Lunedì 8 giugno 2026
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Destinare i fondi agricoli non spesi allo sviluppo della banda larga? Disaccordo tra i 27

U.E.
Notizia ·
Resta il disaccordo fra i governi dei Ventisette sulla proposta della Commissione europea di destinare a progetti di interconnessione energetica e allo sviluppo della banda larga per Internet, nell'ambito del piano di rilancio economico dell'Ue, un fondo di 5 miliardi di euro finanziato con gli stanziamenti agricoli non spesi nel 2008 e 2009. Lo riferiscono ad Apcom fonti diplomatiche concordanti.
Una riunione del comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue (Coreper), svoltasi oggi a Bruxelles, non e' riuscita a venire a capo delle reticenze di diversi paesi, motivata sostanzialmente da due ragioni: da una parte, la contrarieta' a stabilire un 'precedente', con lo spostamento di fondi da una voce all'altra del bilancio comunitario (in genere, i finanziamenti stanziati e non spesi tornano ai governi con sotto forma di deduzioni 'pro-quota' dai contributi che pagano alle casse Ue); dall'altra, la vaghezza della proposta della Commissione quanto ai progetti da finanziare, che alcune capitali temono possano avere scarso rilievo per i propri interessi nazionali.
La Commissione, in realta', ha cercato di rispondere alla seconda di queste obiezioni, presentando ieri una lista di massima dei progetti, che pero' non e' bastata a convincere almeno una parte del nutrito gruppo di Stati membri reticenti. Insoddisfatti si sono dichiarati gli ambasciatori di Germania, Austria, Svezia, Olanda, Romania, Slovenia, Gran Bretagna, mentre non hanno preso posizione quelli di Danimarca, Finlandia e Polonia (anch'essi contrari, fino alla settimana scorsa). Scontenta anche la Repubblica ceca, che dal primo gennaio assume la presidenza di turno del Consiglio Ue, e che eredita ora la matassa da sbrogliare.
Secondo fonti del Consiglio, diversi Paesi hanno chiesto una lista piu' precisa dei progetti (che comprendono sicuramente la costruzione di interconnessioni elettriche fra i Paesi baltici e gasdotti attraverso i Balcani, come il Nabucco). Secondo le fonti, l'Italia in particolare ha insistito sulla sua richiesta di garantire l'equilibrio geografico nella distribuzione delle opere da finanziare e ha anche sottolineato l'esigenza di privilegiare i progetti gia' avanzati, pronti per essere realizzati rapidamente. Con questo criterio, sarebbe favorito, ad esempio, il gasdotto Itgi-Poseidon (Turchia-Grecia-Italia, con la partecipazione della Edison), che portera' in Puglia il gas dei giacimenti azeri del Mar Caspio, mentre avrebbe piu' difficolta' il Nabucco (Mar caspio-Turchia-Bulgaria-Romania-Ungheria Austria), per il quale si prevedono tempi piu' lunghi di realizzazione.
All'Italia interesserebbero anche interconnessioni elettriche con i Balcani e con il Nord Africa.
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