Diritto alla riparazione: in Gazzetta Ufficiale le nuove regole
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2026 il decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, che recepisce in Italia la direttiva europea 2024/1799 sul cosiddetto "diritto alla riparazione". Come riporta Ipsoa, il provvedimento introduce nel Codice del consumo nuove tutele pensate per allungare la vita utile dei beni di consumo e favorire l'economia circolare, riducendo la produzione di rifiuti elettronici e non solo.
Il recepimento arriva con un certo ritardo rispetto alla scadenza fissata dall'Unione Europea, che aveva indicato il 31 luglio 2026 come termine ultimo per l'adeguamento da parte degli Stati membri: l'Italia non aveva rispettato quella data, trovandosi quindi esposta a una procedura di infrazione prima dell'approvazione definitiva del testo.
Tra le principali novità introdotte dal decreto c'è l'obbligo per i fabbricanti di riparare, su richiesta del consumatore, determinate categorie di prodotti anche oltre il periodo di garanzia legale, quando l'intervento sia tecnicamente possibile. L'obbligo riguarda beni di uso quotidiano come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, asciugatrici, smartphone e tablet, e in alcuni casi si estende anche a rappresentanti autorizzati, importatori e distributori. Restano invece escluse altre categorie di dispositivi, come computer portatili, stampanti, macchine da caffè, console per videogiochi e cuffie.
Il decreto introduce inoltre un modulo europeo di informazioni sulla riparazione, che dovrà garantire trasparenza su costi, tempi e condizioni dell'intervento richiesto. Vengono poi stabiliti l'obbligo di rendere disponibili i pezzi di ricambio a prezzi ragionevoli e il divieto per i produttori di adottare pratiche o tecnologie che ostacolino la riparabilità dei prodotti, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare anche il ruolo dei riparatori indipendenti rispetto ai soli centri assistenza autorizzati.
Una delle misure che interessano più da vicino chi acquista beni di consumo riguarda la garanzia legale di conformità: se il prodotto presenta un difetto e il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione, il periodo di responsabilità del venditore si allunga di dodici mesi. Il venditore è tenuto a informare preventivamente il cliente di questa possibilità e della relativa estensione di garanzia. Questa regola si applica ai contratti conclusi a partire dal 31 luglio 2026.
È prevista anche l'istituzione, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, di un Osservatorio nazionale sulla riparazione, con il compito di monitorare l'andamento del settore e le criticità riscontrate. Il ministero fungerà inoltre da punto di contatto nazionale per la futura piattaforma europea dedicata alla riparazione, strumento pensato per mettere in collegamento consumatori e riparatori a livello continentale.
Per chi viola gli obblighi previsti dalla nuova disciplina sono stabilite sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 5.000 a 50.000 euro, importi che raddoppiano nei casi di particolare gravità o recidiva, arrivando fino a 100.000 euro.
Il decreto entrerà in vigore il 22 ottobre 2026.