Sabato 6 giugno 2026
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Il dibattito politico: il Consiglio Ue sta per decidere

U.E.
Notizia ·
Attesa per il varo, da parte del Consiglio competitivita' Ue, del VII Programma quadro europeo per la ricerca, tra le cui voci sono anche compresi i finanziamenti per i progetti relativi alle cellule staminali embrionali. Un appuntamento al quale l'Italia arriva dopo l'approvazione in Senato della mozione unitaria che in pratica delinea la posizione che il nostro Paese sosterra' a livello europeo.
Una mozione di compromesso che ha acceso le polemiche.
- LA MOZIONE UNITARIA, UN COMPROMESSO CHE APRE A RICERCA
La mozione da' il mandato al governo per portare la posizione dell'Italia al Consiglio europeo sulla competitivita' che dovra' varare il VII programma quadro, vale a dire il piano pluriennale di finanziamento alla ricerca scientifica e tecnologica europea.
Il Programma e' stato gia' approvato dal Parlamento europeo in una versione che prevede anche il finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali. La mozione concordata dall'Unione impegna il governo 'a sostenere sotto il profilo finanziario, in sede di Consiglio Ue competitivita', ricerche che non implichino la distruzione di embrioni, e quindi la valorizzazione della ricerca sulle staminali adulte, comprese le cordonali', vale a dire quelle su cui sono piu' attivi gli scienziati italiani. Il governo e' pero' anche impegnato a 'promuovere la ricerca scientifica tesa a individuare la possibile produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni e a verificare la possibilita' di ricerca su embrioni crioconservati non impiantabili'.
- IL NODO DELL'EMENDAMENTO NIEBLER E DELLA 'CUT-OFF DATE'
'E' probabile che nel Consiglio europeo - ha annunciato Mussi in Senato - venga avanzata una ulteriore interessante proposta, sulla base dell'emendamento Niebler bocciato per pochi voti al Parlamento Europeo, relativa ad una data (cut-off date) oltre la quale si conviene che gli embrioni non siano piu' impiantabili, e dunque si possa consentire la ricerca su tali cellule destinate comunque alla distruzione'.

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Stephen Hawking, forse il piu' celebre scienziato mondiale, bloccato da una malattia degenerativa dei neuroni motori su una sedia a rotelle e capace di parlare solo via computer, ha attaccato duramente quelle che definisce 'forze reazionarie' che in America e nell'Ue tentano di bloccare le ricerche sulle cellule staminali embrionali. Hawking, in una dichiarazione al quotidiano Independent, critica il presidente Usa George Bush e quei governi europei che vogliono fermare i finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali tratte da embrioni umani, una ricerca che promette di generare cure per malattie oggi incurabili.
'Sono fortemente contrario al tentativo di proibire il finanziamento alla ricerca sulle staminali da parte dell'Ue - afferma il professore di matematica a Cambridge, la stessa cattedra che fu di Isaac Newton nel 1663 - L'Europa non dovrebbe seguire la guida reazionaria del presidente Bush, che ha di recente posto il veto da una legge passata dal Congresso e sostenuta dalla maggioranza del popolo americano che avrebbe consentito finanziamenti federali per le ricerche sulle cellule staminali'.
'Questa ricerca e' la chiave per sviluppare cure per malattie degenerative come il morbo di Parkinson e quella che colpisce i neuroni motori, dalla quale siamo stati colpiti io e molti altri'. Le cellule staminali possono trasformarsi in qualsiasi tessuto umano; gli scienziati sperano di usare cellule da embrioni risultanti da trattamenti di fecondazione in vitro e non utilizzati per crescere tessuti umani in grado di rimpiazzare quelli malati o difettosi.
Bush e la chiesa cattolica affermano che gli embrioni sono potenziali vite umane, e che e' quindi e' immorale distruggerli per ottenere le cellule staminali. Ma Hawking respinge questa visione, affermando che impedire di prendere cellule da embrioni umani e' come rifiutare l'uso di organi donati da persone morte: 'Il fatto che le cellule possano venire dagli embrioni non e' un'obiezione valida, perche' quegli embrioni moriranno comunque. E' moralmente equivalente a prelevare il cuore da una vittima di un incidente stradale'. L'intervento di Hawking cade in coincidenza con il dibattito Ue, con alcuni paesi che non vorrebbero consentirlo. Contro la posizione Usa si e' espresso anche Lord Rees of Ludlow, presidente dell'accademia delle scienze britannica, la Royal Society: 'Gli Stati Uniti hanno scelto di stare nella corsia lenta per la ricerca sulle staminali, rallentando la corsa globale per lo sviluppo di terapie di cui potrebbero beneficiare milioni di persone. Ora sembra che alcuni paesi vogliano forzare anche l'Ue a prendere quella corsia'.

L'Avvenire si appella al Governo Prodi che, in sede di Consiglio Europeo, dovra' pronunciarsi sulla ricerca sulle staminali. 'Siamo a un bivio" afferma il quotidiano dei vescovi in un editoriale intitolato: 'il Governo scelga la vita'. Secondo il giornale all'esecutivo italiano spetta una responsabilita' 'che il mandato parlamentare ricevuto, proprio per le sue zone d'ombra, rende paradossalmente piu' gravoso'. La speranza della Chiesa e' che per una volta tanto non si ragioni 'col paraocchi'.
Da una parte, si legge, il Governo potrebbe 'camminare sicuro, seguendo con limpida coerenza il percorso indicato dalle leggi della Repubblica e da un imperativo morale che precede ogni legge', vale a dire 'l'insopprimibile dignita' di ogni vita umana, dal primo inizio alla fine naturale'. Oppure, scrive l'Avvenire, potrebbe 'scivolare lungo il versante oscuro del crinale: consentendo che si giochi sulla vita e con la vita, dimostrando di avere giocato a sua volta, in Parlamento con le parole'.
L'Avvenire guarda con preoccupazione la crescita 'delle potenti centrali private che hanno dato impulso alle ricerche sulle cellule staminali embrionali' e che ora si trovano a gestire una serie di fallimenti e bilanci in rosso, 'al contrario delle sperimentazioni sulle cellule staminali adulte e da cordone ombelicale'. 'E cosi' nella Ue come negli Usa si sono scatenate campagne lobbistiche che puntano scopertamente a scaricare sui bilanci pubblici i costi di una attivita' sterile di risultati e produttrice di infiniti e sempre piu' avvertiti problemi etico sociali'.

Il Partito radicale transnazionale e l'Associazione Luca Coscioni hanno indetto una manifestazione per la liberta' di ricerca di fronte al palazzo del Consiglio dell'Unione europea di Bruxelles, dove si svolgera' il Consiglio Competitivita' in cui i ministri europei saranno chiamati ad approvare il settimo programma quadro per la ricerca scientifica per il periodo 2007-2013.
Alla protesta, guidata dall'europarlamentare della Rosa nel Pugno e segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, parteciperanno "rappresentanti politici, delle associazioni dei malati e dei ricercatori tra gli oltre 2000 che hanno gia' firmato l'appello per la liberta' di ricerca su www.freedomofresearch.org, sottoscritto anche da 10 premi nobel".
Al Consiglio Europeo il nostro Governo arriva con una posizione nuova, piu' aperta per cui puo' e deve contribuire ad un compromesso il piu' vicino possibile al Sesto Programma che consentiva l'uso di embrioni sovrannumerari per la ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Sostiene Marco Cappato. Il Governo dispone dopo la Mozione approvata al Senato di 'un margine' piu' ampio rispetto al precedente Governo che aveva firmato la dichiarazione 'etica' contro qualsiasi utilizzo degli embrioni, firma ritirata dal Ministro Mussi. "Il Governo italiano puo' e deve contribuire ad un compromesso che sia il piu' vicino possibile al testo, gia' approvato da Commissione e Parlamento Europeo, che autorizza il finanziamento dei progetti di ricerca sulle cellule staminali".

Quali indicazioni ha fornito Prodi al ministro Mussi per esprimere la decisione italiana al Consiglio sulla Competitivita' che poteva impedire il finanziamento alle ricerche sulle cellule staminali embrionali?
Quali provvedimenti intende adottare a seguito della posizione espressa dal Ministro stesso?'. Sono le questioni che Luca Volonte', capogruppo dell'Udc alla Camera, rivolgera' durante il question time, al presidente del Consiglio Romano Prodi.
'L'Intergruppo parlamentare Persona e Bene Comune composto da diverse centinaia di deputati e senatori di entrambi gli schieramenti, dopo pochi giorni ha fatto appello a Lei affinche' garantisse 'il voto contrario dell'Italia al finanziamento del VII Programma Quadro di ricerche che implichino la distruzione di embrioni umani, in coerenza con la legge 40 e la volonta' popolare'. L'11 luglio diversi parlamentari italiani di entrambi gli schieramenti hanno invitato il presidente del Consiglio al voto contrario nei confronti di ricerche che implichino la distruzione di embrioni umani'.
'Il 19 luglio la Mozione Buttiglione e altri, presentata al Senato, che chiedeva il divieto di ogni appoggio italiano alle ricerche embrionali finanziate dall'Unione Europea, non e' stata approvata a causa di 9 astensioni (147 voti favorevoli, 139 contrari). Lo stesso giorno la Mozione Finocchiaro e altri e' stata approvata con 1 voto di scarto (152 favorevoli, 150 contrari e 1 astenuto), e impegnava il Governo al comma 1: '...a sostenere le ricerche che non implicassero la distruzione di embrioni umani...'.
'I ministri Emma Bonino e Fabio Mussi, hanno sostenuto un'interpretazione molto personale e libera dell'atto di indirizzo rinvenendo nella mozione le stesse posizioni sostenute durante il referendum per l'abrogazione della legge 40. Alcuni firmatari della Mozione Finocchiaro, al contrario, hanno sostenuto che l'atto di indirizzo fosse ispirato dal principio dell'inviolabilita' assoluta dell'embrione e quindi di ricerche che ne implichino la distruzione'.
'La legge italiana n.40/2004 tutela la dignita' umana fin dal concepimento e sanziona penalmente la distruzione di embrioni umani a fini di ricerca. La volonta' popolare, in occasione del referendum svoltosi lo scorso anno, ha confermato la legge e i principi ivi contenuti. Non esiste al mondo nessun protocollo medico, ne' studio scientifico che abbia portato finora a risultati positivi nella ricerca sulle cellule staminali embrionali mentre e' noto che tale ricerca implica la morte certa dell'embrione umano', conclude l'esponente dell'Udc.

Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha rassicurato i senatori cattolici della Margherita che la posizione del Governo italiano e' "la tutela della vita" e dell'embrione nella ricerca dell'Unione europea: lo rende noto la senatrice Paola Binetti.

Due cose sono scientificamente certe: la gravidanza c'e' con l'impianto al 14esimo giorno nell'utero della donna; la persona c'e' alla nascita. Dopodiche' stabilire la cut off date vuol dire fare il funerale agli embrioni crioconservati. E' quanto sostiene il ginecologo del Sant'Anna di Torino dove si e' sperimentata la pillola abortiva RU486, Silvio Viale che definisce "ipocrita" la fissazione della 'cut off date', di un termine ultimo entro si conviene possibile l'utilizzo degli embrioni crioconservati e ormai non piu' impiantabili, contenuta nella mozione dell'Unione che il Ministro della Ricerca, Fabio Mussi sosterra' alla riunione del Consiglio Europeo. "Dopo aver fissato il limite, si fa il funerale a quegli embrioni. E' un assurdo scientifico impedire l'utilizzo degli embrioni pre-impianto crioconservati senza la donna e prima del 14esimo non c'e' gravidanza che inizia solo con l'impianto nell'utero: prima di tale evento, l'impianto, siamo in presenza di materiale biologico e basta che, a volte, per diversi motivi, va perso e puo' esser usato per fare ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali". Per cui dopo il 14esimo giorno inizia la gravidanza e quindi il processo di sviluppo: dallo zigote al feto, al nato. "Ci vuole la nascita per parlare di persona". E' solo allora che c'e' il respiro, il vagito, ed il cervello si attiva facendo funzionare l'intero organismo. "Al di fuori di queste chiare inoppugnabili evidenze scientifiche, c'e' un 'valzer' di parole e concetti pretestuosi che creano problemi a non finire e che servono a giustificare un opportunismo politico che ha alla base la subordinazione della politica ad una morale di parte, quella cattolica".

L'embrione? E', scientificamente provato, una cosa, per avere l'individuo, la persona ci vuole la nascita: a Andrea Ranieri dico due cose: le cellule staminali embrionali non sono embrioni, la scienza vuole far ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali utilizzando i 31 mila embrioni congelati e destinati a morte certa. A parlare e' il ginecologo e pioniere della provetta Carlo Flamigni alla vigilia del Consiglio Europeo di Bruxelles chiamato a decidere nell'ambito del 7o Programma Quadro Europeo. A Ranieri che in un'intervista a 'l'Unita' ribadisce gli apprezzamenti alla mozione dell'Unione e avverte i rischi di una 'politicizzazione della scienza' come di una 'scientificizzazione della politica', Flamigni replica. "Sono aperto al dialogo e alla discussione partendo da una premessa fondamentale: quale morale stabilisce le regole della scienza se e' la morale religiosa e cattolica, il dialogo non inizia neppure, se invece e' quella della scienza, il buon senso comune, allora il dialogo e la discussione possono avviarsi". Perche', appunto, la scienza ha le sue regole che nulla hanno a che fare con la religione e con quanto scrive 'l'Avvenire': un imperativo morale precede ogni legge e cioe' l'insopprimibile dignita' di ogni vita umana, dal primo inizio alla fine naturale.
"Basta con le ipocrisie: l'unica possibilita' che abbiamo di far ricerca e sperimentazione sulle embrionali e' utilizzare gli embrioni crioconservati e destinati a morte sicura. Non ha alcun senso per questi embrioni la cut off date, una data entro cui si possono usare: una volta scongelati muoiono, non sono trasferibili e quindi non utilizzabili". La ricerca, insomma, come ammonisce Elena Cattaneo, il direttore del Laboratorio di Biologia sulle Cellule Staminali dell'Universita' di Milano, "deve essere lontana da comportamenti addomesticati: non esiste nessuna ricerca se a comando o secondo convenienze economiche o religiose". E la Cattaneo aggiunge, "e' un assurdo scientifico dichiarare 'a priori': escludo la ricerca sulle staminali embrionali che sono un insostituibile strumento di conoscenza per capire come noi ci formiamo, come e perche' ci ammaliamo". Conclude la brillante ricercatrice italiana che opera tanto sulle adulte che le embrionali: "le staminali embrionali contengono la chiave per capire cosa succede quando qualcosa va e perche' si hanno malattie permettendoci in prospettiva di alleviare le sofferenza umane".

Oltre che inutili e non risolutivi, i compromessi sulla ricerca e sperimentazione delle cellule staminali embrionali, sono anche dannosi perche' si rischia di mettere tempo, risorse ed energie per creare filoni di ricerca che non portano da nessuna parte. Cosi' Luca Gianaroli, direttore scientifico della Societa' Italiana di Riproduzione, parla del 'compromesso' contenuto nella Mozione dell'Unione sulla spinosa materia. "Sono d'accordo con Boncinelli, anzi aggiungo che quel compromesso e' dannoso", nota Gianaroli ed osserva "sono d'accordo con Flamigni quando parla di compromesso stupido: il trapianto d'organo si fa quando ancora la persona e' ancora viva, non si riesuma il cadavere e lo stesso vale per l'embrione: se non e' impiantabile e' morto e si butta, quindi se di utilizza e' da vivo e basta". Ma l'embrione e' persona? "Assolutamente no", taglia corto Gianaroli dicendosi d'accordo ancora con Boncinelli e anche con Flamigni per il quale "l'embrione e' cosa: per avere la persona ci vuole la nascita".

Sulla possibilita' che l'Unione Europea finanzi la ricerca sulle cellule staminali, viene 'un si' ma con distinguo' dal ministro dell'Universita' e Ricerca, Fabio Mussi, a Bruxelles per la riunione del Consiglio dei ministri della Competitivita' dell'Ue.
"L'Italia riconosce l'urgenza di partecipare in maniera costruttiva ai lavori odierni siamo pronti ad adottare il programma quadro di ricerca", nel quale la presidenza apre alla prospettiva di finanziare progetti di ricerca sulle cellule embrionali. Il Ministro ha tuttavia aggiunto: "l'Italia vuole un nuovo accordo che tenga conto di diversi punti di vista, ed e' favorevole ad un'ulteriore compromesso nel quale si dica che questi progetti non devono implicare la distruzione dell'embrione".
E' questo il compromesso raggiunto dalla maggioranza nella risoluzione adottata in Senato il 19 luglio, e ricordata dallo stesso ministro il quale poi ha sottolineato la necessita' "di approfondire le conoscenze in materia di ricerca sugli embrioni crioconservati (congelati)". Tutto cio' nella prospettiva "della revisione a medio termine del programma quadro".
"Mi sembra ci siano margini di flessibilita' per trovare una soluzione", ha osservato Mussi che si e' detto "pronto a valutare la proposta tedesca". Annette Schavan, ministro della Ricerca della Germania, aveva in effetti chiesto di aggiungere "una dichiarazione sul fatto che la ricerca sulle cellule staminali non puo' essere finanziata dall'Unione europea. Per noi e' inconcepibile che gli incentivi comunitari finanzino la distruzione di embrioni".
Tra i favorevoli invece a finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali, il Ministro della Ricerca Scientifica della Gran Bretagna, Lord Sainsbury of Turville, il quale ha ricordato "tutti i vantaggi terapeutici importantissimi che potranno derivare dalla ricerca sulle cellule embrionali". Il Ministro inglese ha espresso tutto il rispetto per i paesi che vogliono escludere questi finanziamenti, ma anche "il proprio disaccordo" ricordando che "la proposta tedesca potrebbe limitare di molto la ricerca in campo medico".
Tra i paesi contrari all'uso delle cellule staminali embrionali e lo finanziamento, la Polonia: "e' inammissibile qualsiasi violazione delle regole etiche - ha detto il Ministro polacco, Michal Sewerynski - fondamentali ed e' inaccettabile l'idea che si finanzi questo tipo di progetti con fondi comunitari". Sewerynski non ha esitato ad annunciare il proprio no aggiungendo: "vogliamo che la nostra posizione sia molto chiara".
Ma "ogni decisione e' prematura", ha aggiunto l'austriaca Elisabeth Gehrer che nel suo intervento si e' chiesta "se si e' disposti a distruggere 300-400 embrioni". E la sua risposta e' stata negativa: i 300-400 embrioni non vanno distrutti. "La ricerca sulle cellule staminali adulte ha dato dei risultati concreti, quella sulle cellule embrionali non ancora".
Non c'e' piu' invece la Slovenia a causa del cambio di maggioranza uscito dalle nuove elezioni. Questo rende di vitale importanza la posizione italiana nel sussistere di una 'minoranza di blocco' contro il compromesso della presidenza.
Nel tentativo di trovare una soluzione, il presidente di turno, il finlandese Mauri Pekkarinen, ha suggerito di trasformare le varie proposte in dichiarazioni da iscrivere a verbale e chiesto al commissario europeo alla ricerca, Janez Potocnik, di preparare a tal fine un testo scritto. La discussione e' andata avanti in una riunione del Consiglio a porte chiuse.
In seguito una nuova proposta di compromesso e' stata presentata. Il presidente di turno, il finlandese Mauri Ekkarinen, ha proposto ai ministri Ue della ricerca una nuova formulazione che escluderebbe il finanziamento di progetti di ricerca che comportano la distruzione di embrioni per la produzione di cellule staminali, ma non le 'fasi successive' della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
'La Commissione europea - si legge nella nuova formula - non presentera' al comitato Ue (che seleziona le attivita' da sottoporre a finanziamento) proposte per progetti di ricerca che comportino la distruzione di embrioni umani, anche per la produzione di cellule staminali.
L'esclusione dei finanziamenti per tali progetti non impedira' il finanziamento comunitario per le fasi successive della ricerca che includano cellule staminali provenienti da embrioni umani'.
L'Italia non si e' ancora pronunciata su quest'ultima versione di compromesso e la presidenza ha accordato una pausa. A favore ci sono gia' pronunciate Irlanda e Lussemburgo.

Per il ministro alla Ricerca l'embrione e' come "uno yogurt": con queste parole i senatori Alfredo Mantovano (Alleanza Nazionale) e Gaetano Quagliariello (Forza Italia) criticano le dichiarazioni rilasciate da Fabio Mussi. "Dopo le posizioni prese stamani dal ministro Mussi i sedicenti 'cattolici della Margherita' hanno una grossa difficolta': quella di ammettere che il quadro sarebbe stato diverso se almeno uno di loro mercoledi' scorso avesse votato al Senato la mozione del centrodestra". Secondo Mantovano e Quagliariello, la mozione con cui la maggioranza di Palazzo Madama ha dato mandato a Mussi "aveva un solo obiettivo: lasciare mano libera, come e' in concreto avvenuto, a un governo che gia' aveva fatto venire meno la minoranza di blocco, in questo modo superando la legge 40 e il referendum che l'ha confermata. Oggi Mussi non solo non dice nulla di preciso sul punto, ma rilancia, ipotizzando un accordo europeo teso a stabilire a partire da quale termine un embrione possa essere manipolato". Facendo poi riferimento ad un articolo scritto sul Corriere della Sera dal ministro alle Politiche comunitarie, Mantovano e Quaglieriello concludono: "Se la Bonino parificava l'embrione a una merce (che deve circolare liberamente, in base ai principi cardine dell'Ue), oggi Mussi lo equipara a uno yogurt: si stampa una data di scadenza sulla confezione, senza che sia stato ancora individuato alcun criterio scientifico sui limiti temporali di impiantabilita', ed e' risolto ogni problema!".

'Mussi e' come Giano Bifronte. Al Consiglio d'Europa ha avanzato la proposta di un compromesso, per cui da un lato chiede che l'Europa non finanzi ricerche che provochino distruzioni di embrioni, e dall'altro dice un si' chiaro all'utilizzo della ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili'. Lo afferma Domenico di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali alla Camera e responsabile nazionale del Dipartimento di Bioetica del partito.
'L'esponente dell'Unione, cosi' facendo mostra chiaramente di non conoscere in nessun modo che non esiste al mondo un criterio scientifico oggettivo che ci possa dire quando un embrione non sia impiantabile perche' per affermare cio' occorre comunque scongelare gli embrioni e quindi, qualsiasi tentativo di decifrarne la vitalita' ne causerebbe la distruzione. Cosi' facendo si rischia solamente di avallare pratiche contrarie al rispetto della vita umana. Sui valori cosi' pressanti e significativi non ci si puo' chinare ad alcun compromesso. Mai'.

Continua...Il dibattito politico: l'Europa approva (1)
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