Dipendenze. Terzo corso nazionale del DPA
Inizia oggi il terzo corso di formazione avanzata e multidisciplinare della Scuola Nazionale sulle Dipendenze per i professionisti del sistema italiano delle dipendenze, organizzata dal Dipartimento Antidroga in collaborazione con la Scuola Nazionale dell'Amministrazione. La Scuola si inserisce nel più ampio progetto della "Scientific Community on Addiction" promossa dal Dpa e che conta ormai più di 1300 iscritti. E' realizzata in collaborazione anche con i ministeri della Salute, dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dell'Interno. Nel 2013 si è registrata la presenza di oltre 1.300 partecipanti con il coinvolgimento di circa 150 docenti anche internazionali per un totale di oltre 450 ore di insegnamento. In questi tre anni di attività la Scuola ha registrato presenze provenienti da tutta Italia. Analizzando i profili professionali dei partecipanti si nota come ci sia stata una preponderanza di medici e psicologi, ma anche di educatori professionali, assistenti sociali, infermieri professionali, ricercatori universitari, analisti tossicologi, sociologi, responsabili di comunità, funzionari regionali, provenienti da Servizi per le Dipendenze, Comunità Terapeutiche, Università, Centri di Ricerca, Enti centrali ed Enti Ospedalieri. Anche quest'anno, come per gli altri anni, il piano di formazione avrà una durata di circa 150 ore con l'accesso gratuito di circa 100 partecipanti che avranno a disposizione un corpo docente selezionato tra i professionisti dei Ministeri e degli Enti Istituzionali nazionali, regionali e centri di ricerca internazionali quali il NIDA (National Institute of Drug Abuse). "La presenza massiccia e qualificata dei partecipanti ai corsi della Scuola nazionale delle Dipendenze - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dpa - ci fa capire che siamo sulla strada giusta. In particolare, la Scuola sta diventando lo strumento innovativo utile a far emergere le nuove competenze per formare un gruppo di professionisti più orientati alle evidenze scientifiche, provenienti soprattutto dalle neuroscienze e all'approccio multidisciplinare, con uno sguardo alla sostenibilità degli interventi in un assetto organizzativo moderno, che possa affrontare tutti i tipi di dipendenza, comprese quelle comportamentali oltre che da sostanze".
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