Il dibattito politico: l'Europa approva (1)
Segue da Il dibattito politico: il Consiglio Ue sta per decidere
L'Europa da' il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali ma con dei paletti precisi e molto restrittivi. Il Consiglio Ue sulla competitivita' ha infatti varato il VII programma quadro sulla ricerca europea che prevede il finanziamento a questo tipo di ricerche. Ma a due condizioni: che vengano finanziati i progetti di ricerca relativi a linee cellulari staminali embrionali gia' esistenti e che non si finanzino, al contrario, ricerche che implichino la distruzione di embrioni. Un accordo di compromesso che soddisfa il ministro della Ricerca Fabio Mussi che lo considera 'una vittoria politica' per il peso che l'Italia ha avuto nella formulazione finale del testo.
Il via libera e' giunto dopo una giornata di serrato confronto tra i ministri della Ricerca europei e dopo varie mediazioni da parte del commissario di turno Ue e di quello europeo alla Ricerca Potocnik. La formulazione finale ha visto il si' di 20 su 25 Stati membri (favorevoli Italia e Germania; tra i contrari Polonia e Austria) ed e' stato sventato (grazie al ritiro dell'appoggio italiano alla dichiarazione etica) il rischio di una nuova minoranza di blocco che avrebbe sancito lo stop europeo a questo tipo di ricerche.
Ma il risultato portato a casa oggi, spiega Mussi, ha un valore soprattutto politico: 'Rispetto al VI programma quadro non ci sono cambiamenti sostanziali, dal momento che era gia' possibile effettuare ricerca su linee cellulari esistenti, ma questo concetto viene ora per la prima volta esplicitato e cio' ha un grande significato politico'. In altre parole - ha sottolineato il ministro - 'si chiude una porta ma si apre una finestra, perche' c'e' una chiara apertura alla ricerca su linee cellulari esistenti e di importazione, che sono decine anche in Italia'. Certo, ammette il ministro, 'in questo c'e' un filo di ipocrisia, riconosciuto dallo stesso ministro della Ricerca tedesco Annette Schavan, poiche' si dice si' alla ricerca su linee esistenti per le quali la distruzione degli embrioni e' avvenuta in precedenza; tuttavia questo e' il compromesso - ha commentato - e complessivamente mi ritengo soddisfatto'. Una soddisfazione che deriva soprattutto, rivela Mussi, dalla posizione unitaria raggiunta con la Germania ('su cui gli altri Stati hanno convenuto') e dal fatto che l'Italia ha rappresentato 'l'ago della bilancia' per sventare il rischio di una nuova minoranza di blocco.
- UE, SU STAMINALI SI' ACCORDO SU POSIZIONE PIU' RESTRITTIVA
'E' stato fatto un passo decisivo verso il varo del VII programma quadro europeo sulla ricerca - ha detto Mussi - che passa ora alla seconda lettura del Parlamento europeo, fondamentale per reggere la sfida con colossi come India e Cina.
Se tutto andra' bene, con il VII programma, che prevede un finanziamento per la ricerca europea pari a 53 miliardi di euro, dal 1? gennaio 2007 saranno disponibili i nuovi fondi'. Nodo cruciale, quello della ricerca sulle staminali embrionali: l'accordo e' stato raggiunto su una versione di compromesso 'piu' restrittiva', ha detto Mussi, ma che apre al contempo alla ricerca su linee cellulari esistenti. Un 'no' inderogabile, invece, alla distruzione di embrioni per la produzione di cellule staminali.
- SU TERMINE IMPIANTABILITA' EMBRIONI UE PRENDE TEMPO
Riguardo alla proposta italiana di definire un termine ultimo per l'impiantabilita' degli embrioni crioconservati (oltre il quale convenire che e' possibile il loro utilizzo a fini di ricerca) l'Ue prende tempo. Il tema e' stato sollevato, ha sottolineato Mussi con un certo rammarico pur considerando valido il compromesso raggiunto, 'ma verra' approfondito successivamente e probabilmente affrontato alla verifica, fra due anni, del VII programma quadro'. In ogni caso, ha precisato il ministro, 'si tratta di una questione che inevitabilmente dovra' essere affrontata'.
- MUSSI, HO RISPETTATO IMPEGNO PRESO IN SENATO
'Ho rispettato l'impegno preso con la mozione votata in Senato: l'Italia ha infatti sostenuto - ha rilevato il ministro - in sede europea il no alla ricerca che implichi distruzione di embrioni, mentre e' stata accantonata per ora la questione dell'utilizzo degli embrioni crioconservati'. Inoltre, ha concluso Mussi, 'sono stato l'unico ministro in Consiglio Ue sostenuto dal voto del proprio Parlamento'.
L'utilizzo di cellule staminali adulte o embrionali per la ricerca ha sollevato un acceso dibattito politico. Secondo la posizione della comunita' scientifica, nazionale e internazionale, la ricerca sulle cellule staminali e' giovane e per questo va affrontata esplorandone equamente tutte le possibilita', dando percio' spazio alla ricerca sulle staminali adulte quanto a quella sulle staminali embrionali.
- STAMINALI EMBRIONALI: secondo la definizione comunemente accettata nel mondo scientifico e recentemente proposta sulla rivista scientifica internazionale Nature, le cellule staminali embrionali sono le cellule capaci di dare origine a qualsiasi organo o tessuto. E' una caratteristica che appartiene esclusivamente alle cellule che si formano nelle primissime fasi di sviluppo dell'embrione. Sono totipotenti, ossia sufficienti per dare origine ad un intero organismo, e pluripotenti, capaci cioe' di formare tutte le linee cellulari, comprese le cellule germinali. Sono sei i gruppi di ricerca italiani impegnati nella ricerca sulle cellule staminali embrionali umane e che lavorano sulle linee cellulari prodotte all'estero e in commercio. Nei giorni scorsi hanno presentato pubblicamente le loro ricerche, costituendo il Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali. Scompenso cardiaco, malattie neurologiche come la Corea di Huntington, malattie genetiche come la fibrosi cistica o l'atrofia muscolare spinale sono fra i bersagli della loro ricerca, insieme alla studio di test di tossicita' che potrebbero ridurre l'uso degli animali di laboratorio.
- STAMINALI ADULTE: sono le cellule multipotenti, prelevate dai tessuti gia' differenziati e che non sono in grado di dare origine a tutti i tipi di organi o tessuti. Contrariamente alle cellule embrionali, il loro utilizzo nella ricerca non pone comunque problemi etici perche' non implica l'uso di embrioni. La sfida, in questo caso, consiste nell'individuare in ciascun organo e tessuto la riserva di cellule immature. Una volta prelevate o stimolate a crescere, queste possono essere coltivate e fatte differenziare per ottenere linee cellulari di alcuni tessuti o organi. In Italia diversi gruppi di ricerca sono da tempo attivi in questo settore e i loro studi riguardano molti tipi di tessuti e organi. Lavorano in particolare sulle cellule nervose, quelle di osso, pelle e cartilagine, sangue, cornea, cuore, fegato e pancreas. Secondo alcuni sostenitori della ricerca sulle staminali adulte, alcuni risultati ottenuti negli ultimi anni hanno dimostrato che la ricerca sulle cellule post-natali offre grandi possibilita', mentre quella sulle cellule embrionali potrebbe avere aspetti negativi, legati a insorgenza di tumori e incompatibilita'.
L'Europa non finanziera' la ricerca che prevede la distruzione di embrioni umani, ma non impedira' il finanziamento per le fasi successive della ricerca che puo' includere cellule staminali. E' questo quanto si sottolinea nel testo finale della bozza approvata dal Consiglio dei ministri Ue della ricerca.
La bozza finale, approvata con la maggioranza qualificata, non e' riuscita a far retrocedere dalla propria posizione contraria lo zoccolo duro del no, ovvero la Polonia, la Lituania, Malta, la Slovacchia e l'Austria.
'L'accordo politico che si e' trovato oggi dimostra che l'Europa della ricerca funziona', ha detto il commissario Ue per la ricerca Janez Potocnik alla fine del Consiglio che ha dato il via libera al settimo programma quadro. D'accordo anche la presidenza finlandese dell'Unione secondo cui la volonta' degli Stati membri di trovare un compromesso ha dato vita oggi ad un 'vero successo. L'intenzione della soluzione trovata e' quella di continuare seguendo la linea del sesto programma quadro, cioe' quello su cui tutti gli Stati membri erano gia' d'accordo'.
COSA CAMBIA
Nel mondo, e anche in Italia, la ricerca su linee di cellule staminali embrionali gia' esistenti viene effettuata da tempo. Cosa cambia, allora, dopo il via libera di ieri dell'Europa al VII Programma quadro sulla ricerca? Un 'particolare', in realta', sostanziale: dal primo gennaio 2007 (se non ci saranno impedimenti e il VII Programma sara' varato in seconda lettura dall'Europarlamento come auspicato) saranno disponibili i bandi ma, soprattutto, finanziamenti 'certi'.
Una boccata d'ossigeno per tanti laboratori europei, ed anche italiani, impegnati nella ricerca in questo campo. Una svolta fondamentale, come sottolinea uno dei massimi esperti del settore, il genetista Giuseppe Novelli: 'Anche vari laboratori italiani, una decina, sono impegnati nella ricerca su linee di staminali embrionali. Si tratta di linee cellulari importate dall'estero - spiega - perche' in Italia ne e' vietata la produzione, ma non l'utilizzo. La legge 40 sulla procreazione, infatti, non si esprime su questo punto. Cosi', anche le nostre equipe fanno ricerca ma con mille difficolta". Difficolta' che, fino ad oggi, erano innanzitutto di tipo finanziario: 'Per le nostre ricerche dobbiamo contare su fondi che vengono da privati o fondazioni poiche' non ci sono finanziamenti pubblici e, fino a ieri, non erano neppure previsti finanziamenti europei'. Cosi', ad esempio, il laboratorio di genetica medica dell'Universita' di Tor Vergata, diretto dallo stesso Novelli, ha avuto un bel da fare per riuscire a portare avanti i progetti in corso. Ricerche importanti volte, in questo caso, ad operare sulle linee staminali embrionali per ottenere una correzione genica di tali cellule, attraverso la manipolazione del Dna, per debellare la fibrosi cistica, una grave malattia genetica che solo in Italia colpisce 3000 persone ed un bambino ogni 2000 nati. Un progetto biennale finanziato da alcune fondazioni statunitensi e dalla fondazione per la lotta alla fibrosi cistica: 'Complessivamente, il finanziamento e' di circa 250.000 euro. Il punto e' che ora e' davvero faticoso procurarsi finanziamenti duraturi. Finalmente, dopo il si' dell'Europa, potremo contare su fondi certi, pluriennali e congrui, che ci permetteranno di lavorare con piu' tranquillita' perche' il nostro obiettivo e' dare speranza a migliaia di malati'. Insomma, dal semplice 'non divieto' a fare ricerca sulle linee cellulari aperte si passa, ora, ad una fase in cui i laboratori vengono messi effettivamente nelle condizioni di poter lavorare disponendo di fondi sicuri. Naturalmente, il tutto passando per una fitta e severa rete di controlli, punto sul quale il VII Programma e' molto chiaro: i progetti devono essere certificati, motivati e giudicati da comitati di esperti nazionali ed a livello europeo. Un'apertura con forti restrizioni, quella sancita dunque dall'Europa per la ricerca sulle staminali embrionali, ma che ha visto soddisfatto il ministro della Ricerca Fabio Mussi. Per lui, cosi' come per vari scienziati, si tratta infatti di restrizioni che rappresentano al contempo delle garanzie di serieta'. Come per il Registro europeo sulle linee cellulari aperte, la cui costituzione e' stata annunciata ieri dal commissario Ue alla Ricerca Janez Potocnik: avra' il compito di monitorare le linee presenti, ma anche di evitare la creazione di nuove linee 'non necessarie'. Un'ulteriore limitazione? 'Il fatto - risponde Novelli - e' che noi scienziati non ci divertiamo a creare linee cellulari, ma lo si fa col fine di arrivare un giorno a risultati per dare speranze concrete a milioni di malati. Avere un registro europeo e' quindi giusto, cosi' come non creare nuove linee se non e' strettamente necessario. Le linee esistenti - ha aggiunto - ci permettono di continuare la ricerca e acquisire informazioni che potranno risultare utili anche per le ricerche sulle staminali adulte'.
Al mondo, ha ricordato Novelli, sono circa 150 le linee cellulari embrionali aperte: a produrle, sotto l'egida di controlli rigorosi, paesi come Inghilterra, Svezia, Israele e Usa, che dispongono di vere e proprie banche biologiche. Le linee (le cellule staminali embrionali sono ottenute o attraverso analisi prenatali effettuate su embrioni e senza, dunque, determinarne la morte, o da embrioni congelati da tempo o gravemente malformati e destinati alla morte) vengono poi esportate e rese disponibili agli scienziati dopo un vaglio rigoroso dei progetti presentati.
Quanto agli embrioni crioconservati, dopo il rinvio della decisione in merito da parte dell'Ue, la questione resta irrisolta: 'I tempi non sono maturi - commenta Novelli - ma e' importante che sia avviata una riflessione. Per ora e' gia' un grande passo che finalmente l'Europa abbia deciso di investire nel settore di ricerca delle staminali embrionali, un settore in cui - ha concluso - abbiamo buone chance di diventare molto competitivi, anche rispetto agli Usa'.
I COMMENTI
"Sapevo della risoluzione del Senato italiano sulle staminali e capisco che il ministro Mussi abbia avuto dei problemi ad accettare il testo iniziale di compromesso, durante il negoziato di oggi in Consiglio Ue". Lo ha detto il ministro dela Ricerca finlandese e presidente di turno del Consiglio Competitivita' dell'Ue, Mauri Pekkarinen. Secondo Pekkarinen, 'cruciale' per l'esito positivo e' stata la 'dichiarazione' del commissario europeo alla Ricerca, Janez Potocnik. In base a questa 'formula' la Commissione si impegna a non proporre per il finanziamento Ue alcun progetto di ricerca che comporti la distruzione di embrioni umani. Questo "ha permesso di soddisfare sia le esigenze italiane che quelle tedesche", ha osservato Pekkarinen. Che ha riferito come la Germania, in particolare, abbia cambiato la propria posizione contraria al compromesso non appena e' stato reso noto il nuovo testo, seguita poi dall'Italia.
Il commissario europeo alla Ricerca, Janez Potocnik, ha definito l'accordo raggiunto "un passo importante per portare piu' vicino al varo il VII programma quadro" dell'Unione europea, che prevede 53 miliardi di euro di finanziamenti alla ricerca per il periodo 2007-2013.
"Sono grato alla presidenza finlandese per aver indetto questa riunione straordinaria, che era cruciale se vogliamo rispettare l'obiettivo di adottare il VII programma quadro entro la fine dell'anno. L'accordo politico del Consiglio sul programma dimostra l'importanza che gli Stati membri ripongono sul miglioramento della base di conoscenze dell'Ue, attraverso un aumento degli investimenti nelle ricerca e lo sviluppo", ha continuato Potocnik.
Soddisfatto il ministro italiano dell'Universita' e della Ricerca scientifica, Fabio Mussi. "Abbiamo fatto una battaglia per riportare l'Italia nello spazio europeo della ricerca anche se ha la legislazione piu' restrittiva d'Europa". Il ministro non sembra tuttavia volerla toccare. "In Italia c'e' la legge 40 io personalmente sono contrario. Ma nel programma di governo non c'e' la riforma, ma solo una relazione sul suo funzionamento. E il Parlamento e' sovrano".
Il ministro ha sottolineato come con questa dichiarazione, "la Commissione europea si impegni a far filtrare, attraverso queste grate, i progetti di ricerca da finanziare". Quanto agli embrioni congelati, "la proposta italiana e' stata accolta con interesse", anche se nel testo se ne parla solo indirettamente, quando si dice che "i programmi saranno riesaminati alla luce del progresso scientifico. Il che vuol dire tante cose, ci sono possibilita' di sviluppo scientifico al di fuori dell'utilizzo degli embrioni, ma c'e' anche la possibilita' di stabilire quando un embrione non sara' piu' impiantabile". Mussi fa notare che questo problema si comincia a porre anche all'interno del mondo cattolico.
"Il cosiddetto grande successo italiano che ha fatto votare il Consiglio competitivita' su quello che c'era gia', viene presentato come un grande passo della diplomazia italiana: puo' darsi, ma cosa se ne fanno i milioni di malati che vedono di fatto la conferma al blocco dei finanziamenti della ricerca con gli embrioni?". E' insoddisfatto Vincenzo Donvito, presidente Aduc, dell'accordo raggiunto in Europa sul embrioni, staminali e ricerca.
"Nell'accordo c'e' il trionfo dell'ipocrisia: potranno essere finanziate le ricerche sulle staminali embrionali gia' esistenti o fatte in altri paesi ma non le ricerche per derivare queste cellule. Gran Bretagna e Spagna si pagheranno quindi le loro ricerche e solo dopo potranno avere anche i soldi comunitari. In questo modo la "politica imbavaglia la scienza e la ricerca: si e' riprodotta a livello europeo la situazione ipocrita della legge italiana, la ricerca sulle embrionali e' ammessa per quelle linee che vengono da fuori dell'Italia".
'C'e' una grande ipocrisia' secondo Daniele Capezzone, deputato della Rosa nel pugno, nel testo approvato ieri dal Consiglio Europeo. 'Trovo sconcertante che l'Europa si metta da sola in una condizione di debolezza, di minorita' anche dal punto di vista economico, rispetto agli Stati Uniti e ai paesi dell'area asiatica. Ma soprattutto dobbiamo ricordare che ci sono in gioco la vita e la guarigione di tantissime persone. Dobbiamo lavorare per superare quei limiti che abbiamo posto noi stessi alla nostra ricerca scientifica'.
"La decisione del Consiglio europeo conferma l'attuale politica di finanziamento alla ricerca sulle staminali embrionali". E' quanto dichiara l'eurodeputato Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni facendo riferimento al voto sul settimo programma quadro per la ricerca nell'Ue arrivato oggi dal consiglio europeo sulla competitivita'. In particolare si e' dato il via libera alla ricerca sulle cellule staminali, anche embrionali, ma a una condizione: che non ci sia la distruzione di embrioni. "E' respinto il tentativo di spacciare la menzogna delle staminali adulte come sufficienti alla ricerca europea, cosi' come e' respinto il tentativo di portare in Europa la scomunica vaticana contro i ricercatori che lavorano sulle embrionali. Se questo aspetto della decisione di Bruxelles e' positivo, e rappresenta un piccolo segnale di speranza nella lotta contro malattie che colpiscono decine di milioni di persone in Europa, e' certamente un capolavoro di ipocrisia l'esclusione della finanziabilita' dell'estrazione di linee cellulari dagli embrioni sovrannumerari comunque destinati alla spazzatura.
Sebbene l'impatto economico di quella fase di ricerca sia minimo nell'ambito di un progetto completo, dispiace che l'Italia sia stata determinante per mantenere l'ipocrisia sui sovrannumerari. Sarebbe ora necessario che il Parlamento europeo si pronunci per rimuovere questo ostacolo irragionevole. Se invece l'accordo raggiunto non prevedesse modifiche esplicite al testo approvato dal Parlamento europeo, ma soltanto un impegno 'a latere' da parte della Commissione europea, tale impegno potrebbe essere impugnato davanti alla Corte di giustizia europea".
'Apprezziamo la linea italiana sostenuta oggi dal ministro Mussi. Il suo e' stato un no chiaro e inequivocabile alla distruzione di embrioni a fini di ricerca'. E' questa la posizione di Emanuela Baio Dossi, senatrice dell'Ulivo. 'Italia, Germania e Lussemburgo hanno appoggiato l'emendamento Niebler, che prevedeva finanziamenti alle linee staminali embrionali create prima del 31 dicembre 2003. In piu' l'Italia ha proposto che venisse fatta una verifica anche per quanto riguarda i termini di impiantabilita' degli embrioni'.
"Ora l'Italia esiste in Europa come Paese che promuove importanti possibilita' di ricerca, stabilendo regole rigorose e rispettando il pluralismo delle posizioni". Questo e' quanto dichiara Vittoria Franco, senatrice dell'Ulivo e presidente della commissione Cultura di palazzo Madama. "La minoranza di blocco e' venuta meno grazie anche al cambiamento di posizione di Paesi che finora ne facevano parte, come Italia Germania e Lussemburgo questa e' la novita' politica piu' rilevante. Hanno vinto la saggezza e la responsabilita', sostenute anche dal nostro governo e rappresentate dal ministro Mussi". La senatrice giudica quindi "inaccettabile il tono violento e offensivo di alcuni esponenti della destra- conclude Franco- che continuano a difendere posizioni ideologiche, oltre che politicamente insostenibili".
"Una offesa e una mortificazione a tutti i cattolici italiani la decisione comunitaria, resa possibile dal via libera da parte di Mussi, di finanziare la ricerca su cellule staminali embrionali". Questo il duro commento dell'esponente dell'Udc Maurizio Ronconi che prosegue: "E' evidente che Mussi tra l'altro ha gravemente disatteso quanto votato e deciso dal Parlamento allineando cosi' l'Italia su una deriva laicista e zapaterista che non appartiene alla nostra storia. E' stata scelta la strada della discriminazione e del razzismo". Quanto accaduto apre nel nostro paese una vera e propria "questione cattolica".
'Mi tranquillizza il fatto che questo testo approvato oggi sia stato condiviso dalla Germania'. E' il commento del ministro dell'Interno Giuliano Amatosul compromesso raggiunto, e in particolare sulla questione del finanziamento della ricerca su cellule staminali. Il sostegno della Germania, ha spiegato Amato, 'e' importante anche politicamente'. Il compromesso raggiunto a Bruxelles sulla ricerca per le cellule staminali non e' una ipocrisia, ma un giusto punto di incontro sia in Europa che in Italia. Sarebbe stato meglio se "il testo dicesse una parola chiara sull'utilizzo degli embrioni congelati, non piu' impiantabili". Utilizzo al quale si dice favorevole.
Secondo Amato, "in queste cose c'e' sempre un margine di ipocrisia perche' dobbiamo mettere insieme non dico il diavolo e l'acqua santa, ma qualcosa che gli somiglia". E qui non ha dubbi. "E' giusto cercare un punto comune tra l'Italia a maggioranza cattolica e il mondo in cui non e' cosi' e c'e' chi la pensa diversamente". Amato ha assicurato di "non aver fatto alcun sacrificio nell'approvare la mozione al Senato". Amato si occupa della spinosa questione delle cellule staminali embrionali in quanto presidente del Comitato ministeriale interessato della questione.
'La decisione del Consiglio Ue e' il frutto di un compromesso ipocrita'. E' quanto sostiene Chiara Moroni, deputata di FI. 'Facciamo finta di salvaguardare l'embrione, cogliendo i frutti della ricerca senza porci il problema etico. Non si favorisce la ricerca di base sugli embrioni ma si dichiara la disponibilita' alle fasi successive, detto in parole semplici, si e' disponibili all'acquisizione di cellule staminali embrionali prodotte da altri. La ricerca va sostenuta in tutte le sue fasi e l'Italia, che ha spinto per il compromesso, porta l'Europa su posizioni di retroguardia. Bene aveva fatto il ministro Mussi nel maggio scorso a ritirare la firma dell'Italia dalla dichiarazione etica che impediva la ricerca in questo settore. Il ministro Mussi paga, oggi, il compromesso che ha dovuto raggiungere con la sua maggioranza e peggio fa pagare all'intera comunita' europea tale prezzo. Quello della ricerca sulle cellule staminali e' un filone strategico che va sostenuto perche' potrebbe fornire nuove opportunita' terapeutiche'.
No all'embrione crioconservato. I senatori della Cdl, Polledri (Lega Nord), Bianconi (Fi), Burani Procaccino (Fi) e Carrara (Fi) , affermano che: "i distinguo non salvano la vita. L'embrione crioconservato e' servito. In Europa si dice e sostiene esattamente cio' che D'Alema aveva anticipato in Italia ed i cattolici di sinistra tristemente contrastato e poi votato: dell'embrione, della vita umana si faccia cio' che si vuole e con i denari degli italiani. La politica ha fatto il suo giro di valzer. L'embrione grazie ai cattolici adulti e' oggetto di esperimenti. Ma tutto cio' come viene vissuto da quei cattolici collocati nella sinistra che si strappavano le vesti? Noi non ci stiamo e per quelle che sono le nostre forze, forze di liberta', resisteremo, resisteremo, resisteremo".
'Sulle staminali l'Unione ancora una volta sbanda pericolosamente a sinistra. La voce dei cattolici non conta niente. Prodi dica chiaramente se e' d'accordo con Mussi, visto che per ora si sente solo l'assordante silenzio del professore'. Lo afferma Isabella Bertolini, deputata di Fi, secondo la quale, infatti, 'il ministro entra in rotta di collisione frontale con i cattolici del centrosinistra. Mussi delegittima clamorosamente i moderati dell'Unione e va avanti con la linea piu' integralista. Prodi ne prenda atto - conclude Bertolini - non e' in grado di governare il Paese'.
"Un ipocrita via libera alla ricerca che distrugge embrioni umani". Cosi' il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, definisce il nuovo testo sul VII quadro della ricerca approvato dalla Ue. Per Buttiglione "l'Unione europea dice di non volerla fare pero' autorizza a fare ricerca su linee staminali derivate dalla distruzione di embrioni umani. Gli embrioni verranno distrutti in laboratori privati e poi le linee staminali ottenute saranno comprate dai ricercatori dell'Unione europea che, in questo modo, si assumono, non solo il costo economico, ma la responsabilita' morale della distruzione di quegli embrioni".
"Siamo soddisfatte del varo da parte dell'Unione europea del settimo programma quadro per la ricerca, soddisfatte soprattutto perche' e' stato fatto un grosso passo avanti nelle dinamiche europee grazie allo sganciamento dell'Italia dalla retroguardia cosiddetta etica sul tema delle staminali": lo affermano in un comunicato le senatrici Giovanna Capelli e Luisa Boccia di (Rifondazione comunista). "Si e' rotto un blocco e se ne e' creato un altro, anche la Germania e il Lussemburgo, oltre all'Italia, hanno cambiato posizione e questo ci rafforza nella nostra posizione. Ora si tratta di far partire un dibattito vero e oggi stesso, mentre noi siamo in aula per il decreto Bersani, si sta svolgendo un importante seminario che vede il confronto tra parlamentari di Rifondazione e dei Ds, impegnate a definire il terreno comune".
"L'esito del Consiglio UE sulla competitivita' riflette la medesima ambiguita' della mozione dell'Unione approvata dal Senato. Il no al finanziamento europeo della ricerca orientata alla distruzione dell'embrione e' vanificato dal si' al finanziamento europeo della ricerca sulle linee cellulari embrionali gia' esistenti. Se, infatti, si riceve il sostegno finanziario alla ricerca su cio' che residua dalla distruzione dell'embrione serve a ben poco precludere il sostegno finanziario alla distruzione dell'embrione. Sarebbe come rifiutare di pagare con denaro UE il proiettile che uccide un essere umano, ma invece versare denaro UE a chi preleva le parti del cadavere. Non e' un compromesso: e' una decisione ostile al diritto alla vita, per impedire la quale sarebbe bastato un voto in piu' alla nostra mozione". Lo sostiene il senatore di AN, Alfredo Mantovano.
"L'approvazione del finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali gia' esistenti e la negazione della distruzione di embrioni per produrre cellule staminali, e' la riprova del mantenimento di quel principio di precauzione che era alla base della mozione approvata al Senato dall'Unione". E' quanto afferma Ignazio Marino (Ulivo), Presidente della Commissione Igiene e Sanita' del Senato e professore di chirurgia, commentando l'approvazione da parte del Consiglio europeo del VII programma quadro sulla ricerca. "Su temi tanto delicati e difficili moderazione, prudenza e condivisione rappresentano un sintomo di grande civilta'. L'Unione, infatti, rispettando il pluralismo di posizioni tanto distanti tra loro ha aperto e favorito la strada al dibattito sulla ricerca che andra' avanti e proseguira' nel cercare percorsi comuni".
Sulle decisioni prese a Bruxelles dal Consiglio competitivita' UE, nell'ambito del VII Programma Quadro 2007-2013, 'non si e' deciso niente di nuovo': lo afferma Bruno Dalla Piccola, direttore dell'istituto di genetica all'Universita' La Sapienza di Roma, che giudica 'positiva la linea adottata dal Consiglio, perche' non c'e' stato scollamento sulla posizione che non vuole distruggere gli embrioni: prendiamo atto, insomma, che non e' stato fatto nessun passo in avanti verso una ricerca che distrugge gli embrioni. Pero' rimaniamo vigili sulla questione piu' scottante, quella della cut-off date'.
Tra le decisioni del Consiglio UE, infatti, c'e' quella di rinviare il dibattito per definizione di un termine (cut-off date) per l'impiantabilita' degli embrioni, oltre il quale stabilire che gli embrioni crioconservati sono utilizzabili ai fini della ricerca. Rinvio che non sorprende Giulio Cossu, direttore dell'Istituto Cellule Staminali del San Raffaele di Milano: 'Gia' dal punto di vista scientifico la decisione di una cut-off date e' difficile e non ci sono dati soddisfacenti sulla letteratura scientifica. Quindi una posizione prudente ce la si poteva aspettare, speriamo che in futuro ci sia invece una posizione piu' precisa, anche perche' decidere adesso avrebbe scatenato reazioni molto forti. Quello che c'e' scritto in questo Programma Quadro pero' e' la stessa cosa che e' contenuta in quello precedente. Non ci sono state novita', anche se mi avrebbe fatto piacere vedere una decisione sulla cut-off date'.
"L'intesa annunciata dal Ministro Mussi sul VII Programma quadro della ricerca europea e' uno strappo rispetto alla legislazione italiana ed e' frutto di un nuovo colpo di mano del governo Prodi che senza consultare in alcun modo il Parlamento si e' addirittura speso per chiudere frettolosamente un accordo di compromesso che spacca in due l'Europa escludendo paesi come l'Austria e la Polonia". E' quanto affermano Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Fi e Francesco Giro, responsabile nazionale per i rapporti con il mondo cattolico. "La proposta di stabilire in sede europea la cosiddetta 'date cut off' non ci risulta sia mai stata discussa ne' in Parlamento ne' nelle Commissioni competenti e al contrario appare lesiva dei valori sanciti dalla stessa legge 40. Il 'date cut off' allora non puo' diventare una soluzione che l'Italia propone al resto d'Europa perche' e' essa il frutto unilaterale e fuorilegge della creativita' del ministro Mussi, una creativita' al limite della sfrontatezza e dell'irresponsabilita'.
"Ci rallegriamo molto per i contenuti emersi": e' soddisfatta di come e' andata a finire la discussione in sede di Consiglio Ue la senatrice Dl Paola Binetti, che riferisce anche di una telefonata avvenuta tra il ministro alla Ricerca, ancora a Bruxelles, subito dopo la conclusione del Consiglio Ue. "Tra noi e Fabio Mussi c'e' una linea condivisa". Solo un dubbio adombra la soddisfazione dell'ex presidente del comitato 'Scienza e Vita'. "Ci manca un dato non si capisce la data ultima di estrazione delle linee staminali". Binetti e gli altri parlamentari cattolici dell'Unione vorrebbero che il finanziamento in sede Ue fosse limitato alle linee staminali embrionali create prima del 31 dicembre 2003 (il cosidetto emendamento Niebler). Ma tra il palazzo Justus Liptius di Bruxelles e l'aereo su cui Mussi e' salito non c'e' stato tempo per chiarire questo punto. Le critiche fioccate intanto dalla Casa delle Liberta'? "L'unica cosa che la Cdl puo' dire e' su questa questione della data", risponde Binetti. "Non c'e' altro da dire".
'La levata di scudi dall'ala piu' integralista del fronte cattolico e' il segno della bonta' del documento presentato dal ministro Mussi in tema di ricerca sulle cellule staminali': cosi' la deputata del Prc-SE Daniela Dioguardi presidente del gruppo in commissione Affari sociali alla Camera. 'Questo documento fa segnare un passo in avanti nella direzione del dialogo nella politica italiana indirizzando il Governo ad un approccio laico nella ricerca sugli embrioni fin troppo intossicato da posizioni integraliste e conservatrici e che poca corrispondenza hanno nell'opinione pubblica. Chi oggi grida allo scandalo vuole solo dividere il Paese tra cattolici e non cattolici commettendo un doppio errore sia sul piano politico che su quello etico: nel primo caso non riconoscendo la validita' del dialogo e del compromesso; nel secondo caso contrapponendo ad un serio ragionamento sulla ricerca il dogma assolutistico della vita'.
'E' andata bene. Mi pare che Mussi si sia attenuto alla nostra interpretazione della mozione e non a quella della Bonino'. Cosi' Renzo Lusetti, deputato della Margherita. 'Le convinzioni personali di Mussi probabilmente erano diverse, ma il ministro si e' attenuto alle decisioni del Parlamento, sostenendo, insieme alla Germania, l'emendamento della popolare Angelika Niebler. Certo, anche questo e' un compromesso, ma siamo soddisfatti. Non mi pare proprio che abbiamo venduto l'anima al diavolo, anzi, abbiamo ridotto di molto le posizioni di Mussi'.
'Non dico che la decisione del consiglio europeo di ieri aderisca al dettato della dottrina cristiana ma e' un passo importante, e sarebbe miope non vederlo'. Cosi' il vice presidente della Camera, Pierluigi Castagnetti, commenta le polemiche dopo l'approvazione in sede UE del 7/o programma quadro sulla ricerca. 'A me pare che ci sia stato un protagonismo positivo del governo italiano, anche grazie all'importante risoluzione approvata in Senato che evidentemente era frutto di convergenza di punti di vista diversi. Che l'Europa dica esplicitamente che la ricerca non possa essere portata avanti distruggendo gli embrioni e' un fatto di straordinaria importanza che non va sottovalutato, anche se ci sono aspetti di ambiguita' che il parlamento europeo in autunno puo' tentare di modificare'.
Castagnetti sottolinea tuttavia che la mancanza dell'indicazione di una data ultima di produzione delle linee cellulari staminali per la loro utilizzazione in ricerca 'rispecchia la situazione attuale della ricerca, sia in Italia che negli altri paesi europei, visto che anche la legge 40 non vieta queste pratiche. Non puo' quindi esplodere improvvisamente uno scandalo per una situazione che gia' c'era. Piuttosto il fatto che ci sia un pronunciamento esplicito contro la distruzione degli embrioni e' un'oggettiva limitazione alla ricerca. Ora non c'e' laboratorio che non lo sappia e che non ne tenga conto. Questa affermazione apodittica e' importantissima e in futuro potremo renderla piu' efficace. Ma dobbiamo liberarci dagli schematismi interni e apprezzare tutti questi elementi positivi'.
"Ecco le conseguenze dell'ambigua, contraddittoria e pericolosa mozione approvata al Senato dalla pseudo-maggioranza di Sinistracentro, con il voto determinante dei sedicenti cattolici di quello schieramento". Cosi' Riccardo Pedrizzi, An. "Pur non prevedendo (almeno per ora), diversamente da quanto voleva Mussi, la famigerata cut-off-date, cioe' la pena di morte per convenzione degli embrioni soprannumerari gia' prodotti e crioconservati, e pur opponendosi al finanziamento delle ricerche che implichino la distruzione di embrioni umani, la soluzione individuata approva il finanziamento della sperimentazione sulle cellule staminali che provengano da embrioni gia' distrutti o siano importate da altri continenti". Dunque, sottolinea, "e' una sorta di incentivo a distruggere gli embrioni in centri privati per poi chiedere il finanziamento pubblico della sperimentazione sulle cellule staminali da essi prelevate. Si poteva e si doveva fare ben di piu' a tutela della vita umana fin dal concepimento (principio non negoziabile), ripristinando la minoranza di blocco e dicendo no tout court al finanziamento della trasformazione dell'uomo in cavia".
"Se lo ha ammesso perfino uno dei suoi massimi artefici, il ministro Mussi, ci possiamo credere: quello raggiunto in seno al Consiglio europeo e' un accordo intrinsecamente ipocrita. Solo i sedicenti cattolici del Sinistracentro, come la ministra Bindi, non lo hanno capito. O fanno finta di non capirlo".
'Il via libera al settimo programma quadro di ricerca e' un successo importante per l'Europa, e la posizione assunta dall'Italia in questa sede rappresenta un forte segno di discontinuita' rispetto all'oscurantismo che aveva contraddistinto il governo di centrodestra'. Lo afferma Pia Locatelli, eurodeputata socialista della Rosa nel Pugno e gia' relatrice per il programma quadro sulla ricerca dell'Unione Europea. 'Si pone l'accento sul No ai finanziamenti per progetti che comportino la distruzione di embrioni umani, pero' non si trova ancora una soluzione per tutti quegli embrioni soprannumerari che aspettano solo di essere gettati nella spazzatura'.
Se escludere l'ipotesi di distruggere gli embrioni e' "condivisibile", l'uso di 'linee' staminali gia' esistenti stabilisce una "catena di responsabilita'" con la morte dell'embrione: e' il commento di monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia accademia Pro Vita, alla decisione assunta oggi dal Consiglio Ue in materia di ricerca. "La previsione di utilizzare cellule staminali provenienti dall'embrione, che comporta la morte dell'embrione, indebolisce l'insieme dell'orientamento". L'utilizzo di 'linee' staminali embrionali estratte in precedenza configura "in qualche maniera una collaborazione indiretta alla morte dell'embrione. Se c'e' una fonte che produce le linee staminali e qualcuno che le utilizza, c'e' una catena di collaborazione moralmente non accettabile". Questa previsione "inquina la ricerca da un punto di vista etico". Quanto alla discussione sugli embrioni congelati - rimandata in futuro dal Consiglio Ue - monsignor Sgreccia ribadisce che "stabilire un uso degli embrioni crioconservati dopo l'analisi di impiantabilita' e' un'ipotesi molto teorica", perche' "non esiste altro sistema scientifico per capire se gli embrioni non sono piu' impiantabili che scongelarli".
'La decisione presa oggi a livello europeo appare contraddittoria con i principi che essa stessa stabilisce. Infatti, se da una parte vieta il finanziamento di ricerche che prevedano la distruzione di embrioni umani, dall'altra autorizza l'utilizzo di linee di cellule staminali genericamente definite esistenti, senza che vi sia alcun riferimento alla data entro la quale queste linee cellulari sono state prodotte'. Lo afferma con riferimento alla approvazione del programma sulla ricerca scientifica. 'In questo modo fintanto che tale data non sara' stata specificata, di fatto non si blocchera' la creazione di nuove linee, distruggendo altri embrioni. Ferma restando l'illiceita' dell'utilizzo dell'embrione, ridotto a 'materiale di laboratorio', la situazione viene ulteriormente aggravata dal fatto che, pur avendo vietato la distruzione di embrioni umani a livello europeo, di fatto si tiene aperta la porta alla possibilita' di avvalersi di quanto prodotto in altre parti del mondo. Una volta venuta meno la minoranza di blocco, si apre la strada a derive pericolose per la mancata tutela della vita dell'essere umano allo stato embrionale'.
'Testo ragionevole con delle zone d'ombra. L'Unione Europea non finanziera' progetti di ricerca che prevedono la distruzione di embrioni'. Lo dicono i parlamentari dell'Ulivo Benedetto Adragna, Emanuela Baio, Dorina Bianchi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Paolo Bodini, Daniele Bosone, Marco Calgaro, Enzo Carra, Emilio Del Bono, Giampaolo Fogliardi, Renzo Lusetti, Giorgio Pasetto, Edoardo Pollastri, Marina Magistrelli, Paolo Rossi, Simonetta Rubinato, Albertina Soliani e Tiziano Treu e i parlamentari dell'Udeur in merito all'approvazione del VII Programma Quadro sulla ricerca.
'La mediazione raggiunta in Senato e' stata una risorsa decisiva per il ministro Mussi. Il confronto, anche duro, ha pagato: e' stato ottenuto un risultato a favore della vita, della ricerca e della scienza. Il ministro dell'Universita' e della Ricerca ha portato in Europa una posizione costruita con il contributo di tutte le sensibilita' della maggioranza'.
'Quella oggi approvata dal Consiglio Europeo e' una posizione che impedisce qualsiasi linea disinvoltamente libertaria' che altri Paesi avrebbero voluto imporre in contraddizione con il valore fondamentale in cui crediamo fermamente: l'embrione e' un essere umano. Esistono pero' ancora evidenti zone d'ombra, la principale delle quali e' il mancato ed esplicito riconoscimento dell'emendamento Niebler'.
'L'Italia ha sostenuto con la Germania e il Lussemburgo, Paesi con i quali aveva costituito la minoranza di blocco, il cosiddetto 'emendamento Niebler', ovvero la possibilita' di utilizzare linee cellulari staminali gia' prodotte. Da quello che ci risulta, esso e' stato recepito nel testo oggi approvato in modo incompleto, poiche' non e' stata riportata la data dopo la quale non e' possibile produrre ulteriori linee cellulari staminali.
Per fortuna il nuovo testo del VII Programma Quadro deve tornare al Parlamento Europeo. Metteremo in campo ogni sforzo affinche', in quella sede, venga inserita la data del 31 dicembre 2003 indicata esattamente nell'emendamento Niebler. Lo chiediamo con insistenza e ce lo auguriamo fortemente, perche' un tema cosi' delicato necessita di date puntuali che non lascino spazio a pericolose ambiguita".
'Il testo finale e' vicino alle nostre richieste: ma rimangono ancora parti oscure e ambigue' e quindi il documento 'va cambiato'. Il deputato della Margherita Enzo Carra lo dice al 'Corriere della Sera' spiegando che il testo su ricerca e cellule staminali deve tornare 'al Parlamento europeo per inserire la data. Altrimenti ci saranno problemi: per Prodi e per il partito democratico'. In particolare, Carra afferma che 'in mancanza di un termine si rischia di creare un mercato nero. Si distruggeranno gli embrioni per ottenere il successivo finanziamento europeo. Sarebbe folle'. Secondo Carra, inoltre, il ministro per la Ricerca Fabio Mussi 'si e' comportato bene. Considerando da dove e' partito ha fatto un tragitto enorme. Paradossalmente, invece, e' stata la Germania a cambiare opinione -spiega Carra- Mussi non ha potuto fare niente, anche se magari a lui questa decisione non e' dispiaciuta. Pero' tutti quelli che stanno plaudendo, da Rifondazione ad An, devono capire che se fai un passo avanti devi farlo produttivo e non ingenerare confusioni. Altrimenti poi si rischiano guerre di religione'.
'L'assoluto rispetto della vita e' questione laicissima, ma per i cattolici e' qualcosa di piu': e' un valore non negoziabile. Invece sono quasi due mesi che si discute sugli embrioni, sulle cellule staminali, sull'Europa e sul rispetto delle leggi'. Lo afferma in una nota Luisa Santolini, deputata dell'Udc, secondo la quale nel corso del vertice europeo di oggi a Bruxelles 'e' stato partorito un risultato frutto di alchimie linguistiche e di compromessi che dicono tutto e il contrario di tutto. Una voluta confusione per giocare sull'equivoco e aprire una breccia nella tutela degli embrioni che non hanno piu' dalla loro parte neanche la certezza del diritto. Una grave sconfitta che va registrata e deve farci riflettere sul ruolo dei cattolici in Parlamento'.
Il titolo di apertura in prima pagina parla chiaro: "Staminali, dall'Europa decisione perdente": Avvenire commenta cosi' l'accordo raggiunto ieri dai ministri Ue.
Il quotidiano dei vescovi italiani scrive che "se da un lato c'e' la proibizione assoluta di finanziare ricerche che prevedano la distruzione di embrioni, dall'altra si autorizzano ricerche sulle linee cellulari, senza specificarne la data di produzione".
Nell'editoriale a firma di Marina Corradi ("Compromesso venato di ipocrisia") si focalizza sul fatto che con il documento approvato ieri dal Consiglio Competitivita' dell'Unione europea "resta aperta la possibilita' che le linee in questione non provengano da embrioni crioconservati da anni, ma invece da quelli prodotti oggi, o anche domani, se non addirittura appositamente 'ordinati'".
"Vietato finanziare chi seziona embrioni europei - e' la sintesi dell'editorialista di Avvenire - ma permesso di acquistarli una volta ridotti al prodotto 'lavorato'". Il quotidiano della Cei arriva a scrivere che il "particolare della data limita mancante fa quasi rimpiangere l'emendamento Niebler", che fissava questa data al 31 dicembre 2003.
Parole critiche, infine, per il ministro alla Ricerca Fabio Mussi. La sua presenza ieri a Bruxelles pare, secondo Avvenire, "un'operazione piu' sottile di quella smaccata del ritiro della firma dalla minoranza di blocco dei paesi contrari a queste ricerche. Il ministro, insomma, prosegue per la sua strada, evidentemente con l'appoggio del Governo, ma sta imparando l'arte della diplomazia". "Se la minoranza di blocco sostenuta dal precedente governo fosse rimasta in piedi - puntualizza l'editoriale - non si potrebbe immaginare questo scenario di fornitori di staminali embrionali e di un'Europa che finanzia questa ricerca, ma mantiene le mani pulite".
"La decisione, presa anche grazie al voto favorevole di Italia e Germania, suona come un compromesso, una scelta da 'Giano bifronte': da una parte, si proibisce la distruzione di embrioni umani, da un'altra, si autorizza a fare ricerca su linee staminali derivate dalla distruzione di embrioni umani". Lo dice una nota di SirEuropa, il servizio europeo della Sir, l'agenzia dei vescovi, a proposito della decisone europea sulle cellule staminali embrionali.
"Gli embrioni verranno distrutti in laboratori privati e, poi, le linee staminali ottenute saranno comprate dai ricercatori dell'unione europea": quindi, "i ricercatori potrebbero non chiedere finanziamenti per progetti riguardanti la distruzione degli embrioni e farlo, in seguito, per quelli sulle linee cellulari gia' estratte da embrioni distrutti". Tuttavia, auspica l'organo di informazione, "si puo' ancora fare qualcosa, dal momento che l'approvazione definitiva al Parlamento europeo avverra' solo nel prossimo autunno".
L'impegno deve portare "dall'ambivalenza universale, alla decisione veramente coraggiosa: l'embrione non puo' mai essere distrutto. Questo principio non e' negoziabile e da esso dipende il futuro dell'Europa e il vero progresso. L'alternativa non e' tra arretratezza e guarigione, ancora ipotetica, di talune malattie, ma tra ambiguita' e progresso rispettoso dell'uomo: finche' si cerchera' il compromesso politico, si moltiplicheranno le distinzioni filosofiche, come quella che darebbe valore soltanto all'embrione impiantabile".
C'e' quindi da augurarsi "che il Parlamento europeo ascolti due voci: quella della scienza, che non pone distinzioni di valore tra le diverse fasi dello sviluppo della vita umana e che, in altro ambito, mostra come sia piu' promettente lavorare su cellule staminali prelevate da adulto. E la voce dei tanti cittadini europei, i quali temono a ragione che, dietro le incertezze dei politici, ci siano giochi di potere economico".
Chi, nella vicenda delle staminali, ' politicamente ha vinto e' Fabio Mussi e i DS: incassato il voto dei cattolici della Margherita sulla mozione di compromesso al Senato e bocciata la mozione dei cattolici non solo 'infanti' ma 'bebe' dell'opposizione, hanno subito detto: 'ha vinto il progresso!', aprendo la strada al sostanziale 'si al progresso' in Europa: 'Ognuno stabilisca da solo quando l'embrione e' vivo o meno, e i pretonzoli e le pretonzole vadano a quel paese'. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Secondo il senatore a vita, in questa vicenda 'in Italia ha vinto anche il valore etico supremo per la maggioranza dei cattolici e dei vescovi italiani: l'unita' dell'Unione per la difesa dell'otto per mille. Al confronto, sul piano della morale della chiarezza, che e' poi la morale politica democratica: 'Evviva Zapatero'.
Cossiga stigmatizza 'l'assordante silenzio' in materia della Cei, e da' 'un consiglio ai miei amici 'cattolici infanti' della Margherita: non fate piu' nulla di 'cattolico' se non dietro istruzioni scritte del segretario della CEI, il Card. Mazarino o almeno il Card. Antonelli dei Vescovi italiani. Per me, per Paola Binetti e per Enzo Carra la cosa e' piu' facile: noi apparteniamo alla Diocesi di Roma, abbiamo un vescovo, papa Ratzinger, che fortunatamente non fa parte della CEI, e che quindi non e' impegnato dalla consegna dell' 'assordante silenzio'; un vescovo che parla eccome, e che ci da una regola certa d'azione'.
"Il compromesso contraddittorio raggiunto dal Consiglio europeo sulla questione del finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e' la conseguenza di un'ambigua e deludente mozione approvata al Senato con i voti determinanti dei parlamentari cattolici del centrosinistra". E' quanto ha affermato il presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli.
"Credo che nei prossimi mesi saremo sempre piu' chiamati a 'vigilare' per la difesa di valori e principi 'non negoziabili', che saranno sottoposti a continui attacchi dalle ali piu' laiciste e radicali presenti in forze anche nel Governo Prodi, come del resto e' gia' apparso evidente anche dall'atteggiamento fazioso del ministro Mussi. In particolare dovranno esprimere posizioni chiare e coraggiose i cattolici impegnati in politica attraverso i propri partiti di riferimento (esistenti o nascenti) che, invece di 'diluire' ideali e valori, dovranno spendersi in alleanze e aggregazioni per riaffermare quei valori metapolitici propri del popolarismo europeo, che rappresentano un riferimento irrinunciabile per i credenti".
'Apprezzamento' per la risoluzione di non finanziare programmi che prevedono la distruzione dell'embrione umano, ma forti critiche per 'l'ambiguita' con cui si da' attuazione a tale risoluzione'. Lo afferma il Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica, diretto dal Prof. Adriano Pessina, a fronte delle decisioni assunte in sede europea. 'Il riferimento ai finanziamenti comunitari per le ricerche sulle 'fasi successive che includono cellule staminali provenienti da embrioni umani non specifica se si tratta di linee cellulari ottenute in precedenza alla data della risoluzione o se con questa formula si permette l importazione di cellule ottenute distruggendo embrioni in Paesi esterni all Unione Europea. Tale ambiguita' da' luogo a un inaccettabile compromesso che introduce di fatto una discriminazione tra gli embrioni che possono essere o meno distrutti secondo un criterio puramente geografico (all'interno o all'esterno dei confini europei). Il riconoscimento dello statuto antropologico dell'embrione umano impone che venga applicata anche in questo ambito la norma che stabilisce che nessuna ricerca sperimentale sugli esseri umani puo' essere distruttiva o puo' essere finalizzata soltanto al bene delle future generazioni e non, anche, al bene dell essere umano su cui si sperimenta. Esiste una continuita' morale e ideale tra l'impegno per la salute umana e quello per la tutela dell'esistenza umana in tutte le sue fasi, specie in quelle piu' esposte all'abuso e alla manipolazione. Il riconoscimento del valore dei malati e' simmetrico al riconoscimento del valore dell'esistenza umana in quanto tale. L'embrione rappresenta l'essere umano nella sua piu' radicale condizione esistenziale, cioe' in quella situazione in cui non ha altra qualita' se non quella di essere uomo. Se non si applicano a lui i diritti dell'uomo, a chi li si potra' applicare?'.
'Non soltanto i senatori Binetti, Bobba, Baio Dossi ecc. sono stati usati o si sono fatti usare, ma il ministro Mussi si permette addirittura di ridicolizzarli, umiliazione che si sarebbero evitati se avessero seguito la nostra limpida e coerente posizione di principio'. Lo afferma il deputato Udc Carlo Giovanardi, commentando la decisione di ieri del Consiglio europeo .Non c'e' dubbio che nella passata come nella precedente legislatura la maggioranza dei parlamentari era contraria alla distruzione a scopo di ricerca di embrioni umani. E' davvero incredibile che, per il voltafaccia di alcuni senatori dichiaratamente cattolici, questa linea sia stata capovolta e sacrificata sull'altare dell' unita' dell'Ulivo, permettendo al ministro Mussi di dichiarare ironicamente che il Consiglio Europeo sulla distruzione degli embrioni, 'ha chiuso la porta da un lato e aperto la finestra dall'altro".
Continua... Il dibattito politico: l'Europa approva (2)
L'Europa da' il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali ma con dei paletti precisi e molto restrittivi. Il Consiglio Ue sulla competitivita' ha infatti varato il VII programma quadro sulla ricerca europea che prevede il finanziamento a questo tipo di ricerche. Ma a due condizioni: che vengano finanziati i progetti di ricerca relativi a linee cellulari staminali embrionali gia' esistenti e che non si finanzino, al contrario, ricerche che implichino la distruzione di embrioni. Un accordo di compromesso che soddisfa il ministro della Ricerca Fabio Mussi che lo considera 'una vittoria politica' per il peso che l'Italia ha avuto nella formulazione finale del testo.
Il via libera e' giunto dopo una giornata di serrato confronto tra i ministri della Ricerca europei e dopo varie mediazioni da parte del commissario di turno Ue e di quello europeo alla Ricerca Potocnik. La formulazione finale ha visto il si' di 20 su 25 Stati membri (favorevoli Italia e Germania; tra i contrari Polonia e Austria) ed e' stato sventato (grazie al ritiro dell'appoggio italiano alla dichiarazione etica) il rischio di una nuova minoranza di blocco che avrebbe sancito lo stop europeo a questo tipo di ricerche.
Ma il risultato portato a casa oggi, spiega Mussi, ha un valore soprattutto politico: 'Rispetto al VI programma quadro non ci sono cambiamenti sostanziali, dal momento che era gia' possibile effettuare ricerca su linee cellulari esistenti, ma questo concetto viene ora per la prima volta esplicitato e cio' ha un grande significato politico'. In altre parole - ha sottolineato il ministro - 'si chiude una porta ma si apre una finestra, perche' c'e' una chiara apertura alla ricerca su linee cellulari esistenti e di importazione, che sono decine anche in Italia'. Certo, ammette il ministro, 'in questo c'e' un filo di ipocrisia, riconosciuto dallo stesso ministro della Ricerca tedesco Annette Schavan, poiche' si dice si' alla ricerca su linee esistenti per le quali la distruzione degli embrioni e' avvenuta in precedenza; tuttavia questo e' il compromesso - ha commentato - e complessivamente mi ritengo soddisfatto'. Una soddisfazione che deriva soprattutto, rivela Mussi, dalla posizione unitaria raggiunta con la Germania ('su cui gli altri Stati hanno convenuto') e dal fatto che l'Italia ha rappresentato 'l'ago della bilancia' per sventare il rischio di una nuova minoranza di blocco.
- UE, SU STAMINALI SI' ACCORDO SU POSIZIONE PIU' RESTRITTIVA
'E' stato fatto un passo decisivo verso il varo del VII programma quadro europeo sulla ricerca - ha detto Mussi - che passa ora alla seconda lettura del Parlamento europeo, fondamentale per reggere la sfida con colossi come India e Cina.
Se tutto andra' bene, con il VII programma, che prevede un finanziamento per la ricerca europea pari a 53 miliardi di euro, dal 1? gennaio 2007 saranno disponibili i nuovi fondi'. Nodo cruciale, quello della ricerca sulle staminali embrionali: l'accordo e' stato raggiunto su una versione di compromesso 'piu' restrittiva', ha detto Mussi, ma che apre al contempo alla ricerca su linee cellulari esistenti. Un 'no' inderogabile, invece, alla distruzione di embrioni per la produzione di cellule staminali.
- SU TERMINE IMPIANTABILITA' EMBRIONI UE PRENDE TEMPO
Riguardo alla proposta italiana di definire un termine ultimo per l'impiantabilita' degli embrioni crioconservati (oltre il quale convenire che e' possibile il loro utilizzo a fini di ricerca) l'Ue prende tempo. Il tema e' stato sollevato, ha sottolineato Mussi con un certo rammarico pur considerando valido il compromesso raggiunto, 'ma verra' approfondito successivamente e probabilmente affrontato alla verifica, fra due anni, del VII programma quadro'. In ogni caso, ha precisato il ministro, 'si tratta di una questione che inevitabilmente dovra' essere affrontata'.
- MUSSI, HO RISPETTATO IMPEGNO PRESO IN SENATO
'Ho rispettato l'impegno preso con la mozione votata in Senato: l'Italia ha infatti sostenuto - ha rilevato il ministro - in sede europea il no alla ricerca che implichi distruzione di embrioni, mentre e' stata accantonata per ora la questione dell'utilizzo degli embrioni crioconservati'. Inoltre, ha concluso Mussi, 'sono stato l'unico ministro in Consiglio Ue sostenuto dal voto del proprio Parlamento'.
L'utilizzo di cellule staminali adulte o embrionali per la ricerca ha sollevato un acceso dibattito politico. Secondo la posizione della comunita' scientifica, nazionale e internazionale, la ricerca sulle cellule staminali e' giovane e per questo va affrontata esplorandone equamente tutte le possibilita', dando percio' spazio alla ricerca sulle staminali adulte quanto a quella sulle staminali embrionali.
- STAMINALI EMBRIONALI: secondo la definizione comunemente accettata nel mondo scientifico e recentemente proposta sulla rivista scientifica internazionale Nature, le cellule staminali embrionali sono le cellule capaci di dare origine a qualsiasi organo o tessuto. E' una caratteristica che appartiene esclusivamente alle cellule che si formano nelle primissime fasi di sviluppo dell'embrione. Sono totipotenti, ossia sufficienti per dare origine ad un intero organismo, e pluripotenti, capaci cioe' di formare tutte le linee cellulari, comprese le cellule germinali. Sono sei i gruppi di ricerca italiani impegnati nella ricerca sulle cellule staminali embrionali umane e che lavorano sulle linee cellulari prodotte all'estero e in commercio. Nei giorni scorsi hanno presentato pubblicamente le loro ricerche, costituendo il Gruppo dei ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali. Scompenso cardiaco, malattie neurologiche come la Corea di Huntington, malattie genetiche come la fibrosi cistica o l'atrofia muscolare spinale sono fra i bersagli della loro ricerca, insieme alla studio di test di tossicita' che potrebbero ridurre l'uso degli animali di laboratorio.
- STAMINALI ADULTE: sono le cellule multipotenti, prelevate dai tessuti gia' differenziati e che non sono in grado di dare origine a tutti i tipi di organi o tessuti. Contrariamente alle cellule embrionali, il loro utilizzo nella ricerca non pone comunque problemi etici perche' non implica l'uso di embrioni. La sfida, in questo caso, consiste nell'individuare in ciascun organo e tessuto la riserva di cellule immature. Una volta prelevate o stimolate a crescere, queste possono essere coltivate e fatte differenziare per ottenere linee cellulari di alcuni tessuti o organi. In Italia diversi gruppi di ricerca sono da tempo attivi in questo settore e i loro studi riguardano molti tipi di tessuti e organi. Lavorano in particolare sulle cellule nervose, quelle di osso, pelle e cartilagine, sangue, cornea, cuore, fegato e pancreas. Secondo alcuni sostenitori della ricerca sulle staminali adulte, alcuni risultati ottenuti negli ultimi anni hanno dimostrato che la ricerca sulle cellule post-natali offre grandi possibilita', mentre quella sulle cellule embrionali potrebbe avere aspetti negativi, legati a insorgenza di tumori e incompatibilita'.
L'Europa non finanziera' la ricerca che prevede la distruzione di embrioni umani, ma non impedira' il finanziamento per le fasi successive della ricerca che puo' includere cellule staminali. E' questo quanto si sottolinea nel testo finale della bozza approvata dal Consiglio dei ministri Ue della ricerca.
La bozza finale, approvata con la maggioranza qualificata, non e' riuscita a far retrocedere dalla propria posizione contraria lo zoccolo duro del no, ovvero la Polonia, la Lituania, Malta, la Slovacchia e l'Austria.
'L'accordo politico che si e' trovato oggi dimostra che l'Europa della ricerca funziona', ha detto il commissario Ue per la ricerca Janez Potocnik alla fine del Consiglio che ha dato il via libera al settimo programma quadro. D'accordo anche la presidenza finlandese dell'Unione secondo cui la volonta' degli Stati membri di trovare un compromesso ha dato vita oggi ad un 'vero successo. L'intenzione della soluzione trovata e' quella di continuare seguendo la linea del sesto programma quadro, cioe' quello su cui tutti gli Stati membri erano gia' d'accordo'.
COSA CAMBIA
Nel mondo, e anche in Italia, la ricerca su linee di cellule staminali embrionali gia' esistenti viene effettuata da tempo. Cosa cambia, allora, dopo il via libera di ieri dell'Europa al VII Programma quadro sulla ricerca? Un 'particolare', in realta', sostanziale: dal primo gennaio 2007 (se non ci saranno impedimenti e il VII Programma sara' varato in seconda lettura dall'Europarlamento come auspicato) saranno disponibili i bandi ma, soprattutto, finanziamenti 'certi'.
Una boccata d'ossigeno per tanti laboratori europei, ed anche italiani, impegnati nella ricerca in questo campo. Una svolta fondamentale, come sottolinea uno dei massimi esperti del settore, il genetista Giuseppe Novelli: 'Anche vari laboratori italiani, una decina, sono impegnati nella ricerca su linee di staminali embrionali. Si tratta di linee cellulari importate dall'estero - spiega - perche' in Italia ne e' vietata la produzione, ma non l'utilizzo. La legge 40 sulla procreazione, infatti, non si esprime su questo punto. Cosi', anche le nostre equipe fanno ricerca ma con mille difficolta". Difficolta' che, fino ad oggi, erano innanzitutto di tipo finanziario: 'Per le nostre ricerche dobbiamo contare su fondi che vengono da privati o fondazioni poiche' non ci sono finanziamenti pubblici e, fino a ieri, non erano neppure previsti finanziamenti europei'. Cosi', ad esempio, il laboratorio di genetica medica dell'Universita' di Tor Vergata, diretto dallo stesso Novelli, ha avuto un bel da fare per riuscire a portare avanti i progetti in corso. Ricerche importanti volte, in questo caso, ad operare sulle linee staminali embrionali per ottenere una correzione genica di tali cellule, attraverso la manipolazione del Dna, per debellare la fibrosi cistica, una grave malattia genetica che solo in Italia colpisce 3000 persone ed un bambino ogni 2000 nati. Un progetto biennale finanziato da alcune fondazioni statunitensi e dalla fondazione per la lotta alla fibrosi cistica: 'Complessivamente, il finanziamento e' di circa 250.000 euro. Il punto e' che ora e' davvero faticoso procurarsi finanziamenti duraturi. Finalmente, dopo il si' dell'Europa, potremo contare su fondi certi, pluriennali e congrui, che ci permetteranno di lavorare con piu' tranquillita' perche' il nostro obiettivo e' dare speranza a migliaia di malati'. Insomma, dal semplice 'non divieto' a fare ricerca sulle linee cellulari aperte si passa, ora, ad una fase in cui i laboratori vengono messi effettivamente nelle condizioni di poter lavorare disponendo di fondi sicuri. Naturalmente, il tutto passando per una fitta e severa rete di controlli, punto sul quale il VII Programma e' molto chiaro: i progetti devono essere certificati, motivati e giudicati da comitati di esperti nazionali ed a livello europeo. Un'apertura con forti restrizioni, quella sancita dunque dall'Europa per la ricerca sulle staminali embrionali, ma che ha visto soddisfatto il ministro della Ricerca Fabio Mussi. Per lui, cosi' come per vari scienziati, si tratta infatti di restrizioni che rappresentano al contempo delle garanzie di serieta'. Come per il Registro europeo sulle linee cellulari aperte, la cui costituzione e' stata annunciata ieri dal commissario Ue alla Ricerca Janez Potocnik: avra' il compito di monitorare le linee presenti, ma anche di evitare la creazione di nuove linee 'non necessarie'. Un'ulteriore limitazione? 'Il fatto - risponde Novelli - e' che noi scienziati non ci divertiamo a creare linee cellulari, ma lo si fa col fine di arrivare un giorno a risultati per dare speranze concrete a milioni di malati. Avere un registro europeo e' quindi giusto, cosi' come non creare nuove linee se non e' strettamente necessario. Le linee esistenti - ha aggiunto - ci permettono di continuare la ricerca e acquisire informazioni che potranno risultare utili anche per le ricerche sulle staminali adulte'.
Al mondo, ha ricordato Novelli, sono circa 150 le linee cellulari embrionali aperte: a produrle, sotto l'egida di controlli rigorosi, paesi come Inghilterra, Svezia, Israele e Usa, che dispongono di vere e proprie banche biologiche. Le linee (le cellule staminali embrionali sono ottenute o attraverso analisi prenatali effettuate su embrioni e senza, dunque, determinarne la morte, o da embrioni congelati da tempo o gravemente malformati e destinati alla morte) vengono poi esportate e rese disponibili agli scienziati dopo un vaglio rigoroso dei progetti presentati.
Quanto agli embrioni crioconservati, dopo il rinvio della decisione in merito da parte dell'Ue, la questione resta irrisolta: 'I tempi non sono maturi - commenta Novelli - ma e' importante che sia avviata una riflessione. Per ora e' gia' un grande passo che finalmente l'Europa abbia deciso di investire nel settore di ricerca delle staminali embrionali, un settore in cui - ha concluso - abbiamo buone chance di diventare molto competitivi, anche rispetto agli Usa'.
I COMMENTI
"Sapevo della risoluzione del Senato italiano sulle staminali e capisco che il ministro Mussi abbia avuto dei problemi ad accettare il testo iniziale di compromesso, durante il negoziato di oggi in Consiglio Ue". Lo ha detto il ministro dela Ricerca finlandese e presidente di turno del Consiglio Competitivita' dell'Ue, Mauri Pekkarinen. Secondo Pekkarinen, 'cruciale' per l'esito positivo e' stata la 'dichiarazione' del commissario europeo alla Ricerca, Janez Potocnik. In base a questa 'formula' la Commissione si impegna a non proporre per il finanziamento Ue alcun progetto di ricerca che comporti la distruzione di embrioni umani. Questo "ha permesso di soddisfare sia le esigenze italiane che quelle tedesche", ha osservato Pekkarinen. Che ha riferito come la Germania, in particolare, abbia cambiato la propria posizione contraria al compromesso non appena e' stato reso noto il nuovo testo, seguita poi dall'Italia.
Il commissario europeo alla Ricerca, Janez Potocnik, ha definito l'accordo raggiunto "un passo importante per portare piu' vicino al varo il VII programma quadro" dell'Unione europea, che prevede 53 miliardi di euro di finanziamenti alla ricerca per il periodo 2007-2013.
"Sono grato alla presidenza finlandese per aver indetto questa riunione straordinaria, che era cruciale se vogliamo rispettare l'obiettivo di adottare il VII programma quadro entro la fine dell'anno. L'accordo politico del Consiglio sul programma dimostra l'importanza che gli Stati membri ripongono sul miglioramento della base di conoscenze dell'Ue, attraverso un aumento degli investimenti nelle ricerca e lo sviluppo", ha continuato Potocnik.
Soddisfatto il ministro italiano dell'Universita' e della Ricerca scientifica, Fabio Mussi. "Abbiamo fatto una battaglia per riportare l'Italia nello spazio europeo della ricerca anche se ha la legislazione piu' restrittiva d'Europa". Il ministro non sembra tuttavia volerla toccare. "In Italia c'e' la legge 40 io personalmente sono contrario. Ma nel programma di governo non c'e' la riforma, ma solo una relazione sul suo funzionamento. E il Parlamento e' sovrano".
Il ministro ha sottolineato come con questa dichiarazione, "la Commissione europea si impegni a far filtrare, attraverso queste grate, i progetti di ricerca da finanziare". Quanto agli embrioni congelati, "la proposta italiana e' stata accolta con interesse", anche se nel testo se ne parla solo indirettamente, quando si dice che "i programmi saranno riesaminati alla luce del progresso scientifico. Il che vuol dire tante cose, ci sono possibilita' di sviluppo scientifico al di fuori dell'utilizzo degli embrioni, ma c'e' anche la possibilita' di stabilire quando un embrione non sara' piu' impiantabile". Mussi fa notare che questo problema si comincia a porre anche all'interno del mondo cattolico.
"Il cosiddetto grande successo italiano che ha fatto votare il Consiglio competitivita' su quello che c'era gia', viene presentato come un grande passo della diplomazia italiana: puo' darsi, ma cosa se ne fanno i milioni di malati che vedono di fatto la conferma al blocco dei finanziamenti della ricerca con gli embrioni?". E' insoddisfatto Vincenzo Donvito, presidente Aduc, dell'accordo raggiunto in Europa sul embrioni, staminali e ricerca.
"Nell'accordo c'e' il trionfo dell'ipocrisia: potranno essere finanziate le ricerche sulle staminali embrionali gia' esistenti o fatte in altri paesi ma non le ricerche per derivare queste cellule. Gran Bretagna e Spagna si pagheranno quindi le loro ricerche e solo dopo potranno avere anche i soldi comunitari. In questo modo la "politica imbavaglia la scienza e la ricerca: si e' riprodotta a livello europeo la situazione ipocrita della legge italiana, la ricerca sulle embrionali e' ammessa per quelle linee che vengono da fuori dell'Italia".
'C'e' una grande ipocrisia' secondo Daniele Capezzone, deputato della Rosa nel pugno, nel testo approvato ieri dal Consiglio Europeo. 'Trovo sconcertante che l'Europa si metta da sola in una condizione di debolezza, di minorita' anche dal punto di vista economico, rispetto agli Stati Uniti e ai paesi dell'area asiatica. Ma soprattutto dobbiamo ricordare che ci sono in gioco la vita e la guarigione di tantissime persone. Dobbiamo lavorare per superare quei limiti che abbiamo posto noi stessi alla nostra ricerca scientifica'.
"La decisione del Consiglio europeo conferma l'attuale politica di finanziamento alla ricerca sulle staminali embrionali". E' quanto dichiara l'eurodeputato Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni facendo riferimento al voto sul settimo programma quadro per la ricerca nell'Ue arrivato oggi dal consiglio europeo sulla competitivita'. In particolare si e' dato il via libera alla ricerca sulle cellule staminali, anche embrionali, ma a una condizione: che non ci sia la distruzione di embrioni. "E' respinto il tentativo di spacciare la menzogna delle staminali adulte come sufficienti alla ricerca europea, cosi' come e' respinto il tentativo di portare in Europa la scomunica vaticana contro i ricercatori che lavorano sulle embrionali. Se questo aspetto della decisione di Bruxelles e' positivo, e rappresenta un piccolo segnale di speranza nella lotta contro malattie che colpiscono decine di milioni di persone in Europa, e' certamente un capolavoro di ipocrisia l'esclusione della finanziabilita' dell'estrazione di linee cellulari dagli embrioni sovrannumerari comunque destinati alla spazzatura.
Sebbene l'impatto economico di quella fase di ricerca sia minimo nell'ambito di un progetto completo, dispiace che l'Italia sia stata determinante per mantenere l'ipocrisia sui sovrannumerari. Sarebbe ora necessario che il Parlamento europeo si pronunci per rimuovere questo ostacolo irragionevole. Se invece l'accordo raggiunto non prevedesse modifiche esplicite al testo approvato dal Parlamento europeo, ma soltanto un impegno 'a latere' da parte della Commissione europea, tale impegno potrebbe essere impugnato davanti alla Corte di giustizia europea".
'Apprezziamo la linea italiana sostenuta oggi dal ministro Mussi. Il suo e' stato un no chiaro e inequivocabile alla distruzione di embrioni a fini di ricerca'. E' questa la posizione di Emanuela Baio Dossi, senatrice dell'Ulivo. 'Italia, Germania e Lussemburgo hanno appoggiato l'emendamento Niebler, che prevedeva finanziamenti alle linee staminali embrionali create prima del 31 dicembre 2003. In piu' l'Italia ha proposto che venisse fatta una verifica anche per quanto riguarda i termini di impiantabilita' degli embrioni'.
"Ora l'Italia esiste in Europa come Paese che promuove importanti possibilita' di ricerca, stabilendo regole rigorose e rispettando il pluralismo delle posizioni". Questo e' quanto dichiara Vittoria Franco, senatrice dell'Ulivo e presidente della commissione Cultura di palazzo Madama. "La minoranza di blocco e' venuta meno grazie anche al cambiamento di posizione di Paesi che finora ne facevano parte, come Italia Germania e Lussemburgo questa e' la novita' politica piu' rilevante. Hanno vinto la saggezza e la responsabilita', sostenute anche dal nostro governo e rappresentate dal ministro Mussi". La senatrice giudica quindi "inaccettabile il tono violento e offensivo di alcuni esponenti della destra- conclude Franco- che continuano a difendere posizioni ideologiche, oltre che politicamente insostenibili".
"Una offesa e una mortificazione a tutti i cattolici italiani la decisione comunitaria, resa possibile dal via libera da parte di Mussi, di finanziare la ricerca su cellule staminali embrionali". Questo il duro commento dell'esponente dell'Udc Maurizio Ronconi che prosegue: "E' evidente che Mussi tra l'altro ha gravemente disatteso quanto votato e deciso dal Parlamento allineando cosi' l'Italia su una deriva laicista e zapaterista che non appartiene alla nostra storia. E' stata scelta la strada della discriminazione e del razzismo". Quanto accaduto apre nel nostro paese una vera e propria "questione cattolica".
'Mi tranquillizza il fatto che questo testo approvato oggi sia stato condiviso dalla Germania'. E' il commento del ministro dell'Interno Giuliano Amatosul compromesso raggiunto, e in particolare sulla questione del finanziamento della ricerca su cellule staminali. Il sostegno della Germania, ha spiegato Amato, 'e' importante anche politicamente'. Il compromesso raggiunto a Bruxelles sulla ricerca per le cellule staminali non e' una ipocrisia, ma un giusto punto di incontro sia in Europa che in Italia. Sarebbe stato meglio se "il testo dicesse una parola chiara sull'utilizzo degli embrioni congelati, non piu' impiantabili". Utilizzo al quale si dice favorevole.
Secondo Amato, "in queste cose c'e' sempre un margine di ipocrisia perche' dobbiamo mettere insieme non dico il diavolo e l'acqua santa, ma qualcosa che gli somiglia". E qui non ha dubbi. "E' giusto cercare un punto comune tra l'Italia a maggioranza cattolica e il mondo in cui non e' cosi' e c'e' chi la pensa diversamente". Amato ha assicurato di "non aver fatto alcun sacrificio nell'approvare la mozione al Senato". Amato si occupa della spinosa questione delle cellule staminali embrionali in quanto presidente del Comitato ministeriale interessato della questione.
'La decisione del Consiglio Ue e' il frutto di un compromesso ipocrita'. E' quanto sostiene Chiara Moroni, deputata di FI. 'Facciamo finta di salvaguardare l'embrione, cogliendo i frutti della ricerca senza porci il problema etico. Non si favorisce la ricerca di base sugli embrioni ma si dichiara la disponibilita' alle fasi successive, detto in parole semplici, si e' disponibili all'acquisizione di cellule staminali embrionali prodotte da altri. La ricerca va sostenuta in tutte le sue fasi e l'Italia, che ha spinto per il compromesso, porta l'Europa su posizioni di retroguardia. Bene aveva fatto il ministro Mussi nel maggio scorso a ritirare la firma dell'Italia dalla dichiarazione etica che impediva la ricerca in questo settore. Il ministro Mussi paga, oggi, il compromesso che ha dovuto raggiungere con la sua maggioranza e peggio fa pagare all'intera comunita' europea tale prezzo. Quello della ricerca sulle cellule staminali e' un filone strategico che va sostenuto perche' potrebbe fornire nuove opportunita' terapeutiche'.
No all'embrione crioconservato. I senatori della Cdl, Polledri (Lega Nord), Bianconi (Fi), Burani Procaccino (Fi) e Carrara (Fi) , affermano che: "i distinguo non salvano la vita. L'embrione crioconservato e' servito. In Europa si dice e sostiene esattamente cio' che D'Alema aveva anticipato in Italia ed i cattolici di sinistra tristemente contrastato e poi votato: dell'embrione, della vita umana si faccia cio' che si vuole e con i denari degli italiani. La politica ha fatto il suo giro di valzer. L'embrione grazie ai cattolici adulti e' oggetto di esperimenti. Ma tutto cio' come viene vissuto da quei cattolici collocati nella sinistra che si strappavano le vesti? Noi non ci stiamo e per quelle che sono le nostre forze, forze di liberta', resisteremo, resisteremo, resisteremo".
'Sulle staminali l'Unione ancora una volta sbanda pericolosamente a sinistra. La voce dei cattolici non conta niente. Prodi dica chiaramente se e' d'accordo con Mussi, visto che per ora si sente solo l'assordante silenzio del professore'. Lo afferma Isabella Bertolini, deputata di Fi, secondo la quale, infatti, 'il ministro entra in rotta di collisione frontale con i cattolici del centrosinistra. Mussi delegittima clamorosamente i moderati dell'Unione e va avanti con la linea piu' integralista. Prodi ne prenda atto - conclude Bertolini - non e' in grado di governare il Paese'.
"Un ipocrita via libera alla ricerca che distrugge embrioni umani". Cosi' il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, definisce il nuovo testo sul VII quadro della ricerca approvato dalla Ue. Per Buttiglione "l'Unione europea dice di non volerla fare pero' autorizza a fare ricerca su linee staminali derivate dalla distruzione di embrioni umani. Gli embrioni verranno distrutti in laboratori privati e poi le linee staminali ottenute saranno comprate dai ricercatori dell'Unione europea che, in questo modo, si assumono, non solo il costo economico, ma la responsabilita' morale della distruzione di quegli embrioni".
"Siamo soddisfatte del varo da parte dell'Unione europea del settimo programma quadro per la ricerca, soddisfatte soprattutto perche' e' stato fatto un grosso passo avanti nelle dinamiche europee grazie allo sganciamento dell'Italia dalla retroguardia cosiddetta etica sul tema delle staminali": lo affermano in un comunicato le senatrici Giovanna Capelli e Luisa Boccia di (Rifondazione comunista). "Si e' rotto un blocco e se ne e' creato un altro, anche la Germania e il Lussemburgo, oltre all'Italia, hanno cambiato posizione e questo ci rafforza nella nostra posizione. Ora si tratta di far partire un dibattito vero e oggi stesso, mentre noi siamo in aula per il decreto Bersani, si sta svolgendo un importante seminario che vede il confronto tra parlamentari di Rifondazione e dei Ds, impegnate a definire il terreno comune".
"L'esito del Consiglio UE sulla competitivita' riflette la medesima ambiguita' della mozione dell'Unione approvata dal Senato. Il no al finanziamento europeo della ricerca orientata alla distruzione dell'embrione e' vanificato dal si' al finanziamento europeo della ricerca sulle linee cellulari embrionali gia' esistenti. Se, infatti, si riceve il sostegno finanziario alla ricerca su cio' che residua dalla distruzione dell'embrione serve a ben poco precludere il sostegno finanziario alla distruzione dell'embrione. Sarebbe come rifiutare di pagare con denaro UE il proiettile che uccide un essere umano, ma invece versare denaro UE a chi preleva le parti del cadavere. Non e' un compromesso: e' una decisione ostile al diritto alla vita, per impedire la quale sarebbe bastato un voto in piu' alla nostra mozione". Lo sostiene il senatore di AN, Alfredo Mantovano.
"L'approvazione del finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali gia' esistenti e la negazione della distruzione di embrioni per produrre cellule staminali, e' la riprova del mantenimento di quel principio di precauzione che era alla base della mozione approvata al Senato dall'Unione". E' quanto afferma Ignazio Marino (Ulivo), Presidente della Commissione Igiene e Sanita' del Senato e professore di chirurgia, commentando l'approvazione da parte del Consiglio europeo del VII programma quadro sulla ricerca. "Su temi tanto delicati e difficili moderazione, prudenza e condivisione rappresentano un sintomo di grande civilta'. L'Unione, infatti, rispettando il pluralismo di posizioni tanto distanti tra loro ha aperto e favorito la strada al dibattito sulla ricerca che andra' avanti e proseguira' nel cercare percorsi comuni".
Sulle decisioni prese a Bruxelles dal Consiglio competitivita' UE, nell'ambito del VII Programma Quadro 2007-2013, 'non si e' deciso niente di nuovo': lo afferma Bruno Dalla Piccola, direttore dell'istituto di genetica all'Universita' La Sapienza di Roma, che giudica 'positiva la linea adottata dal Consiglio, perche' non c'e' stato scollamento sulla posizione che non vuole distruggere gli embrioni: prendiamo atto, insomma, che non e' stato fatto nessun passo in avanti verso una ricerca che distrugge gli embrioni. Pero' rimaniamo vigili sulla questione piu' scottante, quella della cut-off date'.
Tra le decisioni del Consiglio UE, infatti, c'e' quella di rinviare il dibattito per definizione di un termine (cut-off date) per l'impiantabilita' degli embrioni, oltre il quale stabilire che gli embrioni crioconservati sono utilizzabili ai fini della ricerca. Rinvio che non sorprende Giulio Cossu, direttore dell'Istituto Cellule Staminali del San Raffaele di Milano: 'Gia' dal punto di vista scientifico la decisione di una cut-off date e' difficile e non ci sono dati soddisfacenti sulla letteratura scientifica. Quindi una posizione prudente ce la si poteva aspettare, speriamo che in futuro ci sia invece una posizione piu' precisa, anche perche' decidere adesso avrebbe scatenato reazioni molto forti. Quello che c'e' scritto in questo Programma Quadro pero' e' la stessa cosa che e' contenuta in quello precedente. Non ci sono state novita', anche se mi avrebbe fatto piacere vedere una decisione sulla cut-off date'.
"L'intesa annunciata dal Ministro Mussi sul VII Programma quadro della ricerca europea e' uno strappo rispetto alla legislazione italiana ed e' frutto di un nuovo colpo di mano del governo Prodi che senza consultare in alcun modo il Parlamento si e' addirittura speso per chiudere frettolosamente un accordo di compromesso che spacca in due l'Europa escludendo paesi come l'Austria e la Polonia". E' quanto affermano Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Fi e Francesco Giro, responsabile nazionale per i rapporti con il mondo cattolico. "La proposta di stabilire in sede europea la cosiddetta 'date cut off' non ci risulta sia mai stata discussa ne' in Parlamento ne' nelle Commissioni competenti e al contrario appare lesiva dei valori sanciti dalla stessa legge 40. Il 'date cut off' allora non puo' diventare una soluzione che l'Italia propone al resto d'Europa perche' e' essa il frutto unilaterale e fuorilegge della creativita' del ministro Mussi, una creativita' al limite della sfrontatezza e dell'irresponsabilita'.
"Ci rallegriamo molto per i contenuti emersi": e' soddisfatta di come e' andata a finire la discussione in sede di Consiglio Ue la senatrice Dl Paola Binetti, che riferisce anche di una telefonata avvenuta tra il ministro alla Ricerca, ancora a Bruxelles, subito dopo la conclusione del Consiglio Ue. "Tra noi e Fabio Mussi c'e' una linea condivisa". Solo un dubbio adombra la soddisfazione dell'ex presidente del comitato 'Scienza e Vita'. "Ci manca un dato non si capisce la data ultima di estrazione delle linee staminali". Binetti e gli altri parlamentari cattolici dell'Unione vorrebbero che il finanziamento in sede Ue fosse limitato alle linee staminali embrionali create prima del 31 dicembre 2003 (il cosidetto emendamento Niebler). Ma tra il palazzo Justus Liptius di Bruxelles e l'aereo su cui Mussi e' salito non c'e' stato tempo per chiarire questo punto. Le critiche fioccate intanto dalla Casa delle Liberta'? "L'unica cosa che la Cdl puo' dire e' su questa questione della data", risponde Binetti. "Non c'e' altro da dire".
'La levata di scudi dall'ala piu' integralista del fronte cattolico e' il segno della bonta' del documento presentato dal ministro Mussi in tema di ricerca sulle cellule staminali': cosi' la deputata del Prc-SE Daniela Dioguardi presidente del gruppo in commissione Affari sociali alla Camera. 'Questo documento fa segnare un passo in avanti nella direzione del dialogo nella politica italiana indirizzando il Governo ad un approccio laico nella ricerca sugli embrioni fin troppo intossicato da posizioni integraliste e conservatrici e che poca corrispondenza hanno nell'opinione pubblica. Chi oggi grida allo scandalo vuole solo dividere il Paese tra cattolici e non cattolici commettendo un doppio errore sia sul piano politico che su quello etico: nel primo caso non riconoscendo la validita' del dialogo e del compromesso; nel secondo caso contrapponendo ad un serio ragionamento sulla ricerca il dogma assolutistico della vita'.
'E' andata bene. Mi pare che Mussi si sia attenuto alla nostra interpretazione della mozione e non a quella della Bonino'. Cosi' Renzo Lusetti, deputato della Margherita. 'Le convinzioni personali di Mussi probabilmente erano diverse, ma il ministro si e' attenuto alle decisioni del Parlamento, sostenendo, insieme alla Germania, l'emendamento della popolare Angelika Niebler. Certo, anche questo e' un compromesso, ma siamo soddisfatti. Non mi pare proprio che abbiamo venduto l'anima al diavolo, anzi, abbiamo ridotto di molto le posizioni di Mussi'.
'Non dico che la decisione del consiglio europeo di ieri aderisca al dettato della dottrina cristiana ma e' un passo importante, e sarebbe miope non vederlo'. Cosi' il vice presidente della Camera, Pierluigi Castagnetti, commenta le polemiche dopo l'approvazione in sede UE del 7/o programma quadro sulla ricerca. 'A me pare che ci sia stato un protagonismo positivo del governo italiano, anche grazie all'importante risoluzione approvata in Senato che evidentemente era frutto di convergenza di punti di vista diversi. Che l'Europa dica esplicitamente che la ricerca non possa essere portata avanti distruggendo gli embrioni e' un fatto di straordinaria importanza che non va sottovalutato, anche se ci sono aspetti di ambiguita' che il parlamento europeo in autunno puo' tentare di modificare'.
Castagnetti sottolinea tuttavia che la mancanza dell'indicazione di una data ultima di produzione delle linee cellulari staminali per la loro utilizzazione in ricerca 'rispecchia la situazione attuale della ricerca, sia in Italia che negli altri paesi europei, visto che anche la legge 40 non vieta queste pratiche. Non puo' quindi esplodere improvvisamente uno scandalo per una situazione che gia' c'era. Piuttosto il fatto che ci sia un pronunciamento esplicito contro la distruzione degli embrioni e' un'oggettiva limitazione alla ricerca. Ora non c'e' laboratorio che non lo sappia e che non ne tenga conto. Questa affermazione apodittica e' importantissima e in futuro potremo renderla piu' efficace. Ma dobbiamo liberarci dagli schematismi interni e apprezzare tutti questi elementi positivi'.
"Ecco le conseguenze dell'ambigua, contraddittoria e pericolosa mozione approvata al Senato dalla pseudo-maggioranza di Sinistracentro, con il voto determinante dei sedicenti cattolici di quello schieramento". Cosi' Riccardo Pedrizzi, An. "Pur non prevedendo (almeno per ora), diversamente da quanto voleva Mussi, la famigerata cut-off-date, cioe' la pena di morte per convenzione degli embrioni soprannumerari gia' prodotti e crioconservati, e pur opponendosi al finanziamento delle ricerche che implichino la distruzione di embrioni umani, la soluzione individuata approva il finanziamento della sperimentazione sulle cellule staminali che provengano da embrioni gia' distrutti o siano importate da altri continenti". Dunque, sottolinea, "e' una sorta di incentivo a distruggere gli embrioni in centri privati per poi chiedere il finanziamento pubblico della sperimentazione sulle cellule staminali da essi prelevate. Si poteva e si doveva fare ben di piu' a tutela della vita umana fin dal concepimento (principio non negoziabile), ripristinando la minoranza di blocco e dicendo no tout court al finanziamento della trasformazione dell'uomo in cavia".
"Se lo ha ammesso perfino uno dei suoi massimi artefici, il ministro Mussi, ci possiamo credere: quello raggiunto in seno al Consiglio europeo e' un accordo intrinsecamente ipocrita. Solo i sedicenti cattolici del Sinistracentro, come la ministra Bindi, non lo hanno capito. O fanno finta di non capirlo".
'Il via libera al settimo programma quadro di ricerca e' un successo importante per l'Europa, e la posizione assunta dall'Italia in questa sede rappresenta un forte segno di discontinuita' rispetto all'oscurantismo che aveva contraddistinto il governo di centrodestra'. Lo afferma Pia Locatelli, eurodeputata socialista della Rosa nel Pugno e gia' relatrice per il programma quadro sulla ricerca dell'Unione Europea. 'Si pone l'accento sul No ai finanziamenti per progetti che comportino la distruzione di embrioni umani, pero' non si trova ancora una soluzione per tutti quegli embrioni soprannumerari che aspettano solo di essere gettati nella spazzatura'.
Se escludere l'ipotesi di distruggere gli embrioni e' "condivisibile", l'uso di 'linee' staminali gia' esistenti stabilisce una "catena di responsabilita'" con la morte dell'embrione: e' il commento di monsignor Elio Sgreccia, presidente della pontificia accademia Pro Vita, alla decisione assunta oggi dal Consiglio Ue in materia di ricerca. "La previsione di utilizzare cellule staminali provenienti dall'embrione, che comporta la morte dell'embrione, indebolisce l'insieme dell'orientamento". L'utilizzo di 'linee' staminali embrionali estratte in precedenza configura "in qualche maniera una collaborazione indiretta alla morte dell'embrione. Se c'e' una fonte che produce le linee staminali e qualcuno che le utilizza, c'e' una catena di collaborazione moralmente non accettabile". Questa previsione "inquina la ricerca da un punto di vista etico". Quanto alla discussione sugli embrioni congelati - rimandata in futuro dal Consiglio Ue - monsignor Sgreccia ribadisce che "stabilire un uso degli embrioni crioconservati dopo l'analisi di impiantabilita' e' un'ipotesi molto teorica", perche' "non esiste altro sistema scientifico per capire se gli embrioni non sono piu' impiantabili che scongelarli".
'La decisione presa oggi a livello europeo appare contraddittoria con i principi che essa stessa stabilisce. Infatti, se da una parte vieta il finanziamento di ricerche che prevedano la distruzione di embrioni umani, dall'altra autorizza l'utilizzo di linee di cellule staminali genericamente definite esistenti, senza che vi sia alcun riferimento alla data entro la quale queste linee cellulari sono state prodotte'. Lo afferma
'Testo ragionevole con delle zone d'ombra. L'Unione Europea non finanziera' progetti di ricerca che prevedono la distruzione di embrioni'. Lo dicono i parlamentari dell'Ulivo Benedetto Adragna, Emanuela Baio, Dorina Bianchi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Paolo Bodini, Daniele Bosone, Marco Calgaro, Enzo Carra, Emilio Del Bono, Giampaolo Fogliardi, Renzo Lusetti, Giorgio Pasetto, Edoardo Pollastri, Marina Magistrelli, Paolo Rossi, Simonetta Rubinato, Albertina Soliani e Tiziano Treu e i parlamentari dell'Udeur in merito all'approvazione del VII Programma Quadro sulla ricerca.
'La mediazione raggiunta in Senato e' stata una risorsa decisiva per il ministro Mussi. Il confronto, anche duro, ha pagato: e' stato ottenuto un risultato a favore della vita, della ricerca e della scienza. Il ministro dell'Universita' e della Ricerca ha portato in Europa una posizione costruita con il contributo di tutte le sensibilita' della maggioranza'.
'Quella oggi approvata dal Consiglio Europeo e' una posizione che impedisce qualsiasi linea disinvoltamente libertaria' che altri Paesi avrebbero voluto imporre in contraddizione con il valore fondamentale in cui crediamo fermamente: l'embrione e' un essere umano. Esistono pero' ancora evidenti zone d'ombra, la principale delle quali e' il mancato ed esplicito riconoscimento dell'emendamento Niebler'.
'L'Italia ha sostenuto con la Germania e il Lussemburgo, Paesi con i quali aveva costituito la minoranza di blocco, il cosiddetto 'emendamento Niebler', ovvero la possibilita' di utilizzare linee cellulari staminali gia' prodotte. Da quello che ci risulta, esso e' stato recepito nel testo oggi approvato in modo incompleto, poiche' non e' stata riportata la data dopo la quale non e' possibile produrre ulteriori linee cellulari staminali.
Per fortuna il nuovo testo del VII Programma Quadro deve tornare al Parlamento Europeo. Metteremo in campo ogni sforzo affinche', in quella sede, venga inserita la data del 31 dicembre 2003 indicata esattamente nell'emendamento Niebler. Lo chiediamo con insistenza e ce lo auguriamo fortemente, perche' un tema cosi' delicato necessita di date puntuali che non lascino spazio a pericolose ambiguita".
'Il testo finale e' vicino alle nostre richieste: ma rimangono ancora parti oscure e ambigue' e quindi il documento 'va cambiato'. Il deputato della Margherita Enzo Carra lo dice al 'Corriere della Sera' spiegando che il testo su ricerca e cellule staminali deve tornare 'al Parlamento europeo per inserire la data. Altrimenti ci saranno problemi: per Prodi e per il partito democratico'. In particolare, Carra afferma che 'in mancanza di un termine si rischia di creare un mercato nero. Si distruggeranno gli embrioni per ottenere il successivo finanziamento europeo. Sarebbe folle'. Secondo Carra, inoltre, il ministro per la Ricerca Fabio Mussi 'si e' comportato bene. Considerando da dove e' partito ha fatto un tragitto enorme. Paradossalmente, invece, e' stata la Germania a cambiare opinione -spiega Carra- Mussi non ha potuto fare niente, anche se magari a lui questa decisione non e' dispiaciuta. Pero' tutti quelli che stanno plaudendo, da Rifondazione ad An, devono capire che se fai un passo avanti devi farlo produttivo e non ingenerare confusioni. Altrimenti poi si rischiano guerre di religione'.
'L'assoluto rispetto della vita e' questione laicissima, ma per i cattolici e' qualcosa di piu': e' un valore non negoziabile. Invece sono quasi due mesi che si discute sugli embrioni, sulle cellule staminali, sull'Europa e sul rispetto delle leggi'. Lo afferma in una nota Luisa Santolini, deputata dell'Udc, secondo la quale nel corso del vertice europeo di oggi a Bruxelles 'e' stato partorito un risultato frutto di alchimie linguistiche e di compromessi che dicono tutto e il contrario di tutto. Una voluta confusione per giocare sull'equivoco e aprire una breccia nella tutela degli embrioni che non hanno piu' dalla loro parte neanche la certezza del diritto. Una grave sconfitta che va registrata e deve farci riflettere sul ruolo dei cattolici in Parlamento'.
Il titolo di apertura in prima pagina parla chiaro: "Staminali, dall'Europa decisione perdente": Avvenire commenta cosi' l'accordo raggiunto ieri dai ministri Ue.
Il quotidiano dei vescovi italiani scrive che "se da un lato c'e' la proibizione assoluta di finanziare ricerche che prevedano la distruzione di embrioni, dall'altra si autorizzano ricerche sulle linee cellulari, senza specificarne la data di produzione".
Nell'editoriale a firma di Marina Corradi ("Compromesso venato di ipocrisia") si focalizza sul fatto che con il documento approvato ieri dal Consiglio Competitivita' dell'Unione europea "resta aperta la possibilita' che le linee in questione non provengano da embrioni crioconservati da anni, ma invece da quelli prodotti oggi, o anche domani, se non addirittura appositamente 'ordinati'".
"Vietato finanziare chi seziona embrioni europei - e' la sintesi dell'editorialista di Avvenire - ma permesso di acquistarli una volta ridotti al prodotto 'lavorato'". Il quotidiano della Cei arriva a scrivere che il "particolare della data limita mancante fa quasi rimpiangere l'emendamento Niebler", che fissava questa data al 31 dicembre 2003.
Parole critiche, infine, per il ministro alla Ricerca Fabio Mussi. La sua presenza ieri a Bruxelles pare, secondo Avvenire, "un'operazione piu' sottile di quella smaccata del ritiro della firma dalla minoranza di blocco dei paesi contrari a queste ricerche. Il ministro, insomma, prosegue per la sua strada, evidentemente con l'appoggio del Governo, ma sta imparando l'arte della diplomazia". "Se la minoranza di blocco sostenuta dal precedente governo fosse rimasta in piedi - puntualizza l'editoriale - non si potrebbe immaginare questo scenario di fornitori di staminali embrionali e di un'Europa che finanzia questa ricerca, ma mantiene le mani pulite".
"La decisione, presa anche grazie al voto favorevole di Italia e Germania, suona come un compromesso, una scelta da 'Giano bifronte': da una parte, si proibisce la distruzione di embrioni umani, da un'altra, si autorizza a fare ricerca su linee staminali derivate dalla distruzione di embrioni umani". Lo dice una nota di SirEuropa, il servizio europeo della Sir, l'agenzia dei vescovi, a proposito della decisone europea sulle cellule staminali embrionali.
"Gli embrioni verranno distrutti in laboratori privati e, poi, le linee staminali ottenute saranno comprate dai ricercatori dell'unione europea": quindi, "i ricercatori potrebbero non chiedere finanziamenti per progetti riguardanti la distruzione degli embrioni e farlo, in seguito, per quelli sulle linee cellulari gia' estratte da embrioni distrutti". Tuttavia, auspica l'organo di informazione, "si puo' ancora fare qualcosa, dal momento che l'approvazione definitiva al Parlamento europeo avverra' solo nel prossimo autunno".
L'impegno deve portare "dall'ambivalenza universale, alla decisione veramente coraggiosa: l'embrione non puo' mai essere distrutto. Questo principio non e' negoziabile e da esso dipende il futuro dell'Europa e il vero progresso. L'alternativa non e' tra arretratezza e guarigione, ancora ipotetica, di talune malattie, ma tra ambiguita' e progresso rispettoso dell'uomo: finche' si cerchera' il compromesso politico, si moltiplicheranno le distinzioni filosofiche, come quella che darebbe valore soltanto all'embrione impiantabile".
C'e' quindi da augurarsi "che il Parlamento europeo ascolti due voci: quella della scienza, che non pone distinzioni di valore tra le diverse fasi dello sviluppo della vita umana e che, in altro ambito, mostra come sia piu' promettente lavorare su cellule staminali prelevate da adulto. E la voce dei tanti cittadini europei, i quali temono a ragione che, dietro le incertezze dei politici, ci siano giochi di potere economico".
Chi, nella vicenda delle staminali, ' politicamente ha vinto e' Fabio Mussi e i DS: incassato il voto dei cattolici della Margherita sulla mozione di compromesso al Senato e bocciata la mozione dei cattolici non solo 'infanti' ma 'bebe' dell'opposizione, hanno subito detto: 'ha vinto il progresso!', aprendo la strada al sostanziale 'si al progresso' in Europa: 'Ognuno stabilisca da solo quando l'embrione e' vivo o meno, e i pretonzoli e le pretonzole vadano a quel paese'. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Secondo il senatore a vita, in questa vicenda 'in Italia ha vinto anche il valore etico supremo per la maggioranza dei cattolici e dei vescovi italiani: l'unita' dell'Unione per la difesa dell'otto per mille. Al confronto, sul piano della morale della chiarezza, che e' poi la morale politica democratica: 'Evviva Zapatero'.
Cossiga stigmatizza 'l'assordante silenzio' in materia della Cei, e da' 'un consiglio ai miei amici 'cattolici infanti' della Margherita: non fate piu' nulla di 'cattolico' se non dietro istruzioni scritte del segretario della CEI, il Card. Mazarino o almeno il Card. Antonelli dei Vescovi italiani. Per me, per Paola Binetti e per Enzo Carra la cosa e' piu' facile: noi apparteniamo alla Diocesi di Roma, abbiamo un vescovo, papa Ratzinger, che fortunatamente non fa parte della CEI, e che quindi non e' impegnato dalla consegna dell' 'assordante silenzio'; un vescovo che parla eccome, e che ci da una regola certa d'azione'.
"Il compromesso contraddittorio raggiunto dal Consiglio europeo sulla questione del finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e' la conseguenza di un'ambigua e deludente mozione approvata al Senato con i voti determinanti dei parlamentari cattolici del centrosinistra". E' quanto ha affermato il presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli.
"Credo che nei prossimi mesi saremo sempre piu' chiamati a 'vigilare' per la difesa di valori e principi 'non negoziabili', che saranno sottoposti a continui attacchi dalle ali piu' laiciste e radicali presenti in forze anche nel Governo Prodi, come del resto e' gia' apparso evidente anche dall'atteggiamento fazioso del ministro Mussi. In particolare dovranno esprimere posizioni chiare e coraggiose i cattolici impegnati in politica attraverso i propri partiti di riferimento (esistenti o nascenti) che, invece di 'diluire' ideali e valori, dovranno spendersi in alleanze e aggregazioni per riaffermare quei valori metapolitici propri del popolarismo europeo, che rappresentano un riferimento irrinunciabile per i credenti".
'Apprezzamento' per la risoluzione di non finanziare programmi che prevedono la distruzione dell'embrione umano, ma forti critiche per 'l'ambiguita' con cui si da' attuazione a tale risoluzione'. Lo afferma il Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica, diretto dal Prof. Adriano Pessina, a fronte delle decisioni assunte in sede europea. 'Il riferimento ai finanziamenti comunitari per le ricerche sulle 'fasi successive che includono cellule staminali provenienti da embrioni umani non specifica se si tratta di linee cellulari ottenute in precedenza alla data della risoluzione o se con questa formula si permette l importazione di cellule ottenute distruggendo embrioni in Paesi esterni all Unione Europea. Tale ambiguita' da' luogo a un inaccettabile compromesso che introduce di fatto una discriminazione tra gli embrioni che possono essere o meno distrutti secondo un criterio puramente geografico (all'interno o all'esterno dei confini europei). Il riconoscimento dello statuto antropologico dell'embrione umano impone che venga applicata anche in questo ambito la norma che stabilisce che nessuna ricerca sperimentale sugli esseri umani puo' essere distruttiva o puo' essere finalizzata soltanto al bene delle future generazioni e non, anche, al bene dell essere umano su cui si sperimenta. Esiste una continuita' morale e ideale tra l'impegno per la salute umana e quello per la tutela dell'esistenza umana in tutte le sue fasi, specie in quelle piu' esposte all'abuso e alla manipolazione. Il riconoscimento del valore dei malati e' simmetrico al riconoscimento del valore dell'esistenza umana in quanto tale. L'embrione rappresenta l'essere umano nella sua piu' radicale condizione esistenziale, cioe' in quella situazione in cui non ha altra qualita' se non quella di essere uomo. Se non si applicano a lui i diritti dell'uomo, a chi li si potra' applicare?'.
'Non soltanto i senatori Binetti, Bobba, Baio Dossi ecc. sono stati usati o si sono fatti usare, ma il ministro Mussi si permette addirittura di ridicolizzarli, umiliazione che si sarebbero evitati se avessero seguito la nostra limpida e coerente posizione di principio'. Lo afferma il deputato Udc Carlo Giovanardi, commentando la decisione di ieri del Consiglio europeo .Non c'e' dubbio che nella passata come nella precedente legislatura la maggioranza dei parlamentari era contraria alla distruzione a scopo di ricerca di embrioni umani. E' davvero incredibile che, per il voltafaccia di alcuni senatori dichiaratamente cattolici, questa linea sia stata capovolta e sacrificata sull'altare dell' unita' dell'Ulivo, permettendo al ministro Mussi di dichiarare ironicamente che il Consiglio Europeo sulla distruzione degli embrioni, 'ha chiuso la porta da un lato e aperto la finestra dall'altro".
Continua... Il dibattito politico: l'Europa approva (2)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti