Decapitato trafficante siriano di droghe
Con la decapitazione di un trafficante di droga siriano e di un saudita condannato per omicidio sale a 100 il numero di condanne a morte eseguite in Arabia Saudita dall'inizio del 2015. Nel 2014 le esecuzioni erano state in tutto 87. L'anno da record, secondo Amnesty International, era stato il 1995 con 192 condanne a morte. In base al codice penale saudita - che si basa su un'interpretazione assai stringente della sharia - l'omicidio, lo stupro, il furto a mano armata, il traffico di stupefacenti e l'apostasia sono reati passibili della pena capitale. La maggior parte delle esecuzioni - che devono essere approvate in ultima istanza dal monarca saudita - riguarda i reati di omicidio e traffico di stupefacenti, attività quest'ultima in aumento a causa della povertà di una parte della popolazione; secondo l'ong Amnesty International tuttavia lo svolgimento dei processi - spesso a porte chiuse - è tutt'altro che trasparente e molte condanne si basano esclusivamente sulle "confessioni" degli accusati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti