Democratici di centro: se sgarra il figlio immigrato, via tutta la famiglia
L'Unione Democratica di Centro, il partito piu' importante della Svizzera, punta a introdurre una legge in forza della quale potrebbero essere espulse dal Paese le famiglie di immigrati, i cui figli si siano resi responsabili di crimini violenti o di reati legati al traffico di droga, oppure di truffe per ottenere sussidi sociali.
Molto criticata dalle organizzazioni anti-xenofobe, l'iniziativa del partito filo-nazionalista e' stata resa pubblica con cartelloni pubblicitari ove sono ritratte tre pecore bianche che cacciano via a calci una pecora nera, e su cui campeggia la scritta: "Per una maggiore sicurezza".
Ueli Maurer, presidente dell'Udc elvetica, ha dichiarato: "Noi siamo convinti che i genitori siano responsabili dell'educazione dei figli. Se non sanno prendersi cura di loro, debbono farsi carico delle conseguenze". Secondo le stime dei nazionalisti, l'incidenza sul tasso di criminalita' degli stranieri e' quattro volte superiore a quello dei cittadini elvetici. "Non appena le prime dieci famiglie vsaranno esplulse dal Paese", si e' detto certo Mueller, "le cose in Svizzera miglioreranno sensibilmente". Ronnie Bernheim, dell'Associazione contro il Razzismo e l'Anti-Semitismo, ha ribattuto che "la proposta di legge ricorda molto da vicino la responsabilita' oggettiva dei genitori sancita durante il nazismo, per cui padri e madri erano puniti allo stesso modo dei loro figli per crimini commessi solo da questi ultimi". L'Unhcr, l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati che ha sede a Ginevra, dal canto suo ha commentato: "La legge violerebbe le convenzioni dell'Onu, le norme europee in materia di diritti umani, e la stessa Costituzione svizzera".
In vista delle elezioni di ottobre per il rinnovo della Camera bassa, i sondaggi danno pero' l'Unione Democratica di Centro almeno tre punti avanti rispetto ai suoi avversari piu' prossimi, i socialdemocratici. L'Udc frattanto sta cercando di raccogliere le centomila firme necessarie per un referendum sulla propria proposta di 'deportazione familiare'. Il partito nazionalista ha suggerito anche non costruire piu' minareti sulle moschee.
Molto criticata dalle organizzazioni anti-xenofobe, l'iniziativa del partito filo-nazionalista e' stata resa pubblica con cartelloni pubblicitari ove sono ritratte tre pecore bianche che cacciano via a calci una pecora nera, e su cui campeggia la scritta: "Per una maggiore sicurezza".
Ueli Maurer, presidente dell'Udc elvetica, ha dichiarato: "Noi siamo convinti che i genitori siano responsabili dell'educazione dei figli. Se non sanno prendersi cura di loro, debbono farsi carico delle conseguenze". Secondo le stime dei nazionalisti, l'incidenza sul tasso di criminalita' degli stranieri e' quattro volte superiore a quello dei cittadini elvetici. "Non appena le prime dieci famiglie vsaranno esplulse dal Paese", si e' detto certo Mueller, "le cose in Svizzera miglioreranno sensibilmente". Ronnie Bernheim, dell'Associazione contro il Razzismo e l'Anti-Semitismo, ha ribattuto che "la proposta di legge ricorda molto da vicino la responsabilita' oggettiva dei genitori sancita durante il nazismo, per cui padri e madri erano puniti allo stesso modo dei loro figli per crimini commessi solo da questi ultimi". L'Unhcr, l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati che ha sede a Ginevra, dal canto suo ha commentato: "La legge violerebbe le convenzioni dell'Onu, le norme europee in materia di diritti umani, e la stessa Costituzione svizzera".
In vista delle elezioni di ottobre per il rinnovo della Camera bassa, i sondaggi danno pero' l'Unione Democratica di Centro almeno tre punti avanti rispetto ai suoi avversari piu' prossimi, i socialdemocratici. L'Udc frattanto sta cercando di raccogliere le centomila firme necessarie per un referendum sulla propria proposta di 'deportazione familiare'. Il partito nazionalista ha suggerito anche non costruire piu' minareti sulle moschee.
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