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 ITALIA - ITALIA - Detenuto tossicodipendente muore in carcere Firenze
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Notizia 
29 giugno 2015 11:20
 
Un detenuto italiano di 55 anni, in trattamento per tossicodipendenti, è morto ieri nel carcere fiorentino di Sollicciano. A darne notizia oggi è l'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) attraverso il segretario generale Leo Beneduci. "Il detenuto - spiega il sindacato - aveva assunto da non molto tempo la prevista quantità di metadone e il malore che lo ha colto è assai probabile che sia stato provocato dalla contemporanea assunzione di altre sostanze come purtroppo già accaduto nello stesso carcere, in particolare nella limitrofa sezione femminile". Per quanto è dato di conoscere, il fatto che si tratti dell'ottavo morto dall'inizio dell'anno nel carcere di Sollicciano - rileva Beneduci -, "non sembrerebbe aver destato particolari preoccupazioni nei vertici locali, regionali e nazionali dell'amministrazione penitenziaria, nonostante che quella del carcere fiorentino sia la più alta percentuale di decessi in cella sul territorio nazionale e non solo".

..... Si tratta dell’ottava morte nel carcere di Sollicciano dall’inizio dell’anno, probabilmente la seconda per overdose -hanno dichiarato Maurizio Buzzegoli e Massimo Lensi, rispettivamente segretario e presidente dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”- è innegabile che questa situazione costituisca un’emergenza alla quale il Governo e il Parlamento dovrebbero porre immediatamente rimedio per evitare di essere ulteriormente complici di questa strage di Stato. I due esponenti radicali hanno inoltre evidenziato il caso della morte sospetta di ieri: Se venisse confermata l’ipotesi di overdose, la circostanza assume connotati ancora più drammatici: com’è possibile che nel 2015 si possa ancora morire di overdose? Com’è possibile che questo avvenga proprio in carcere, quindi in custodia dello Stato? Buzzegoli e Lensi, infine, hanno ribadito la proposta radicale di amnistia e indulto: Anche il Presidente emerito Napolitano nel suo messaggio alle Camere chiese al Parlamento di prendere in seria considerazione la possibilità dei provvedimenti di amnistia e indulto: gli unici in grado di ripristinare la Giustizia e lo Stato di Diritto nel nostro Paese.

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