiunge il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri- e' straripante a nostro favore e le ridicole menzogne dalla sinistra non reggono. I cattolici sono con noi perche' sanno che non c'era nessuna solidarieta' nella politica della sinistra che faceva entrare tutti gli stranieri e li abbandonava nelle periferie e sotto ai ponti in mano agli spacciatori di droga o agli sfruttatori della prostituzione".
E secondo il capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo, "le polemiche di oggi sul ddl sicurezza si sgonfieranno appena la legge entrera' in vigore e dara' i suoi frutti.
Chi in buona fede la sta criticando si ricredera' mentre chi strumentalmente alimenta falsita' sara' smentito dai fatti e perdera' la faccia. Monsignor Marchetto ha perso un'occasione per stare zitto e, ancora una volta e' stato smentito dalla voce ufficiale dal Vaticano. E per quanto riguarda i vari colonnelli e caporali del centrosinistra che tanto sbraitano si rassegnino ai fatti perche' la gente sta dalla nostra parte anche su questi temi. I cittadini hanno capito che siamo gli unici a rispondere con i fatti alla domanda sempre piu' pressante di sicurezza e legalita'".

"Rispettare la laicita' delle istituzioni non significa impedire alla Chiesa di esprimere le proprie opinioni: essere laici significa ascoltare la voce della Chiesa, tenerne conto e poi decidere in autonomia assumendosi le responsabilita' che spettano solo ed esclusivamente al legislatore", ricorda il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello. "E' quello -aggiunge- he noi abbiamo sempre fatto: sui temi di biopolitica, quando fra le nostre posizioni e quelle della Chiesa si e' evidenziata una sostanziale sintonia, e per questo siamo stati accusati di legiferare sotto dettatura e attentare alla laicita' dello Stato; ma anche sui temi della sicurezza, in merito ai quali dal mondo cattolico si sono levate analisi critiche, la cui complessita' in molti casi non e' stata comunque colta da chi era troppo impegnato a strumentalizzare la voce della Chiesa per la propria convenienza politica".

"Noi rivendichiamo dunque la nostra coerenza. Cio' che invece non si puo' proprio accettare e' che chi sui temi etici vorrebbe tappare la bocca alla Chiesa e alle sue gerarchie, e taccia ogni loro opinione come un'intollerabile ingerenza, non esiti a divenire 'baciapile' se dal mondo cattolico si leva nei confronti del Governo anche una sola voce critica di cui la sinistra possa servirsi politicamente. Per questo vorrei esprimere una paradossale solidarieta' a monsignor Marchetto per la strumentalizzazione di cui e' fatto oggetto da parte dell'opposizione ogni volta che si parla di immigrazione e sicurezza".
Per Margherita Boniver deputata del Pdl e presidente del Comitato Schngen, "il pacchetto sicurezza che e' diventato legge, decisamente molto gradito dai nostri elettori e non solo, mantiene fede al programma elettorale del Pdl. Un miglior controllo del territorio, norme piu' severe riguardo la lotta al fenomeno mafioso, maggior severita' nei confronti di quella immigrazione clandestina che in questo modo verra' scoraggiata. Tutto questo non intacchera' in alcuno modo il diritto d'asilo per chi lo richiede e ne ha i titoli. Quindi parlare di leggi razziali o addirittura di tendenze del Governo verso la xenofobia e' una forzatura indegna e sciagurata da parte di un'opposizione alla ricerca solo dell'insulto senza mai una proposta costruttiva".

"Noi -replica il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione- non stiamo dicendo di aprire le porte a tutti. Serve una politica dell'immigrazione, e serve su questo e per la sicurezza una legge severa, ma giusta e umana. Questa legge non ha nessuna di queste caratteristiche e non migliora la vita degli italiani". "Non accettiamo le generalizzazioni del ministro Maroni su un tema cosi delicato come la lotta alla criminalita' organizzata. L'Udc -sottolinea il presidente dei senatori Gianpiero D'Alia- ha votato convintamente le singole positive norme antimafia contenute nel disegno di legge, non certo quel mare di provvedimenti incostituzionali e xenofobi presenti nel ddl che con l'ennesima fiducia ci volevano costringere a votare".

'La gravita' delle affermazioni del ministro Maroni che accusa l'opposizione di boicottare la lotta alla mafia -protesta il vicecapogruppo alla Camera del Pd, Gianclaudio Bressa- e' pari solo all'ipocrisia del non voler riconoscere che una parte di quelle norme presenti nel decreto del Governo sono la trasposizione di provvedimenti previsti dal pacchetto Amato e di emendamenti che il Pd ha presentato al Senato e che il Governo ha accolto. Ponendo la fiducia ci e' stato impedito di votare a favore delle parti che condividevamo e contro quelle che consideriamo xenofobe, pericolose e inutili come quelle sugli immigrati e sul reato di clandestinita''.
"Quella sulla sicurezza -dice dall'Idv Leoluca Orlando- e' una legge inumana e anticristiana. Le nuove norme non solo consegnano migliaia di immigrati a un sistema sanitario parallelo fatto di medici stregoni, ma soprattutto rendono lo stesso immigrato vulnerabile e ricattabile, in quanto sempre esposto al rischio di essere denunciato. Che la denuncia non sia obbligatoria, dunque, non cambia la sostanza".

"Quella che il ministro Maroni definisce con disprezzo e ignoranza 'la solita litania' di monsignor Marchetto -attacca il segretario del Prc Paolo Ferrero- risponde a parole serie e gravi quanto ponderate e sagge, quelle di un prelato che ha definito il pacchetto sicurezza una legge che portera' 'molti dolori e difficolta' agli immigrati'. Ma se le parole di Maroni sono quelle consuete e tipiche di un politico razzista e xenofobo, fa specie che il Vaticano stesso, per bocca del suo portavoce ufficiale padre Lombardi, smentisca oggi quanto detto ieri da Marchetto. Visto che Marchetto non viene difeso dal Vaticano, ma anzi viene lasciato solo di fronte al fuoco di fila dei razzisti e leghisti al Governo, ci permettiamo di difenderlo noi, anche perche' la Chiesa non puo' avere due pesi e due misure, nei confronti della vita umana: difenderla non solo dalla sua nascita ma anche dal suo concepimento e rifiutarsi di difenderla quando si tratta della vita vera di migliaia di migranti".

'Il ministro dell'Interno -aggiunge il vicepresidente della Camera Rosy Bindi, del Pd- farebbe bene a misurare le parole. E' evidente che non sa cosa sia la liturgia. Le offese a mons. Marchetto e il linguaggio sprezzante con cui si cerca di liquidare le sue obiezioni, sono la prova che le parole 'questa legge portera' molti dolori' sono vere. La verita' interroga la coscienza e la vita delle persone e nessuna precisazione puo' assolvere la maggioranza e il Governo dal dolore che le loro leggi provocheranno nella carne viva di tante donne, tanti uomini e tanti bambini'.
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