Il dibattito politico: l'Europa approva (2)
Segue da Il dibattito politico: l'Europa approva (1)
'E' un buon accordo: avanti con la ricerca salvando l'embrione'. Cosi' il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, ha commentato l'intesa raggiunta. Parlando, a margine di un'audizione in commissione Affari Sociali della Camera, il ministro ha detto che 'in politica la mediazione e' una cosa nobile e buona', ma che in ogni caso questa volta 'la ricerca riprende con il senso del limite che e' poi dettato dal principio di precauzione. Dobbiamo essere molto piu' soddisfatti perche' questi sono effetti molto piu' positivi di quelli che avremmo ottenuto mantenendo la minoranza di blocco'. 'Il macabro prodotto di un malinteso senso del progresso'. Con questo titolo l'Osservatore Romano critica la posizione assunta dal Governo italiano che ieri si e' schierato con la maggioranza all'interno del Consiglio dei ministri europei votando a favore delle sperimentazioni sulle staminali embrionali. In un articolo uscito sul giornale vaticano fa un parallelo: e' come 'ai tempi dell'aborto'. 'Quando si tratta della vita (di sopprimerla) alcuni si presentano puntuali col loro macabro appuntamento'. Il quotidiano d'Oltretevere commenta il voto di Bruxelles sostenendo che 'certe cose non cambiano. Stessi concetti, stesse frasi.
Stessi atteggiamenti esteriori, persino. Cosicche', almeno in Italia, quando si tratta della vita (di sopprimere la vita) alcuni si presentano puntuali con il loro macabro appuntamento. Non cambia neanche il repertorio fraseologico: ai tempi del divorzio si parlo' di entrare nello spazio del progresso - si legge nell'articolo -; quando si comincio' a parlare di aborto si preferi' una piccola variazione sul tema, sbandierando un oscuro progresso della civilta' (come se la civilta' potesse progredire uccidendo un essere vivente al quale non e' riconosciuto alcun diritto)'.
Cosi' oggi, questi 'nipotini del progresso si ripresentano all'opinione pubblica, penetrano indebitamente negli spazi piu' sacri della coscienza di milioni di persone pretendendo di guidare con il solito elitario materialismo le sorti (nient'affatto magnifiche e progressive) dell'umanita".
Il Vaticano contesta che l'Italia 'per diventare finalmente un Paese moderno' debba per forza 'fare ricerca sugli embrioni. A loro, al loro sacrificio, e' affidato il compito di fare della Penisola una terra di fecondo sviluppo'.
L'accordo stabilito a Bruxelles sulla ricerca sulle staminali 'e' uno straordinario successo' e le critiche dell'Osservatore Romano andrebbero indirizzate non a tale intesa ma 'alla pratica effettuata anche in Italia di utilizzare linee cellulari ricavata da embrioni'. Cosi' il ministro per la ricerca scientifica, Fabio Mussi replica all'articolo del quotidiano vaticano.
'Il fatto che ci siano embrioni distrutti usati per la ricerca anche in Italia e' esistente. Naturalmente la moralita' di questa pratica non dipende dal suo finanziamento, perche' la moralita' e' un fatto intrinseco all'azione stessa. Mi sembra piuttosto che la filosofia che ispira l'articolista dell'Osservatore Romano sia 'occhio non vede, cuore non duole'.
In Italia viene fatta ricerca su linee cellulari embrionali provenienti dall'Australia, perche' questo non e' proibito dalla legge 40; pero' nessuno batte ciglio. E' un'ipocrisia'.
E' pensabile che il Parlamento europeo possa modificare il Settimo Programma quadro, introducendo una data limite per la produzione di linee cellulari da utilizzare nella ricerca? 'Non credo penso che non cambiera' il contenuto dell'accordo'.
E come verra' risolta l'ambiguita' del testo dell'accordo di ieri? 'Saranno gli eventi stessi a risolverli. Nel senso che la ricerca sta andando avanti e presto rendera' non piu' necessario l'utilizzo di linee cellulari provenienti da embrioni. Gia' oggi i ricercatori sono in grado di produrre cellule totipotenti ricavate da ovociti. Le norme che abbiamo stabilito ieri sono state gia' superate dalla ricerca. Ma la ricerca va avanti se ha un margine di liberta".
'Lo scandalo dovrebbe essere sollevato non per l'accordo di ieri, ma per la situazione che c'e' oggi, anche in Italia. E invece 'tutto va bene': va bene che le coppie italiane vadano all'estero per la fecondazione assistita, va bene che i ricercatori italiani vadano all'estero per ricerche sulle staminali embrionali, purche' non si dica. Io mi ribello a questa impostazione, perche' parto da dei principi morali. Io penso invece che quello di ieri e' un compromesso accettabile, perche' riconosce la situazione attuale. Lo dice anche nella premessa il documento approvato, che parla di 'current practice in Europe'.
Ma la decisione della Germania di non aderire piu' alla minoranza di blocco e' stata influenzata da lei? 'Se la Germania avesse voluto rimanere nella minoranza lo avrebbe potuto fare; io non ho i carri armati per obbligarla. Mi dispiace per chi ci e' rimasto male ma l'accordo di ieri e' stato un grande successo'.
Domenico Di Virgilio, responsabile bioetica di Forza Italia, sostiene che la replica del ministro Fabio Mussi all'Osservatore romano 'dimostra l'ignoranza dell' esponente dei Ds nel campo specifico della ricerca sulle cellule staminali e contraddice pienamente quanto da lui stesso sostenuto a Bruxelles. Mussi infatti afferma che 'la ricerca sta andando avanti e presto non rendera' piu' necessario l'utilizzo di linee cellulari provenienti dagli embrioni. Gia' oggi i ricercatori sono in grado di produrre cellule totipotenti ricavate dagli ovociti'. 'Di fronte a queste considerazioni appare chiaro che il ministro confonde gli ovociti, che sono cellule non fecondate, con gli oociti che sono cellule femminili fecondate da poche ore'. Inoltre, per Di Virgilio, Mussi 'contraddice il suo affanno della ricerca di un termine temporale al di la' del quale gli embrioni crioconservati siano dichiarati non impiantabili. D'altro canto sostenere che in Italia gia' ora vengono praticate ricerche su linee cellulari embrionali provenienti dall'estero non giustifica in alcun modo che comunque queste cellule provengono dalla distruzione di embrioni e questo e' inammissibile in qualsiasi paese avvenga', perche' 'l'embrione va rispettato sempre ed ovunque', e 'la tutela della dignita' degli embrioni non e' influenzata dalla geografia o dalle coordinate astrologiche'.
Con un nuovo articolo, la firma e' di Marco Bellizi, l'Osservatore romano sposa le tesi dei cattolici della Casa delle liberta' e boccia sonoramente le decisioni prese ieri in merito alla ricerca sulle staminali. Nell'articolo- che riconduce la scelta di ieri ("macabro appuntamento") ad un filone che parte dal divorzio e passa per l'aborto- Bellizi bolla ironicamente i fautori dell'accordo come dei "nipotini del progresso" che "si ripresentano all'opinione pubblica, penetrano indebitamente negli spazi piu' sacri della coscienza di milioni di persone pretendendo di guidare con il solito elitario materialismo le sorti (nient'affatto magnifiche e progressive) dell'umanita'". L'autore, quindi, contesta che "l'Italia, per diventare finalmente un 'paese moderno', deve fare ricerca sugli embrioni". Dopo l'ironia, siamo circa a meta' articolo, Bellizi lascia il campo ai commenti dei senatori Rocco Buttiglione (Udc), Laura Bianconi e Maria Burani Procaccini (Fi): "L'accordo raggiunto a Bruxelles e' ipocrita e francamente inaccettabile". E poi: "I tre senatori della Cdl paventano uno scenario nel quale, in virtu' dell'accordo, un laboratorio privato potrebbe distruggere gli embrioni per ottenere linee cellulari da vendere ai ricercatori che fruiscono dei finanziamenti europei. Un macabro mercimonio". "Questa mostruosita'- continua il giornalista virgolettando le affermazioni dei tre senatori d'opposizione- nasce dalla deformazione di una onesta proposta di compromesso, avanzata precedentemente dalla Germania e sulla quale probabilmente sarebbe stato possibile raggiungere un accordo se non ci fosse stata la defezione dell'Italia dalla minoranza di blocco".
"Si apprende dalle agenzie di un testo, che domani verra' pubblicato dall'Osservatore Romano', nel quale si equipara il voto del Consiglio dei ministri europei alla legge sull'aborto. A parte il ricordare che quella legge ha consentito in Italia la drastica diminuzione del fenomeno dell'aborto clandestino (70% in meno), davvero inaccettabile che il Vaticano possa oggi dare giudizi cosi' gravi ad un voto dell'Unione Europea, definendo questo voto volto alla soppressione della vita". E' quanto dichiarano Marco Cappato e Rocco Berardo, rispettivamente segretario e vice segretario dell'Associazione Coscioni.
"Non sorprende che il Vaticano rivendichi la continuita' con la battaglia proibizionista sull'aborto. Anche allora come oggi in nome della sacralita' della vita, si accettava e promuoveva la strage di vite dell'aborto clandestino. Oggi invece si accetta il rischio di mettere a morte la speranza per milioni di persone malate, ostacolando e ritardando la ricerca volta a trovare per loro delle cure in nome della sacralita' della vita di embrioni destinati alla spazzatura. Per quanto poi riguarda il ruolo del Vaticano, continuiamo a denunciare l'anomalia di una religione che si fa Stato e che come tale e' riconosciuto con lo status di osservatore, che porta avanti le loro politiche proibizioni alle Nazioni Unite come nell'Unione Europea. Libero il Vaticano di attaccare le istituzioni italiane e europee, a condizione che rinunci ai privilegi riconosciuti all'unico Stato assoluto del continente europeo".
'Quello trovato in Europa sulle cellule staminali piu' che un compromesso e' una capitolazione rispetto a principi fondamentali'. Lo ha detto a Radio Radicale il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico La Loggia. 'Io denuncio con forza il comportamento del governo italiano. Si aggiunga a questo il cedimento continuo rispetto alla famiglia, come se fosse normale la convivenza o il matrimonio tra due uomini o due donne. Ma che esempio diamo ai nostri giovani? Io credo che sia anormale, e che non si debba fare. Ma se lo vogliono fare abbiano almeno la decenza di non venire a chiedere riconoscimenti che non gli competono. Credo che i cattolici che sono in maggioranza debbano fare sentire la propria voce, io sono delusissimo in particolare dalla senatrice Binetti della Margherita'.
"Sentiamo il dovere di rilevare anzitutto la contraddittorieta' della decisione, che, mentre fa divieto ai ricercatori di sopprimere essi stessi gli embrioni per ricavarne le cellule staminali, consente tuttavia che nelle ricerche stesse vengano utilizzate le linee cellulari embrionali gia' esistenti in commercio aventi la stessa origine cioe' dalla soppressioni di embrioni fatta da altri ricercatori: la commercializzazione pone soltanto una distanza di tempo fra la soppressione e l'utilizzazione delle sue cellule e lega insieme nella complicita' i diversi attori di un unico progetto. Si aggiunge inoltre l'idea del commercio di esseri umani e di parte della loro corporeita'".
E' quanto dice la Fibip, la federazione internazionale degli istituti e centri di bioetica d'ispirazione personalista, presieduta da monsignor Elio Sgreccia. "L'intento di utilizzare anche gli embrioni residui della procreazione artificiale (procedura essa stessa all'origine di perdita di esseri umani) dopo il loro congelamento-scongelamento e previa constatazione della loro morte, tradisce l'intento di voler impiegare questi esseri umani, dei quali non e' ancora possibile constatare la morte e provocando comunque la morte per scongelamento. Dall'Europa che si sta impegnando doverosamente per estinguere le vampe di morte e di violenza nei Paesi del Mediterraneo; dall'Europa, che ha conosciuto in passato le atroci sofferenze di milioni di esseri umani ai quali fu negato il diritto alla vita per la ragione che in essi non si riconosceva la medesima dignita' avallando cosi' una discriminazione, da questa Europa risorta su nuove basi, quella dei diritti umani, ci si attendeva a nostro parere un messaggio piu' alto e integrale in tema di diritto alla vita, il primo e piu' elementare dei diritti dell'uomo. Le ragioni della scienza e le necessita' della terapia di malattie gravi hanno trovato speranze fondate nella ricerca sulle cellule staminali somatiche, aprendo la strada alla ricerca vera che non accetta il principio di poter uccidere per guarire o per sollevare altri dalla sofferenza".
Il radicale Marco Cappato annuncia battaglia al parlamento europeo per la ricerca sulle staminali. Per Cappato, 'la limitazione posta dalla commissione europea alla finanziabilita' dell'estrazione delle linee cellulari da embrioni umani e' certamente servita per raggiungere un buon compromesso in sede di consiglio europeo'. Ma 'il testo che prevede tale limitazione (positivamente sprovvisto di qualsiasi data limite, e che dunque apre la strada alla finanziabilita' anche di ricerche su linee cellulari estratte da embrioni negli anni a venire) non e' un testo legislativo di una delle due istituzioni che hanno potere co-legislativo (il parlamento europeo e il consiglio dei ministri Ue). I casi sono due: o si consente al parlamento europeo in seconda lettura di modificare il testo proposto dalla commissione, eventualmente per eliminarlo, oppure la commissione europea, nel momento in cui escludesse dalla finanziabilita' di progetti implicanti la distruzione di embrioni ma scientificamente piu' validi di altri, si esporrebbe a ricorsi in corte di giustizia. Anche al di la' del merito della materia, non si puo' accettare che il parlamento europeo sia surrettiziamente esautorato del proprio potere di co-legislatore'.
Il registro europeo per il controllo delle linee di cellule staminali embrionali utilizzabili nella ricerca 'mi sembra un'iniziativa lodevole': cosi' Cesare Galli, direttore del laboratorio di Tecnologie della riproduzione all'Istituto Spallanzani di Cremona, commenta l'annuncio della nascita di questo registro, dato ieri dal Commissario europeo alla ricerca Janez Potocnik . 'Chi lavora in Italia sulle staminali embrionali non ha nulla da nascondere e questa e' un'iniziativa che va sicuramente nella direzione di una migliore trasparenza della ricerca, e permette di evitare speculazioni inutili'. L'iniziativa di un registro europeo non e' comunque nuova: 'Lo Stem Cell Network, nato da ricercatori inglesi, fa qualcosa di simile utilizzando finanziamenti europei e con il patrocinio di enti di ricerca nazionali'. Riguardo invece alla situazione dei ricercatori italiani dopo l'approvazione del VII Programma Quadro, Galli afferma che nel nostro Paese 'cambiera' un po' il 'mood', l'umore dei ricercatori. E poi, lavorare con cellule staminali embrionali fatte altrove era gia' legale: quello che potrebbe cambiare e' che arrivino soldi in questo ambito della ricerca anche in Italia. E mi auguro che i nostri ricercatori possano competere maggiormente per i fondi stanziati dalla Comunita' europea'.
'Ha vinto l'ipocrisia, hanno fatto rientrare dalla finestra cio' che stavano tenendo fuori dalla porta. Il risultato del voto del Consiglio europeo dei 25 sul VII programma quadro sulla ricerca e' il prodotto di un bizantinismo politico, che mette in secondo piano i valori'. Lo afferma il deputato di Forza Italia Angelo Sanza. 'Lo strano accordo raggiunto fra Fabio Mussi e il ministro tedesco Annette Schavan vieta di finanziare ricerche che distruggano embrioni, ma non quelle su cellule staminali gia' esistenti (congelate) che verrebbero quindi distrutte. Un distinguo da burocrazia kafkiana per non pronunciarsi in maniera chiara contro il diritto alla vita, perche' di questo si tratta. Possiamo immaginare come verranno effettuati i controlli visto la strizzata d'occhio dell'Europa. Non e' un testo 'ragionevole' quello uscito dal Consiglio, e le 'ombre' sono il buio di un continente che non si rende conto del suicidio morale e materiale cui si condanna'.
Si promuove di fatto cio' che si nega di principio. E', in sintesi, la valutazione del prof. Roberto Colombo, direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, sulle determinazioni in sede Ue relative alle cellule staminali embrionali. 'Ben di la' delle affermazioni di principio contenute nell' ultimo paragrafo, la decisione adottata a Bruxelles dal Consiglio dei Ministri europei circa il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali di tipo embrionale si caratterizza, nel suo articolato operativo, per una apertura senza precedenti, a livello europeo, al finanziamento della sperimentazione sull'embrione umano. Tale apertura non sfugge agli addetti alla ricerca biologica: sostenere economicamente gli studi sulle cellule staminali embrionali significa autorizzare implicitamente la produzione di tali cellule attraverso la distruzione di embrioni umani. Senza distruggere centinaia di embrioni umani non e' possibile disporre di cellule staminali embrionali in quantita' sufficiente per la ricerca, e la disponibilita' di tali embrioni e' ampia, sia in Europa che al di fuori di essa: la risoluzione di Bruxelles non potra' non avere come effetto una incentivazione alla loro soppressione nei prossimi anni. Con questa dichiarazione si promuove di fatto cio' che si nega di principio. La vita umana anche all'inizio del suo sviluppo, non puo' essere oggetto di mercanteggiamenti politici o di compromessi finanziari: essa deve venire protetta come il bene fondamentale della societa' civile'.
'L'Italia compie un importante passo avanti nel consentire la ricerca sulle cellule staminali, anche se tale accordo non puo' soddisfare appieno i Repubblicani, sia perche' in alcuni punti contraddittorio sia perche' pone ancora troppi vincoli alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, indispensabile per la possibilita' di curare moltissime malattie'. E' quanto dice la segreteria del Pri. 'Tuttavia non si puo' tacere la rilevanza di quanto sta accadendo in ambito europeo. Gia' oggi, infatti, il voto di Bruxelles apre la strada ad una revisione della legge 40 del 2004, una legge contro la quale i Repubblicani continuano la loro battaglia, come annunciato dal senatore Del Pennino'.
La liberta' dalla sofferenza, l'umanita' libera da malattie, non e' una priorita' della Chiesa Cattolica da sempre ostile al progresso scientifico. Si esprime cosi' il bioeticista, membro del Cnb, il Comitato Nazionale di Bioetica, Demetrio Neri dopo le critiche rivolte al 'compromesso' Ue dall'Osservatore Romano. Non ci sara' mai liberta' di ricerca, dunque, fino a che c'e' il 'pensiero religioso. Capisco le ragioni del Ministro Mussi ed i margini a sua disposizione: purtroppo il compromesso trovato e' avvenuto sul terreno scelto da altri, da coloro che non hanno a cuore il primario interesse dell'umanita': il benessere e la salute che si ha dall'eliminazione di malattie e sofferenze: la ricerca sulle cellule embrionali va proprio in questa direzione, eliminare malattie e sofferenze". E' dunque da rifiutare, "il pensiero religioso" che afferma che l'essere e' nella prima cellula detta zigote: ovvero dallo zigote alla nascita non c'e' nessun divenire. In altre parole, coloro che sono contro la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali dalle quali possono venire trattamenti contro le malattie genetiche, sono come coloro i quali nell'800, Chiesa in testa, si opponevano alla somministrazione del vaccino di Edward Jenner contro il vaiolo. "Non e' una novita' il compromesso di oggi: e' dal 1998 che le stesse forze provano a bloccare la ricerca e sperimentazione sulle embrionali con l'obiettivo di ritardarne l'avvio usando come arma la confusione: bisogna avere il coraggio e l'onesta' di dire se tale ricerca si fa oppure no". Insomma, Neri si dice d'accordo con quei ricercatori come Boncinelli, Gianaroli, Flamigni per cui "ogni compromesso piu' o meno politico su questa materia e' inutile, stupido, non risolve nulla, anzi e' pure dannoso: chi si oppone oggi alle embrionali ha lo stesso atteggiamento di chi nell'800 si opponeva al vaccino di Jenner contro il vaiolo, come faceva il Papa". Ed una ragione evidente c'e': "non piace a costoro, come a coloro che vietavano il vaccino contro il vaiolo, un mondo umano con meno malattie e sofferenze e poi dicono che sono per la vita!!". Arrivando al merito del 'compromesso', Neri avverte con un po' d'ironia e fastidio: "l'ipocrisia domina incontrastata quel compromesso per cui altri distruggono gli embrioni e noi dobbiamo far finta di non saperlo quando ne importiamo le linee cellulari embrionali". Comunque, "come e' avvenuto in passato, arrivera' il momento in cui la ricerca, privata, sulle staminali embrionali approdera' a quei trattamenti risolutivi di malattie incurabili oggi: e allora l'accesso ai trattamenti avverra' per capacita' di poterseli pagare o per credenze religiose? A costoro per un fatto culturale non piace un mondo umano con meno sofferenze come ieri con piu' vaccini".
Non il frutto dell'ipocrisia, ma della 'mediazione'. Cosi' il senatore cattolico Giorgio Tonini, membro della direzione Ds, giudica l'accordo raggiunto in Consiglio Europeo sul VII Programma Quadro. 'Capisco il punto di vista della Chiesa ed e' giusto che svolga cosi' il suo ruolo profetico. Ma alla politica e' chiesto altro, ossia di assumere un ruolo di mediazione. E anche andando ad esaminare la scelta etica fatta dall'Europa, viene fuori la riconferma di un modello di rapporto fra scienza ed etica con una soglia etica molto alta, piu' di quanto avvenga negli Stati Uniti e, ovviamente, in Asia. Il Consiglio Europeo ha scelto di stare dentro la competizione internazionale su un filone di ricerca scientifica molto promettente che puo' ridisegnare il volto della scienza biomedica. Italia e Germania si sono confermati i due Paesi guida della Ue assumendo una posizione seria, che pure ha dei margini di ambiguita', come pero' accade in tutte le scelte politiche. Su possibili ritocchi del Parlamento Europeo in un senso piu' restrittivo, risponde: 'La discussione resta aperta. Se la questione del cut-off venisse riproposta a Strasburgo, noi certo non avremmo nulla in contrario'.
"Cercare di frenare la ricerca e contestare qualsiasi idea di progresso, come fa l'Osservatore Romano con il suo anatema fa tornare alla memoria i tempi di Galileo". Lo afferma il vicesegretario dello Sdi, Roberto Villetti. "Con le argomentazioni del foglio vaticano infatti si arriva al punto di trasformare una battaglia per difendere i principi della Chiesa in attacchi denigratori inaccettabili nei confronti di larga parte della comunita' scientifica. E' assurdo poi stabilire paragoni tra la legge sul divorzio, quella sull'aborto e le norme per la ricerca con le cellule staminali. Il testo approvato e' soddisfacente e il voto del Consiglio europeo rappresenta un punto di mediazione che parte dall'assunto che e' sbagliato bloccare tutto e non consentire avanzamenti nel settore della medicina e della salute. Piuttosto quella del giornale vaticano ci sembra una battaglia di retroguardia a cui, per fortuna, grazie al nuovo governo di centrosinistra, l'Italia non partecipera'".
'Finalmente in Italia si e' aperto il dialogo: avremmo voluto di piu', ma siamo soddisfatti'. Cosi' la Consulta di bioetica onlus commenta la decisione del Consiglio europeo. La Consulta di Bioetica, sottolinea il presidente Maurizio Mori, 'avrebbe voluto di piu', perche' si e' insistito troppo sulla sacralita' dell'embrione. Questo atteggiamento rappresenta un ostacolo alla ricerca. Resta vero, d'altro canto, che, nella sostanza, la ricerca sulle cellule staminali continua con il finanziamento dell'Unione Europea'. Ci sono due punti 'decisivi': 'la ricerca sulle staminali embrionali prosegue e, ancora piu' importante, e' caduta la precedente pregiudiziale preferenza per le cellule staminali adulte'. Cio' significa 'che i progetti da finanziare verranno scelti per la rilevanza scientifica e conoscitiva, indipendentemente dal fatto che le ricerche siano fatte su staminali embrionali o adulte, e questo e' un risultato positivo perche' amplia la reale liberta' di ricerca'. La Consulta di Bioetica riconosce quindi che 'la componente cattolica dell'Unione, pur tra difficolta', e' riuscita ad aprire il dialogo, mantenendo fermi i propri principi senza arroccarsi sulle sterili 'non negoziabilita".
Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani "si appellano ai parlamentari europei di ogni partito e schieramento, a partire da quelli italiani, perche' sappiano lavorare insieme per correggere da ogni ambiguita' il testo approvato dal Consiglio dei ministri europeo sui finanziamenti per la ricerca scientifica. In particolare, le Acli chiedono che venga inserita nel documento la data del 31 dicembre 2003 - indicata dal cosiddetto emendamento Niebler - che escludeva dal finanziamento europeo le linee staminali embrionali prodotte successivamente a quel termine stabilito. L'accordo raggiunto in sede di Consiglio europeo - spiega il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero - rischia di essere vanificato dalla mancata indicazione di un limite preciso all'utilizzo non solo di embrioni ma anche di linee cellulari staminali prodotte da embrioni gia' distrutti. Altrimenti davvero si rischia di far entrare dalla finestra quello che e' stato fuori dalla porta. Questa si' che sarebbe un'ipocrisia intollerabile. A fronte di un lavoro condotto invece con coraggio e determinazione da parte di molti". Le Acli ricordano "che l'emendamento Niebler fu battuto a giugno, nel Parlamento europeo, per poche manciate di voti. Pur ricevendo il sostegno anche di alcuni deputati verdi e socialisti, a mancare fu l'appoggio decisivo di alcuni deputati che si rifiutarono di votare una posizione considerata di compromesso "troppo arretrato". Alcuni votarono persino contro, favorendo paradossalmente la vittoria della normativa piu' permissiva. Con uno sforzo ulteriore attraverso un lavoro coordinato e trasversale tra parlamentari europei, e' possibile e necessario arrivare alla correzione di un testo, quello approvato ieri, che da una parte pone dei vincoli apprezzabili, dall'altra rischia al contempo di autorizzare il loro aggiramento".
Il prodiano Franco Monaco rivendica al governo italiano di aver contribuito a fissare 'una soglia morale alta' in Europa alla ricerca sulle staminali, e definisce 'bassa cucina politica' le polemiche da parte di esponenti dell'opposizione. 'Che uomini e voci della Chiesa non facciano sconti nella difesa intransigente della vita e' giusto, utile e apprezzabile', perche' cosi' 'aiutano i politici a non abbassare la guardia. Spetta poi a chi fa politica operare le mediazioni che si rendono necessarie in societa' che conoscono il pluralismo etico e le regole democratiche basate sul principio di maggioranza. In questo quadro, e' palese che, anche grazie al contributo italiano, in sede Ue, si e' addivenuti a una posizione decisamente consapevole dei limiti etici e del principio di precauzione. Un risultato da ascrivere semmai a merito - rivendica Monaco - dei cristiani e dei laici dell'Unione. Sono percio' strumentali e tutte ascrivibili alla bassa cucina politica le polemiche dei 'pasdaran' della Cdl e delle organizzazioni piu' o meno apertamente ad essa collaterali'.
'Sugli embrioni ora i rimedi sono impossibili A sinistra, i cattolici sono piu' fedeli all'Unione che ai valori'. Luca Marconi, responsabile dell'Udc per il mondo cattolico e le realta' ecclesiali, ripercorre criticamente quanto avvenuto sulla ricerca distruttrice di embrioni. 'All'inizio la sen. Emanuela Baio Dossi ha gridato alla vittoria dicendo che a Bruxelles era passato l'emendamento Niebler con la data; poi si scopre che la data non c'e', ma la sen. Paola Binetti rassicura che e' un dettaglio, che la data e' stata decisa e sara' inserita successivamente. Non si capisce da chi: il Consiglio Competitivita' ha completato i suoi lavori e non puo' piu' modificare il testo stabilito; adesso si torna in Parlamento Europeo, ma purtroppo e' praticamente impossibile che la data si possa inserire, oltretutto per farlo occorrerebbe la maggioranza assoluta dei componenti e la sinistra radicale sta gia' dando battaglia in senso opposto. E' lo stesso ministro Mussi che, a precisa domanda, risponde: 'non credo, penso che non cambiera' il contenuto dell'accordo.
Dispiace dirlo: coloro che hanno voluto fino all'ultimo dare fiducia e credere che Mussi fosse disponibile ad un accordo per salvare la vita degli embrioni, adesso sono serviti. Bastava un voto alla nostra mozione (di Bobba? di Binetti? di Baio Dossi?), o che almeno altri componenti dell'Intergruppo 'Persona e bene comune' uscissero dall'aula e non si astenessero (al Senato l astensione vale come voto contrario), per non far compiere un cosi' pesante passo indietro alla difesa della vita, vanificando il grande lavoro fatto per la Legge 40.
Diciamola tutta: e' una rivincita di Rifondazione Comunista, dei Ds, dei Radicali, e dei promotori del Referendum contro la Legge 40. Con il centrodestra al governo i cattolici sono riusciti a difendere la vita; quando al governo e' arrivato il centrosinistra, i cattolici ne sono rimasti imbrigliati, non riuscendo a svincolarsi dalla logica di schieramento', conclude.
Daniela Dioguardi, del Prc, rivendica alla mozione dell'Unione sulle staminali, come al successivo compromesso europeo, di aver costituito un punto d'incontro fra 'diverse sensibilita", e di aver 'premiato il dialogo e la politica. Il ministro dell'universita' e della ricerca ha portato in Europa una posizione costruita con il contributo di tutte le sensibilita' della maggioranza', e 'la predisposizione al dialogo dimostrata dall'area cattolica dell'Unione segna la differenza con la parte piu' integralista e conservatrice presente invece nella Casa delle liberta'. Chi oggi grida allo scandalo vuole solo dividere il paese commettendo un doppio errore sia sul piano politico che su quello etico: nel primo caso non riconoscendo la validita' del dialogo e della mediazione; nel secondo caso contrapponendo ad un serio ragionamento sulla ricerca, il dogma assolutistico e astratto della vita'.
'Il dato oggettivo raggiunto ieri e' che per la prima volta in un programma di finanziamento alla ricerca dell'Unione Europea, si dice con chiarezza che non si finanziano progetti che prevedano la distruzione di embrioni'. Cosi' il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni commenta l'accordo raggiunto a Bruxelles . 'Poi si deve anche dire che purtroppo continua cio' che fin dal VI Programma era autorizzato, cioe' il possibile impiego delle linee staminali gia' prodotte. Sicuramente la ricerca del meglio poteva pero' comportare la perdita del bene, ovvero che si continuasse a distruggere embrioni'. E' un compromesso ipocrita? 'Non direi. Anche in Italia cellule staminali embrionali sono usate per la ricerca e la stessa legge 40, che e' tutto meno che ipocrita, non lo vieta. Proverei a riflettere sul dato fondante dell'accordo. Non solo non si producono embrioni per la ricerca, ma non si distruggono neanche quelli crioconservati. Questo risultato sarebbe stato impensabile alla vigilia dell'incontro. Il risultato raggiunto e' importante. Sarebbe stato drammatico se oggi ci fossimo trovati a discutere non di queste interpretazioni, ma dei magazzini della vita prodotti per la ricerca'.
'Il dibattito sulle staminali rischia di far perdere di vista la vera priorita' della ricerca: salvare vite umane, combattere le malattie genetiche e dare una speranza a milioni di esseri umani. Gli scontri ideologici non salvano vite umane, per questo serve un dibattito piu' sereno'. Lo afferma il deputato Tommaso Pellegrino, rappresentante dei Verdi in commissione Affari sociali della Camera. 'La posizione del ministro Mussi e' equilibrata, cosi' come il testo approvato dal Consiglio europeo. Su temi cosi' importanti per la salute e la vita delle persone e' necessario mettere da parte l'accanimento ideologico e confrontarsi in maniera pacata e costruttiva. I pasdaran della Cdl farebbero bene a non confondere le legittime perplessita' etiche con la strumentalizzazione politica'.
Nessuna ipocrisia, ma rispetto del principio di precauzione. Questo, in sintesi, il commento di Ignazio Marino, presidente della Commissione sanita' del Senato. 'La decisione assunta ieri a Bruxelles va nella direzione indicata dall'Italia, ovvero non finanziare la ricerca che implichi la distruzione di embrioni, valorizzando invece gli studi sulle cellule staminali adulte e del cordone ombelicale, oltre che le ricerche finalizzate a ottenere cellule staminali totipotenti senza la creazione di embrioni'. Il chirurgo 'prestato alla politica' spiega che nella decisione del Consiglio europeo 'e' fatto salvo quel principio di precauzione nei confronti dell'embrione che ha ispirato la mozione unitaria condivisa e votata dall'Unione, e che il ministro della Ricerca Fabio Mussi ha sostenuto fermamente'. Sul fronte della ricerca sulle cellule staminali embrionali in base alle linee cellulari gia' esistenti, Marino spiega: 'Non mi pare siano da rilevare novita' particolari rispetto a quanto accadeva e accade anche oggi nei laboratori italiani ed europei. Quello che va chiarito e' che la legge 40, approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura, non vieta la ricerca sulle cellule embrionali, ma vieta la distruzione degli embrioni a scopo di ricerca. Quindi se vogliamo proprio parlare di ipocrisia e' li' che dovremmo andare a cercarla'. Infine, circa la valutazione dei limiti per l'impiantabilita' degli embrioni attualmente congelati, il presidente della Commissione Sanita' rileva come 'il Consiglio europeo non si sia espresso in maniera negativa. Dato che questo tipo di ricerca non implica la distruzione degli embrioni ma si limita al prelievo di una sola cellula destinata allo studio - conclude - a me pare che questo rimanga un percorso che la scienza puo' intraprendere senza infrangere alcuna legge ne' regola etica. Una strada percorribile, utile soprattutto ad affrontare la questione delle decine di migliaia di embrioni congelati nelle cliniche sparse per l'Europa, la cui fine e' certa ma per cui ancora non abbiamo trovato una soluzione'.
"E' vero, da Bruxelles nessuna ipocrisia. Le parole del senatore Ignazio Marino presidente della Commissione Sanita' del Senato enunciano una verita'. La maggioranza dei Paesi componenti la Comunita' europea non ha mai fatto mistero di voler intraprendere e finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali. L'Italia con la sua legge 40 era tra i pochi paesi che avevano fatto della difesa dell'embrione un baluardo. Da Presidente e uomo di scienza dovrebbe approfondire lo studio e interpretare correttamente le leggi dello Stato Italiano. La legge 40 e' molto chiara; all'art. 13 comma 1 e 2 si enuncia: "e' vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano e' consentita a condizione che si perseguano finalita' esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate, volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative". E' quanto sostengono, in una dichiarazione congiunta, i senatori di FI Tomassini, Carrara, Bianconi, Burani Procaccini.
'Il compromesso raggiunto ieri a Bruxelles per la ricerca sulle cellule embrionali e' un capolavoro di finzione e doppiezza, perche', dichiara in linea di principio di non voler distruggere cellule embrionali, ma di fatto ne consente, pur in fasi successive, la ricerca e la manipolazione'. Lo afferma Mario Mantovani, europarlamentare di Forza Italia, secondo il quale 'per Prodi e il suo governo la conclamata difesa della vita e' diventata merce di scambio in Europa'. Mantovani rivolge un appello ai parlamentari europei 'di ispirazione moderata e popolare' affinche' 'al di la' delle collocazioni partitiche' rimangano uniti al momento della ratifica dell'Europarlamento della decisione.
'E' una colossale presa in giro e il governo Prodi ne e' artefice con la sua ambigua mozione: l'accordo di Bruxelles omette deliberatamente la data ultima di estrazione delle linee staminali, cosi' da' il via libera al Far-West della provetta'. Lo afferma il senatore di An Alfredo Mantovano commentando il via libera dell'Ue alla ricerca sulle cellule staminali. 'E' un odioso inganno. E' come rifiutare di pagare con denaro Ue il proiettile che uccide un essere umano, e finanziare chi preleva parti del cadavere. La formula voluta dall'Unione, e accolta da Bruxelles, lascia mano libera ai ricercatori, pero' nasconde dietro concessioni generiche alle ragioni di principio'.
Le Acli esprimono forte preoccupazione per le intenzioni annunciate dal ministro della ricerca Fabio Mussi prima del Consiglio europeo. Si rivolgono di conseguenza al presidente del Consiglio Romano Prodi perche' agisca in queste ore affinche' non vengano traditi la lettera e lo spirito dell'accordo lodevolmente raggiunto al Senato la settimana scorsa'. 'Si ha la spiacevole sensazione che il ministro Mussi sia alla ricerca di una soluzione non per tutelare la vita e la dignita' degli embrioni, anche quelli crioconservati, ma per far passare 'in qualche modo' la ricerca sulle staminali embrionali. Lo spirito e la lettera dell'accordo del Senato ci sembra invece vincolino il governo italiano a tutt'altro atteggiamento, in ossequio tra l'altro alla legge 40. Non si possono utilizzare e dunque distruggere gli embrioni umani a fini di ricerca scientifica. Questo dice l'incipit della mozione votata dalla maggioranza, e non capiamo perche' il ministro Mussi voglia partire dalla coda di quel documento, anziche' dalla testa'. Particolarmente critiche sono le Acli rispetto all'idea - avanzata dal ministro - di un 'comitato' europeo che lavori per definire una data limite per l'impiantabilita' degli embrioni crioconservati, oltre la quale gli embrioni stessi andrebbero destinati alla ricerca. 'Non puo' essere la politica - spiega il presidente nazionale, Andrea Olivero - a stabilire convenzionalmente cio' che la scienza non e' ancora in grado di affermare in modo certo e condiviso: il momento, cioe', in cui un embrione non e' piu' impiantabile. Il Consiglio europeo si limiti ad applicare il principio di precauzione a questa materia, seguendo e non forzando lo studio e il dibattito scientifico. Si investano piuttosto i soldi europei su quei progetti che sono condivisi - le ricerche sulle cellule staminali adulte - e che offrono di fatto le uniche possibilita' credibili di successo nella lotta contro le malattie ad oggi incurabili'.
"Vita, famiglia ed educazione sono i punti definiti da Benedetto XVI non negoziabili per i cattolici impegnati in politica". Lo ricorda Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo. "Vita, famiglia ed educazione sono esattamente l'oggetto degli attacchi sconsiderati e malvagi portati a termine dal piu' sciagurato dei governi della storia repubblicana: quello di Romano Prodi. Quello di Prodi, Rutelli, Bindi, Franceschini, Castagnetti, Binetti, Bobba, Fioroni, Baiodossi e tanti altri che hanno venduto l'anima al diavolo pur di assicurarsi uno strapuntino di potere fine a se stesso".
"Facciamo appello alla coscienza e alla ragionevolezza dei ministri dell'Ue, che si incontreranno per decidere se finanziare la sperimentazione sugli embrioni umani. La sua approvazione sarebbe una condanna a morte per migliaia di esseri umani innocenti gia' soggetti fino ad oggi ad un trattamento assurdo". E' quanto si legge nell'appello della comunita' Giovanni XXIII, guidata da don Oreste Benzi. "Dopo essere stati prodotti in laboratorio su commissione come fossero cose, sono stati stoccati, imprigionati nei congelatori e ora li si vuole sacrificare alla ricerca poiche', si dice, non sono piu' impiantabili, cioe' non e' piu' economicamente vantaggioso tentare di trasformarli in un remunerativo figlio in braccio. Si tratta della stessa logica con cui i medici nazisti fecero abominevoli sperimentazioni sugli ebrei nei campi di concentramento su cui operarono ogni sorta di sevizie a vecchi, donne, giovani e persino bambini, col pretesto che si trattava di ebrei gia' condannati a morte. Come tanti furono salvati allora, anche oggi e' ancora possibile e doveroso liberare bambini e bambine allo stato embrionale da questo inumano trattamento restituendo loro la vita attraverso le tante coppie disponibili gia' oggi ad adottarli". La comunita' Giovanni XXIII "ha gia' 20 coppie disponibili a rigenerare nell'amore questi piccoli pronti ad accoglierli anche se malati o diversamente abili poiche' si tratta di uomini e non cose", chiude Don Benzi.
'Cellule staminali, fecondazione assistita, unioni di fatto sono una griglia di temi che merita la costituzione di una commissione parlamentare speciale una volta tanto utile, visto che se ne fanno tante per temi inutili'. Lo afferma in una nota Gianfranco Rotondi, segretario alle Dc. 'Sarebbe il luogo ideale, anche alle luce della decisione adottata oggi dalla Ue per discutere serenamente e senza steccati tra laici e cattolici. Vista la piega che stanno prendendo le tematiche su etica e scienza, e' opportuno approdare a questa soluzione'.
'La questione della ricerca scientifica richiede ragionamenti seri e non compromessi purchessia!': cosi', in una dichiarazione congiunta, Carlo Flamigni, Giorgio Bogi, Luciana Sbarbati, Roberto Barontini, Paolo Bagnoli, Massimo Pacetti. 'L'intrico di norme e reazioni sulla questione della ricerca scientifica sulle cellule staminali sta disorientando la pubblica opinione. Il confronto ed il dialogo devono essere condotti da posizioni chiare. La nostra cultura democratica e laica ci richiede di rifiutare che concezioni etiche di parte diventino vincolanti per tutti mediante norma. Una mediazione non e' rifiutabile in se' ma e' purtroppo accaduto che al senato in una mozione con intenzioni mediatorie si facesse riferimento ad una fase della conservazione nella quale gli embrioni non fossero piu' trasferibili e potessero percio' essere destinati alla ricerca: questo costituisce un non senso biologico. La politica non puo' promuovere compromessi pur che sia, la questione e' delicata, seria e pretende sia affrontata con ragionamenti seri'.
Per il quotidiano Avvenire rappresentano solo un segno di 'sfacciata ed esibita ipocrisia', per la loro facile aggirabilita', i limiti posti alle ricerche sulle cellule staminali embrionali dalla decisione adottata dal Consiglio europeo.
'In linea di principio vengono escluse dal finanziamento ricerche non conformi alle leggi nazionali. Ma occorre tenere presente che gli studi sperimentali non conoscono piu' confini. I progetti multicentrici che hanno accesso agli ingenti finanziamenti dei programmi-quadro europei prevedono che una parte della ricerca sia svolta in un determinato paese ed altre in paesi diversi'. Cosi', tenendo conto delle leggi locali, 'una ricerca sulle cellule embrionali cui partecipano, per esempio, ricercatori italiani, spagnoli e britannici potra' venire finanziata, purche' le linee di cellule staminali siano state prodotte in Spagna o nel Regno Unito (dove e' possibile distruggere gli embrioni per scopi di ricerca) e utilizzate in Italia'. Cosi', 'pur non violando formalmente la legge, i ricercatori italiani riceveranno una quota del contributo europeo e potranno condurre i loro esperimenti, che hanno pero' implicato - sia pure a qualche migliaio di chilometri di distanza - la soppressione di embrioni umani da parte dei loro colleghi spagnoli o britannici'.
Come via d'uscita, oltre a 'porre una data limite' per la produzione delle cellule staminali, il giornale della Cei auspica che l'Europa dia attuazione 'all'articolo 2 della Convenzione di Oviedo, firmata da molti suoi rappresentanti, dove si afferma che 'l'interesse ed il bene dell'essere umano debbono prevalere sul solo interesse della societa' e della scienza'.
In un altro editoriale, poi, 'Avvenire' critica duramente le affermazioni del ministro dell'Universita' Fabio Mussi, secondo cui con il compromesso adottato l'Italia rientra 'a pieno titolo nella ricerca europea. Sostenere che l'unica Europa possibile e' quella che soggiace ai ricatti scientisti, che le questioni di coscienza sono destinate a dissolversi, che va bene l'ipocrisia purche' consenta di utilizzare - seppure di traverso - gli embrioni umani per la ricerca, e' un modo per sconcertare l'opinione pubblica, in particolare non tanto quella politicizzata quanto quella piu' sensibile alle ragioni morali'.
La Presidenza della Cei fa appello ai politici italiani e a quanti ancora possono fermare questa 'deriva etica, che riduce l'embrione umano a possibile fornitore di materiale biologico, e chiede che l'Unione Europea in nessun modo agevoli, con propri finanziamenti, questo grave attentato alla dignita' dell'uomo che tradisce il valore fondamentale della vita umana, senza il quale ogni altro valore individuale e sociale perde la propria consistenza'. La critica e' alla decisione del Consiglio dei Ministri dell'Ue di autorizzare 'finanziamenti che agevolano ricerche sulle linee cellulari staminali di origine embrionale, la cui produzione comporta e continuera' a comportare la soppressione di embrioni umani', che i vescovi definiscono 'moralmente inaccettabile. La Conferenza Episcopale Italiana ha da sempre e piu' volte ribadito che ogni ricerca che coinvolge gli embrioni umani si colloca in una inammissibile visione antropologica, che considera l'esistenza umana non come fine, bensi' come mezzo per raggiungere altri scopi, pur nobili, come la cura delle malattie e la stessa conoscenza scientifica'. Secondo i vescovi, infatti, 'la scienza deve servire l'uomo e non servirsi di lui, soprattutto quando egli e' nella condizione della sua massima fragilita', 'Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ricordato che la tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale, rientra tra i principi che non sono negoziabili'.
La Voce repubblicana, il quotidiano del Partito repubblicano italiano, pubblica un'intervista ad ampio raggio al professor Umberto Veronesi, nella quale fra l'altro si legge a proposito della ricerca scientifica che "il settore della ricerca, in special modo quella pubblica, va potenziato. C'e' oscurantismo, non e' maturato un atteggiamento di fiducia, di apertura e, fatto non trascurabile, la Chiesa osteggia la ricerca quando questa attiene alle scienze della vita: cosi', siamo bloccati sul fronte delle cellule staminali o, peggio, per ricorrere alla fecondazione assistita occorre recarsi all'estero. Una diagnosi pre-impianto su un embrione, prima di impiantarlo, puo' evitare un aborto; mi sembra ragionevole e mi pare di non schierarmi affatto contro la vita. Sono contro la vita coloro che indurranno quella coppia a non aver mai figli: chi si azzarderebbe a mettere incinta una donna con il 50 per cento del rischio di perpetuare una malformazione grave? Noi invece siamo in grado di ricorrere a quel 50 per cento di embrioni normali". Per quanto concerne l'abbandono, in Italia, del nucleare, Veronesi ritiene che "il dissennato rifiuto del nucleare" ha portato alla perdita "dell'autorevolezza che era illustre retaggio della nostra scuola. Eppure l'utilizzazione della tecnologia nucleare a scopi pacifici" rappresenta "la prerogativa fondamentale di approvvigionamento energetico in grado di garantire autonomia di sviluppo e rilancio economico". Sulle agrobiotecnologie il professor Veronesi sostiene che "l'uso della genetica e' insostituibile per migliorare il mondo vegetale e l'agricoltura in particolare". Inoltre, sulla sanita', Veronesi dichiara: "In Italia dovremmo rifare tutti gli ospedali o almeno una buona parte: piu' piccoli, dinamici, piu' orientati al paziente. La prima rivoluzione da fare dovrebbe garantire una camera singola a ogni malato che deve poter ricevere i parenti dalla mattina alla sera. Una strada gia' efficacemente sperimentata in Australia e Canada: e' la via che porta ad una qualita' sanitaria eccellente e a basso costo". Insufficiente, secondo Veronesi, l'uso ospedaliero della morfina: "Siamo il Paese che consuma meno morfina al mondo. Oggi per combattere il dolore nel malato grave non c'e' altro che somministrargli la morfina". E inoltre: "Il miglior antidoto all'eutanasia e' curare bene i malati terminali".
'Abbiamo sostenuto nel dibattito parlamentare a Strasburgo e successivamente con il Presidente Prodi la necessita' di sostenere nel campo della ricerca una chiara posizione etica che tuteli l'embrione e quindi faccia della vita, dal concepimento alla morte naturale, un principio non negoziabile'. Lo affermano Iles Braghetto, capo delegazione al Parlamento Europeo, e Carlo Casini, parlamentare europeo, ambedue dell'Udc.
'Per questo abbiamo sostenuto la necessita' che l'Italia, presso il Consiglio Competitivita' dell'UE dovesse far proprio l'emendamento Gargani e confermare la 'minoranza di blocco". Il compromesso raggiunto 'come tutti hanno ammesso da Mussi al Ministro tedesco, e' una grande ipocrisia con una aggravante: non fissando una data limite di produzione di staminali utilizzabili, apre alla distruzione sistematica di embrioni in Europa e al commercio e fornitura di 'materiale umano' dai paesi in cui non esiste alcun limite. Una sorta di mercato nero. L'Udc si impegna a ricercare nel Parlamento Europeo in seconda lettura quelle alleanze che consentano almeno la riproposta dell'emendamento Niebler, che ammetteva l'uso di linee cellulari estratte da embrioni gia' distrutti anteriormente al Dicembre 2003'.
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'E' un buon accordo: avanti con la ricerca salvando l'embrione'. Cosi' il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, ha commentato l'intesa raggiunta. Parlando, a margine di un'audizione in commissione Affari Sociali della Camera, il ministro ha detto che 'in politica la mediazione e' una cosa nobile e buona', ma che in ogni caso questa volta 'la ricerca riprende con il senso del limite che e' poi dettato dal principio di precauzione. Dobbiamo essere molto piu' soddisfatti perche' questi sono effetti molto piu' positivi di quelli che avremmo ottenuto mantenendo la minoranza di blocco'. 'Il macabro prodotto di un malinteso senso del progresso'. Con questo titolo l'Osservatore Romano critica la posizione assunta dal Governo italiano che ieri si e' schierato con la maggioranza all'interno del Consiglio dei ministri europei votando a favore delle sperimentazioni sulle staminali embrionali. In un articolo uscito sul giornale vaticano fa un parallelo: e' come 'ai tempi dell'aborto'. 'Quando si tratta della vita (di sopprimerla) alcuni si presentano puntuali col loro macabro appuntamento'. Il quotidiano d'Oltretevere commenta il voto di Bruxelles sostenendo che 'certe cose non cambiano. Stessi concetti, stesse frasi.
Stessi atteggiamenti esteriori, persino. Cosicche', almeno in Italia, quando si tratta della vita (di sopprimere la vita) alcuni si presentano puntuali con il loro macabro appuntamento. Non cambia neanche il repertorio fraseologico: ai tempi del divorzio si parlo' di entrare nello spazio del progresso - si legge nell'articolo -; quando si comincio' a parlare di aborto si preferi' una piccola variazione sul tema, sbandierando un oscuro progresso della civilta' (come se la civilta' potesse progredire uccidendo un essere vivente al quale non e' riconosciuto alcun diritto)'.
Cosi' oggi, questi 'nipotini del progresso si ripresentano all'opinione pubblica, penetrano indebitamente negli spazi piu' sacri della coscienza di milioni di persone pretendendo di guidare con il solito elitario materialismo le sorti (nient'affatto magnifiche e progressive) dell'umanita".
Il Vaticano contesta che l'Italia 'per diventare finalmente un Paese moderno' debba per forza 'fare ricerca sugli embrioni. A loro, al loro sacrificio, e' affidato il compito di fare della Penisola una terra di fecondo sviluppo'.
L'accordo stabilito a Bruxelles sulla ricerca sulle staminali 'e' uno straordinario successo' e le critiche dell'Osservatore Romano andrebbero indirizzate non a tale intesa ma 'alla pratica effettuata anche in Italia di utilizzare linee cellulari ricavata da embrioni'. Cosi' il ministro per la ricerca scientifica, Fabio Mussi replica all'articolo del quotidiano vaticano.
'Il fatto che ci siano embrioni distrutti usati per la ricerca anche in Italia e' esistente. Naturalmente la moralita' di questa pratica non dipende dal suo finanziamento, perche' la moralita' e' un fatto intrinseco all'azione stessa. Mi sembra piuttosto che la filosofia che ispira l'articolista dell'Osservatore Romano sia 'occhio non vede, cuore non duole'.
In Italia viene fatta ricerca su linee cellulari embrionali provenienti dall'Australia, perche' questo non e' proibito dalla legge 40; pero' nessuno batte ciglio. E' un'ipocrisia'.
E' pensabile che il Parlamento europeo possa modificare il Settimo Programma quadro, introducendo una data limite per la produzione di linee cellulari da utilizzare nella ricerca? 'Non credo penso che non cambiera' il contenuto dell'accordo'.
E come verra' risolta l'ambiguita' del testo dell'accordo di ieri? 'Saranno gli eventi stessi a risolverli. Nel senso che la ricerca sta andando avanti e presto rendera' non piu' necessario l'utilizzo di linee cellulari provenienti da embrioni. Gia' oggi i ricercatori sono in grado di produrre cellule totipotenti ricavate da ovociti. Le norme che abbiamo stabilito ieri sono state gia' superate dalla ricerca. Ma la ricerca va avanti se ha un margine di liberta".
'Lo scandalo dovrebbe essere sollevato non per l'accordo di ieri, ma per la situazione che c'e' oggi, anche in Italia. E invece 'tutto va bene': va bene che le coppie italiane vadano all'estero per la fecondazione assistita, va bene che i ricercatori italiani vadano all'estero per ricerche sulle staminali embrionali, purche' non si dica. Io mi ribello a questa impostazione, perche' parto da dei principi morali. Io penso invece che quello di ieri e' un compromesso accettabile, perche' riconosce la situazione attuale. Lo dice anche nella premessa il documento approvato, che parla di 'current practice in Europe'.
Ma la decisione della Germania di non aderire piu' alla minoranza di blocco e' stata influenzata da lei? 'Se la Germania avesse voluto rimanere nella minoranza lo avrebbe potuto fare; io non ho i carri armati per obbligarla. Mi dispiace per chi ci e' rimasto male ma l'accordo di ieri e' stato un grande successo'.
Domenico Di Virgilio, responsabile bioetica di Forza Italia, sostiene che la replica del ministro Fabio Mussi all'Osservatore romano 'dimostra l'ignoranza dell' esponente dei Ds nel campo specifico della ricerca sulle cellule staminali e contraddice pienamente quanto da lui stesso sostenuto a Bruxelles. Mussi infatti afferma che 'la ricerca sta andando avanti e presto non rendera' piu' necessario l'utilizzo di linee cellulari provenienti dagli embrioni. Gia' oggi i ricercatori sono in grado di produrre cellule totipotenti ricavate dagli ovociti'. 'Di fronte a queste considerazioni appare chiaro che il ministro confonde gli ovociti, che sono cellule non fecondate, con gli oociti che sono cellule femminili fecondate da poche ore'. Inoltre, per Di Virgilio, Mussi 'contraddice il suo affanno della ricerca di un termine temporale al di la' del quale gli embrioni crioconservati siano dichiarati non impiantabili. D'altro canto sostenere che in Italia gia' ora vengono praticate ricerche su linee cellulari embrionali provenienti dall'estero non giustifica in alcun modo che comunque queste cellule provengono dalla distruzione di embrioni e questo e' inammissibile in qualsiasi paese avvenga', perche' 'l'embrione va rispettato sempre ed ovunque', e 'la tutela della dignita' degli embrioni non e' influenzata dalla geografia o dalle coordinate astrologiche'.
Con un nuovo articolo, la firma e' di Marco Bellizi, l'Osservatore romano sposa le tesi dei cattolici della Casa delle liberta' e boccia sonoramente le decisioni prese ieri in merito alla ricerca sulle staminali. Nell'articolo- che riconduce la scelta di ieri ("macabro appuntamento") ad un filone che parte dal divorzio e passa per l'aborto- Bellizi bolla ironicamente i fautori dell'accordo come dei "nipotini del progresso" che "si ripresentano all'opinione pubblica, penetrano indebitamente negli spazi piu' sacri della coscienza di milioni di persone pretendendo di guidare con il solito elitario materialismo le sorti (nient'affatto magnifiche e progressive) dell'umanita'". L'autore, quindi, contesta che "l'Italia, per diventare finalmente un 'paese moderno', deve fare ricerca sugli embrioni". Dopo l'ironia, siamo circa a meta' articolo, Bellizi lascia il campo ai commenti dei senatori Rocco Buttiglione (Udc), Laura Bianconi e Maria Burani Procaccini (Fi): "L'accordo raggiunto a Bruxelles e' ipocrita e francamente inaccettabile". E poi: "I tre senatori della Cdl paventano uno scenario nel quale, in virtu' dell'accordo, un laboratorio privato potrebbe distruggere gli embrioni per ottenere linee cellulari da vendere ai ricercatori che fruiscono dei finanziamenti europei. Un macabro mercimonio". "Questa mostruosita'- continua il giornalista virgolettando le affermazioni dei tre senatori d'opposizione- nasce dalla deformazione di una onesta proposta di compromesso, avanzata precedentemente dalla Germania e sulla quale probabilmente sarebbe stato possibile raggiungere un accordo se non ci fosse stata la defezione dell'Italia dalla minoranza di blocco".
"Si apprende dalle agenzie di un testo, che domani verra' pubblicato dall'Osservatore Romano', nel quale si equipara il voto del Consiglio dei ministri europei alla legge sull'aborto. A parte il ricordare che quella legge ha consentito in Italia la drastica diminuzione del fenomeno dell'aborto clandestino (70% in meno), davvero inaccettabile che il Vaticano possa oggi dare giudizi cosi' gravi ad un voto dell'Unione Europea, definendo questo voto volto alla soppressione della vita". E' quanto dichiarano Marco Cappato e Rocco Berardo, rispettivamente segretario e vice segretario dell'Associazione Coscioni.
"Non sorprende che il Vaticano rivendichi la continuita' con la battaglia proibizionista sull'aborto. Anche allora come oggi in nome della sacralita' della vita, si accettava e promuoveva la strage di vite dell'aborto clandestino. Oggi invece si accetta il rischio di mettere a morte la speranza per milioni di persone malate, ostacolando e ritardando la ricerca volta a trovare per loro delle cure in nome della sacralita' della vita di embrioni destinati alla spazzatura. Per quanto poi riguarda il ruolo del Vaticano, continuiamo a denunciare l'anomalia di una religione che si fa Stato e che come tale e' riconosciuto con lo status di osservatore, che porta avanti le loro politiche proibizioni alle Nazioni Unite come nell'Unione Europea. Libero il Vaticano di attaccare le istituzioni italiane e europee, a condizione che rinunci ai privilegi riconosciuti all'unico Stato assoluto del continente europeo".
'Quello trovato in Europa sulle cellule staminali piu' che un compromesso e' una capitolazione rispetto a principi fondamentali'. Lo ha detto a Radio Radicale il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico La Loggia. 'Io denuncio con forza il comportamento del governo italiano. Si aggiunga a questo il cedimento continuo rispetto alla famiglia, come se fosse normale la convivenza o il matrimonio tra due uomini o due donne. Ma che esempio diamo ai nostri giovani? Io credo che sia anormale, e che non si debba fare. Ma se lo vogliono fare abbiano almeno la decenza di non venire a chiedere riconoscimenti che non gli competono. Credo che i cattolici che sono in maggioranza debbano fare sentire la propria voce, io sono delusissimo in particolare dalla senatrice Binetti della Margherita'.
"Sentiamo il dovere di rilevare anzitutto la contraddittorieta' della decisione, che, mentre fa divieto ai ricercatori di sopprimere essi stessi gli embrioni per ricavarne le cellule staminali, consente tuttavia che nelle ricerche stesse vengano utilizzate le linee cellulari embrionali gia' esistenti in commercio aventi la stessa origine cioe' dalla soppressioni di embrioni fatta da altri ricercatori: la commercializzazione pone soltanto una distanza di tempo fra la soppressione e l'utilizzazione delle sue cellule e lega insieme nella complicita' i diversi attori di un unico progetto. Si aggiunge inoltre l'idea del commercio di esseri umani e di parte della loro corporeita'".
E' quanto dice la Fibip, la federazione internazionale degli istituti e centri di bioetica d'ispirazione personalista, presieduta da monsignor Elio Sgreccia. "L'intento di utilizzare anche gli embrioni residui della procreazione artificiale (procedura essa stessa all'origine di perdita di esseri umani) dopo il loro congelamento-scongelamento e previa constatazione della loro morte, tradisce l'intento di voler impiegare questi esseri umani, dei quali non e' ancora possibile constatare la morte e provocando comunque la morte per scongelamento. Dall'Europa che si sta impegnando doverosamente per estinguere le vampe di morte e di violenza nei Paesi del Mediterraneo; dall'Europa, che ha conosciuto in passato le atroci sofferenze di milioni di esseri umani ai quali fu negato il diritto alla vita per la ragione che in essi non si riconosceva la medesima dignita' avallando cosi' una discriminazione, da questa Europa risorta su nuove basi, quella dei diritti umani, ci si attendeva a nostro parere un messaggio piu' alto e integrale in tema di diritto alla vita, il primo e piu' elementare dei diritti dell'uomo. Le ragioni della scienza e le necessita' della terapia di malattie gravi hanno trovato speranze fondate nella ricerca sulle cellule staminali somatiche, aprendo la strada alla ricerca vera che non accetta il principio di poter uccidere per guarire o per sollevare altri dalla sofferenza".
Il radicale Marco Cappato annuncia battaglia al parlamento europeo per la ricerca sulle staminali. Per Cappato, 'la limitazione posta dalla commissione europea alla finanziabilita' dell'estrazione delle linee cellulari da embrioni umani e' certamente servita per raggiungere un buon compromesso in sede di consiglio europeo'. Ma 'il testo che prevede tale limitazione (positivamente sprovvisto di qualsiasi data limite, e che dunque apre la strada alla finanziabilita' anche di ricerche su linee cellulari estratte da embrioni negli anni a venire) non e' un testo legislativo di una delle due istituzioni che hanno potere co-legislativo (il parlamento europeo e il consiglio dei ministri Ue). I casi sono due: o si consente al parlamento europeo in seconda lettura di modificare il testo proposto dalla commissione, eventualmente per eliminarlo, oppure la commissione europea, nel momento in cui escludesse dalla finanziabilita' di progetti implicanti la distruzione di embrioni ma scientificamente piu' validi di altri, si esporrebbe a ricorsi in corte di giustizia. Anche al di la' del merito della materia, non si puo' accettare che il parlamento europeo sia surrettiziamente esautorato del proprio potere di co-legislatore'.
Il registro europeo per il controllo delle linee di cellule staminali embrionali utilizzabili nella ricerca 'mi sembra un'iniziativa lodevole': cosi' Cesare Galli, direttore del laboratorio di Tecnologie della riproduzione all'Istituto Spallanzani di Cremona, commenta l'annuncio della nascita di questo registro, dato ieri dal Commissario europeo alla ricerca Janez Potocnik . 'Chi lavora in Italia sulle staminali embrionali non ha nulla da nascondere e questa e' un'iniziativa che va sicuramente nella direzione di una migliore trasparenza della ricerca, e permette di evitare speculazioni inutili'. L'iniziativa di un registro europeo non e' comunque nuova: 'Lo Stem Cell Network, nato da ricercatori inglesi, fa qualcosa di simile utilizzando finanziamenti europei e con il patrocinio di enti di ricerca nazionali'. Riguardo invece alla situazione dei ricercatori italiani dopo l'approvazione del VII Programma Quadro, Galli afferma che nel nostro Paese 'cambiera' un po' il 'mood', l'umore dei ricercatori. E poi, lavorare con cellule staminali embrionali fatte altrove era gia' legale: quello che potrebbe cambiare e' che arrivino soldi in questo ambito della ricerca anche in Italia. E mi auguro che i nostri ricercatori possano competere maggiormente per i fondi stanziati dalla Comunita' europea'.
'Ha vinto l'ipocrisia, hanno fatto rientrare dalla finestra cio' che stavano tenendo fuori dalla porta. Il risultato del voto del Consiglio europeo dei 25 sul VII programma quadro sulla ricerca e' il prodotto di un bizantinismo politico, che mette in secondo piano i valori'. Lo afferma il deputato di Forza Italia Angelo Sanza. 'Lo strano accordo raggiunto fra Fabio Mussi e il ministro tedesco Annette Schavan vieta di finanziare ricerche che distruggano embrioni, ma non quelle su cellule staminali gia' esistenti (congelate) che verrebbero quindi distrutte. Un distinguo da burocrazia kafkiana per non pronunciarsi in maniera chiara contro il diritto alla vita, perche' di questo si tratta. Possiamo immaginare come verranno effettuati i controlli visto la strizzata d'occhio dell'Europa. Non e' un testo 'ragionevole' quello uscito dal Consiglio, e le 'ombre' sono il buio di un continente che non si rende conto del suicidio morale e materiale cui si condanna'.
Si promuove di fatto cio' che si nega di principio. E', in sintesi, la valutazione del prof. Roberto Colombo, direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, sulle determinazioni in sede Ue relative alle cellule staminali embrionali. 'Ben di la' delle affermazioni di principio contenute nell' ultimo paragrafo, la decisione adottata a Bruxelles dal Consiglio dei Ministri europei circa il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali di tipo embrionale si caratterizza, nel suo articolato operativo, per una apertura senza precedenti, a livello europeo, al finanziamento della sperimentazione sull'embrione umano. Tale apertura non sfugge agli addetti alla ricerca biologica: sostenere economicamente gli studi sulle cellule staminali embrionali significa autorizzare implicitamente la produzione di tali cellule attraverso la distruzione di embrioni umani. Senza distruggere centinaia di embrioni umani non e' possibile disporre di cellule staminali embrionali in quantita' sufficiente per la ricerca, e la disponibilita' di tali embrioni e' ampia, sia in Europa che al di fuori di essa: la risoluzione di Bruxelles non potra' non avere come effetto una incentivazione alla loro soppressione nei prossimi anni. Con questa dichiarazione si promuove di fatto cio' che si nega di principio. La vita umana anche all'inizio del suo sviluppo, non puo' essere oggetto di mercanteggiamenti politici o di compromessi finanziari: essa deve venire protetta come il bene fondamentale della societa' civile'.
'L'Italia compie un importante passo avanti nel consentire la ricerca sulle cellule staminali, anche se tale accordo non puo' soddisfare appieno i Repubblicani, sia perche' in alcuni punti contraddittorio sia perche' pone ancora troppi vincoli alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, indispensabile per la possibilita' di curare moltissime malattie'. E' quanto dice la segreteria del Pri. 'Tuttavia non si puo' tacere la rilevanza di quanto sta accadendo in ambito europeo. Gia' oggi, infatti, il voto di Bruxelles apre la strada ad una revisione della legge 40 del 2004, una legge contro la quale i Repubblicani continuano la loro battaglia, come annunciato dal senatore Del Pennino'.
La liberta' dalla sofferenza, l'umanita' libera da malattie, non e' una priorita' della Chiesa Cattolica da sempre ostile al progresso scientifico. Si esprime cosi' il bioeticista, membro del Cnb, il Comitato Nazionale di Bioetica, Demetrio Neri dopo le critiche rivolte al 'compromesso' Ue dall'Osservatore Romano. Non ci sara' mai liberta' di ricerca, dunque, fino a che c'e' il 'pensiero religioso. Capisco le ragioni del Ministro Mussi ed i margini a sua disposizione: purtroppo il compromesso trovato e' avvenuto sul terreno scelto da altri, da coloro che non hanno a cuore il primario interesse dell'umanita': il benessere e la salute che si ha dall'eliminazione di malattie e sofferenze: la ricerca sulle cellule embrionali va proprio in questa direzione, eliminare malattie e sofferenze". E' dunque da rifiutare, "il pensiero religioso" che afferma che l'essere e' nella prima cellula detta zigote: ovvero dallo zigote alla nascita non c'e' nessun divenire. In altre parole, coloro che sono contro la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali dalle quali possono venire trattamenti contro le malattie genetiche, sono come coloro i quali nell'800, Chiesa in testa, si opponevano alla somministrazione del vaccino di Edward Jenner contro il vaiolo. "Non e' una novita' il compromesso di oggi: e' dal 1998 che le stesse forze provano a bloccare la ricerca e sperimentazione sulle embrionali con l'obiettivo di ritardarne l'avvio usando come arma la confusione: bisogna avere il coraggio e l'onesta' di dire se tale ricerca si fa oppure no". Insomma, Neri si dice d'accordo con quei ricercatori come Boncinelli, Gianaroli, Flamigni per cui "ogni compromesso piu' o meno politico su questa materia e' inutile, stupido, non risolve nulla, anzi e' pure dannoso: chi si oppone oggi alle embrionali ha lo stesso atteggiamento di chi nell'800 si opponeva al vaccino di Jenner contro il vaiolo, come faceva il Papa". Ed una ragione evidente c'e': "non piace a costoro, come a coloro che vietavano il vaccino contro il vaiolo, un mondo umano con meno malattie e sofferenze e poi dicono che sono per la vita!!". Arrivando al merito del 'compromesso', Neri avverte con un po' d'ironia e fastidio: "l'ipocrisia domina incontrastata quel compromesso per cui altri distruggono gli embrioni e noi dobbiamo far finta di non saperlo quando ne importiamo le linee cellulari embrionali". Comunque, "come e' avvenuto in passato, arrivera' il momento in cui la ricerca, privata, sulle staminali embrionali approdera' a quei trattamenti risolutivi di malattie incurabili oggi: e allora l'accesso ai trattamenti avverra' per capacita' di poterseli pagare o per credenze religiose? A costoro per un fatto culturale non piace un mondo umano con meno sofferenze come ieri con piu' vaccini".
Non il frutto dell'ipocrisia, ma della 'mediazione'. Cosi' il senatore cattolico Giorgio Tonini, membro della direzione Ds, giudica l'accordo raggiunto in Consiglio Europeo sul VII Programma Quadro. 'Capisco il punto di vista della Chiesa ed e' giusto che svolga cosi' il suo ruolo profetico. Ma alla politica e' chiesto altro, ossia di assumere un ruolo di mediazione. E anche andando ad esaminare la scelta etica fatta dall'Europa, viene fuori la riconferma di un modello di rapporto fra scienza ed etica con una soglia etica molto alta, piu' di quanto avvenga negli Stati Uniti e, ovviamente, in Asia. Il Consiglio Europeo ha scelto di stare dentro la competizione internazionale su un filone di ricerca scientifica molto promettente che puo' ridisegnare il volto della scienza biomedica. Italia e Germania si sono confermati i due Paesi guida della Ue assumendo una posizione seria, che pure ha dei margini di ambiguita', come pero' accade in tutte le scelte politiche. Su possibili ritocchi del Parlamento Europeo in un senso piu' restrittivo, risponde: 'La discussione resta aperta. Se la questione del cut-off venisse riproposta a Strasburgo, noi certo non avremmo nulla in contrario'.
"Cercare di frenare la ricerca e contestare qualsiasi idea di progresso, come fa l'Osservatore Romano con il suo anatema fa tornare alla memoria i tempi di Galileo". Lo afferma il vicesegretario dello Sdi, Roberto Villetti. "Con le argomentazioni del foglio vaticano infatti si arriva al punto di trasformare una battaglia per difendere i principi della Chiesa in attacchi denigratori inaccettabili nei confronti di larga parte della comunita' scientifica. E' assurdo poi stabilire paragoni tra la legge sul divorzio, quella sull'aborto e le norme per la ricerca con le cellule staminali. Il testo approvato e' soddisfacente e il voto del Consiglio europeo rappresenta un punto di mediazione che parte dall'assunto che e' sbagliato bloccare tutto e non consentire avanzamenti nel settore della medicina e della salute. Piuttosto quella del giornale vaticano ci sembra una battaglia di retroguardia a cui, per fortuna, grazie al nuovo governo di centrosinistra, l'Italia non partecipera'".
'Finalmente in Italia si e' aperto il dialogo: avremmo voluto di piu', ma siamo soddisfatti'. Cosi' la Consulta di bioetica onlus commenta la decisione del Consiglio europeo. La Consulta di Bioetica, sottolinea il presidente Maurizio Mori, 'avrebbe voluto di piu', perche' si e' insistito troppo sulla sacralita' dell'embrione. Questo atteggiamento rappresenta un ostacolo alla ricerca. Resta vero, d'altro canto, che, nella sostanza, la ricerca sulle cellule staminali continua con il finanziamento dell'Unione Europea'. Ci sono due punti 'decisivi': 'la ricerca sulle staminali embrionali prosegue e, ancora piu' importante, e' caduta la precedente pregiudiziale preferenza per le cellule staminali adulte'. Cio' significa 'che i progetti da finanziare verranno scelti per la rilevanza scientifica e conoscitiva, indipendentemente dal fatto che le ricerche siano fatte su staminali embrionali o adulte, e questo e' un risultato positivo perche' amplia la reale liberta' di ricerca'. La Consulta di Bioetica riconosce quindi che 'la componente cattolica dell'Unione, pur tra difficolta', e' riuscita ad aprire il dialogo, mantenendo fermi i propri principi senza arroccarsi sulle sterili 'non negoziabilita".
Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani "si appellano ai parlamentari europei di ogni partito e schieramento, a partire da quelli italiani, perche' sappiano lavorare insieme per correggere da ogni ambiguita' il testo approvato dal Consiglio dei ministri europeo sui finanziamenti per la ricerca scientifica. In particolare, le Acli chiedono che venga inserita nel documento la data del 31 dicembre 2003 - indicata dal cosiddetto emendamento Niebler - che escludeva dal finanziamento europeo le linee staminali embrionali prodotte successivamente a quel termine stabilito. L'accordo raggiunto in sede di Consiglio europeo - spiega il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero - rischia di essere vanificato dalla mancata indicazione di un limite preciso all'utilizzo non solo di embrioni ma anche di linee cellulari staminali prodotte da embrioni gia' distrutti. Altrimenti davvero si rischia di far entrare dalla finestra quello che e' stato fuori dalla porta. Questa si' che sarebbe un'ipocrisia intollerabile. A fronte di un lavoro condotto invece con coraggio e determinazione da parte di molti". Le Acli ricordano "che l'emendamento Niebler fu battuto a giugno, nel Parlamento europeo, per poche manciate di voti. Pur ricevendo il sostegno anche di alcuni deputati verdi e socialisti, a mancare fu l'appoggio decisivo di alcuni deputati che si rifiutarono di votare una posizione considerata di compromesso "troppo arretrato". Alcuni votarono persino contro, favorendo paradossalmente la vittoria della normativa piu' permissiva. Con uno sforzo ulteriore attraverso un lavoro coordinato e trasversale tra parlamentari europei, e' possibile e necessario arrivare alla correzione di un testo, quello approvato ieri, che da una parte pone dei vincoli apprezzabili, dall'altra rischia al contempo di autorizzare il loro aggiramento".
Il prodiano Franco Monaco rivendica al governo italiano di aver contribuito a fissare 'una soglia morale alta' in Europa alla ricerca sulle staminali, e definisce 'bassa cucina politica' le polemiche da parte di esponenti dell'opposizione. 'Che uomini e voci della Chiesa non facciano sconti nella difesa intransigente della vita e' giusto, utile e apprezzabile', perche' cosi' 'aiutano i politici a non abbassare la guardia. Spetta poi a chi fa politica operare le mediazioni che si rendono necessarie in societa' che conoscono il pluralismo etico e le regole democratiche basate sul principio di maggioranza. In questo quadro, e' palese che, anche grazie al contributo italiano, in sede Ue, si e' addivenuti a una posizione decisamente consapevole dei limiti etici e del principio di precauzione. Un risultato da ascrivere semmai a merito - rivendica Monaco - dei cristiani e dei laici dell'Unione. Sono percio' strumentali e tutte ascrivibili alla bassa cucina politica le polemiche dei 'pasdaran' della Cdl e delle organizzazioni piu' o meno apertamente ad essa collaterali'.
'Sugli embrioni ora i rimedi sono impossibili A sinistra, i cattolici sono piu' fedeli all'Unione che ai valori'. Luca Marconi, responsabile dell'Udc per il mondo cattolico e le realta' ecclesiali, ripercorre criticamente quanto avvenuto sulla ricerca distruttrice di embrioni. 'All'inizio la sen. Emanuela Baio Dossi ha gridato alla vittoria dicendo che a Bruxelles era passato l'emendamento Niebler con la data; poi si scopre che la data non c'e', ma la sen. Paola Binetti rassicura che e' un dettaglio, che la data e' stata decisa e sara' inserita successivamente. Non si capisce da chi: il Consiglio Competitivita' ha completato i suoi lavori e non puo' piu' modificare il testo stabilito; adesso si torna in Parlamento Europeo, ma purtroppo e' praticamente impossibile che la data si possa inserire, oltretutto per farlo occorrerebbe la maggioranza assoluta dei componenti e la sinistra radicale sta gia' dando battaglia in senso opposto. E' lo stesso ministro Mussi che, a precisa domanda, risponde: 'non credo, penso che non cambiera' il contenuto dell'accordo.
Dispiace dirlo: coloro che hanno voluto fino all'ultimo dare fiducia e credere che Mussi fosse disponibile ad un accordo per salvare la vita degli embrioni, adesso sono serviti. Bastava un voto alla nostra mozione (di Bobba? di Binetti? di Baio Dossi?), o che almeno altri componenti dell'Intergruppo 'Persona e bene comune' uscissero dall'aula e non si astenessero (al Senato l astensione vale come voto contrario), per non far compiere un cosi' pesante passo indietro alla difesa della vita, vanificando il grande lavoro fatto per la Legge 40.
Diciamola tutta: e' una rivincita di Rifondazione Comunista, dei Ds, dei Radicali, e dei promotori del Referendum contro la Legge 40. Con il centrodestra al governo i cattolici sono riusciti a difendere la vita; quando al governo e' arrivato il centrosinistra, i cattolici ne sono rimasti imbrigliati, non riuscendo a svincolarsi dalla logica di schieramento', conclude.
Daniela Dioguardi, del Prc, rivendica alla mozione dell'Unione sulle staminali, come al successivo compromesso europeo, di aver costituito un punto d'incontro fra 'diverse sensibilita", e di aver 'premiato il dialogo e la politica. Il ministro dell'universita' e della ricerca ha portato in Europa una posizione costruita con il contributo di tutte le sensibilita' della maggioranza', e 'la predisposizione al dialogo dimostrata dall'area cattolica dell'Unione segna la differenza con la parte piu' integralista e conservatrice presente invece nella Casa delle liberta'. Chi oggi grida allo scandalo vuole solo dividere il paese commettendo un doppio errore sia sul piano politico che su quello etico: nel primo caso non riconoscendo la validita' del dialogo e della mediazione; nel secondo caso contrapponendo ad un serio ragionamento sulla ricerca, il dogma assolutistico e astratto della vita'.
'Il dato oggettivo raggiunto ieri e' che per la prima volta in un programma di finanziamento alla ricerca dell'Unione Europea, si dice con chiarezza che non si finanziano progetti che prevedano la distruzione di embrioni'. Cosi' il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni commenta l'accordo raggiunto a Bruxelles . 'Poi si deve anche dire che purtroppo continua cio' che fin dal VI Programma era autorizzato, cioe' il possibile impiego delle linee staminali gia' prodotte. Sicuramente la ricerca del meglio poteva pero' comportare la perdita del bene, ovvero che si continuasse a distruggere embrioni'. E' un compromesso ipocrita? 'Non direi. Anche in Italia cellule staminali embrionali sono usate per la ricerca e la stessa legge 40, che e' tutto meno che ipocrita, non lo vieta. Proverei a riflettere sul dato fondante dell'accordo. Non solo non si producono embrioni per la ricerca, ma non si distruggono neanche quelli crioconservati. Questo risultato sarebbe stato impensabile alla vigilia dell'incontro. Il risultato raggiunto e' importante. Sarebbe stato drammatico se oggi ci fossimo trovati a discutere non di queste interpretazioni, ma dei magazzini della vita prodotti per la ricerca'.
'Il dibattito sulle staminali rischia di far perdere di vista la vera priorita' della ricerca: salvare vite umane, combattere le malattie genetiche e dare una speranza a milioni di esseri umani. Gli scontri ideologici non salvano vite umane, per questo serve un dibattito piu' sereno'. Lo afferma il deputato Tommaso Pellegrino, rappresentante dei Verdi in commissione Affari sociali della Camera. 'La posizione del ministro Mussi e' equilibrata, cosi' come il testo approvato dal Consiglio europeo. Su temi cosi' importanti per la salute e la vita delle persone e' necessario mettere da parte l'accanimento ideologico e confrontarsi in maniera pacata e costruttiva. I pasdaran della Cdl farebbero bene a non confondere le legittime perplessita' etiche con la strumentalizzazione politica'.
Nessuna ipocrisia, ma rispetto del principio di precauzione. Questo, in sintesi, il commento di Ignazio Marino, presidente della Commissione sanita' del Senato. 'La decisione assunta ieri a Bruxelles va nella direzione indicata dall'Italia, ovvero non finanziare la ricerca che implichi la distruzione di embrioni, valorizzando invece gli studi sulle cellule staminali adulte e del cordone ombelicale, oltre che le ricerche finalizzate a ottenere cellule staminali totipotenti senza la creazione di embrioni'. Il chirurgo 'prestato alla politica' spiega che nella decisione del Consiglio europeo 'e' fatto salvo quel principio di precauzione nei confronti dell'embrione che ha ispirato la mozione unitaria condivisa e votata dall'Unione, e che il ministro della Ricerca Fabio Mussi ha sostenuto fermamente'. Sul fronte della ricerca sulle cellule staminali embrionali in base alle linee cellulari gia' esistenti, Marino spiega: 'Non mi pare siano da rilevare novita' particolari rispetto a quanto accadeva e accade anche oggi nei laboratori italiani ed europei. Quello che va chiarito e' che la legge 40, approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura, non vieta la ricerca sulle cellule embrionali, ma vieta la distruzione degli embrioni a scopo di ricerca. Quindi se vogliamo proprio parlare di ipocrisia e' li' che dovremmo andare a cercarla'. Infine, circa la valutazione dei limiti per l'impiantabilita' degli embrioni attualmente congelati, il presidente della Commissione Sanita' rileva come 'il Consiglio europeo non si sia espresso in maniera negativa. Dato che questo tipo di ricerca non implica la distruzione degli embrioni ma si limita al prelievo di una sola cellula destinata allo studio - conclude - a me pare che questo rimanga un percorso che la scienza puo' intraprendere senza infrangere alcuna legge ne' regola etica. Una strada percorribile, utile soprattutto ad affrontare la questione delle decine di migliaia di embrioni congelati nelle cliniche sparse per l'Europa, la cui fine e' certa ma per cui ancora non abbiamo trovato una soluzione'.
"E' vero, da Bruxelles nessuna ipocrisia. Le parole del senatore Ignazio Marino presidente della Commissione Sanita' del Senato enunciano una verita'. La maggioranza dei Paesi componenti la Comunita' europea non ha mai fatto mistero di voler intraprendere e finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali. L'Italia con la sua legge 40 era tra i pochi paesi che avevano fatto della difesa dell'embrione un baluardo. Da Presidente e uomo di scienza dovrebbe approfondire lo studio e interpretare correttamente le leggi dello Stato Italiano. La legge 40 e' molto chiara; all'art. 13 comma 1 e 2 si enuncia: "e' vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano e' consentita a condizione che si perseguano finalita' esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate, volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative". E' quanto sostengono, in una dichiarazione congiunta, i senatori di FI Tomassini, Carrara, Bianconi, Burani Procaccini.
'Il compromesso raggiunto ieri a Bruxelles per la ricerca sulle cellule embrionali e' un capolavoro di finzione e doppiezza, perche', dichiara in linea di principio di non voler distruggere cellule embrionali, ma di fatto ne consente, pur in fasi successive, la ricerca e la manipolazione'. Lo afferma Mario Mantovani, europarlamentare di Forza Italia, secondo il quale 'per Prodi e il suo governo la conclamata difesa della vita e' diventata merce di scambio in Europa'. Mantovani rivolge un appello ai parlamentari europei 'di ispirazione moderata e popolare' affinche' 'al di la' delle collocazioni partitiche' rimangano uniti al momento della ratifica dell'Europarlamento della decisione.
'E' una colossale presa in giro e il governo Prodi ne e' artefice con la sua ambigua mozione: l'accordo di Bruxelles omette deliberatamente la data ultima di estrazione delle linee staminali, cosi' da' il via libera al Far-West della provetta'. Lo afferma il senatore di An Alfredo Mantovano commentando il via libera dell'Ue alla ricerca sulle cellule staminali. 'E' un odioso inganno. E' come rifiutare di pagare con denaro Ue il proiettile che uccide un essere umano, e finanziare chi preleva parti del cadavere. La formula voluta dall'Unione, e accolta da Bruxelles, lascia mano libera ai ricercatori, pero' nasconde dietro concessioni generiche alle ragioni di principio'.
Le Acli esprimono forte preoccupazione per le intenzioni annunciate dal ministro della ricerca Fabio Mussi prima del Consiglio europeo. Si rivolgono di conseguenza al presidente del Consiglio Romano Prodi perche' agisca in queste ore affinche' non vengano traditi la lettera e lo spirito dell'accordo lodevolmente raggiunto al Senato la settimana scorsa'. 'Si ha la spiacevole sensazione che il ministro Mussi sia alla ricerca di una soluzione non per tutelare la vita e la dignita' degli embrioni, anche quelli crioconservati, ma per far passare 'in qualche modo' la ricerca sulle staminali embrionali. Lo spirito e la lettera dell'accordo del Senato ci sembra invece vincolino il governo italiano a tutt'altro atteggiamento, in ossequio tra l'altro alla legge 40. Non si possono utilizzare e dunque distruggere gli embrioni umani a fini di ricerca scientifica. Questo dice l'incipit della mozione votata dalla maggioranza, e non capiamo perche' il ministro Mussi voglia partire dalla coda di quel documento, anziche' dalla testa'. Particolarmente critiche sono le Acli rispetto all'idea - avanzata dal ministro - di un 'comitato' europeo che lavori per definire una data limite per l'impiantabilita' degli embrioni crioconservati, oltre la quale gli embrioni stessi andrebbero destinati alla ricerca. 'Non puo' essere la politica - spiega il presidente nazionale, Andrea Olivero - a stabilire convenzionalmente cio' che la scienza non e' ancora in grado di affermare in modo certo e condiviso: il momento, cioe', in cui un embrione non e' piu' impiantabile. Il Consiglio europeo si limiti ad applicare il principio di precauzione a questa materia, seguendo e non forzando lo studio e il dibattito scientifico. Si investano piuttosto i soldi europei su quei progetti che sono condivisi - le ricerche sulle cellule staminali adulte - e che offrono di fatto le uniche possibilita' credibili di successo nella lotta contro le malattie ad oggi incurabili'.
"Vita, famiglia ed educazione sono i punti definiti da Benedetto XVI non negoziabili per i cattolici impegnati in politica". Lo ricorda Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo. "Vita, famiglia ed educazione sono esattamente l'oggetto degli attacchi sconsiderati e malvagi portati a termine dal piu' sciagurato dei governi della storia repubblicana: quello di Romano Prodi. Quello di Prodi, Rutelli, Bindi, Franceschini, Castagnetti, Binetti, Bobba, Fioroni, Baiodossi e tanti altri che hanno venduto l'anima al diavolo pur di assicurarsi uno strapuntino di potere fine a se stesso".
"Facciamo appello alla coscienza e alla ragionevolezza dei ministri dell'Ue, che si incontreranno per decidere se finanziare la sperimentazione sugli embrioni umani. La sua approvazione sarebbe una condanna a morte per migliaia di esseri umani innocenti gia' soggetti fino ad oggi ad un trattamento assurdo". E' quanto si legge nell'appello della comunita' Giovanni XXIII, guidata da don Oreste Benzi. "Dopo essere stati prodotti in laboratorio su commissione come fossero cose, sono stati stoccati, imprigionati nei congelatori e ora li si vuole sacrificare alla ricerca poiche', si dice, non sono piu' impiantabili, cioe' non e' piu' economicamente vantaggioso tentare di trasformarli in un remunerativo figlio in braccio. Si tratta della stessa logica con cui i medici nazisti fecero abominevoli sperimentazioni sugli ebrei nei campi di concentramento su cui operarono ogni sorta di sevizie a vecchi, donne, giovani e persino bambini, col pretesto che si trattava di ebrei gia' condannati a morte. Come tanti furono salvati allora, anche oggi e' ancora possibile e doveroso liberare bambini e bambine allo stato embrionale da questo inumano trattamento restituendo loro la vita attraverso le tante coppie disponibili gia' oggi ad adottarli". La comunita' Giovanni XXIII "ha gia' 20 coppie disponibili a rigenerare nell'amore questi piccoli pronti ad accoglierli anche se malati o diversamente abili poiche' si tratta di uomini e non cose", chiude Don Benzi.
'Cellule staminali, fecondazione assistita, unioni di fatto sono una griglia di temi che merita la costituzione di una commissione parlamentare speciale una volta tanto utile, visto che se ne fanno tante per temi inutili'. Lo afferma in una nota Gianfranco Rotondi, segretario alle Dc. 'Sarebbe il luogo ideale, anche alle luce della decisione adottata oggi dalla Ue per discutere serenamente e senza steccati tra laici e cattolici. Vista la piega che stanno prendendo le tematiche su etica e scienza, e' opportuno approdare a questa soluzione'.
'La questione della ricerca scientifica richiede ragionamenti seri e non compromessi purchessia!': cosi', in una dichiarazione congiunta, Carlo Flamigni, Giorgio Bogi, Luciana Sbarbati, Roberto Barontini, Paolo Bagnoli, Massimo Pacetti. 'L'intrico di norme e reazioni sulla questione della ricerca scientifica sulle cellule staminali sta disorientando la pubblica opinione. Il confronto ed il dialogo devono essere condotti da posizioni chiare. La nostra cultura democratica e laica ci richiede di rifiutare che concezioni etiche di parte diventino vincolanti per tutti mediante norma. Una mediazione non e' rifiutabile in se' ma e' purtroppo accaduto che al senato in una mozione con intenzioni mediatorie si facesse riferimento ad una fase della conservazione nella quale gli embrioni non fossero piu' trasferibili e potessero percio' essere destinati alla ricerca: questo costituisce un non senso biologico. La politica non puo' promuovere compromessi pur che sia, la questione e' delicata, seria e pretende sia affrontata con ragionamenti seri'.
Per il quotidiano Avvenire rappresentano solo un segno di 'sfacciata ed esibita ipocrisia', per la loro facile aggirabilita', i limiti posti alle ricerche sulle cellule staminali embrionali dalla decisione adottata dal Consiglio europeo.
'In linea di principio vengono escluse dal finanziamento ricerche non conformi alle leggi nazionali. Ma occorre tenere presente che gli studi sperimentali non conoscono piu' confini. I progetti multicentrici che hanno accesso agli ingenti finanziamenti dei programmi-quadro europei prevedono che una parte della ricerca sia svolta in un determinato paese ed altre in paesi diversi'. Cosi', tenendo conto delle leggi locali, 'una ricerca sulle cellule embrionali cui partecipano, per esempio, ricercatori italiani, spagnoli e britannici potra' venire finanziata, purche' le linee di cellule staminali siano state prodotte in Spagna o nel Regno Unito (dove e' possibile distruggere gli embrioni per scopi di ricerca) e utilizzate in Italia'. Cosi', 'pur non violando formalmente la legge, i ricercatori italiani riceveranno una quota del contributo europeo e potranno condurre i loro esperimenti, che hanno pero' implicato - sia pure a qualche migliaio di chilometri di distanza - la soppressione di embrioni umani da parte dei loro colleghi spagnoli o britannici'.
Come via d'uscita, oltre a 'porre una data limite' per la produzione delle cellule staminali, il giornale della Cei auspica che l'Europa dia attuazione 'all'articolo 2 della Convenzione di Oviedo, firmata da molti suoi rappresentanti, dove si afferma che 'l'interesse ed il bene dell'essere umano debbono prevalere sul solo interesse della societa' e della scienza'.
In un altro editoriale, poi, 'Avvenire' critica duramente le affermazioni del ministro dell'Universita' Fabio Mussi, secondo cui con il compromesso adottato l'Italia rientra 'a pieno titolo nella ricerca europea. Sostenere che l'unica Europa possibile e' quella che soggiace ai ricatti scientisti, che le questioni di coscienza sono destinate a dissolversi, che va bene l'ipocrisia purche' consenta di utilizzare - seppure di traverso - gli embrioni umani per la ricerca, e' un modo per sconcertare l'opinione pubblica, in particolare non tanto quella politicizzata quanto quella piu' sensibile alle ragioni morali'.
La Presidenza della Cei fa appello ai politici italiani e a quanti ancora possono fermare questa 'deriva etica, che riduce l'embrione umano a possibile fornitore di materiale biologico, e chiede che l'Unione Europea in nessun modo agevoli, con propri finanziamenti, questo grave attentato alla dignita' dell'uomo che tradisce il valore fondamentale della vita umana, senza il quale ogni altro valore individuale e sociale perde la propria consistenza'. La critica e' alla decisione del Consiglio dei Ministri dell'Ue di autorizzare 'finanziamenti che agevolano ricerche sulle linee cellulari staminali di origine embrionale, la cui produzione comporta e continuera' a comportare la soppressione di embrioni umani', che i vescovi definiscono 'moralmente inaccettabile. La Conferenza Episcopale Italiana ha da sempre e piu' volte ribadito che ogni ricerca che coinvolge gli embrioni umani si colloca in una inammissibile visione antropologica, che considera l'esistenza umana non come fine, bensi' come mezzo per raggiungere altri scopi, pur nobili, come la cura delle malattie e la stessa conoscenza scientifica'. Secondo i vescovi, infatti, 'la scienza deve servire l'uomo e non servirsi di lui, soprattutto quando egli e' nella condizione della sua massima fragilita', 'Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ricordato che la tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale, rientra tra i principi che non sono negoziabili'.
La Voce repubblicana, il quotidiano del Partito repubblicano italiano, pubblica un'intervista ad ampio raggio al professor Umberto Veronesi, nella quale fra l'altro si legge a proposito della ricerca scientifica che "il settore della ricerca, in special modo quella pubblica, va potenziato. C'e' oscurantismo, non e' maturato un atteggiamento di fiducia, di apertura e, fatto non trascurabile, la Chiesa osteggia la ricerca quando questa attiene alle scienze della vita: cosi', siamo bloccati sul fronte delle cellule staminali o, peggio, per ricorrere alla fecondazione assistita occorre recarsi all'estero. Una diagnosi pre-impianto su un embrione, prima di impiantarlo, puo' evitare un aborto; mi sembra ragionevole e mi pare di non schierarmi affatto contro la vita. Sono contro la vita coloro che indurranno quella coppia a non aver mai figli: chi si azzarderebbe a mettere incinta una donna con il 50 per cento del rischio di perpetuare una malformazione grave? Noi invece siamo in grado di ricorrere a quel 50 per cento di embrioni normali". Per quanto concerne l'abbandono, in Italia, del nucleare, Veronesi ritiene che "il dissennato rifiuto del nucleare" ha portato alla perdita "dell'autorevolezza che era illustre retaggio della nostra scuola. Eppure l'utilizzazione della tecnologia nucleare a scopi pacifici" rappresenta "la prerogativa fondamentale di approvvigionamento energetico in grado di garantire autonomia di sviluppo e rilancio economico". Sulle agrobiotecnologie il professor Veronesi sostiene che "l'uso della genetica e' insostituibile per migliorare il mondo vegetale e l'agricoltura in particolare". Inoltre, sulla sanita', Veronesi dichiara: "In Italia dovremmo rifare tutti gli ospedali o almeno una buona parte: piu' piccoli, dinamici, piu' orientati al paziente. La prima rivoluzione da fare dovrebbe garantire una camera singola a ogni malato che deve poter ricevere i parenti dalla mattina alla sera. Una strada gia' efficacemente sperimentata in Australia e Canada: e' la via che porta ad una qualita' sanitaria eccellente e a basso costo". Insufficiente, secondo Veronesi, l'uso ospedaliero della morfina: "Siamo il Paese che consuma meno morfina al mondo. Oggi per combattere il dolore nel malato grave non c'e' altro che somministrargli la morfina". E inoltre: "Il miglior antidoto all'eutanasia e' curare bene i malati terminali".
'Abbiamo sostenuto nel dibattito parlamentare a Strasburgo e successivamente con il Presidente Prodi la necessita' di sostenere nel campo della ricerca una chiara posizione etica che tuteli l'embrione e quindi faccia della vita, dal concepimento alla morte naturale, un principio non negoziabile'. Lo affermano Iles Braghetto, capo delegazione al Parlamento Europeo, e Carlo Casini, parlamentare europeo, ambedue dell'Udc.
'Per questo abbiamo sostenuto la necessita' che l'Italia, presso il Consiglio Competitivita' dell'UE dovesse far proprio l'emendamento Gargani e confermare la 'minoranza di blocco". Il compromesso raggiunto 'come tutti hanno ammesso da Mussi al Ministro tedesco, e' una grande ipocrisia con una aggravante: non fissando una data limite di produzione di staminali utilizzabili, apre alla distruzione sistematica di embrioni in Europa e al commercio e fornitura di 'materiale umano' dai paesi in cui non esiste alcun limite. Una sorta di mercato nero. L'Udc si impegna a ricercare nel Parlamento Europeo in seconda lettura quelle alleanze che consentano almeno la riproposta dell'emendamento Niebler, che ammetteva l'uso di linee cellulari estratte da embrioni gia' distrutti anteriormente al Dicembre 2003'.
Continua... Il dibattito politico: reazioni in Germania e Austria
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