Il dibattito politico: reazioni in Germania e Austria
Segue da Il dibattito politico: l'Europa approva (2)
In Germania
L'accordo, raggiunto il 24 luglio dal Consiglio Europeo sulla ricerca con le cellule staminali embrionali umane, vieta il finanziamento di progetti che comportino la distruzione dell'embrione, ma consente di sperimentare su linee cellulari gia' esistenti.
I liberali della FDP e i ricercatori plaudono alla decisione e chiedono la modifica della legge nazionale, piu' restrittiva.
Del tutto opposto l'atteggiamento delle due grandi Chiese, la cattolica e la protestante. "Con i soldi dei contribuenti tedeschi si autorizza una ricerca che e' vietata dalla legge vigente e che prevede la distruzione della vita umana", sottolinea la Conferenza episcopale. Secondo il presidente della Chiesa evangelica, Wolfgang Huber, e' una delibera che si presta ad incentivare i finanziamenti per ricerche che presuppongono la distruzione di embrioni umani; serve percio' una precisazione aggiuntiva della Commissione Europea sulla tutela dell'embrione, sollecitata dalla stessa Germania.
Per la responsabile delle politiche familiari Maria Eichhorn (CSU), la ministra della Ricerca, Annette Schavan (CDU), ha "raggiunto una migliore tutela della vita"; ora bisognera' vigilare affinche' gli accordi siano rispettati.
Inizialmente la Germania voleva vincolare il testo del Programma al divieto di finanziare progetti che distruggessero gli embrioni. Ma quel piano e' fallito e alla fine c'e' stato il via libera al VII Programma quadro sulla ricerca 2007-2013, che stanzia 54 miliardi di euro, ed e' pronto per il passaggio parlamentare.
Il gruppo dei Verdi stigmatizza la decisione e parla di "contraccolpo per l'etica e la dignita' umana in Europa". Le limitazioni della legge in vigore non ha impedito, finora, di fare ricerca, ne' lo impedirebbe in futuro, secondo il responsabile per la biotecnologia Reinhard Loske.
Soddisfatte la ministra Schavan e la presidente del Comitato Etico Nazionale, Kristina Weber-Hassemer, mentre il gruppo liberale al Bundestag valuta l'accordo un successo per coloro che sperano nelle terapie ottenute da ricerche con cellule staminali embrionali. Ora bisogna modificare la legge, spiega la portavoce Ulrike Flach. Il partito FDP presentera' ancora quest'anno una richiesta per abrogare la regola della data, quella che autorizza i ricercatori tedeschi ad utilizzare cellule staminali embrionali umane eccedenti dalla fecondazione assistita e provenienti dall'estero, ma solo entro il primo gennaio 2002.
Andreas Pinkwart (FDP), responsabile della ricerca del Nordrhein-Westfalen, si duole che i ricercatori tedeschi siano punibili qualora partecipino a progetti che impiegano cellule staminali piu' recenti di quelle previste dall'ordinamento nazionale. "In questo modo ci giochiamo delle opportunita' e rinunciamo a collocarci in posizione centrale nel panorama futuro". Anche il presidente dell'Istituto Max-Planck, Peter Gruss, chiede leggi piu' liberali per i ricercatori. Il compromesso Ue dovrebbe essere applicato anche in Germania: le cellule attualmente disponibili sono "sporcate" da cellule animali e quindi non sono utilizzabili per la terapia clinica umana.
In Austria reperire cellule staminali da embrioni soprannumerari e' proibito dalla legge che regola la fecondazione assistita. Gli embrioni eccedenti devono essere distrutti dopo un anno, e non possono essere dati in adozione; sono invece consentite importazione e ricerca su cellule staminali embrionali gia' esistenti. Alla luce dell'accordo raggiunto dal Consiglio Europeo sul finanziamento della ricerca con le staminali, nel Paese ci s'interroga su quale debba essere il destino degli embrioni in sovrappiu'. Disfarsene? Fare ricerca? Autorizzare la loro adozione? Quest'ultima idea raccoglie il favore di Johannes Huber, ginecologo e teologo: eticamente parlando e' preferibile che siano adottati anziche' dati alla scienza. Tuttavia, Huber non e' totalmente contrario alla ricerca; pensa solo che se nell'Ue non si discute di adozione dell'embrione e' per non intralciare la scienza che da queste sperimentazioni si ripromette e promette traguardi oggi sopravvalutati. Kurt Gruenewald, portavoce per la politica sanitaria dei Verdi, ha questa posizione: "Abbiamo sempre privilegiato le cellule staminali adulte; purtroppo la speranza che fornissero le stesse possibilita' delle embrionali e' molto scemata negli ultimi anni. Percio' ora i Verdi sono d'accordo che la ricerca con le cellule staminali da embrioni soprannumerari sia in via di principio autorizzata, anche se regole precise dovranno impedire la produzione di embrioni unicamente per la ricerca". In merito all'adozione, Gruenewald e' possibilista, ma sottolinea che non si devono trascurare i problemi etici collegati.
Cosa ne pensano i filosofi? Per Matthias Beck dell'Universita' di Vienna, da un punto di vista etico, l'adozione e' superiore all'uso delle cellule a scopo scientifico. "Anche l'embrione ha una dignita' e quindi, se partiamo da Kant, esso e' soggetto a una doppia protezione: da un lato, al diritto alla vita e, dall'altro, al divieto di una sua totale strumentalizzazione. Dove la strumentalizzazione rappresenterebbe la peggiore ferita alla dignita'. Se, infatti, il divieto di uccidere prevede delle eccezioni, ad esempio la legittima difesa, per la strumentalizzazione non ci sono deroghe, tant'e' che anche la tortura e' bandita in modo tassativo. La variante dell'adozione e' percio' senz'altro la soluzione migliore, quella che rispetta la dignita' dell'embrione". Ma il teologo evangelico Ulrich Koertner e' di tutt'altro avviso. "Sono contrario all'adozione. Gia' il termine e' fuorviante. Sono solo i bambini gia' nati a poter essere adottati; soltanto loro godono della piena tutela dello Stato. Che un embrione in vitro non abbia necessariamente il diritto alla vita lo si evince dal fatto stesso che la legge non costringe la mamma biologica a portare a termine la gravidanza per tutti gli embrioni da lei prodotti". Koertner ritiene che la ricerca con le cellule staminali embrionali sia eticamente sostenibile. "Naturalmente ci vorrebbe una legge di tutela dell'embrione, simile a quelle tedesca. La ricerca dovrebbe poi essere finanziata con denaro pubblico; solo cosi' si possono avere controlli efficaci".
Un rifiuto categorico arriva invece dalle facolta' cattoliche teologiche. Parlano di "persone embrionali", la cui distruzione e' assolutamente inaccettabile. Ma Koertner ravvisa una debolezza nelle posizioni cattoliche. "Si suggerisce che l'ovulo fecondato -oltre tutto fertilizzato in vitro- debba essere trattato, anche fuori dal corpo materno, come se possedesse il potenziale per diventare un individuo umano. Non si tiene conto che gia' in natura, il 70% degli ovuli fecondati non danno luogo a una nascita; molti muoiono prima di annidarsi nell'utero, e a nessuno verrebbe in mente di considerarla mortalita' infantile".
In Germania
L'accordo, raggiunto il 24 luglio dal Consiglio Europeo sulla ricerca con le cellule staminali embrionali umane, vieta il finanziamento di progetti che comportino la distruzione dell'embrione, ma consente di sperimentare su linee cellulari gia' esistenti.
I liberali della FDP e i ricercatori plaudono alla decisione e chiedono la modifica della legge nazionale, piu' restrittiva.
Del tutto opposto l'atteggiamento delle due grandi Chiese, la cattolica e la protestante. "Con i soldi dei contribuenti tedeschi si autorizza una ricerca che e' vietata dalla legge vigente e che prevede la distruzione della vita umana", sottolinea la Conferenza episcopale. Secondo il presidente della Chiesa evangelica, Wolfgang Huber, e' una delibera che si presta ad incentivare i finanziamenti per ricerche che presuppongono la distruzione di embrioni umani; serve percio' una precisazione aggiuntiva della Commissione Europea sulla tutela dell'embrione, sollecitata dalla stessa Germania.
Per la responsabile delle politiche familiari Maria Eichhorn (CSU), la ministra della Ricerca, Annette Schavan (CDU), ha "raggiunto una migliore tutela della vita"; ora bisognera' vigilare affinche' gli accordi siano rispettati.
Inizialmente la Germania voleva vincolare il testo del Programma al divieto di finanziare progetti che distruggessero gli embrioni. Ma quel piano e' fallito e alla fine c'e' stato il via libera al VII Programma quadro sulla ricerca 2007-2013, che stanzia 54 miliardi di euro, ed e' pronto per il passaggio parlamentare.
Il gruppo dei Verdi stigmatizza la decisione e parla di "contraccolpo per l'etica e la dignita' umana in Europa". Le limitazioni della legge in vigore non ha impedito, finora, di fare ricerca, ne' lo impedirebbe in futuro, secondo il responsabile per la biotecnologia Reinhard Loske.
Soddisfatte la ministra Schavan e la presidente del Comitato Etico Nazionale, Kristina Weber-Hassemer, mentre il gruppo liberale al Bundestag valuta l'accordo un successo per coloro che sperano nelle terapie ottenute da ricerche con cellule staminali embrionali. Ora bisogna modificare la legge, spiega la portavoce Ulrike Flach. Il partito FDP presentera' ancora quest'anno una richiesta per abrogare la regola della data, quella che autorizza i ricercatori tedeschi ad utilizzare cellule staminali embrionali umane eccedenti dalla fecondazione assistita e provenienti dall'estero, ma solo entro il primo gennaio 2002.
Andreas Pinkwart (FDP), responsabile della ricerca del Nordrhein-Westfalen, si duole che i ricercatori tedeschi siano punibili qualora partecipino a progetti che impiegano cellule staminali piu' recenti di quelle previste dall'ordinamento nazionale. "In questo modo ci giochiamo delle opportunita' e rinunciamo a collocarci in posizione centrale nel panorama futuro". Anche il presidente dell'Istituto Max-Planck, Peter Gruss, chiede leggi piu' liberali per i ricercatori. Il compromesso Ue dovrebbe essere applicato anche in Germania: le cellule attualmente disponibili sono "sporcate" da cellule animali e quindi non sono utilizzabili per la terapia clinica umana.
In Austria reperire cellule staminali da embrioni soprannumerari e' proibito dalla legge che regola la fecondazione assistita. Gli embrioni eccedenti devono essere distrutti dopo un anno, e non possono essere dati in adozione; sono invece consentite importazione e ricerca su cellule staminali embrionali gia' esistenti. Alla luce dell'accordo raggiunto dal Consiglio Europeo sul finanziamento della ricerca con le staminali, nel Paese ci s'interroga su quale debba essere il destino degli embrioni in sovrappiu'. Disfarsene? Fare ricerca? Autorizzare la loro adozione? Quest'ultima idea raccoglie il favore di Johannes Huber, ginecologo e teologo: eticamente parlando e' preferibile che siano adottati anziche' dati alla scienza. Tuttavia, Huber non e' totalmente contrario alla ricerca; pensa solo che se nell'Ue non si discute di adozione dell'embrione e' per non intralciare la scienza che da queste sperimentazioni si ripromette e promette traguardi oggi sopravvalutati. Kurt Gruenewald, portavoce per la politica sanitaria dei Verdi, ha questa posizione: "Abbiamo sempre privilegiato le cellule staminali adulte; purtroppo la speranza che fornissero le stesse possibilita' delle embrionali e' molto scemata negli ultimi anni. Percio' ora i Verdi sono d'accordo che la ricerca con le cellule staminali da embrioni soprannumerari sia in via di principio autorizzata, anche se regole precise dovranno impedire la produzione di embrioni unicamente per la ricerca". In merito all'adozione, Gruenewald e' possibilista, ma sottolinea che non si devono trascurare i problemi etici collegati.
Cosa ne pensano i filosofi? Per Matthias Beck dell'Universita' di Vienna, da un punto di vista etico, l'adozione e' superiore all'uso delle cellule a scopo scientifico. "Anche l'embrione ha una dignita' e quindi, se partiamo da Kant, esso e' soggetto a una doppia protezione: da un lato, al diritto alla vita e, dall'altro, al divieto di una sua totale strumentalizzazione. Dove la strumentalizzazione rappresenterebbe la peggiore ferita alla dignita'. Se, infatti, il divieto di uccidere prevede delle eccezioni, ad esempio la legittima difesa, per la strumentalizzazione non ci sono deroghe, tant'e' che anche la tortura e' bandita in modo tassativo. La variante dell'adozione e' percio' senz'altro la soluzione migliore, quella che rispetta la dignita' dell'embrione". Ma il teologo evangelico Ulrich Koertner e' di tutt'altro avviso. "Sono contrario all'adozione. Gia' il termine e' fuorviante. Sono solo i bambini gia' nati a poter essere adottati; soltanto loro godono della piena tutela dello Stato. Che un embrione in vitro non abbia necessariamente il diritto alla vita lo si evince dal fatto stesso che la legge non costringe la mamma biologica a portare a termine la gravidanza per tutti gli embrioni da lei prodotti". Koertner ritiene che la ricerca con le cellule staminali embrionali sia eticamente sostenibile. "Naturalmente ci vorrebbe una legge di tutela dell'embrione, simile a quelle tedesca. La ricerca dovrebbe poi essere finanziata con denaro pubblico; solo cosi' si possono avere controlli efficaci".
Un rifiuto categorico arriva invece dalle facolta' cattoliche teologiche. Parlano di "persone embrionali", la cui distruzione e' assolutamente inaccettabile. Ma Koertner ravvisa una debolezza nelle posizioni cattoliche. "Si suggerisce che l'ovulo fecondato -oltre tutto fertilizzato in vitro- debba essere trattato, anche fuori dal corpo materno, come se possedesse il potenziale per diventare un individuo umano. Non si tiene conto che gia' in natura, il 70% degli ovuli fecondati non danno luogo a una nascita; molti muoiono prima di annidarsi nell'utero, e a nessuno verrebbe in mente di considerarla mortalita' infantile".
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