Domenica 7 giugno 2026
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Della Vedova (FI): abolire la tassa di concessione per i cellulari

U.E. - ITALIA
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Togliere, con una norma da inserire nella prossima Finanziaria, la tassa di concessione governativa che grava sull'utenza, come peraltro previsto da un ordine del giorno approvato dall'Aula della Camera a marzo scorso. E' la richiesta che viene da Forza Italia, per bocca dell' onorevole Benedetto Della Vedova, secondo il quale "si tratta di una tassa iniqua, senza un fondamento giuridico, retaggio di un passato in cui i telefonini era un bene di lusso. Ora la telefonia mobile e' invece un'esigenza sociale e non si puo' far pagare 5,16 o 12,81 euro al mese ai cittadini (a seconda se si tratti di contratti per utenza privata o 'business', ndr.).
Il problema e' che togliere questa tassa, porterebbe ad un minor gettito per il Fisco di circa 750 milioni all'anno, un valore, pero' che per Della vedova "e' compatibile con lo stato delle finanze pubbliche". Domani, comunque, durante il question time alla Camera, Forza Italia si attende una risposta del governo ad una sua interrogazione sulle intenzioni in materia da parte dell'esecutivo. "Ci aspettiamo che il ministro 'liberista', Pierluigi Bersani, venga ad annunciarci un vero intervento di liberalizzazione nel settore delle tlc, non come e' avvenuto con la vicenda dei costi di ricarica".
Forza italia, infatti, coglie l'occasione di questa proposta per criticare aspramente la decisione del governo "di intervenire d'autorita' sui costi di ricarica. Una misura dirigistica e inutile, che proprio a causa della mancata cancellazione della tassa di concessione, si e' risolta con effetti controproducenti per l'utenza, con aumenti delle tariffe dei servizi di telefonia mobile tra il 10 e il 25%".
Della vedova ha 'fotografato' l'attuale situazione del comparto della telefonia mobile: "in Italia ci sono 67 milioni di utenze telefoniche mobili, di cui solo il 10% sono contratti in abbonamento, mentre tutto il resto sono schede ricaricabili. Si tratta di una situazione creata proprio dalla tassa di concessione governativa sui telefonini, che grava solo sugli abbonamenti e non sulle ricaricabili. Abolire la tassa significherebbe andare incontro alle esigenze dell'utenza ma anche delle aziende. Ma soprattutto - sottolinea l'esponente di Fi - si eliminerebbe uno scompenso del mercato dei telefonini evidenziato di recente anche dall'Antititrust e dall'Agcom, in una loro indagine, legato proprio alla tassazione degli abbonamenti. E' stata quest'ultima a creare anche nelle ricaricabile il 'costo fisso' della ricarica e quindi andava abolita per prima. Senza tassa le aziende potranno concentrarsi su offerte legate solo al costo del servizio, creando una vera situazione di concorrenza".
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