Domenica 7 giugno 2026
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Direttore Frontex: Balcani nuovo ventre molle dell'immigrazione clandestina

U.E.
Notizia ·
 I Balcani stanno diventando la rotta preferita degli immigrati clandestini che da Iraq, Iran, Pakistan e Asia centrale passano per la Turchia diretti verso l'Europa. E' quanto afferma, in un'intervista al settimanale European Voice, Ilkka Laitinen, direttore di 'Frontex', l'agenzia europea per il controllo delle frontiere.

"Diciamo che le tendenze più preoccupanti si registrano lì. C'è stato un aumento piuttosto netto di immigrati clandestini sia ai confini marittimi dell'Egeo sia ai confini terrestri tra la Grecia e la Turchia e tra la Turchia e la Bulgaria", spiega Laitinen, aggiungendo che il numero degli arresti è diventato "piuttosto alto".

Al tempo stesso si è registrato un calo degli arrivi clandestini dalle Canarie - da 31.678 nel 2006 a 12.478 nel 2007, il 60% in meno. "E' una diminuzione piuttosto consistente, ma d'altra parte la cattiva notizia è che rispetto al 2005 siamo ancora un livello elevato", commenta il capo dell'agenzia europea, secondo il quale c'è una "tendenza leggermente al ribasso" anche per quanto riguarda gli ingressi illegali dal Mediterraneo attraverso Malta e l'Italia.

I flussi dell'immigrazione clandestina si sarebbero ri-orientati verso i Balcani anche perché con l'adesione dei Paesi dell'allargamento del 2004 all'area Schengen i controlli alle frontiere dell'Europa orientale si sono sensibilmente rafforzati.
Se questa condizione di 'ventre molle' venisse confermata, per i governi dei Ventisette diventerebbe ancora più difficile, politicamente, concedere alla Serbia e agli altri Paesi della regione un'apertura sui visti, nonostante le promesse fatte recentemente.

In ogni caso il commissario Ue alla Giustizia, Franco Frattini, ha già pronto un 'pacchetto' per rafforzare i controlli che verrà presentato mercoledì prossimo, a seguito della riunione settimanale della Commissione europea. Le tre 'comunicazioni' in arrivo prevedono fra l'altro la creazione - in tre fasi dal 2008 al 2013 - di un 'Sistema di sorveglianza delle frontiere europee' per rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri e di una banca dati comune sull'immigrazione via mare per ridurre le morti provocate dalle 'carrette del mare'.
 
Frattini, come già annunciato durante la visita a Belgrado a fine gennaio, vuole creare inoltre un registro che faciliti il passaggio ai cittadini di Paesi terzi che entrano legittimamente nell'Ue, ma che al tempo stesso impedisca di 'sforare' sui tempi di permanenza fissati dai visti Schengen.
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