Venerdì 5 giugno 2026
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I diritti umani sono il nuovo benchmark per i social bond

U.E.
Notizia ·
Sostenibilità non è solo tutela dell'ambiente. Nella strategia del-l'Unione europea per rendere la finanza sostenibile, al servizio di una crescita economica che non baratti il tornaconto immediato di pochi con i danni duraturi per molti, ci sono anche gli aspetti sociali. Dopo le forti polemiche per l'atto delegato complementare della Commissione europea per la classificazione sulla sostenibilità ambientale di gas e nucleare, il lavoro va avanti con la Social Taxonomy per costruire la griglia si sostenibilità sociale dei prodotti finanziari.
Il 28 febbraio è stato pubblicato il report della Piattaforma per la finanza sostenibile, organo consultivo della Commissione europea che a gennaio bocciò senza appello (e finora senza effetti concreti) la tassonomia su gas e nucleare. La domanda elevata di "social bond" che finanziano edilizia sociale, assistenza sanitaria o l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, dimostra che gli investitori vedono questi strumenti d'investimento come un'opportunità che si traduce nella possibilità di indi-rizzare i capitali privati verso attività di elevato valore sociale. Allo stesso tempo, gli operatori finanziari sono consapevoli che trascurare l'aspetto sociale comporta il rischio di vedersi associati a violazioni dei diritti umani, come il lavoro minorile o le condizioni di lavoro più in generale.
Per evitare che qualche emittente spacci per "social asset" un prodotto che non rispetta questi principi, il regolamento europeo sulla tassonomia per gli investimenti sostenibili prevede questa ulteriore evoluzione a tutela dei risparmiatori che, a fronte di rendimenti più bassi devono avere la garanzia che i loro soldi siano investiti nel rispetto di criteri ben definiti. Le imprese dovrebbero veder i maggiori costi sostenuti compensati dalla riduzione degli oneri sul debito. A differenza della classificazione ambientale che si basa su evidenze scientifiche, la tassonomia sociale trova fondamento nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Il contesto di riferimento è quello dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, a cui sono allineati vari documenti dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa, dal Pilastro sui diritti sociali alla Carta sociale europea.
Principi che devono essere«protetti» dalle istituzioni e «rispettati» dalle imprese. E nel caso in cui venissero violati, devono essere ripristinati con rimedi adeguati. Si tratta di principi che guardano agli individui ma anche alle comunità che vivono in un territorio e di cui quegli individui fanno parte. Le nuove regole, in base alle quali i prodotti finanziari potranno avere una sorta di certificazione sociale, si articolano su tre obiettivi generali: lavoro dignitoso in tutta la catena del valore; standard di vita adeguati e benessere per gli utilizzatori finali; comunità e società sostenibili e inclusive. Lavoratori, consumatori e comunità.
Chi vorrà fregiarsi del marchio di garanzia europeo di investimento sociale dovrà dare trasparenza alle condizioni di salute e sicurezza in cui si svolge l’attività finanziata, alle condizioni abitative, ai livelli salariali, all'attenzione per la salute dei consumatori e per i mezzi di sussistenza delle comunità del territorio. Tanto per fare un esempio, imprese o attività associate o associabili al fenomeno del land grabbing,l'accaparramento delle terre coltivabili, non potrà avere la social label europea.
Tra i principi in gioco c'è quello del not significant harm, il perseguimento di un obiettivo non può comprometterne altri compresi quelli ambientali, per i quali a fine mese arriveranno "Taxo4" í criteri per altri quattro target: prevenzione e controllo delle acque e dell'ambiente marino, transizione verso l'economia circolare, protezione delle acque e dell'ambiente marino, biodiversità.

(da Il Sole 24 Ore del 08/03/2022)
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