Direttiva Ue sui rimpatri, timori per i diritti umani
Molte le reazioni negative all'approvazione della direttiva Ue sui rimpatri. Fra le voci piu' autorevoli, quelle di associazioni per i diritti umani come Amnesty e Save the Children. Contraria anche la Chiesa cattolica.
AMNESTY - La direttiva e' aspramente criticata da Amnesty International che mette in guardia dal rischio di un abbassamento degli standard sul rispetto dei diritti umani in vigore oggi nei 27 Stati membri.
'La direttiva approvata non garantisce un ritorno sicuro e dignitoso degli immigrati, anzi, l'eccessiva detenzione che e' stata prolungata a un anno e mezzo rischia di abbassare gli standard europei in materia di diritti umani', fa sapere Amnesty in una nota.
Secondo l'associazione umanitaria, nel testo mancano anche garanzie per i minori non accompagnati, e inoltre 'la direttiva consente deroghe alle condizioni di detenzione in quei Paesi membri che si trovano in situazioni di emergenza'.
'E' difficile vedere il valore aggiunto del provvedimento che rischia invece di incentivare una detenzione prolungata', conclude Amnesty.
VATICANO - "No a privare della libertà chi, provenendo da Paesi terzi, commette una infrazione amministrativa". E' il commento che arriva dall'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti, in una intervista rilasciata al quotidiano francese La Croix. "Non penso che si sia contrari, finalmente, alla volontà europea di regolare i flussi migratori - spiega ancora Mons. Marchetto -. Certo, direi, se non è con tendenza al ribasso per quanto riguarda i diritti umani, con particolare attenzione ai rifugiati e a chi domanda asilo, ai minori, ai ricongiungimenti familiari, all'assistenza religiosa nei 'campi'": "Rispetto profondamente - sottolinea monsignor Marchetto - la terribile responsabilità dei politici nelle loro difficili scelte di combinare accoglienza e sicurezza, per esempio, e realismo, tallonato dall'opinione pubblica. Considero poi con approvazione tutto l'impegno messo per migliorare il testo della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i minori, la riduzione dei periodi di detenzione e della messa al bando per cinque anni, l'aiuto giuridico gratuito obbligatorio agli immigrati regolari, l'attenzione ai rifugiati eccetera. E tuttavia - prosegue il segretario del dicastero vaticano competente in materia di immigrazione - rimango nel mio parere, vale a dire che mi ritrovo con l'opinione espressa dalla minoranza a Bruxelles, e cioè che i cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa dell'infrazione amministrativa". "Capisco - dice Marchetto - che i flussi misti attuali creino maggiori difficoltà ma noto con grande dispiacere un affievolimento dei valori che nel dopo grande-guerra hanno portato alla stesura della Carta degli autentici diritti umani. Un supplemento d'anima è dunque necessario anche per l'Unione Europea, un colpo di reni per superare l'asticciola sotto la quale non vi è piú umanesimo. Se non ci riuscisse - precisa - si confermerebbe la nostra preoccupazione per l'avvenire. In effetti, se l'Europa perde il suo ruolo di portabandiera dei diritti umani autentici con conseguente applicazione anche al suo interno, che le resterà nel consesso delle grandi potenze esistenti o emergenti? Il PIL le basta? Ad ogni modo - conclude - non si devono criminalizzare i migranti per il semplice fatto che sono migranti".
SAVE THE CHILDREN - Critiche vengono da Save the Children, il piu' grande movimento internazionale indipendente per la difesa e la protezione dei diritti dei bambini, che in una nota si dice 'profondamente amareggiata'. Secondo l'organizzazione, nel testo non sono previste 'garanzie sufficienti per i minori non accompagnati e quelli che fanno parte di un nucleo familiare' e 'non vengono stabilite procedure adeguate per il rimpatrio dei minori stranieri non accompagnati che ne tutelino il superiore interesse, come sancito dalla Convenzione Onu dei diritti dell'infanzia e dall'adolescenza'. Save the children contesta inoltre la parte della direttiva che prevede la possibilita' di detenzione anche per i minorenni, sottolineando che 'un minore non puo' essere detenuto per ragioni amministrative'. L'organizzazione invita pertanto gli stati membri della Ue a tenere conto delle convenzioni Onu nell'applicare la direttiva, 'in particolare per quanto concerne l'obbligo di fornire protezione e assistenza ai minori non accompagnati' e 'di prendere in considerazione l'adozione di ulteriori misure volte a garantire la protezione e l'assistenza nell'Unione europea dei minori non accompagnati, al di fuori del loro paese di origine'.
AMNESTY - La direttiva e' aspramente criticata da Amnesty International che mette in guardia dal rischio di un abbassamento degli standard sul rispetto dei diritti umani in vigore oggi nei 27 Stati membri.
'La direttiva approvata non garantisce un ritorno sicuro e dignitoso degli immigrati, anzi, l'eccessiva detenzione che e' stata prolungata a un anno e mezzo rischia di abbassare gli standard europei in materia di diritti umani', fa sapere Amnesty in una nota.
Secondo l'associazione umanitaria, nel testo mancano anche garanzie per i minori non accompagnati, e inoltre 'la direttiva consente deroghe alle condizioni di detenzione in quei Paesi membri che si trovano in situazioni di emergenza'.
'E' difficile vedere il valore aggiunto del provvedimento che rischia invece di incentivare una detenzione prolungata', conclude Amnesty.
VATICANO - "No a privare della libertà chi, provenendo da Paesi terzi, commette una infrazione amministrativa". E' il commento che arriva dall'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti, in una intervista rilasciata al quotidiano francese La Croix. "Non penso che si sia contrari, finalmente, alla volontà europea di regolare i flussi migratori - spiega ancora Mons. Marchetto -. Certo, direi, se non è con tendenza al ribasso per quanto riguarda i diritti umani, con particolare attenzione ai rifugiati e a chi domanda asilo, ai minori, ai ricongiungimenti familiari, all'assistenza religiosa nei 'campi'": "Rispetto profondamente - sottolinea monsignor Marchetto - la terribile responsabilità dei politici nelle loro difficili scelte di combinare accoglienza e sicurezza, per esempio, e realismo, tallonato dall'opinione pubblica. Considero poi con approvazione tutto l'impegno messo per migliorare il testo della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i minori, la riduzione dei periodi di detenzione e della messa al bando per cinque anni, l'aiuto giuridico gratuito obbligatorio agli immigrati regolari, l'attenzione ai rifugiati eccetera. E tuttavia - prosegue il segretario del dicastero vaticano competente in materia di immigrazione - rimango nel mio parere, vale a dire che mi ritrovo con l'opinione espressa dalla minoranza a Bruxelles, e cioè che i cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa dell'infrazione amministrativa". "Capisco - dice Marchetto - che i flussi misti attuali creino maggiori difficoltà ma noto con grande dispiacere un affievolimento dei valori che nel dopo grande-guerra hanno portato alla stesura della Carta degli autentici diritti umani. Un supplemento d'anima è dunque necessario anche per l'Unione Europea, un colpo di reni per superare l'asticciola sotto la quale non vi è piú umanesimo. Se non ci riuscisse - precisa - si confermerebbe la nostra preoccupazione per l'avvenire. In effetti, se l'Europa perde il suo ruolo di portabandiera dei diritti umani autentici con conseguente applicazione anche al suo interno, che le resterà nel consesso delle grandi potenze esistenti o emergenti? Il PIL le basta? Ad ogni modo - conclude - non si devono criminalizzare i migranti per il semplice fatto che sono migranti".
SAVE THE CHILDREN - Critiche vengono da Save the Children, il piu' grande movimento internazionale indipendente per la difesa e la protezione dei diritti dei bambini, che in una nota si dice 'profondamente amareggiata'. Secondo l'organizzazione, nel testo non sono previste 'garanzie sufficienti per i minori non accompagnati e quelli che fanno parte di un nucleo familiare' e 'non vengono stabilite procedure adeguate per il rimpatrio dei minori stranieri non accompagnati che ne tutelino il superiore interesse, come sancito dalla Convenzione Onu dei diritti dell'infanzia e dall'adolescenza'. Save the children contesta inoltre la parte della direttiva che prevede la possibilita' di detenzione anche per i minorenni, sottolineando che 'un minore non puo' essere detenuto per ragioni amministrative'. L'organizzazione invita pertanto gli stati membri della Ue a tenere conto delle convenzioni Onu nell'applicare la direttiva, 'in particolare per quanto concerne l'obbligo di fornire protezione e assistenza ai minori non accompagnati' e 'di prendere in considerazione l'adozione di ulteriori misure volte a garantire la protezione e l'assistenza nell'Unione europea dei minori non accompagnati, al di fuori del loro paese di origine'.
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