Il dibattito politico: risoluzione al Senato
Molte le prese di posizione in seguito all'approvazione del Senato della risoluzione sulle staminali lo scorso 19 lulgio ( clicca qui) e in vista del Consiglio Ue.
E' davvero dura la critica che l'Osservatore Romano riserva ai cattolici dell'Unione, rei di aver appoggiato una mozione del centrosinistra sulle staminali che viene definita "uno sfregio alla coerenza e al rispetto del magistero della Chiesa". Gli interessati rimangono quasi ammutoliti e la sola Paola Binetti abbozza un "forse non siamo riusciti a farci capire". Intanto, il ministro per la Ricerca Fabio Mussi scrive al suo omologo tedesco, per annunciargli che appoggera' la proposta di stabilire una data ultima di impiantabilita' per gli embrioni congelati. Come aperitivo dell'attacco dell'Osservatore Romano sono arrivate in mattinata le nuove aspre critiche del quotidiano dei vescovi Avvenire. Riserve riguardanti non solo il contenuto della mozione approvata dal Senato, ma anche la decisione dei cattolici dell'Unione di trovare un accordo all'interno dello schieramento anziche' un intesa trasversale del fronte cattolico. Per il quotidiano si trattava di "convergenza trasversali che risultavano ben motivate e oggettivamente praticabili". Ma questa insistenza ha avvalorato, specie nei cattolici della Margherita, la sensazione che da parte delle gerarchia si persegua un disegno politico che va al di la' del testo della mozione. Che infatti gli interessati difendono, a partire da Paola Binetti, che e' un po' il simbolo dei cattolici sotto tiro.
E a chiarire che non e' solo la Cei ma anche il Vaticano a bocciare la mozione dell'Unione, ci ha pensato nel pomeriggio l'Osservatore Romano: "Non e' accettabile la soluzione trovata nei giorni scorsi in Senato sulla mozione presentata dalla maggioranza. La convergenza su presunti compromessi che dovrebbero rendere accettabili principi che non lo sono tradisce un ossequioso omaggio alle ragioni della politica, in sfregio alla coerenza e al rispetto del magistero della Chiesa". Parole che farebbero tremar le gambe a qualsiasi cattolico oggetto di tali strali.
"Mai e poi mai avrei dato la mia adesione - ha abbozzato la Binetti - ad una posizione che potesse essere considerata un attacco alla vita. Forse non siamo riusciti a spiegarci". E Rosy Bindi difende la sua collega di partito: "Non c'e' nulla da rimproverarle".
Per i cattolici del centrodestra e' facile attaccare i colleghi dell'Unione, e' come sparare sulla Croce Rossa: lo fanno in molti, da Riccardo Pedrizzi e Alfredo Mantovano di An, a Domenico Di Virgilio di Fi. Ma non ci sono le asprezze di ieri, ed anzi Luca Volonte' difende la buona fede di Binetti.
Forse temendo di rompere definitivamente i ponti con i cattolici della Margherita, forieri di possibili altre intese. Antonio Palmieri, di Forza Italia, si appella a Prodi che, in qualita' di capo del governo, faccia "applicare" il dettato della mozione secondo l'interpretazione suggerita dalla Binetti.
Stamani il ministro Fabio Mussi, che lunedi' rappresentera' l'Italia al Consiglio europeo Ue, ha ribadito che il nostro governo non riformera' la minoranza di blocco con altri Paesi europei per evitare il finanziamento alle ricerche sulle staminali embrionali (anche perche' senza la Slovacchia non scatterebbe piu' il veto). Il ministro ha scelto come sede il convegno dell'Associazione Luca Coscioni, vicino al Partito Radicale, cosa che non e' stata apprezzata dal tutto il fronte cattolico, questa volta in modo bipartisan. Un esponente della Margherita ha parlato di una scelta "provocatoria", come anche le parole del vicepremier D'Alema mercoledi' alla Camera che, rispondendo a un'interrogazione, ha affermato che il referendum non impedisce una modifica della legge 40 poiche' non ha raggiunto il quorum. Mussi, in serata, in una lettera alla collega tedesca Annette Schavan, ha ribadito che a Bruxelles appoggera' il cosiddetto emendamento Niebler, cioe' la proposta tedesca "per individuare una data oltre la quale gli embrioni soprannumerari crioconservati non sono piu' impiantabili e quindi possono essere resi disponibili per la ricerca". Insomma proprio il punto che ha scatenato le ire della Cei e del Vaticano.
"Pieno rispetto della vita umana fin dal suo concepimento, programmi concreti di cura dai risultati delle ricerche e potenziamento delle ricerche sulle staminali adulte e cordonali". Questi i tre obiettivi ai quali intende rispondere la risoluzione dell'Unione su ricerca e staminali per Paola Binetti, senatrice della Margherita ed ex presidente del comitato 'Scienza & vita'. Dopo il via libera del Senato al documento, e le dure critiche cui e' stata sottoposta Binetti da ambienti cattolici e dal centrodestra, la senatrice dl affida le sue riflessioni a un editoriale pubblicato su Europa, il quotidiano della Margherita.
La mozione dell'Unione, per la Binetti, "rispetta la vita umana, rifiutando ogni iniziativa, sia pure scientifica, volta alla distruzione degli embrioni e apre la possibilita' di spingerci il piu' avanti possibile negli interrogativi a cui la scienza puo' e deve rispondere, cominciando dalla espressione 'impiantabilita'". Il problema, infatti, per la senatrice della Margherita, e' "capire fino a quando gli embrioni possono essere considerati impiantabili e quindi fino a quando il congelamento risponde a criteri di rispetto della vita umana, che continuiamo a considerare intangibile e non disponibile". No, quindi, ad una liberalizzazione incontrollata della sperimentazione sugli embrioni criocongelati, "piuttosto e' un invito a non sfuggire a quesiti difficili sancendo che etica e scienza possono trovare un punto di incontro, non sempre facile e immediato, ma sempre possibile se ci si interroga con retta ragione". La posizione espressa dall'Ulivo "e' una scelta politica che, proprio per la posta in gioco, prelude piu' di molte altre alla costruzione del futuro del partito democratico". Questa volta "l'Ulivo ha messo la tutela della vita umana al centro del suo progetto, senza se e senza ma, senza distinguo e senza riserve".
Anche se la risoluzione non nasconde possibili "chiaroscuri interpretativi", perche' non viene esclusa qualsiasi possibilita' di distruzione degli embrioni, "questa e' laicita' dare una interpretazione autentica di un documento e sperare nella possibilita' di essere capiti".
"Se lunedi' prossimo il Consiglio europeo dara' il via alla ricerca distruttiva sugli embrioni umani, in Italia iniziera' una campagna in cui si dira' che e' l'Europa che ci chiede di seguire questa strada. Anzi, ci obbliga a farlo". A dichiararlo e' l'esponente dell'Udc Rocco Buttiglione, intervenuto questa mattina alla trasmissione radiofonica 'Viva Voce' in onda sull'emittente Radio 24.
Buttiglione, in attesa del voto del Consiglio europeo di lunedi', che decidera' concretamente dove indirizzare, e in quali settori, i finanziamenti per la ricerca, e' tornato anche sul voto di mercoledi' scorso in Senato. Il risultato e' stato di misura: 152 voti a favore della mozione dell'Unione e 151 voti a favore della mozione contraria, presentata appunto da Buttiglione.
"Io ho presentato una mozione che vincolava il Governo italiano a votare contro la ricerca che distrugge gli embrioni umani. Molti senatori, soprattutto all'interno della Margherita, pur condividendone i contenuti, tanto da dire che la loro esprimeva gli stessi concetti, mi hanno detto che non potevano votare la nostra. La risposta e' stata quindi no. La loro mozione vincola il Governo a sostenere la ricerca che non distrugge embrioni umani, ma non lo vincola a dire no alla ricerca che li distrugge. La loro mozione esamina la possibilita' di utilizzare gli embrioni crioconservati dopo che se ne sia accertata la non impiantabilita'. Questo e' esattamente quello che noi non volevamo e anche quello che sostenevano tanti esponenti della Margherita che poi, pero', hanno votato quella mozione e si sono astenuti sulla nostra, sapendo bene che al Senato le astensioni valgono come voto contrario. E' ipocrita pensare di salvarsi l'anima con un'astensione".
Rocco Bottiglione da' atto al ministro Mussi di aver fatto chiarezza sugli embrioni e invita conseguentemente l'on. Binetti, se ha votato la mozione in buona fede, a 'denunciare' di essere stata tratta in inganno.
"L'on. Mussi nella lettera al suo omologo tedesco, Annette Schavan offre in materia di ricerca sugli embrioni i chiarimenti che si e' rifiutato di dare in sede di parlamento italiano, e purtroppo conferma esattamente l'interpretazione che io ho dato della mozione firmata fra gli altri da Gigi Bobba e Paola Binetti. Mussi dice: definiamo arbitrariamente una data oltre la quale gli embrioni crioconservati possano essere liberamente usati per la ricerca. Paola Binetti ha sempre detto che il testo della mozione approvata, tra l'altro oscuro e confuso, voleva dire un'altra cosa, e cioe': facciamo ricerca scientifica per capire quando gli embrioni criocongelati possano essere considerati effettivamente come morti, e solo sulla scorta di elementi scientifici incontrovertibili diamo via libera perche' vengano usati per la ricerca, lecita se l'embrione e' morto, non lecita se lo si uccide".
Cosa apprendiamo da Mussi? si chiede Buttiglione. "Che non si fara' ricerca per stabilire quando l'embrione e' morto, ma che, con una decisione arbitraria, si stabilira' una data fittizia (un anno, due o quant'altro) a partire dalla quale gli embrioni possono essere uccisi e avviati alla ricerca. Cosa diranno adesso quei parlamentari che si sono rifiutati di votare la mozione che chiaramente e senza strumentalizzazioni politiche garantiva la vita dell'embrione? Adesso da parte di questi parlamentari mi auguro che ci sia una forte protesta, che si dica a Mussi che non e' questo il senso della mozione da loro difesa e votata, e che loro ne hanno dato una interpretazione assolutamente opposta quella del ministro. Io, per la verita', gia' in aula avevo detto che leggevo la mozione esattamente come ora Mussi dice di leggerla, pero' se quel testo e' stato votato in assoluta buona fede, e' il momento di farsi avanti a difesa della vita, e spiegare a Mussi di essere stati tratti in inganno.
"Ricerca cellule staminali embrionali. Binetti e Buttiglione insieme per il centro-sinistra? No, grazie". Questa la stoccata di Donatella Poretti , deputata della Rosa nel Pugno e membro della giunta dell'associazione Luca Coscioni, rivolta a quanti hanno discusso e votato su fronti opposti nei due schieramenti, la mozione staminali approvata al senato. Poretti parla di "ipocrisia" a proposito del tentativo di "cercare di mettere d'accordo chi d'accordo non e'" e si rivolge all'Unione auspicando "maggiore coraggio per decidere di fare le battaglie in cui si dice di credere, rivolgendosi al proprio e all'altrui elettorato invece che ai partiti e agli schieramenti ideologici". Secondo Poretti e' contraddittorio produrre "una mozione al Senato in cui si sostiene la ricerca con le staminali precisando un 'no deciso' alla distruzione di embrioni, si sostiene la posizione del ministro Mussi per non bloccare almeno gli altri paesi dell'Unione europea e al contempo si mette la bandierina 'etica' della salvaguardia della vita umana fin dal concepimento". La parlamentare conclude ricordando che questa situazione e' in palese controtendenza rispetto a quanto accade in altri paesi come la Francia, la Spagna e gli stessi Stati Uniti dove "il Senato approva i finanziamenti federali alle ricerche con le staminali embrionali schierando anche il partito repubblicano contro la casa bianca di George W. Bush".
Il Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica, diretto dal prof. Adriano Pessina, ha espresso la propria contrarieta' circa "l'ambigua risoluzione" approvata dal Senato a proposito del finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali prevista nel VII Programma quadro dell'Unione Europea.
"Si tratta di una decisione contraddittoria: da un lato, il Governo italiano si impegna in sede europea a sostenere le ricerche sulle cellule staminali adulte e cordonali, lasciando cosi' intendere la sua contrarieta' rispetto all'utilizzo di cellule staminali ottenute attraverso la distruzione di embrioni umani; dall'altro, promuove questa stessa ricerca sugli embrioni introducendo un criterio arbitrario circa la loro vitalita'".
Lo stato di vita o di morte dell'embrione crio-conservato non e', infatti, oggettivamente determinabile su base scientifica: la proposta della risoluzione di "verificare la possibilita' di ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili' di fatto avalla la prassi di una ricerca indiscriminata su tutti quegli embrioni dichiarati 'non impiantabili' unicamente in nome del fatto che sono in stato di abbandono. Non ha, poi, alcuna consistenza l'analogia con la liceita' di utilizzare organi e tessuti da cadavere, perche' essa equipara in modo indebito e arbitrario lo stato di morte dell'embrione con lo stato di crio-conservazione. Se e' prezioso il tentativo di tenere conto sul piano culturale e politico di posizioni differenti, la logica del compromesso perde ogni significato quando essa si afferma attraverso la promozione di ipotesi tra loro contraddittorie. Sul piano dei contenuti, occorre, inoltre, rilevare che una posizione italiana in merito alla ricerca sulle cellule staminali embrionali di fatto gia' esiste: si tratta di quella espressa dalla legge 40 che ha anche ottenuto il riconoscimento del popolo italiano attraverso il referendum dello scorso anno".
Il Centro di Bioetica della Cattolica, infine, prende atto del minimo scarto (152 favorevoli, 150 contrari, 1 astenuto) con cui, "grazie anche alle defezioni strategiche di alcuni senatori, la risoluzione in questione e' stata approvata a scapito di una proposta alternativa che prevedeva l'impegno del Governo a votare contro ogni ricerca che implicasse la distruzione di embrioni umani".
Il settimo programma quadro dell'Ue dispone di ben 53 miliardi di finanziamenti in ricerca nei prossimi sette anni. Il ministro dell'Universita' e la Ricerca, Fabio Mussi, e' tornato a parlare del VII PQ sulla ricerca, di cui si e' poi discusso a Bruxelles, durante il Consiglio Europeo.
Questa mattina, partecipando all'assemblea dell'Associazione Luca Coscioni, il ministro Mussi, riguardo la mozione sulle cellule staminali approvata nei giorni scorsi al Senato, ha detto che si tratta "di un passo in avanti importante: il fatto che lunedi' non ci sia piu' il blocco di minoranza dopo il ritiro della firma da parte dell'Italia consente una discussione piu' libera e aperta".
"Sulla base della mozione approvata al Senato obiettivo dell'Italia e' spingere per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali adulte ma anche sulle staminali embrionali per esempio ottenute da ovociti non fecondati. E' chiaro ovvio che tra le idee forti che ci appassionano e la realta' c'e' una separatezza: io sono realista e so bene le resistenze che ci sono e proprio per questo preferisco il dialogo e il confronto piuttosto che star chiuso in una stanza".
"La posizione che assumero' al Consiglio Ue si ispirera' al criterio dell'emendamento Niebler, per individuare una data oltre la quale gli embrioni soprannumerari crioconservati non sono piu' impiantabili e quindi possono essere resi disponibili per la ricerca. Dunque circa una cut off date, da parte italiana c'e' disponibilita' a cercare una soluzione condivisibile": il ministro della Ricerca Fabio Mussi scrive cosi' al Ministro dell'Educazione e della Ricerca tedesco, Annette Schavan. Nel documento ricorda che "e' stata approvata una mozione presentata dai parlamentari che sostengono il Governo, che sostiene sotto il profilo finanziario, in sede di Consiglio Europeo competitivita', ricerche che non implichino la distruzione di embrioni, valorizzando quindi la ricerca sulle cellule staminali adulte, comprese le cordonali e che promuove la ricerca scientifica avanzata per individuare la possibile produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni e a verificare la possibilita' di ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili". Il voto cosi' ottenuto consente, aggiunge Mussi, di lavorare per raggiungere un accordo al Consiglio Competitivita' del 24 luglio.
"Desideravo illustrarLe nelle grandi linee questa posizione italiana, suffragata dal voto parlamentare nell'auspicio che lei possa prestarvi attenzione e, al tempo stesso, nella viva speranza di cercare di presentare ai Colleghi del Consiglio U.E. una proposta condivisa di Germania ed Italia Ritengo infatti che lo sforzo compiuto in tal senso dai nostri Paesi potrebbe trovare corrispondenza in un analogo passo in avanti da parte dei Paesi che si riconoscono nella proposta della Commissione. E' questo un modo per favorire un compromesso finale che consentirebbe di approvare il settimo Programma Quadro, strumento di cui l'Europa ed i nostri Paesi hanno bisogno".
"L'attacco dell'Osservatore Romano ai senatori cattolici che hanno votato l'ordine del giorno sulle cellule staminali e' di un'asprezza inaudita".Lo dichiara il deputato della Rosa nel pugno Lanfranco Turci. "Speriamo che questi toni surriscaldati siano dovuti ai picchi eccezionali della calura di questi giorni. Se no, ci sarebbe davvero da preoccuparsi per la liberta' e l'autonomia dei cattolici impegnati in politica nel nostro Paese. Fortuna che vigono anche per loro le garanzie costituzionali e non possono essere arrestati dalle guardie svizzere!".
La ricerca per essere deve essere lontana da comportamenti addomesticati: non esiste ricerca se a comando o secondo convenienze economiche o religiose.
Lo ha detto al Consiglio Generale dell'Associazione 'Luca Coscioni' il direttore del Laboratorio di Biologia sulle Cellule Staminali dell'Universita' di Milano, Elena Cattaneo, impegnata da anni sia sulle staminali adulte che embrionali del cervello. "E' un assurdo scientifico dichiarare 'a priori': escludo la ricerca sulle staminali embrionali esse sono un insostituibile strumento di conoscenza per capire come noi ci formiamo e come ci ammaliamo".
E', pertanto, un atto di violenza gratuita ed inaudita' ostacolare, vietare questa linea di ricerca perche' "le staminali embrionali contengono la chiave per capire cosa succede quando qualcosa va male e perche' si hanno le malattie: anche senza arrivare a trapiantarle ci aiutano a cercare e sviluppare nuovi trattamenti e a scoprire i meccanismo delle malattie". Questo non vuole dire scegliere le embrionali e abbandonare le adulte, anzi: "e' solo attraverso la sinergia tra le due linee di ricerca non intercambiabili che possiamo sperare di contribuire a curare ed alleviare le sofferenze umane". E poi, "abbiamo visto spesso ricercatori spacciare per staminali adulte cellule dalle dubbie caratteristiche e altamente instabili nel tempo e nonostante questo ed in assenza del necessario e rigoroso vaglio sperimentale, queste sono state proposte, prontamente autorizzate per il trapianto sull'uomo magari pure con cospicui finanziamenti pubblici". Questo e', "un non senso scientifico cosi' come non ha base scientifica la pretesa che - ha concluso la Cattaneo facendo riferimento al Presidente Usa, Bush - le staminali adulte possano curare malattie come il Parkinson l'Alzheimer il diabete".
La mozione votata in Senato sulla ricerca sugli embrioni e' 'un compromesso gradito' che 'concilia non senza ambiguita' 'il sostegno finanziario alle ricerche che non implicano la distruzione di embrioni' con l'incentivazione 'della ricerca avanzata tesa a verificare la possibilita' di ricerca sugli embrioni sovrannumerari'. Emma Bonino, in una lettera al 'Corriere della sera', sottolinea che la formula trovata 'allarga l'orizzonte della discussione verso altri traguardi' visto che 'va effettivamente in direzione della liberta' di ricerca', ma 'con cautela'.
Il ministro delle Politiche comunitarie osserva quindi che 'al Consiglio di competitivita' a Bruxelles, il ministro Mussi potra' prendere posizione non solo con l'avallo del governo, ma con il conforto anche di un ramo del Parlamento'. 'Considero il risultato un primo, prudente passo di apertura verso la liberta' di ricerca e verso una discussione distesa e sensata sul ruolo della scienza nonche' sulla laicita' dello stato'. Insomma, 'un segnale positivo, in contrasto con quello che proviene quasi in contemporanea dagli Usa'.
'Altrettanto positiva l'approvazione di un documento condiviso dalla maggioranza su temi che da tempo dividono e animano discussioni accese, spesso connotate da interpretazioni ideologiche e forzate della realta'. Questo fa ben sperare che si possa trovare nel centrosinistra un punto di sintesi anche su temi eticamente sensibili'.
C'e' un compromesso chiaro: non si fa ricerca sugli embrioni sovrannumerari, altrimenti esiste uno ostacolo serio per la costruzione del partito Democratico. Questa in sostanza la risposta, sul Corriere della Sera, di un gruppo di deputati e senatori cattolici dell'Unione, fra cui Emanuela Baio Dossi, Paola Binetti, Luigi Bobba e Paolo Bodini, all'articolo del ministro delle Politiche europee, Emma Bonino. "Il ministro apre il suo articolo con un riferimento assente nel testo originario e non e' solo un cavillo perche' le parole pesano, nella risoluzione non c'e' infatti alcuna apertura a fare ricerca sugli embrioni umani, ma unicamente la verifica della possibilita' di fare ricerca su quelli non piu' importabili. E poiche' oggi nessuno sa dirci quando un embrione non e' piu' vitale e dunque non piu' impiantabile, la verifica andra' condotta innanzitutto su embrioni animali per cercare di sapere qualcosa di meno incerto sulla vitalita' degli stessi". Studi quindi sugli embrioni animali e attenzione alla salvaguardia di quelli umani: "la risoluzione approvata con i voti dell'Unione sostiene sotto il profilo finanziario ricerche che non implichino la distruzione degli embrioni. Il rispetto di tale impegno riguarda il governo nel suo insieme e dunque anche il ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino", le cui affermazioni sono quindi "sue convinzioni". Una scelta "incoerente e contraria a quanto prospettato si trasformerebbe inevitabilmente in un ostacolo nel dar vita d una nuova formazione politica".
E' 'apprezzabile' la scelta di quei parlamentari che, pur contrari in assoluto alla ricerca sulle staminali embrionali, hanno voluto evitare una chiusura totale, ricercando un compromesso che potesse incontrare l'accordo dell'Unione, ma si realizzi un referendum consultivo per la ricerca sulle staminali. Questo in sostanza l commento di Marco Cappato, segretario dell'associazione Concioni e parlamentare europeo alla risposta data sul Corriere della Sera a Emma Bonino, dai gruppi parlamentari dell'Udeur e della Margherita sul compromesso per la ricerca sugli embrioni. "E' bene che ora nel negoziare in sede Europea, il Governo italiano utilizzi tutti i margini che il compromesso consente. Va infatti rilevato che il testo approvato al Senato in nessun modo contiene il mandato ad opporsi alla finanziabilita' di un qualche tipo di ricerca, anche se enuncia delle preferenze (sulle staminali adulte) che hanno solo motivazioni ideologiche".
La distinzione fra "embrioni sovrannumerari" e "embrioni crioconservati non impiantabili" secondo il l'europarlamentare "non ha senso, infatti in Italia, grazie (?) alla legge 40, tutti gli embrioni soprannumerari dalla fecondazione assistita che siano stati abbandonati dai genitori non sono per legge in nessun modo impiantabili, anche se prodotti dopo una delle fatidiche date che, sul modello Bush, si vorrebbero introdurre in Europa". Anche la questione 'data' "rappresenta una pura convenzione, nel senso che non esistono indicazioni scientifiche tassative sulla scadenza per la non impiantabilita' di un embrione".
"Prendiamo amaramente atto che Mussi, come anticipato da D'Alema, rappresenta l'Italia. L'Italia sconfitta al Referendum dello scorso anno, nessun intervento di Prodi ha finora modificato le idee antivita e bugiarde del 'baffetto rosso'". Cosi' il capogruppo dell'Udc Luca Volonte'. "La Bonino e di nuovo Mussi. Tutto gia' detto e gia' visto un anno fa. Non esiste nessuna speranza dalle ricerche embrionali, le parole di Mussi sono uno sfregio alla comunita' scientifica mondiale oltreche' a un qualsiasi principio di dignita' umana". Prodi "tace, il tempo scorre speriamo almeno usi il telefono per fermare il macello di Mussi. Mussi vuole una data? Prodi lo cacci subito".
'L'on. Emma Bonino dovra' mettersi l'anima in pace, visto il richiamo giunto dalla sua stessa maggioranza, rispetto alla fuga in avanti sulla ricerca embrionale. L'area cattolica formata dalla Binetti, Bobba, Castagnetti, Lusetti ed altri ha voluto chiarire i termini della mozione passata al Senato'. Lo dichiara Angelo Sanza, parlamentare di Forza Italia. 'Per legge decidere cos'e' vita e cosa no, rischia di essere presuntuoso. Chi stabilisce che degli embrioni congelati possono essere utilizzati per la ricerca, come stabilito dal compromesso tra Mussi e la Binetti? Se, come affermano, non sono piu' vitali, che senso ha utilizzarli? Da qui poi, passare oltre, come paventava l'intervento della Bonino, sarebbe stato un vero salto nel vuoto. Un vuoto di vita e di valori'.
L'evidenza scientifica e' che l'embrione, ammasso di cellule, non e' persona umana, nemmeno individuo: per cui c'e' da decidere se fare come e' opportuno o vietare, secondo una prassi antiscientifica, la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali. A parlare e' il genetista Edoardo Boncinelli, per il quale "i compromessi su questa materia sono inutili e non risolvono un bel nulla", come quello contenuto nella mozione dell'Unione dove si dice verificare la possibilita' di far ricerca sugli "embrioni crioconservati non impiantabili". Tant'e' che su questo punto si e' aperta una polemica tra il Ministro per le Politiche Comunitarie, Emma Bonino favorevole ad usare per la ricerca 'embrioni sovrannumerari', crioconservati o congelati, destinati a morte certa ed un gruppo di parlamentari dell'Ulivo e dell'Udeur.
"Un embrione congelato puo' durare qualche anno ma il punto non e' questo che senso ha chiedersi se un embrione sia vitale o no, dal momento che non e' persona e non e' individuo? E' bene che si sappia che l'85% degli embrioni non porta spontaneamente a nulla, un 2-3% di essi arriva in fondo e sono gemelli, il restante diventa persona ed individuo". Ma cio' accade quando? "Quando il sistema nervoso e' completo e quindi l'individuo e' tale perche' percepisce e si relaziona con gli altri". L'embrione non e' persona umana stando, dunque, all'evidenza scientifica. "E' a partire dalla 23esima, 24esima settimana che il feto - aggiunge il genetista Antonino Forabosco - acquisce vita autonoma: se infatti nasce alla 24essima settimana sopravvive pure se prematuro mentre prima e' piu' difficile". Perche'? "E' a quel momento che il cervello e' formato e quindi puo' stimolare il respiro essendo i polmoni in grado di scambiare ossigeno", conclude Forabosco.
'Io penso che la mozione che noi abbiamo approvato al Senato sia stata trattata in modo ingeneroso da 'Avvenire". E' il commento del ministro dell'Interno Giuliano Amato, rilasciato a Bruxelles dove i Venticinque hanno trovato una faticosa intesa sulla ricerca sulle cellule staminali.
'Io non sono l'Avvenire' ma se lo fossi stato avrei detto che tale emendamento non coincide con la mia posizione ma significa un passo avanti in un dialogo con altri che hanno idee diverse dalle mie'. Il ministro ha sottolineato il fatto che 'il mondo laico rappresentato in Parlamento ha accettato che si dica che prioritaria e' la ricerca che non coinvolge cellule staminali embrionali. Mi sembra un risultato importante. Il dialogo e' dialogo'.
Amato ha sottolineato comunque che 'personalmente non ho fatto alcun sacrificio a condividere la mozione del Senato che identifica come assolutamente prioritarie per l'Italia le ricerche che non mettono in gioco l'embrione, ma mettono in gioco cellule quasi embrionali senza che sia stata fatta la fecondazione di ovociti, oppure cellule adulte. Io mi ci riconosco pienamente'. Il responsabile del Viminale ha infine ricordato che pur essendo laico e' sempre stato 'contrario all'uso dell'embrione per queste ricerche'.
Escalation di fondamentalismo, posizione che ricalca la scomunica pronunciata dal cardinal Trujillo e che punta allo scontro e non al dialogo e al compromesso.
Cosi' ricercatori, scienziati, genetisti, presenti al Consiglio Generale dell'associazione 'Luca Coscioni' commentano la presa di posizione dell'Osservatore Romano secondo il quale dopo la mozione dell'Unione e l'intervento del Ministro, Mussi "la coscienza del cattolico obbliga all'obiezione. Servono, anche in politica, esempi di fede vissuta, gesti concreti, il coraggio di opporre con forza un no, un'obiezione che sgorghi dal profondo della propria coscienza".
E se il chirurgo Ignazio Marino presidente della Commissione Sanita' del Senato, afferma "un ovocita a due pronuclei non e' un embrione", il genetista Antonino Forabosco si sofferma "sui toni arroganti usati dall'Osservatore Romano: siamo ad una escalation di fondamentalismo religioso che ricalca le dichiarazioni assurde del cardinal Trujillo di scomunica per chi pratica l'aborto e per i ricercatori che distruggono gli embrioni. Adesso si chiede e si impone l'obiezione di coscienza". E il neurofisiologo Piergiorgio Strata, direttore del 'Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair', aggiunge "Che dire, ancora? Che ci sono in Italia 31 mila embrioni congelati destinati a morte certa: da essi si possono estrarre cellule staminali embrionali per la ricerca come da una persona in coma profondo senza piu' coscienza si tolgono gli organi per trapianti". Ma toccare l'embrione non e' attentato alla vita, omicidio? "Sono uno scienziato - risponde Strata - ed ho la certezza assoluta, scientifica, che un embrione congelato non ha coscienza ne' possiede quel sistema nervoso indispensabile per parlare, muoversi e relazionarsi con gli altri cosi' da essere individuo, persona umana".
"Giuseppe De Rita, sul Corriere della Sera, sostiene, con coraggio e lungimiranza, una tesi che io condivido totalmente, e cioe' che la sfida piu' importante del nostro tempo e' quella del confronto tra laici e credenti, a partire dalla dignita' della persona e del valore intangibile della vita". A dichiararlo e' il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi che commenta cosi' l'intervista al presidente del Censis, esponente del mondo cattolico, apparsa sulle pagine del quotidiano di via Solferino.
"Ho scritto a questo proposito un libro proprio per contribuire come cattolico impegnato in politica a quel dialogo fra laici e cattolici di cui parla anche il presidente De Rita". Per Bondi, dunque "laici e credenti che hanno il dovere di ricercare un'intesa a partire da una fede (umanistica o religiosa, non importa) e da un'intelligenza civile comuni, avendo a cuore il destino della vita e dell'uomo, ciascuno secondo le proprie responsabilita' e la propria formazione umana ed intellettuale". Da questo punto di vista, per l'azzurro "l'orientamento del governo, che richiede una disciplina di schieramento su questioni etiche e morali, e che non tiene conto del pronunciamento del popolo italiano attraverso un referendum, allontana e incrina un confronto positivo e necessario tra laici e cattolici, come ha dimostrato il voto di questi giorni al Senato".
"E' lo stesso ministro Mussi a spiegare perche' la mozione approvata dal Senato, che ratifica la scelta da lui fatta di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica contraria al finanziamento della sperimentazione sulle cellule staminali embrionali, sia inadeguata e anzi dannosa". Lo sottolinea l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, commentando le parole 'intervento del ministro della Ricerca e dell'Universita', Fabio Mussi.
"Lunedi' prossimo a Bruxelles, in sede di Consiglio europeo sulla competitivita', chiamato a esaminare e approvare il settimo programma quadro dell'Ue sul finanziamento della ricerca, non esistera' piu' quella minoranza di blocco (che poi tanto minoranza non era perche' rappresentava quasi la meta' degli abitanti complessivi della Ue) resa possibile con la firma dell'Italia alla dichiarazione etica. E dunque sara' possibile dire si' alla trasformazione dell'uomo in cavia e alla vivisezione su di esso, finanziata anche con i soldi dei contribuenti italiani che, all'80%, ai referendum di appena un anno fa, hanno detto si' alla legge 40 e no a tali pratiche. Che i sedicenti cattolici del Sinistracentro facciano finta di non capirlo e' grave. Meno male che il ministro Mussi parla chiaro".
"Quanto il ministro Mussi ha dichiarato oggi stronca in modo definitivo i patetici tentativi dei sedicenti cattolici della sinistra di addomesticare pro life la mozione dell'Unione approvata due giorni fa dal Senato con i loro voti determinanti". Lo dice il senatore di An, Alfredo Mantovano, a commento delle parole del ministro della Ricerca, Fabio Mussi.
Mussi "vanta il venir meno, grazie alla sua azione, e oggi al volere del Senato, della minoranza di blocco al finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali, che gli permette 'una discussione (in sede Ue) piu' libera e piu' aperta'". Questo, " mentre la senatrice Binetti, dalle colonne di Europa, assicura (ormai solo a se' stessa, evidentemente) che continuera' a battersi perche' nessun embrione sia toccato, neanche a fini di ricerca. Credo che ci sia un limite alla decenza e al decoro: quando si e' votato per introdurre la pena di morte e poi ci si sbraccia per assicurare il proprio impegno a impedire che quel tipo di pena sia applicata, anche solo in un caso, quel limite e' abbondantemente superato".
"Come volevasi dimostrare il ministro Fabio Mussi si e' fatto beffa in tempo reale delle elucubrazioni dei cattolici della Margherita che continuavano ad assicurarci che il loro voto a favore della mozione del centro sinistra sulle cellule staminali embrionali avrebbe portato il Governo a ripristinare in sede Europea una posizione coerente con la legge 40 e l'esito del referendum popolare". Lo afferma Carlo Giovanardi, secondo il quale "si capisce bene adesso perche' la sinistra esulti cantando vittoria e il tanto decantato compromesso sia stato soltanto funzionale a tenere unito il centrosinistra al costo di sacrificare principi che si erano proclamati come indisponibili".
"Facciamo appello a Prodi, affinche' nell'ambito del 7° Programma quadro, garantisca il voto contrario dell'Italia a qualunque ricerca che implichi l'uso di embrioni umani". Lo sottolinea il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Prendo per buone le parole di Paola Binetti sulla interpretazione autentica della Mozione di maggioranza, dimostrata anche col suo non voto, quelle di Mussi sono pero' contrarie. Il vero banco di prova per tutti, al di la' degli schieramenti, e' la decisione che prendera' il Governo italiano lunedi'". Tutte le valutazioni di Scienza e Vita e di Avvenire sono a solutamente condivisibili, lunedi' dalla scelta italiana dipenderanno molte cose, la tutela degli embrioni in primis. Se la mozione dell'Unione sia piu' coerente con i desideri di Cappato o della Binetti, lo vedremo lunedi'. E' ovvio per chi facciamo il tifo: l'embrione e la Binetti. Mercoledi' invece daremo un sereno e fermo giudizio comune sugli esiti dell'appello al Governo. Il question time con Prodi svelera' pubblicamente se c'e' stata coerenza italiana con la legge 40 e si e' votato contro la soppressione sperimentale di embrioni o invero se c'e' in atto con successo, un tentativo omologazione anti-vita da parte di alcuni partiti dell'Unione".
"Con l'approvazione della mozione sulle cellule staminali al Senato l'abile ministro per la Ricerca Mussi ha dato scacco matto ai moderati della Margherita, oggi costretti a giustificare la loro avventatezza con goffe e quanto mai incredibili giustificazioni". Lo dichiara Francesco Giro di Forza Italia.
"La verita' e' una sola: Mussi e' riuscito non solo a far votare in un'aula parlamentare una mozione fuorilegge che contraddice i cardini della legge 40 dove si vieta la crioconservazione degli embrioni, la loro soppressione e la loro produzione sovrannumeraria, ma gia' annuncia che in sede europea l'Italia confermera' il ritiro della firma di blocco contro la ricerca sulle cellule embrionali e addirittura sosterra' la proposta di inserire nel prossimo Programma Quadro per la ricerca europea la cosiddetta 'cut off date' ovvero la possibilita' di fissare una data ultima oltre la quale viene consentita la ricerca su embrioni che non siano stati impiantati in utero (e non semplicemente non-impiantabili) e destinati comunque alla distruzione. Uno sfregio alla legge 40 e sopratutto alla volonta' del Parlamento italiano che quella legge ha votato e alla volonta' degli elettori che con un referendum non hanno voluto abrogare la nuova normativa a tutela della vita degli embrioni".
"La Binetti cerca scuse. Afferma che nella mozione non vi e' alcun attacco alla vita ma non convince assolutamente". Lo dichiara Domenico Di Virgilio, deputato di Forza Italia.
"Non ha convinto l'Osservatore Romano che molto opportunamente ricorda che sui principi non si possono fare compromessi e che in politica servono gesti concreti. Tutto il contrario di quanto sta succedendo nel centrosinistra dove, soprattutto sui temi etici, i cattolici sono in evidente difficolta' davanti ad una coalizione che scivola sempre piu' a sinistra. In tutti i casi verificheremo la prossima settimana quale sara' la posizione che il Ministro Mussi portera' in Europa a nome dell'Italia e sara' il Presidente del Consiglio in prima persona a doverne rispondere davanti al Parlamento ed al Paese".
Per Rosy Bindi, ministro per la Famiglia, "alla senatrice Paola Binetti, protagonista della mozione dell' Unione sulle cellule staminali, questa volta non puo' essere rimproverato nulla. Al Senato, infatti, abbiamo trovato una sintesi molto interessante. Ancora una volta la nostra fatica credo che possa servire all'Europa perche' ci siamo mossi come guidati dal principio di precauzione che secondo me deve essere sempre il faro che guida questi temi. Abbiamo dato priorita' alle ricerche sulle cellule embrionali adulte senza compromettere la vita dell'embrione. Abbiamo scelto l'utilizzo degli embrioni congelati una volta che e' stata accertata la non possibilita' di esser usati. Mi pare che e' una via che non ferma la ricerca, perche' guai se la ricerca si ferma - ha detto ancora il ministro - e nello stesso tempo una via che esprime bene il senso del limite che comunque il ricercatore deve avere. E' anche una sintesi etica molto avanzata, molto interessante. Francamente il centrodestra ha votato contro per partito preso, per una questione ideologica perche' loro usano l'embrione come fine e scopo del loro modo di fare politica".
Secondo il ministro, poi, la mozione sulle cellule staminali ha avuto anche un altro pregio. "Credo che in politica si deve fare la fatica di trovare delle strade nelle quali i principi e i valori penetrano dentro la realta'. E i nostri principi di credenti devono potersi incontrare con i valori degli altri per trovare sintesi possibili. Quella del Senato e' una sintesi nella quale i nostri valori sono stati rispettati e mediati in una situazione di pluralismo che non riguarda solo il centro sinistra italiano - ha concluso il ministro - ma direi tutta la societa' civile non solo italiana".
Le parlamentari dell'Unione Franca Bimbi, Maria Luisa Boccia, Emilia De Biasi, Elettra Deiana, Daniela Dioguardi, Erminia Emprin, Magda Negri, Marisa Nicchi, Tiziana Valpiana, Luana Zanella e Katia Zanotti, hanno organizzato unitariamente un incontro nella Casa internazionale delle donne con le associazioni femminili e femministe per riprendere il dialogo sulla legge 40 e su tutti i temi emergenti inerenti la riproduzione: dalla rimessa in discussione della legge 194 e dell'autodeterminazione delle donne, al ruolo dei consultori, alle metodiche alternative all'intervento chirurgico di Ivg. L'incontro ha come obiettivo quello di dare forza alla ricchezza delle elaborazioni, delle esperienze e delle mobilitazioni delle donne su questi temi, per avere voce, molto di piu' che non nel recente passato, nel sistema dell'informazione e istituzionale e per sviluppare un dibattito informato e consapevole nella societa' civile e politica. L'incontro, organizzato da tempo, affrontera' anche i problemi recentemente discussi in Parlamento relativi al VII programma quadro europeo sulla ricerca scientifica, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, rispondendo alle domande espresse in questi giorni su questi temi da donne e uomini di scienza, per riaprire una nuova stagione di interlocuzione e di confronto tra femminismo scienza e bioetica.
E' davvero dura la critica che l'Osservatore Romano riserva ai cattolici dell'Unione, rei di aver appoggiato una mozione del centrosinistra sulle staminali che viene definita "uno sfregio alla coerenza e al rispetto del magistero della Chiesa". Gli interessati rimangono quasi ammutoliti e la sola Paola Binetti abbozza un "forse non siamo riusciti a farci capire". Intanto, il ministro per la Ricerca Fabio Mussi scrive al suo omologo tedesco, per annunciargli che appoggera' la proposta di stabilire una data ultima di impiantabilita' per gli embrioni congelati. Come aperitivo dell'attacco dell'Osservatore Romano sono arrivate in mattinata le nuove aspre critiche del quotidiano dei vescovi Avvenire. Riserve riguardanti non solo il contenuto della mozione approvata dal Senato, ma anche la decisione dei cattolici dell'Unione di trovare un accordo all'interno dello schieramento anziche' un intesa trasversale del fronte cattolico. Per il quotidiano si trattava di "convergenza trasversali che risultavano ben motivate e oggettivamente praticabili". Ma questa insistenza ha avvalorato, specie nei cattolici della Margherita, la sensazione che da parte delle gerarchia si persegua un disegno politico che va al di la' del testo della mozione. Che infatti gli interessati difendono, a partire da Paola Binetti, che e' un po' il simbolo dei cattolici sotto tiro.
E a chiarire che non e' solo la Cei ma anche il Vaticano a bocciare la mozione dell'Unione, ci ha pensato nel pomeriggio l'Osservatore Romano: "Non e' accettabile la soluzione trovata nei giorni scorsi in Senato sulla mozione presentata dalla maggioranza. La convergenza su presunti compromessi che dovrebbero rendere accettabili principi che non lo sono tradisce un ossequioso omaggio alle ragioni della politica, in sfregio alla coerenza e al rispetto del magistero della Chiesa". Parole che farebbero tremar le gambe a qualsiasi cattolico oggetto di tali strali.
"Mai e poi mai avrei dato la mia adesione - ha abbozzato la Binetti - ad una posizione che potesse essere considerata un attacco alla vita. Forse non siamo riusciti a spiegarci". E Rosy Bindi difende la sua collega di partito: "Non c'e' nulla da rimproverarle".
Per i cattolici del centrodestra e' facile attaccare i colleghi dell'Unione, e' come sparare sulla Croce Rossa: lo fanno in molti, da Riccardo Pedrizzi e Alfredo Mantovano di An, a Domenico Di Virgilio di Fi. Ma non ci sono le asprezze di ieri, ed anzi Luca Volonte' difende la buona fede di Binetti.
Forse temendo di rompere definitivamente i ponti con i cattolici della Margherita, forieri di possibili altre intese. Antonio Palmieri, di Forza Italia, si appella a Prodi che, in qualita' di capo del governo, faccia "applicare" il dettato della mozione secondo l'interpretazione suggerita dalla Binetti.
Stamani il ministro Fabio Mussi, che lunedi' rappresentera' l'Italia al Consiglio europeo Ue, ha ribadito che il nostro governo non riformera' la minoranza di blocco con altri Paesi europei per evitare il finanziamento alle ricerche sulle staminali embrionali (anche perche' senza la Slovacchia non scatterebbe piu' il veto). Il ministro ha scelto come sede il convegno dell'Associazione Luca Coscioni, vicino al Partito Radicale, cosa che non e' stata apprezzata dal tutto il fronte cattolico, questa volta in modo bipartisan. Un esponente della Margherita ha parlato di una scelta "provocatoria", come anche le parole del vicepremier D'Alema mercoledi' alla Camera che, rispondendo a un'interrogazione, ha affermato che il referendum non impedisce una modifica della legge 40 poiche' non ha raggiunto il quorum. Mussi, in serata, in una lettera alla collega tedesca Annette Schavan, ha ribadito che a Bruxelles appoggera' il cosiddetto emendamento Niebler, cioe' la proposta tedesca "per individuare una data oltre la quale gli embrioni soprannumerari crioconservati non sono piu' impiantabili e quindi possono essere resi disponibili per la ricerca". Insomma proprio il punto che ha scatenato le ire della Cei e del Vaticano.
"Pieno rispetto della vita umana fin dal suo concepimento, programmi concreti di cura dai risultati delle ricerche e potenziamento delle ricerche sulle staminali adulte e cordonali". Questi i tre obiettivi ai quali intende rispondere la risoluzione dell'Unione su ricerca e staminali per Paola Binetti, senatrice della Margherita ed ex presidente del comitato 'Scienza & vita'. Dopo il via libera del Senato al documento, e le dure critiche cui e' stata sottoposta Binetti da ambienti cattolici e dal centrodestra, la senatrice dl affida le sue riflessioni a un editoriale pubblicato su Europa, il quotidiano della Margherita.
La mozione dell'Unione, per la Binetti, "rispetta la vita umana, rifiutando ogni iniziativa, sia pure scientifica, volta alla distruzione degli embrioni e apre la possibilita' di spingerci il piu' avanti possibile negli interrogativi a cui la scienza puo' e deve rispondere, cominciando dalla espressione 'impiantabilita'". Il problema, infatti, per la senatrice della Margherita, e' "capire fino a quando gli embrioni possono essere considerati impiantabili e quindi fino a quando il congelamento risponde a criteri di rispetto della vita umana, che continuiamo a considerare intangibile e non disponibile". No, quindi, ad una liberalizzazione incontrollata della sperimentazione sugli embrioni criocongelati, "piuttosto e' un invito a non sfuggire a quesiti difficili sancendo che etica e scienza possono trovare un punto di incontro, non sempre facile e immediato, ma sempre possibile se ci si interroga con retta ragione". La posizione espressa dall'Ulivo "e' una scelta politica che, proprio per la posta in gioco, prelude piu' di molte altre alla costruzione del futuro del partito democratico". Questa volta "l'Ulivo ha messo la tutela della vita umana al centro del suo progetto, senza se e senza ma, senza distinguo e senza riserve".
Anche se la risoluzione non nasconde possibili "chiaroscuri interpretativi", perche' non viene esclusa qualsiasi possibilita' di distruzione degli embrioni, "questa e' laicita' dare una interpretazione autentica di un documento e sperare nella possibilita' di essere capiti".
"Se lunedi' prossimo il Consiglio europeo dara' il via alla ricerca distruttiva sugli embrioni umani, in Italia iniziera' una campagna in cui si dira' che e' l'Europa che ci chiede di seguire questa strada. Anzi, ci obbliga a farlo". A dichiararlo e' l'esponente dell'Udc Rocco Buttiglione, intervenuto questa mattina alla trasmissione radiofonica 'Viva Voce' in onda sull'emittente Radio 24.
Buttiglione, in attesa del voto del Consiglio europeo di lunedi', che decidera' concretamente dove indirizzare, e in quali settori, i finanziamenti per la ricerca, e' tornato anche sul voto di mercoledi' scorso in Senato. Il risultato e' stato di misura: 152 voti a favore della mozione dell'Unione e 151 voti a favore della mozione contraria, presentata appunto da Buttiglione.
"Io ho presentato una mozione che vincolava il Governo italiano a votare contro la ricerca che distrugge gli embrioni umani. Molti senatori, soprattutto all'interno della Margherita, pur condividendone i contenuti, tanto da dire che la loro esprimeva gli stessi concetti, mi hanno detto che non potevano votare la nostra. La risposta e' stata quindi no. La loro mozione vincola il Governo a sostenere la ricerca che non distrugge embrioni umani, ma non lo vincola a dire no alla ricerca che li distrugge. La loro mozione esamina la possibilita' di utilizzare gli embrioni crioconservati dopo che se ne sia accertata la non impiantabilita'. Questo e' esattamente quello che noi non volevamo e anche quello che sostenevano tanti esponenti della Margherita che poi, pero', hanno votato quella mozione e si sono astenuti sulla nostra, sapendo bene che al Senato le astensioni valgono come voto contrario. E' ipocrita pensare di salvarsi l'anima con un'astensione".
Rocco Bottiglione da' atto al ministro Mussi di aver fatto chiarezza sugli embrioni e invita conseguentemente l'on. Binetti, se ha votato la mozione in buona fede, a 'denunciare' di essere stata tratta in inganno.
"L'on. Mussi nella lettera al suo omologo tedesco, Annette Schavan offre in materia di ricerca sugli embrioni i chiarimenti che si e' rifiutato di dare in sede di parlamento italiano, e purtroppo conferma esattamente l'interpretazione che io ho dato della mozione firmata fra gli altri da Gigi Bobba e Paola Binetti. Mussi dice: definiamo arbitrariamente una data oltre la quale gli embrioni crioconservati possano essere liberamente usati per la ricerca. Paola Binetti ha sempre detto che il testo della mozione approvata, tra l'altro oscuro e confuso, voleva dire un'altra cosa, e cioe': facciamo ricerca scientifica per capire quando gli embrioni criocongelati possano essere considerati effettivamente come morti, e solo sulla scorta di elementi scientifici incontrovertibili diamo via libera perche' vengano usati per la ricerca, lecita se l'embrione e' morto, non lecita se lo si uccide".
Cosa apprendiamo da Mussi? si chiede Buttiglione. "Che non si fara' ricerca per stabilire quando l'embrione e' morto, ma che, con una decisione arbitraria, si stabilira' una data fittizia (un anno, due o quant'altro) a partire dalla quale gli embrioni possono essere uccisi e avviati alla ricerca. Cosa diranno adesso quei parlamentari che si sono rifiutati di votare la mozione che chiaramente e senza strumentalizzazioni politiche garantiva la vita dell'embrione? Adesso da parte di questi parlamentari mi auguro che ci sia una forte protesta, che si dica a Mussi che non e' questo il senso della mozione da loro difesa e votata, e che loro ne hanno dato una interpretazione assolutamente opposta quella del ministro. Io, per la verita', gia' in aula avevo detto che leggevo la mozione esattamente come ora Mussi dice di leggerla, pero' se quel testo e' stato votato in assoluta buona fede, e' il momento di farsi avanti a difesa della vita, e spiegare a Mussi di essere stati tratti in inganno.
"Ricerca cellule staminali embrionali. Binetti e Buttiglione insieme per il centro-sinistra? No, grazie". Questa la stoccata di Donatella Poretti , deputata della Rosa nel Pugno e membro della giunta dell'associazione Luca Coscioni, rivolta a quanti hanno discusso e votato su fronti opposti nei due schieramenti, la mozione staminali approvata al senato. Poretti parla di "ipocrisia" a proposito del tentativo di "cercare di mettere d'accordo chi d'accordo non e'" e si rivolge all'Unione auspicando "maggiore coraggio per decidere di fare le battaglie in cui si dice di credere, rivolgendosi al proprio e all'altrui elettorato invece che ai partiti e agli schieramenti ideologici". Secondo Poretti e' contraddittorio produrre "una mozione al Senato in cui si sostiene la ricerca con le staminali precisando un 'no deciso' alla distruzione di embrioni, si sostiene la posizione del ministro Mussi per non bloccare almeno gli altri paesi dell'Unione europea e al contempo si mette la bandierina 'etica' della salvaguardia della vita umana fin dal concepimento". La parlamentare conclude ricordando che questa situazione e' in palese controtendenza rispetto a quanto accade in altri paesi come la Francia, la Spagna e gli stessi Stati Uniti dove "il Senato approva i finanziamenti federali alle ricerche con le staminali embrionali schierando anche il partito repubblicano contro la casa bianca di George W. Bush".
Il Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica, diretto dal prof. Adriano Pessina, ha espresso la propria contrarieta' circa "l'ambigua risoluzione" approvata dal Senato a proposito del finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali prevista nel VII Programma quadro dell'Unione Europea.
"Si tratta di una decisione contraddittoria: da un lato, il Governo italiano si impegna in sede europea a sostenere le ricerche sulle cellule staminali adulte e cordonali, lasciando cosi' intendere la sua contrarieta' rispetto all'utilizzo di cellule staminali ottenute attraverso la distruzione di embrioni umani; dall'altro, promuove questa stessa ricerca sugli embrioni introducendo un criterio arbitrario circa la loro vitalita'".
Lo stato di vita o di morte dell'embrione crio-conservato non e', infatti, oggettivamente determinabile su base scientifica: la proposta della risoluzione di "verificare la possibilita' di ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili' di fatto avalla la prassi di una ricerca indiscriminata su tutti quegli embrioni dichiarati 'non impiantabili' unicamente in nome del fatto che sono in stato di abbandono. Non ha, poi, alcuna consistenza l'analogia con la liceita' di utilizzare organi e tessuti da cadavere, perche' essa equipara in modo indebito e arbitrario lo stato di morte dell'embrione con lo stato di crio-conservazione. Se e' prezioso il tentativo di tenere conto sul piano culturale e politico di posizioni differenti, la logica del compromesso perde ogni significato quando essa si afferma attraverso la promozione di ipotesi tra loro contraddittorie. Sul piano dei contenuti, occorre, inoltre, rilevare che una posizione italiana in merito alla ricerca sulle cellule staminali embrionali di fatto gia' esiste: si tratta di quella espressa dalla legge 40 che ha anche ottenuto il riconoscimento del popolo italiano attraverso il referendum dello scorso anno".
Il Centro di Bioetica della Cattolica, infine, prende atto del minimo scarto (152 favorevoli, 150 contrari, 1 astenuto) con cui, "grazie anche alle defezioni strategiche di alcuni senatori, la risoluzione in questione e' stata approvata a scapito di una proposta alternativa che prevedeva l'impegno del Governo a votare contro ogni ricerca che implicasse la distruzione di embrioni umani".
Il settimo programma quadro dell'Ue dispone di ben 53 miliardi di finanziamenti in ricerca nei prossimi sette anni. Il ministro dell'Universita' e la Ricerca, Fabio Mussi, e' tornato a parlare del VII PQ sulla ricerca, di cui si e' poi discusso a Bruxelles, durante il Consiglio Europeo.
Questa mattina, partecipando all'assemblea dell'Associazione Luca Coscioni, il ministro Mussi, riguardo la mozione sulle cellule staminali approvata nei giorni scorsi al Senato, ha detto che si tratta "di un passo in avanti importante: il fatto che lunedi' non ci sia piu' il blocco di minoranza dopo il ritiro della firma da parte dell'Italia consente una discussione piu' libera e aperta".
"Sulla base della mozione approvata al Senato obiettivo dell'Italia e' spingere per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali adulte ma anche sulle staminali embrionali per esempio ottenute da ovociti non fecondati. E' chiaro ovvio che tra le idee forti che ci appassionano e la realta' c'e' una separatezza: io sono realista e so bene le resistenze che ci sono e proprio per questo preferisco il dialogo e il confronto piuttosto che star chiuso in una stanza".
"La posizione che assumero' al Consiglio Ue si ispirera' al criterio dell'emendamento Niebler, per individuare una data oltre la quale gli embrioni soprannumerari crioconservati non sono piu' impiantabili e quindi possono essere resi disponibili per la ricerca. Dunque circa una cut off date, da parte italiana c'e' disponibilita' a cercare una soluzione condivisibile": il ministro della Ricerca Fabio Mussi scrive cosi' al Ministro dell'Educazione e della Ricerca tedesco, Annette Schavan. Nel documento ricorda che "e' stata approvata una mozione presentata dai parlamentari che sostengono il Governo, che sostiene sotto il profilo finanziario, in sede di Consiglio Europeo competitivita', ricerche che non implichino la distruzione di embrioni, valorizzando quindi la ricerca sulle cellule staminali adulte, comprese le cordonali e che promuove la ricerca scientifica avanzata per individuare la possibile produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni e a verificare la possibilita' di ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili". Il voto cosi' ottenuto consente, aggiunge Mussi, di lavorare per raggiungere un accordo al Consiglio Competitivita' del 24 luglio.
"Desideravo illustrarLe nelle grandi linee questa posizione italiana, suffragata dal voto parlamentare nell'auspicio che lei possa prestarvi attenzione e, al tempo stesso, nella viva speranza di cercare di presentare ai Colleghi del Consiglio U.E. una proposta condivisa di Germania ed Italia Ritengo infatti che lo sforzo compiuto in tal senso dai nostri Paesi potrebbe trovare corrispondenza in un analogo passo in avanti da parte dei Paesi che si riconoscono nella proposta della Commissione. E' questo un modo per favorire un compromesso finale che consentirebbe di approvare il settimo Programma Quadro, strumento di cui l'Europa ed i nostri Paesi hanno bisogno".
"L'attacco dell'Osservatore Romano ai senatori cattolici che hanno votato l'ordine del giorno sulle cellule staminali e' di un'asprezza inaudita".Lo dichiara il deputato della Rosa nel pugno Lanfranco Turci. "Speriamo che questi toni surriscaldati siano dovuti ai picchi eccezionali della calura di questi giorni. Se no, ci sarebbe davvero da preoccuparsi per la liberta' e l'autonomia dei cattolici impegnati in politica nel nostro Paese. Fortuna che vigono anche per loro le garanzie costituzionali e non possono essere arrestati dalle guardie svizzere!".
La ricerca per essere deve essere lontana da comportamenti addomesticati: non esiste ricerca se a comando o secondo convenienze economiche o religiose.
Lo ha detto al Consiglio Generale dell'Associazione 'Luca Coscioni' il direttore del Laboratorio di Biologia sulle Cellule Staminali dell'Universita' di Milano, Elena Cattaneo, impegnata da anni sia sulle staminali adulte che embrionali del cervello. "E' un assurdo scientifico dichiarare 'a priori': escludo la ricerca sulle staminali embrionali esse sono un insostituibile strumento di conoscenza per capire come noi ci formiamo e come ci ammaliamo".
E', pertanto, un atto di violenza gratuita ed inaudita' ostacolare, vietare questa linea di ricerca perche' "le staminali embrionali contengono la chiave per capire cosa succede quando qualcosa va male e perche' si hanno le malattie: anche senza arrivare a trapiantarle ci aiutano a cercare e sviluppare nuovi trattamenti e a scoprire i meccanismo delle malattie". Questo non vuole dire scegliere le embrionali e abbandonare le adulte, anzi: "e' solo attraverso la sinergia tra le due linee di ricerca non intercambiabili che possiamo sperare di contribuire a curare ed alleviare le sofferenze umane". E poi, "abbiamo visto spesso ricercatori spacciare per staminali adulte cellule dalle dubbie caratteristiche e altamente instabili nel tempo e nonostante questo ed in assenza del necessario e rigoroso vaglio sperimentale, queste sono state proposte, prontamente autorizzate per il trapianto sull'uomo magari pure con cospicui finanziamenti pubblici". Questo e', "un non senso scientifico cosi' come non ha base scientifica la pretesa che - ha concluso la Cattaneo facendo riferimento al Presidente Usa, Bush - le staminali adulte possano curare malattie come il Parkinson l'Alzheimer il diabete".
La mozione votata in Senato sulla ricerca sugli embrioni e' 'un compromesso gradito' che 'concilia non senza ambiguita' 'il sostegno finanziario alle ricerche che non implicano la distruzione di embrioni' con l'incentivazione 'della ricerca avanzata tesa a verificare la possibilita' di ricerca sugli embrioni sovrannumerari'. Emma Bonino, in una lettera al 'Corriere della sera', sottolinea che la formula trovata 'allarga l'orizzonte della discussione verso altri traguardi' visto che 'va effettivamente in direzione della liberta' di ricerca', ma 'con cautela'.
Il ministro delle Politiche comunitarie osserva quindi che 'al Consiglio di competitivita' a Bruxelles, il ministro Mussi potra' prendere posizione non solo con l'avallo del governo, ma con il conforto anche di un ramo del Parlamento'. 'Considero il risultato un primo, prudente passo di apertura verso la liberta' di ricerca e verso una discussione distesa e sensata sul ruolo della scienza nonche' sulla laicita' dello stato'. Insomma, 'un segnale positivo, in contrasto con quello che proviene quasi in contemporanea dagli Usa'.
'Altrettanto positiva l'approvazione di un documento condiviso dalla maggioranza su temi che da tempo dividono e animano discussioni accese, spesso connotate da interpretazioni ideologiche e forzate della realta'. Questo fa ben sperare che si possa trovare nel centrosinistra un punto di sintesi anche su temi eticamente sensibili'.
C'e' un compromesso chiaro: non si fa ricerca sugli embrioni sovrannumerari, altrimenti esiste uno ostacolo serio per la costruzione del partito Democratico. Questa in sostanza la risposta, sul Corriere della Sera, di un gruppo di deputati e senatori cattolici dell'Unione, fra cui Emanuela Baio Dossi, Paola Binetti, Luigi Bobba e Paolo Bodini, all'articolo del ministro delle Politiche europee, Emma Bonino. "Il ministro apre il suo articolo con un riferimento assente nel testo originario e non e' solo un cavillo perche' le parole pesano, nella risoluzione non c'e' infatti alcuna apertura a fare ricerca sugli embrioni umani, ma unicamente la verifica della possibilita' di fare ricerca su quelli non piu' importabili. E poiche' oggi nessuno sa dirci quando un embrione non e' piu' vitale e dunque non piu' impiantabile, la verifica andra' condotta innanzitutto su embrioni animali per cercare di sapere qualcosa di meno incerto sulla vitalita' degli stessi". Studi quindi sugli embrioni animali e attenzione alla salvaguardia di quelli umani: "la risoluzione approvata con i voti dell'Unione sostiene sotto il profilo finanziario ricerche che non implichino la distruzione degli embrioni. Il rispetto di tale impegno riguarda il governo nel suo insieme e dunque anche il ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino", le cui affermazioni sono quindi "sue convinzioni". Una scelta "incoerente e contraria a quanto prospettato si trasformerebbe inevitabilmente in un ostacolo nel dar vita d una nuova formazione politica".
E' 'apprezzabile' la scelta di quei parlamentari che, pur contrari in assoluto alla ricerca sulle staminali embrionali, hanno voluto evitare una chiusura totale, ricercando un compromesso che potesse incontrare l'accordo dell'Unione, ma si realizzi un referendum consultivo per la ricerca sulle staminali. Questo in sostanza l commento di Marco Cappato, segretario dell'associazione Concioni e parlamentare europeo alla risposta data sul Corriere della Sera a Emma Bonino, dai gruppi parlamentari dell'Udeur e della Margherita sul compromesso per la ricerca sugli embrioni. "E' bene che ora nel negoziare in sede Europea, il Governo italiano utilizzi tutti i margini che il compromesso consente. Va infatti rilevato che il testo approvato al Senato in nessun modo contiene il mandato ad opporsi alla finanziabilita' di un qualche tipo di ricerca, anche se enuncia delle preferenze (sulle staminali adulte) che hanno solo motivazioni ideologiche".
La distinzione fra "embrioni sovrannumerari" e "embrioni crioconservati non impiantabili" secondo il l'europarlamentare "non ha senso, infatti in Italia, grazie (?) alla legge 40, tutti gli embrioni soprannumerari dalla fecondazione assistita che siano stati abbandonati dai genitori non sono per legge in nessun modo impiantabili, anche se prodotti dopo una delle fatidiche date che, sul modello Bush, si vorrebbero introdurre in Europa". Anche la questione 'data' "rappresenta una pura convenzione, nel senso che non esistono indicazioni scientifiche tassative sulla scadenza per la non impiantabilita' di un embrione".
"Prendiamo amaramente atto che Mussi, come anticipato da D'Alema, rappresenta l'Italia. L'Italia sconfitta al Referendum dello scorso anno, nessun intervento di Prodi ha finora modificato le idee antivita e bugiarde del 'baffetto rosso'". Cosi' il capogruppo dell'Udc Luca Volonte'. "La Bonino e di nuovo Mussi. Tutto gia' detto e gia' visto un anno fa. Non esiste nessuna speranza dalle ricerche embrionali, le parole di Mussi sono uno sfregio alla comunita' scientifica mondiale oltreche' a un qualsiasi principio di dignita' umana". Prodi "tace, il tempo scorre speriamo almeno usi il telefono per fermare il macello di Mussi. Mussi vuole una data? Prodi lo cacci subito".
'L'on. Emma Bonino dovra' mettersi l'anima in pace, visto il richiamo giunto dalla sua stessa maggioranza, rispetto alla fuga in avanti sulla ricerca embrionale. L'area cattolica formata dalla Binetti, Bobba, Castagnetti, Lusetti ed altri ha voluto chiarire i termini della mozione passata al Senato'. Lo dichiara Angelo Sanza, parlamentare di Forza Italia. 'Per legge decidere cos'e' vita e cosa no, rischia di essere presuntuoso. Chi stabilisce che degli embrioni congelati possono essere utilizzati per la ricerca, come stabilito dal compromesso tra Mussi e la Binetti? Se, come affermano, non sono piu' vitali, che senso ha utilizzarli? Da qui poi, passare oltre, come paventava l'intervento della Bonino, sarebbe stato un vero salto nel vuoto. Un vuoto di vita e di valori'.
L'evidenza scientifica e' che l'embrione, ammasso di cellule, non e' persona umana, nemmeno individuo: per cui c'e' da decidere se fare come e' opportuno o vietare, secondo una prassi antiscientifica, la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali. A parlare e' il genetista Edoardo Boncinelli, per il quale "i compromessi su questa materia sono inutili e non risolvono un bel nulla", come quello contenuto nella mozione dell'Unione dove si dice verificare la possibilita' di far ricerca sugli "embrioni crioconservati non impiantabili". Tant'e' che su questo punto si e' aperta una polemica tra il Ministro per le Politiche Comunitarie, Emma Bonino favorevole ad usare per la ricerca 'embrioni sovrannumerari', crioconservati o congelati, destinati a morte certa ed un gruppo di parlamentari dell'Ulivo e dell'Udeur.
"Un embrione congelato puo' durare qualche anno ma il punto non e' questo che senso ha chiedersi se un embrione sia vitale o no, dal momento che non e' persona e non e' individuo? E' bene che si sappia che l'85% degli embrioni non porta spontaneamente a nulla, un 2-3% di essi arriva in fondo e sono gemelli, il restante diventa persona ed individuo". Ma cio' accade quando? "Quando il sistema nervoso e' completo e quindi l'individuo e' tale perche' percepisce e si relaziona con gli altri". L'embrione non e' persona umana stando, dunque, all'evidenza scientifica. "E' a partire dalla 23esima, 24esima settimana che il feto - aggiunge il genetista Antonino Forabosco - acquisce vita autonoma: se infatti nasce alla 24essima settimana sopravvive pure se prematuro mentre prima e' piu' difficile". Perche'? "E' a quel momento che il cervello e' formato e quindi puo' stimolare il respiro essendo i polmoni in grado di scambiare ossigeno", conclude Forabosco.
'Io penso che la mozione che noi abbiamo approvato al Senato sia stata trattata in modo ingeneroso da 'Avvenire". E' il commento del ministro dell'Interno Giuliano Amato, rilasciato a Bruxelles dove i Venticinque hanno trovato una faticosa intesa sulla ricerca sulle cellule staminali.
'Io non sono l'Avvenire' ma se lo fossi stato avrei detto che tale emendamento non coincide con la mia posizione ma significa un passo avanti in un dialogo con altri che hanno idee diverse dalle mie'. Il ministro ha sottolineato il fatto che 'il mondo laico rappresentato in Parlamento ha accettato che si dica che prioritaria e' la ricerca che non coinvolge cellule staminali embrionali. Mi sembra un risultato importante. Il dialogo e' dialogo'.
Amato ha sottolineato comunque che 'personalmente non ho fatto alcun sacrificio a condividere la mozione del Senato che identifica come assolutamente prioritarie per l'Italia le ricerche che non mettono in gioco l'embrione, ma mettono in gioco cellule quasi embrionali senza che sia stata fatta la fecondazione di ovociti, oppure cellule adulte. Io mi ci riconosco pienamente'. Il responsabile del Viminale ha infine ricordato che pur essendo laico e' sempre stato 'contrario all'uso dell'embrione per queste ricerche'.
Escalation di fondamentalismo, posizione che ricalca la scomunica pronunciata dal cardinal Trujillo e che punta allo scontro e non al dialogo e al compromesso.
Cosi' ricercatori, scienziati, genetisti, presenti al Consiglio Generale dell'associazione 'Luca Coscioni' commentano la presa di posizione dell'Osservatore Romano secondo il quale dopo la mozione dell'Unione e l'intervento del Ministro, Mussi "la coscienza del cattolico obbliga all'obiezione. Servono, anche in politica, esempi di fede vissuta, gesti concreti, il coraggio di opporre con forza un no, un'obiezione che sgorghi dal profondo della propria coscienza".
E se il chirurgo Ignazio Marino presidente della Commissione Sanita' del Senato, afferma "un ovocita a due pronuclei non e' un embrione", il genetista Antonino Forabosco si sofferma "sui toni arroganti usati dall'Osservatore Romano: siamo ad una escalation di fondamentalismo religioso che ricalca le dichiarazioni assurde del cardinal Trujillo di scomunica per chi pratica l'aborto e per i ricercatori che distruggono gli embrioni. Adesso si chiede e si impone l'obiezione di coscienza". E il neurofisiologo Piergiorgio Strata, direttore del 'Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair', aggiunge "Che dire, ancora? Che ci sono in Italia 31 mila embrioni congelati destinati a morte certa: da essi si possono estrarre cellule staminali embrionali per la ricerca come da una persona in coma profondo senza piu' coscienza si tolgono gli organi per trapianti". Ma toccare l'embrione non e' attentato alla vita, omicidio? "Sono uno scienziato - risponde Strata - ed ho la certezza assoluta, scientifica, che un embrione congelato non ha coscienza ne' possiede quel sistema nervoso indispensabile per parlare, muoversi e relazionarsi con gli altri cosi' da essere individuo, persona umana".
"Giuseppe De Rita, sul Corriere della Sera, sostiene, con coraggio e lungimiranza, una tesi che io condivido totalmente, e cioe' che la sfida piu' importante del nostro tempo e' quella del confronto tra laici e credenti, a partire dalla dignita' della persona e del valore intangibile della vita". A dichiararlo e' il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi che commenta cosi' l'intervista al presidente del Censis, esponente del mondo cattolico, apparsa sulle pagine del quotidiano di via Solferino.
"Ho scritto a questo proposito un libro proprio per contribuire come cattolico impegnato in politica a quel dialogo fra laici e cattolici di cui parla anche il presidente De Rita". Per Bondi, dunque "laici e credenti che hanno il dovere di ricercare un'intesa a partire da una fede (umanistica o religiosa, non importa) e da un'intelligenza civile comuni, avendo a cuore il destino della vita e dell'uomo, ciascuno secondo le proprie responsabilita' e la propria formazione umana ed intellettuale". Da questo punto di vista, per l'azzurro "l'orientamento del governo, che richiede una disciplina di schieramento su questioni etiche e morali, e che non tiene conto del pronunciamento del popolo italiano attraverso un referendum, allontana e incrina un confronto positivo e necessario tra laici e cattolici, come ha dimostrato il voto di questi giorni al Senato".
"E' lo stesso ministro Mussi a spiegare perche' la mozione approvata dal Senato, che ratifica la scelta da lui fatta di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica contraria al finanziamento della sperimentazione sulle cellule staminali embrionali, sia inadeguata e anzi dannosa". Lo sottolinea l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, commentando le parole 'intervento del ministro della Ricerca e dell'Universita', Fabio Mussi.
"Lunedi' prossimo a Bruxelles, in sede di Consiglio europeo sulla competitivita', chiamato a esaminare e approvare il settimo programma quadro dell'Ue sul finanziamento della ricerca, non esistera' piu' quella minoranza di blocco (che poi tanto minoranza non era perche' rappresentava quasi la meta' degli abitanti complessivi della Ue) resa possibile con la firma dell'Italia alla dichiarazione etica. E dunque sara' possibile dire si' alla trasformazione dell'uomo in cavia e alla vivisezione su di esso, finanziata anche con i soldi dei contribuenti italiani che, all'80%, ai referendum di appena un anno fa, hanno detto si' alla legge 40 e no a tali pratiche. Che i sedicenti cattolici del Sinistracentro facciano finta di non capirlo e' grave. Meno male che il ministro Mussi parla chiaro".
"Quanto il ministro Mussi ha dichiarato oggi stronca in modo definitivo i patetici tentativi dei sedicenti cattolici della sinistra di addomesticare pro life la mozione dell'Unione approvata due giorni fa dal Senato con i loro voti determinanti". Lo dice il senatore di An, Alfredo Mantovano, a commento delle parole del ministro della Ricerca, Fabio Mussi.
Mussi "vanta il venir meno, grazie alla sua azione, e oggi al volere del Senato, della minoranza di blocco al finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali, che gli permette 'una discussione (in sede Ue) piu' libera e piu' aperta'". Questo, " mentre la senatrice Binetti, dalle colonne di Europa, assicura (ormai solo a se' stessa, evidentemente) che continuera' a battersi perche' nessun embrione sia toccato, neanche a fini di ricerca. Credo che ci sia un limite alla decenza e al decoro: quando si e' votato per introdurre la pena di morte e poi ci si sbraccia per assicurare il proprio impegno a impedire che quel tipo di pena sia applicata, anche solo in un caso, quel limite e' abbondantemente superato".
"Come volevasi dimostrare il ministro Fabio Mussi si e' fatto beffa in tempo reale delle elucubrazioni dei cattolici della Margherita che continuavano ad assicurarci che il loro voto a favore della mozione del centro sinistra sulle cellule staminali embrionali avrebbe portato il Governo a ripristinare in sede Europea una posizione coerente con la legge 40 e l'esito del referendum popolare". Lo afferma Carlo Giovanardi, secondo il quale "si capisce bene adesso perche' la sinistra esulti cantando vittoria e il tanto decantato compromesso sia stato soltanto funzionale a tenere unito il centrosinistra al costo di sacrificare principi che si erano proclamati come indisponibili".
"Facciamo appello a Prodi, affinche' nell'ambito del 7° Programma quadro, garantisca il voto contrario dell'Italia a qualunque ricerca che implichi l'uso di embrioni umani". Lo sottolinea il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Prendo per buone le parole di Paola Binetti sulla interpretazione autentica della Mozione di maggioranza, dimostrata anche col suo non voto, quelle di Mussi sono pero' contrarie. Il vero banco di prova per tutti, al di la' degli schieramenti, e' la decisione che prendera' il Governo italiano lunedi'". Tutte le valutazioni di Scienza e Vita e di Avvenire sono a solutamente condivisibili, lunedi' dalla scelta italiana dipenderanno molte cose, la tutela degli embrioni in primis. Se la mozione dell'Unione sia piu' coerente con i desideri di Cappato o della Binetti, lo vedremo lunedi'. E' ovvio per chi facciamo il tifo: l'embrione e la Binetti. Mercoledi' invece daremo un sereno e fermo giudizio comune sugli esiti dell'appello al Governo. Il question time con Prodi svelera' pubblicamente se c'e' stata coerenza italiana con la legge 40 e si e' votato contro la soppressione sperimentale di embrioni o invero se c'e' in atto con successo, un tentativo omologazione anti-vita da parte di alcuni partiti dell'Unione".
"Con l'approvazione della mozione sulle cellule staminali al Senato l'abile ministro per la Ricerca Mussi ha dato scacco matto ai moderati della Margherita, oggi costretti a giustificare la loro avventatezza con goffe e quanto mai incredibili giustificazioni". Lo dichiara Francesco Giro di Forza Italia.
"La verita' e' una sola: Mussi e' riuscito non solo a far votare in un'aula parlamentare una mozione fuorilegge che contraddice i cardini della legge 40 dove si vieta la crioconservazione degli embrioni, la loro soppressione e la loro produzione sovrannumeraria, ma gia' annuncia che in sede europea l'Italia confermera' il ritiro della firma di blocco contro la ricerca sulle cellule embrionali e addirittura sosterra' la proposta di inserire nel prossimo Programma Quadro per la ricerca europea la cosiddetta 'cut off date' ovvero la possibilita' di fissare una data ultima oltre la quale viene consentita la ricerca su embrioni che non siano stati impiantati in utero (e non semplicemente non-impiantabili) e destinati comunque alla distruzione. Uno sfregio alla legge 40 e sopratutto alla volonta' del Parlamento italiano che quella legge ha votato e alla volonta' degli elettori che con un referendum non hanno voluto abrogare la nuova normativa a tutela della vita degli embrioni".
"La Binetti cerca scuse. Afferma che nella mozione non vi e' alcun attacco alla vita ma non convince assolutamente". Lo dichiara Domenico Di Virgilio, deputato di Forza Italia.
"Non ha convinto l'Osservatore Romano che molto opportunamente ricorda che sui principi non si possono fare compromessi e che in politica servono gesti concreti. Tutto il contrario di quanto sta succedendo nel centrosinistra dove, soprattutto sui temi etici, i cattolici sono in evidente difficolta' davanti ad una coalizione che scivola sempre piu' a sinistra. In tutti i casi verificheremo la prossima settimana quale sara' la posizione che il Ministro Mussi portera' in Europa a nome dell'Italia e sara' il Presidente del Consiglio in prima persona a doverne rispondere davanti al Parlamento ed al Paese".
Per Rosy Bindi, ministro per la Famiglia, "alla senatrice Paola Binetti, protagonista della mozione dell' Unione sulle cellule staminali, questa volta non puo' essere rimproverato nulla. Al Senato, infatti, abbiamo trovato una sintesi molto interessante. Ancora una volta la nostra fatica credo che possa servire all'Europa perche' ci siamo mossi come guidati dal principio di precauzione che secondo me deve essere sempre il faro che guida questi temi. Abbiamo dato priorita' alle ricerche sulle cellule embrionali adulte senza compromettere la vita dell'embrione. Abbiamo scelto l'utilizzo degli embrioni congelati una volta che e' stata accertata la non possibilita' di esser usati. Mi pare che e' una via che non ferma la ricerca, perche' guai se la ricerca si ferma - ha detto ancora il ministro - e nello stesso tempo una via che esprime bene il senso del limite che comunque il ricercatore deve avere. E' anche una sintesi etica molto avanzata, molto interessante. Francamente il centrodestra ha votato contro per partito preso, per una questione ideologica perche' loro usano l'embrione come fine e scopo del loro modo di fare politica".
Secondo il ministro, poi, la mozione sulle cellule staminali ha avuto anche un altro pregio. "Credo che in politica si deve fare la fatica di trovare delle strade nelle quali i principi e i valori penetrano dentro la realta'. E i nostri principi di credenti devono potersi incontrare con i valori degli altri per trovare sintesi possibili. Quella del Senato e' una sintesi nella quale i nostri valori sono stati rispettati e mediati in una situazione di pluralismo che non riguarda solo il centro sinistra italiano - ha concluso il ministro - ma direi tutta la societa' civile non solo italiana".
Le parlamentari dell'Unione Franca Bimbi, Maria Luisa Boccia, Emilia De Biasi, Elettra Deiana, Daniela Dioguardi, Erminia Emprin, Magda Negri, Marisa Nicchi, Tiziana Valpiana, Luana Zanella e Katia Zanotti, hanno organizzato unitariamente un incontro nella Casa internazionale delle donne con le associazioni femminili e femministe per riprendere il dialogo sulla legge 40 e su tutti i temi emergenti inerenti la riproduzione: dalla rimessa in discussione della legge 194 e dell'autodeterminazione delle donne, al ruolo dei consultori, alle metodiche alternative all'intervento chirurgico di Ivg. L'incontro ha come obiettivo quello di dare forza alla ricchezza delle elaborazioni, delle esperienze e delle mobilitazioni delle donne su questi temi, per avere voce, molto di piu' che non nel recente passato, nel sistema dell'informazione e istituzionale e per sviluppare un dibattito informato e consapevole nella societa' civile e politica. L'incontro, organizzato da tempo, affrontera' anche i problemi recentemente discussi in Parlamento relativi al VII programma quadro europeo sulla ricerca scientifica, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, rispondendo alle domande espresse in questi giorni su questi temi da donne e uomini di scienza, per riaprire una nuova stagione di interlocuzione e di confronto tra femminismo scienza e bioetica.
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