Decreto Tremonti discrimina i cittadini europei?
L'Italia toglie diritti ai cittadini europei mettendoli in condizioni peggiori di quelle di qualsiasi altro straniero, e con questo violando le norme comunitarie? La domanda la rivolge il deputato europeo radicale Marco Cappato alla Commissione con una interrogazione.
"Lo scorso 6 agosto, nella fretta di approvare misure urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica - spiega Cappato in una nota -, il Parlamento ha votato la legge 133/2008 convertendo il decreto Tremonti 112/2008 e modificando alcuni commi del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell`immigrazione e norme sulla condizione dello straniero". Secondo l'eurodeputato "il Parlamento si è cosí lasciato sfuggire un provvedimento che potrebbe discriminare , contro il diritto comunitario, i cittadini UE che si trovano sul territorio italiano rispetto agli stranieri che vi vivono, anche se illegalmente".
"La svista di Governo e Parlamento ha colpito l'attenzione dei Professori Nascimbene e Lang e del dott. Biruglio dell'Università di Milano - dice Cappato -, che hanno già fatto notare alla Commissione europea come la nuova formulazione dell'art. 1, 2 comma del T.U sopprime la garanzia che sanciva che in nessun caso la condizione giuridica del cittadino dell'Unione potesse risultare peggiore o deteriore rispetto a quella del cittadino straniero. In particolare i cittadini UE non avrebbero piú diritto a tutte le prestazioni sanitarie urgenti o comunque essenziali che il Testo Unico garantisce a tutti i "non italiani", compreso lo straniero illegalmente presente sul territorio. (commi 3, 4 e 5 dell'art. 35 T.U.)".
Secondo questa interpretazione, dice Cappato, "cesserebbe di applicarsi al cittadino comunitario anche l'art. 5, 6 comma T.U.
che elenca le situazioni per le quali puó essere concesso il permesso di soggiorno in particolari casi di carattere umanitario, a prescindere dall'inserimento economico o dalla capacità di mantenimento della persona".
"Come Radicali, insieme a Marco Pannella abbiamo presentato oggi un'interrogazione scritta alla Commissione per sapere se non reputi la norma in questione in contrasto con il diritto comunitario - annuncia dunque il parlamentare -, producendo effetti discriminatori nel vietare l`estensione ai cittadini comunitari dei benefici riconosciuti ai cittadini dei Paesi terzi. La legge indebolisce tra l'altro la posizione giuridica del cittadino dell`Unione e potrebbe disincentivarlo dallo stabilirsi in Italia, in contrasto con le disposizioni che vietano norme o comportamenti nazionali che possano limitare o scoraggiare l`esercizio della libertà di circolazione delle persone".
"Lo scorso 6 agosto, nella fretta di approvare misure urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica - spiega Cappato in una nota -, il Parlamento ha votato la legge 133/2008 convertendo il decreto Tremonti 112/2008 e modificando alcuni commi del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell`immigrazione e norme sulla condizione dello straniero". Secondo l'eurodeputato "il Parlamento si è cosí lasciato sfuggire un provvedimento che potrebbe discriminare , contro il diritto comunitario, i cittadini UE che si trovano sul territorio italiano rispetto agli stranieri che vi vivono, anche se illegalmente".
"La svista di Governo e Parlamento ha colpito l'attenzione dei Professori Nascimbene e Lang e del dott. Biruglio dell'Università di Milano - dice Cappato -, che hanno già fatto notare alla Commissione europea come la nuova formulazione dell'art. 1, 2 comma del T.U sopprime la garanzia che sanciva che in nessun caso la condizione giuridica del cittadino dell'Unione potesse risultare peggiore o deteriore rispetto a quella del cittadino straniero. In particolare i cittadini UE non avrebbero piú diritto a tutte le prestazioni sanitarie urgenti o comunque essenziali che il Testo Unico garantisce a tutti i "non italiani", compreso lo straniero illegalmente presente sul territorio. (commi 3, 4 e 5 dell'art. 35 T.U.)".
Secondo questa interpretazione, dice Cappato, "cesserebbe di applicarsi al cittadino comunitario anche l'art. 5, 6 comma T.U.
che elenca le situazioni per le quali puó essere concesso il permesso di soggiorno in particolari casi di carattere umanitario, a prescindere dall'inserimento economico o dalla capacità di mantenimento della persona".
"Come Radicali, insieme a Marco Pannella abbiamo presentato oggi un'interrogazione scritta alla Commissione per sapere se non reputi la norma in questione in contrasto con il diritto comunitario - annuncia dunque il parlamentare -, producendo effetti discriminatori nel vietare l`estensione ai cittadini comunitari dei benefici riconosciuti ai cittadini dei Paesi terzi. La legge indebolisce tra l'altro la posizione giuridica del cittadino dell`Unione e potrebbe disincentivarlo dallo stabilirsi in Italia, in contrasto con le disposizioni che vietano norme o comportamenti nazionali che possano limitare o scoraggiare l`esercizio della libertà di circolazione delle persone".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti