Domenica 7 giugno 2026
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Decadra' il decreto "sicurezza". Imbarazzo nel centro-sinistra, Cdl chiede dimissioni Amato

U.E. - ITALIA
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"Sono convinto che abbiamo trovato una soluzione". Il premier Romano Prodi dispensa ottimismo, ma l'imbarazzante scivolone sul decreto sicurezza offre l'occasione al centrodestra non solo di sottolineare l'errore della maggioranza costretta a far decadere il dl, ma anche di alzare polvere attorno al ministro dell'Interno, Giuliano Amato, di cui l'opposizione chiede compatta le dimissioni. Il titolare del Viminale ha incontrato nel pomeriggio i capigruppo dell'Unione e ha spiegato che le norme sulla sicurezza saranno contenute in nuovo dl e le altre misure contenute nell'attuale decreto verranno 'spalmate' cosi': un decreto legislativo che recepisce le norme Ue sulla libera circolazione dei cittadini comunitari mentre la norma sull'omofobia, che finira' nel ddl che riguarda anche lo stalking, da varare in Aula contestualmente all'approvazione del decreto.

Ad annunciare che si sarebbe lasciato decadere il decreto e' stato questa mattina il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. Il ministro ha spiegato che al posto dell'attuale dl sara' varato dal governo, in un Consiglio dei ministri che sara' convocato con ogni probabilita' per il 28 dicembre prossimo, un nuovo testo che salvaguardera' gli effetti prodotti dal provvedimento gia' approvato dal Senato, ma che non conterra' le norme sull'omofobia, causa queste ultime del 'pasticco' che si e' prodotto sul decreto. "Il ministero dell'Interno -ha detto Chiti- sta gia' lavorando ad un nuovo provvedimento legislativo che assicuri continuita' con quello in decadenza e tenga in vita le misure gia' adottare".

Contro Amato si leva tutto il centrodestra che ne ha chiesto le dimissioni. Il ministro dell'Interno dovrebbe lasciare il Viminale dopo quanto accaduto e fare "un gesto di dignita'", hanno detto gli esponenti dell'opposizione in una conferenza stampa alla Camera.
'Auspichiamo che per coerenza Amato si dimetta gia' oggi', ha chiesto Elio Vito. Una richiesta avanzata anche da Roberto Maroni (Lega), Luca Volonte' (Udc) e Marco Airaghi (An). Ha aggiunto poi Gianfranco Fini: "Non solo Amato, ma tutto il governo dovrebbe dimettersi e dovrebbe prendere atto che non c'e' una ragione concreta per continuare a governare, se non quella di far pagare agli italiani il prezzo della loro incapacita'".
Il decreto sulle espulsioni sara' lasciato decadere. Dopo una riunione con i capigruppo, stamattina alla Camera, Chiti ha fatto sapere che al posto del decreto decaduto sara' varato dal governo un nuovo dl che salvaguardera' gli effetti prodotti dal provvedimento gia' approvato dal Senato ma che non conterra' le norme sull'omofobia.

"Il ministero dell'Interno -ha spiegato Chiti- sta gia' lavorando ad un nuovo provvedimento legislativo che assicuri continuita' con quello in decadenza e tenga in vita le misure gia' adottare'. Quanto alle norme sull'omofobia, esse 'non rientrano nella materia della sicurezza. C'e' la necessita' di legiferare in questa materia, ma la sede propria per farlo -ha rilevato Chiti- e' il Parlamento. Del resto, la commissione Giustizia di Montecitorio si appresta a licenziare un testo che dovrebbe essere calendarizzato in tempi rapidi per l'aula".

Il centrodestra non e' convinto e con Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, si fa notare che 'le ultime vicende italiane sono terribili perche', dal lato economico, vediamo il Paese che perde credibilita' in quanto superato dalla Spagna e, dal lato politico, il pasticcio di decreti ritirati o decaduti come avveniva nella Prima Repubblica. Il guaio e' che tutto cio' accade per un problema che riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini".
Il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, ha richiamato l'attenzione sugli errori commessi e che non devono ripetersi: "Auspichiamo che il prossimo decreto del governo contenga misure ancora piu' stringenti ed efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e per contrastare con durezza tutti i crimini legati all'immigrazione. Naturalmente ci auguriamo anche che il governo vigili con attenzione affinche' non si ripetano altri errori come quello che ha sciaguratamente causato la mancata conversione del decreto sicurezza'.

Per il vicepremier Francesco Rutelli il ritiro del decreto sicurezza "e' solo un aspetto tecnico, non cambia nulla, le norme restano in vigore. Il decreto riguarda problemi vitali per la sicurezza del Paese e quelle norme sono solo la prima parte di un pacchetto sicurezza che il Parlamento dovra' approvare il piu' rapidamente possibile".

"Io vorrei una sessione del Parlamento -ha proseguito- tutta dedicata alla sicurezza. Io mi rivolgerei a questa priorita' che gli italiani avvertono e che il Governo vuole affrontare non solo quando c'e' un delitto terribile. Noi vogliamo affrontarlo con politiche credibili e costanti". Per Rutelli "le norme sull'omofobia non c'entrano niente con il decreto ne' con l'immigrazione clandestina e vanno affrontate in sede appropiate. Era chiaro anche a me ma poi ce le siamo ritrovate tra capo e collo".
"Io ritengo che si deve porre rimedio ad un ulteriore errore e superficialita' da una parte e a un ulteriore ricatto dall'altra, che e' venuto da alcune forze politiche all'interno della maggioranza". E' l'opinione del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che sul dl sicurezza ha aggiunto: "Questo provvedimento doveva e deve contenere solo provvedimenti che riguardano la sicurezza, perche' di sicurezza c'e' bisogno nel nostro Paese e non possiamo permetterci di abrogare gli effetti di questa norma".

"Ecco perche' noi chiediamo che, o si fa immediatamente un altro decreto legge che ne assicuri la continuita' -ha proseguito- in termini di interventi in materia di immigrazione clandestina e di sicurezza, oppure ci si assuma la responsabilita' di togliere quella norma sull'omofobia che nulla, direbbe il vecchio Di Pietro, c'azzeccava, e che invece e' stata inserita un po' fraudolentemente all'interno di questo provvedimento".

Il ministro ha voluto chiarire: "Poiche' non vorrei essere frainteso, sono anch'io per la punizione esemplare -ha spiegato- di chi mette in atto comportamenti per la discriminazione razziale, religiosa e sessuale. Il problema e' un altro, che questo tema va affrontato in modo serio e sereno dal Parlamento affinche', da una parte si contrasti anche in modo duro chi fa queste discriminazioni, ma dall'altra non si impedisca l'opinione".
Se l'ala moderata e cattolica ha apprezzato lo stralcio delle norme anti-omofobia dal nuovo testo sulla sicurezza, Rifondazione ha gia' detto che questo non va. "Il testo del nuovo decreto sulla sicurezza che il governo presentera' dovra' essere esattamente quello che avevamo licenziato qui in Senato, compresa l'estensione della legge Mancino ai reati di razzismo e xenofobia", ha scandito il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena.

"Il governo inoltre deve impegnarsi ad affidare il ddl Pollastrini-Mastella, che contiene la norma che punisce l'istigazione/commissione di atti di violenza omofobica, a una corsia preferenziale -ha sottolineato- che renda contestuale all'approvazione del decreto l'approvazione del ddl".

Ha proseguito Russo Spena: "Vedo che ci sono fantasiose richieste, mi riferisco a una dichiarazione di Franceschini, affinche' il nuovo decreto espulsioni contenga norme piu' 'stringenti ed efficaci'". E ha concluso: "Nessuno deve pensare di riproporre l'obbrobrio anti costituzionale e fuori dalle norme europee contenuto nel decreto originale".
Mentre si sono riaperte divisioni dentro la maggioranza sul nuovo testo, il centrodestra ha chiesto le dimissioni di Giuliano Amato. Il ministro dell'Interno dovrebbe lasciare il Viminale dopo 'il pasticcio' del governo sul decreto sicurezza. In una conferenza stampa alla Camera, le opposizioni si sono ritrovate unite nel chiedere ad Amato 'un gesto di dignita'', dopo che l'esecutivo ha deciso di far decadere un testo che non poteva essere ne' modificato ne' approvato cosi' com'era. 'Auspichiamo che per coerenza Amato si dimetta gia' oggi', ha cheisto Elio Vito. Una richiesta avanzata anche da Roberto Maroni (Lega), Luca Volonte' (Udc) e Marco Airaghi (An).

Non ci sono i numeri alla Camera per una mozione di sfiducia individuale, ma il significato dell'iniziativa del centrodestra e' simile. 'Il governo Prodi -ha spiegato il presidente dei deputati di Forza Italia- scherza con le paure dei cittadini e con il diritto a sentirsi sicuri nelle proprie citta' e nelle proprie case', ha detto Elio Vito.

Ancora una volta, ha sottolineato Vito, Prodi 'antepone le ragioni di tenuta di una maggioranza piena di contraddizioni alle esigenze dei cittadini'. Il centrodestra, hanno rimarcato i rappresentanti delle opposizioni, aveva offerto la disponibilita' a migliorare il testo, ma il governo ha preferito tirare dritto. L'esito e' sotto gli occhi di tutti: il decreto non poteva passare cosi' com'era scritto, 'grazie anche alla correttezza dimostrata dalla presidenza della Repubblica' e non poteva
Il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonte' ha detto di non credere all'infortunio tecnico sulla norma antiomofobia: 'C'era la consapevolezza di cosa comportasse quel testo', ha spiegato il capogruppo centrista che si e' detto 'stupefatto del fatto che ancora oggi Amato non si sia dimesso. Lui stesso ha firmato la sua lettera di dimissioni con le parole pronunciate una settimana fa'.

Il governo non ha nessuna 'scusa ne' attenuante' nemmeno per Roberto Maroni: 'ha combinato un bel pasticcio, strombazzando un decreto che adesso potra' solo peggiorare, visto che non si possono riproporre le stesse norme'. Il capogruppo del Carroccio ha messo l'accento sugli effetti della decadenza del provvedimento, soprattutto per le espulsioni dei cittadini neocomunitari che dal primo gennaio potranno ripresentarsi tranquillamente in Italia.

'Chiediamo le dimissioni del ministro Amato, se ci fosse un residuo di dignita'. Come si fa a dare la colpa a un funzionario del ministero... La cultura delle sicurezza di questo governo e' sottozero, siamo al gelo siberiano. Il governo scherza su un tema esplosivo', ha avvertito Maroni. Dopo questo 'pasticcio', ha spiegato anche Airaghi di An, 'gli italiani sanno a chi hanno dato il loro voto'.
Il Guardasigilli Clemente Mastella ha preso le difese di Amato: "E' ingiusto chiedere le dimissioni di Amato', dopo la decadenza del decreto sicurezza. Secondo il leader dell'Udeur "se un ministro fa un decreto condiviso da tutti i suoi colleghi non puo' essere accusato di incapacita', se poi il decreto non va in porto in Parlamento. E poi -ha ricordato Mastella-non e' la prima volta che un decreto naufraga in Parlamento: e' successo anche quando c'erano maggioranze assai ampie'.

Per il leader di An, Gianfranco Fini, il decreto sulla sicurezza "e' inutile, fatto da un governo pasticcione e diviso, incapace di decidere". Le critiche per lo scivolone da parte di Fini si sono appuntate in modo particolare sul ministro Amato. Se ne dovrebbe andare? "Non solo Amato -ha detto il leader di An- tutto il governo dovrebbe dimettarsi e dovrebbe prendere atto che non c'e' una ragione concreta per continuare a governare, se non quella di far pagare agli italiani il prezzo della loro incapacita'".

Il capogruppo di An, Ignazio La Russa, ha aggiunto che "quanto e' avvenuto oggi dimostra ancora una volta come questo governo non solo non sia in grado di garantire maggiore sicurezza ai cittadini, ma anche che, con la sua totale incapacita' rischia giorno dopo giorno, di peggiorare la situazione del nostro Paese' e poi ha aggiunto: "E' pleonastico chiedere le dimissioni del ministro dell'Interno di un governo che nonostante abbia per l'ennesima volta toccato il fondo, continua a non conoscere vergogna'.
Il leghista Maroni, dopo la conferenza stampa in cui con tutto il centrodestra, ha chiesto le dimissioni di Amato, se l'e' presa anche con il leader del Pd, Walter Veltroni. "Si era impegnato molto per questo decreto, ora ci piacerebbe sapere cosa ne pensa. Lui non puo' fare le proposte e poi non assumersi la responsabilita' di quanto succede. Il Pd -ha detto Maroni- e' l'azionista di maggioranza di questo governo, si prenda le sue responsabilita''.

Per Roberto Calderoli "il governo, lasciando decadere il decreto legge sulla sicurezza, ha abdicato in materia di sicurezza, lasciando cosi' i cittadini alla merce' dei razziatori e degli assassini. A questo punto si vuole sapere il nome del funzionario che materialmente si e' reso responsabile di questo errore, ma, in assenza di questo, a dare le dimissioni deve essere il ministro dell'Interno, ma non basta, perche' -ha sottolineato Calderoli- l'altro responsabile, per culpa in vigilando, e' il presidente del Senato, che non ha dichiarato inammissibile un emendamento privo di senso e che non lo ha fatto neppure dopo che il presidente Pera lo aveva denunciato in Aula, e pertanto dovrebbe trarne le relative conseguenze'.

"Un governo che, per la propria salvezza, mette a rischio il cittadino, che fa perdere la faccia al ministro dell'Interno e al presidente del Senato, e con la vicenda Speciale anche al presidente della Repubblica, ha ancora senso di esistere? Speriamo -ha concluso il senatore leghista- che l'Epifania oltre alle festa anche questo governo si porti via...'.
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