Discussione generale su testamento biologico parte senza testo unico
Martedi' prossimo iniziera' l'attesa discussione generale sul Testamento biologico. Per ora nessun testo unico, ma l'orientamento e' quello di un confronto parlamentare a partire 'dai molti punti in comune che gli otto ddl depositati in commissione Sanita' di palazzo Madama hanno' e poi 'si costruira' il consenso su le altre questioni'.
E' la relatrice Fiorenza Bassoli (Ds) a spiegare quale e' il passo che prendera' l'iter parlamentare del provvedimento. E se non si fara' in tempo ad approvare prima dell'estate? 'E' una legge attesa, ma non possiamo farne una questione di tempi importante e' avere una buona legge, seria che dia diritti e sicurezza'.
Quindi le prossime tappe, che ipotizza la senatrice, sono: discussione generale, individuazione dei punti comuni, ricerca di un accordo su quelli non condivisi e poi un testo unificato che trovi tutti d'accordo. In commissione non tutti sono d' accordo: il senatore Antonio Tomassini (Fi) ha gia' detto che si deve iniziare con un testo unico, la teodem Paola Binetti e' convinta che questa legge non sia tra le priorita' del Paese, il presidente della commissione Ignazio Marino e'dell'opinione che l'Italia sia gia' in ritardo con la regolamentazione sulle volonta' anticipate.
Comunque, l'intenzione della senatrice Bassoli e' quella di dare 'massima liberta' al dibattito generale perche' questo e' un argomento particolare che riguarda la vita e la morte. Sono dell'idea che bisogna partire da quanto ascoltato nel corso delle audizioni. Altrimenti sarebbe stato inutile farne 49 se non ora non si tenessero in considerazione'. Contraria la 'bipoolarismo etico', la parlamentare e' convinta che 'su queste questioni deve esserci la possibilita' di un punto d' incontro'. 'Non dobbiamo riproporre lo scontro tra una legge di centrodestra e centrosinistra. D'altra parte ci sono ddl di entrambi gli schieramenti'.
COMMENTI
'Ripercorrere quanto e' stato discusso all'interno di 49 audizioni e di unno di lavoro, sia assolutamente un passo necessario per poi avviare la discussione generale sul ddl che credo tutto il paese aspetta'. Il presidente della commissione Sanita' Ignazio Marino parla dell'imminente avvio dei lavori sul ddl sul Testamento biologico che iniziera' martedi' prossimo con la relazione della diessina Fiorenza Bassoli. Nessun riferimento ai tempi di lavoro, ma alle richieste dei giornalisti su quale clima si respira in commissione, il parlamentare risponde: 'E' sicuramente legato anche agli eventi che ci sono stati in questi giorni in Parlamento. Personalmente credo che un parlamento debba concentrarsi su quello che e' il suo lavoro: nella mia visione, magari criticabilissima, e' quello di fare le leggi per i cittadini. Dei ritardi su questo tipo di attivita' personalmente mi disturbano molto'. Insomma come dire non c'e' tempo da perdere, il Paese aspetta la legge e il ruolo del Parlamento e' quello di fare le leggi. 'Abbiamo bisogno di una legge che renda applicabile questo codice deontologico, che e' in linea con la Costituzione del nostro paese, cioe' dice che ognuno di noi ha assoluto diritto di poter scegliere a quali terapie essere sottoposto e a quali non essere sottoposto: questo purtroppo nella legislazione italiana non puo' essere pienamente applicato'.
Sui due nuovi ddl che si andranno ad aggiungere agli otto gia' depositati marino afferma: 'Tecnicamente non sono ancora pervenute ma sappiamo che la senatrice Emprin di Rifondazione e il senatore Silvestri dei Verdi hanno preparato un testo e quindi alla fine avremo dieci ddl'. 'L'idea e' quella di cercare di cogliere i punti comuni di tutti testi e poi arrivare attraverso la discussione generale alla scelta di un testo o alla definizione di un testo unificato'.
'Non dobbiamo dimenticare che un testo davvero molto simile nei principi a quello che io ho presentato l'anno scorso, e' stato votato all'unanimita' nella legislatura precedente ed era un testo proposto dal senatore Tomassini di Forza Italia. Quindi credo che se Forza Italia ha presentato nella legislatura precedente un testo votato all'unanimita' anche con i voti di alcuni dei senatori presenti adesso in commissione sanita', sarebbe sorprendente che non si riesca ad arrivare ad una legge'.
Voler discutere ancora su tutti e otto i disegni di legge sul testamento biologico depositati in Commissione Igiene e sanita' del Senato "e' pura demagogia. Soprattutto dopo oltre un anno di audizioni". Lo afferma il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini, ex presidente della Commissione, a margine di una conferenza stampa oggi a Palazzo Madama per un progetto di aiuto ai bambini malati di diabete in Cameroun.
"La discussione su tutti i Ddl e' un'iniziativa demagogica e non condivisibile, perche' alla fine di quella che sara' una discussione poco utile bisognera' riferirsi a un nuovo testo". Il senatore azzurro suggerisce allora "una pausa di riflessione, e poi la scelta di un testo che spetta al relatore. E su quello soltanto avviare la discussione. Altrimenti pur se non detta, traspare la volonta' di non fare nulla".
A due giorni dall'inizio delle discussioni, secondo Tomassini le opzioni si restringono a due: "O si decide per un nuovo testo, o si punta su uno di quelli gia' depositati. La sintesi tra gli otto Ddl, infatti, la ritengo impossibile per le contrapposizioni evidenti".
Un'ulteriore chance, prosegue Tomassini, potrebbe essere quella di "formulare il comitato ristretto che a votazione decida di puntare su un testo da votare'. Quanto ai rilievi dei giorni scorsi della senatrice dell'Ulivo Paola Binetti, secondo la quale la legge sul testamento biologico non e' una priorita' per il Paese, Tomassini e' critico.
"Le priorita' pragmatiche sono molte. Ma la legge sul testamento biologico rappresenta un'esigenza fortemente diffusa in Italia, che riguarda tutti i cittadini e i medici". Per questa ragione il senatore azzurro ipotizza una diversa interpretazione della posizione della parlamentare della Margherita: "Non vorrei che quel giudizio nasconda un orientamento perche' credo che ci siano i tempi per tutto, se si vuole essere pragmatici e non fare giri di minuetto".
In ultimo, Tomassini confuta le probabilita' che sulla legge sul testamento biologico si consumi una crisi della maggioranza di Governo in grado di mettere in pericolo la stabilita'. "E' vero che si tratta di argomenti sensibili, ma in questo caso si tratta di questioni meno venate di politica di parte, e di scelte etiche individuali. Ritengo che il testamento biologico sia un argomento meno conflittuale dei Dico o della legge sulla procreazione assistita.
Riprova ne e' il fatto che anche il Vaticano, con le cautele del caso, ha dimostrato una cauta attenzione, senza precludere la possibilita' di una legge".
"Comincia martedi' la discussione sul testamento biologico in commissione Sanita', ma la relatrice sul provvedimento, la Ds Fiorenza Bossoli, non si e' voluta assumere la responsabilita' di scegliere un testo base, nemmeno il testo, pur cosi' prudente, presentato dal Presidente della Commissione, capolista dei Ds alle elezioni politiche, il chirurgo Ignazio Marino". Lo dice Marco Cappato, eurodeputato radicale e segretario dell'associazione Luca Coscioni, a proposito del ddl sul testamento biologico. "In questo modo si assesta un primo duro colpo contro il testamento biologico, sia per i tempi, destinati a slittare inevitabilmente, sia per i contenuti". La decisione della relatrice Bassoli e di una parte dei Ds, spiega l'esponente radicale, "e' un primo chiarissimo segnale di cedimento al ricatto della componente teo-dem della Margherita, mobilitata a preparare l'affossamento, dopo i Dico, anche del testamento biologico". Cappato si augura che "proprio dalle fila dei Ds ci si voglia ribellare a questa linea fassiniana (in perfetta continuita' con la storia comunista togliattiana, antiliberale e clericale) espressa dal lavori'o di corridoio della senatrice Anna Serafini", cosi' impegnata "ad allinearsi sulle posizioni delle senatrici, Paola Binetti ed Emanuela Baio Dossi". E si augura che "qualcuno voglia unirsi all'associazione Luca Coscioni nell'investire politicamente su quella stragrande maggioranza di cittadini italiani" che, conclude Cappato, "secondo tutti i sondaggi, sono in grandissima maggioranza favorevoli a un provvedimento di civilta' sul quale il nostro Paese ha gia' accumulato sin troppo ritardo".
Il testamento biologico "non dovrebbe essere obbligatorio per il paziente, ne' vincolante per il medico. Se non avesse tali caratteristiche, infatti, un'eventuale legge sul testamento biologico servirebbe a legalizzare surrettiziamente l'eutanasia, che non e' solo quella attiva, non e' solo l'iniezione letale per intenderci, ma anche quella passiva od omissiva, anche l'abbandono terapeutico". Lo scrive Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza nazionale, che ricorda come, con l'avvio martedi' in commissione Sanita' del Senato della discussione generale sui ddl in materia di testamento biologico, entri nel vivo l'iter di un'eventuale legge.
"Un'eventuale legge sul testamento biologico, per avere il nostro voto non dovrebbe comprendere, tra le pratiche rifiutabili, l'aiuto alla respirazione, l'alimentazione e l'idratazione parenterali, che non sono semplici atti medici, non sono meri trattamenti sanitari (e quindi nulla hanno a che vedere con l'accanimento terapeutico), ma mezzi di sostentamento, di sostegno vitale, di supporto alla vita, interventi salvavita insomma".
"Discussione generale, individuazione dei punti comuni ai disegni di legge, ricerca di un accordo su quelli non condivisi e poi un testo unificato che possa riscontrare il piu' ampio consenso possibile". E' questo l'iter che la relatrice Fiorenza Bassoli (Ulivo) prevede per il testamento biologico.
"Credo che la discussione generale, in commissione Sanita', possa partire dai moltissimi punti in comune che hanno i disegni di legge presentati e che si possa costruire consenso su gli altri punti, quelli piu' caldi, ovvero le questioni della nutrizione e dell'idratazione artificiali e dell'obiezione di coscienza per i medici".
Dopo 49 audizioni, va avanti Bassoli, "abbiamo una conoscenza piu' ampia, in grado di superare anche molte delle questioni che pongono gli stessi disegni di legge. Quello del testamento biologico e' un tema delicato, che attiene alla vita e alla morte e quindi ritengo che anche il metodo della discussione approfondita e aperta e del confronto in questo caso sia particolarmente importante per ottenere il risultato di una buona legge, seria, che dia diritti e sicurezza. Su questioni come queste- conclude la senatrice - non possiamo proporre il bipolarismo etico".
"Non sarà una discussione teologica inerente assoluti etici, ma un confronto che avrà al centro sempre la tutela del benessere e dell'autonomia decisionale della persona". E' il commento del senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della commissione Sanità, all'imminente avvio dei lavori sui ddl sul testamento biologico.
"La griglia interpretativa comune alla maggior parte dei ddl presentati è caratterizzata dalla necessità di garantire da una parte contro abusi e abbandoni terapeutici (con particolare attenzione a non disumanizzare il paziente e a non lasciarlo preda di interessi economici e/o pseudo-scientifici, vedi donazione organi), dall'altra di rendere attuale ed esigibile l'articolo 32 della Costituzione contro l'accanimento terapeutico e dare sovranità piena alla persona sulle scelte inerenti le cure o non cure".
"Rimane comune la dichiarazione anticipata di volontà con l'introduzione della figura del fiduciario, mentre è ancora aperta la questione di affidare un ruolo ai comitati etici degli ospedali o direttamente alla magistratura. Credo che non aver assunto un testo unico sia stata una scelta giusta, date le ampie consonanze e l'individuazione delle due o tre questioni aperte, ad esempio l'obiezione di coscienza del personale sanitario e l'inserimento dell'idratazione tra le cure rifiutabili o meno".
"L'Unione, in questo caso, ha saputo essere tale e si avvia ad un confronto aperto, in cui davvero l'unica preoccupazione è una legge che migliori ed attui le normative vigenti".
"Scelgono di non decidere perchè non sanno come uscirne. I rallentamenti al Senato sul testamento biologico non possono che rallegrarci". Lo afferma in una nota Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia.
"Da sempre abbiamo sollevato enormi dubbi su questa proposta di legge. Nessuno infatti, nel pieno possesso delle proprie facoltà, può sapere cosa si prova quando si è colpiti da una malattia irreversibile. Nessuno è in grado di prevedere i progressi scientifici e medici. Le volontà che si esprimono in un testamento biologico potrebbero non corrispondere ai desideri del soggetto colpito in un secondo momento da una grave malattia".
"Questi sono soltanto alcuni dei punti oscuri che ci spingono ad essere totalmente contrari all'approvazione di una legge pericolosa che rischia di costituire il cavallo di troia attraverso il quale introdurre l'eutanasia nel nostro ordinamento".
E' la relatrice Fiorenza Bassoli (Ds) a spiegare quale e' il passo che prendera' l'iter parlamentare del provvedimento. E se non si fara' in tempo ad approvare prima dell'estate? 'E' una legge attesa, ma non possiamo farne una questione di tempi importante e' avere una buona legge, seria che dia diritti e sicurezza'.
Quindi le prossime tappe, che ipotizza la senatrice, sono: discussione generale, individuazione dei punti comuni, ricerca di un accordo su quelli non condivisi e poi un testo unificato che trovi tutti d'accordo. In commissione non tutti sono d' accordo: il senatore Antonio Tomassini (Fi) ha gia' detto che si deve iniziare con un testo unico, la teodem Paola Binetti e' convinta che questa legge non sia tra le priorita' del Paese, il presidente della commissione Ignazio Marino e'dell'opinione che l'Italia sia gia' in ritardo con la regolamentazione sulle volonta' anticipate.
Comunque, l'intenzione della senatrice Bassoli e' quella di dare 'massima liberta' al dibattito generale perche' questo e' un argomento particolare che riguarda la vita e la morte. Sono dell'idea che bisogna partire da quanto ascoltato nel corso delle audizioni. Altrimenti sarebbe stato inutile farne 49 se non ora non si tenessero in considerazione'. Contraria la 'bipoolarismo etico', la parlamentare e' convinta che 'su queste questioni deve esserci la possibilita' di un punto d' incontro'. 'Non dobbiamo riproporre lo scontro tra una legge di centrodestra e centrosinistra. D'altra parte ci sono ddl di entrambi gli schieramenti'.
COMMENTI
'Ripercorrere quanto e' stato discusso all'interno di 49 audizioni e di unno di lavoro, sia assolutamente un passo necessario per poi avviare la discussione generale sul ddl che credo tutto il paese aspetta'. Il presidente della commissione Sanita' Ignazio Marino parla dell'imminente avvio dei lavori sul ddl sul Testamento biologico che iniziera' martedi' prossimo con la relazione della diessina Fiorenza Bassoli. Nessun riferimento ai tempi di lavoro, ma alle richieste dei giornalisti su quale clima si respira in commissione, il parlamentare risponde: 'E' sicuramente legato anche agli eventi che ci sono stati in questi giorni in Parlamento. Personalmente credo che un parlamento debba concentrarsi su quello che e' il suo lavoro: nella mia visione, magari criticabilissima, e' quello di fare le leggi per i cittadini. Dei ritardi su questo tipo di attivita' personalmente mi disturbano molto'. Insomma come dire non c'e' tempo da perdere, il Paese aspetta la legge e il ruolo del Parlamento e' quello di fare le leggi. 'Abbiamo bisogno di una legge che renda applicabile questo codice deontologico, che e' in linea con la Costituzione del nostro paese, cioe' dice che ognuno di noi ha assoluto diritto di poter scegliere a quali terapie essere sottoposto e a quali non essere sottoposto: questo purtroppo nella legislazione italiana non puo' essere pienamente applicato'.
Sui due nuovi ddl che si andranno ad aggiungere agli otto gia' depositati marino afferma: 'Tecnicamente non sono ancora pervenute ma sappiamo che la senatrice Emprin di Rifondazione e il senatore Silvestri dei Verdi hanno preparato un testo e quindi alla fine avremo dieci ddl'. 'L'idea e' quella di cercare di cogliere i punti comuni di tutti testi e poi arrivare attraverso la discussione generale alla scelta di un testo o alla definizione di un testo unificato'.
'Non dobbiamo dimenticare che un testo davvero molto simile nei principi a quello che io ho presentato l'anno scorso, e' stato votato all'unanimita' nella legislatura precedente ed era un testo proposto dal senatore Tomassini di Forza Italia. Quindi credo che se Forza Italia ha presentato nella legislatura precedente un testo votato all'unanimita' anche con i voti di alcuni dei senatori presenti adesso in commissione sanita', sarebbe sorprendente che non si riesca ad arrivare ad una legge'.
Voler discutere ancora su tutti e otto i disegni di legge sul testamento biologico depositati in Commissione Igiene e sanita' del Senato "e' pura demagogia. Soprattutto dopo oltre un anno di audizioni". Lo afferma il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini, ex presidente della Commissione, a margine di una conferenza stampa oggi a Palazzo Madama per un progetto di aiuto ai bambini malati di diabete in Cameroun.
"La discussione su tutti i Ddl e' un'iniziativa demagogica e non condivisibile, perche' alla fine di quella che sara' una discussione poco utile bisognera' riferirsi a un nuovo testo". Il senatore azzurro suggerisce allora "una pausa di riflessione, e poi la scelta di un testo che spetta al relatore. E su quello soltanto avviare la discussione. Altrimenti pur se non detta, traspare la volonta' di non fare nulla".
A due giorni dall'inizio delle discussioni, secondo Tomassini le opzioni si restringono a due: "O si decide per un nuovo testo, o si punta su uno di quelli gia' depositati. La sintesi tra gli otto Ddl, infatti, la ritengo impossibile per le contrapposizioni evidenti".
Un'ulteriore chance, prosegue Tomassini, potrebbe essere quella di "formulare il comitato ristretto che a votazione decida di puntare su un testo da votare'. Quanto ai rilievi dei giorni scorsi della senatrice dell'Ulivo Paola Binetti, secondo la quale la legge sul testamento biologico non e' una priorita' per il Paese, Tomassini e' critico.
"Le priorita' pragmatiche sono molte. Ma la legge sul testamento biologico rappresenta un'esigenza fortemente diffusa in Italia, che riguarda tutti i cittadini e i medici". Per questa ragione il senatore azzurro ipotizza una diversa interpretazione della posizione della parlamentare della Margherita: "Non vorrei che quel giudizio nasconda un orientamento perche' credo che ci siano i tempi per tutto, se si vuole essere pragmatici e non fare giri di minuetto".
In ultimo, Tomassini confuta le probabilita' che sulla legge sul testamento biologico si consumi una crisi della maggioranza di Governo in grado di mettere in pericolo la stabilita'. "E' vero che si tratta di argomenti sensibili, ma in questo caso si tratta di questioni meno venate di politica di parte, e di scelte etiche individuali. Ritengo che il testamento biologico sia un argomento meno conflittuale dei Dico o della legge sulla procreazione assistita.
Riprova ne e' il fatto che anche il Vaticano, con le cautele del caso, ha dimostrato una cauta attenzione, senza precludere la possibilita' di una legge".
"Comincia martedi' la discussione sul testamento biologico in commissione Sanita', ma la relatrice sul provvedimento, la Ds Fiorenza Bossoli, non si e' voluta assumere la responsabilita' di scegliere un testo base, nemmeno il testo, pur cosi' prudente, presentato dal Presidente della Commissione, capolista dei Ds alle elezioni politiche, il chirurgo Ignazio Marino". Lo dice Marco Cappato, eurodeputato radicale e segretario dell'associazione Luca Coscioni, a proposito del ddl sul testamento biologico. "In questo modo si assesta un primo duro colpo contro il testamento biologico, sia per i tempi, destinati a slittare inevitabilmente, sia per i contenuti". La decisione della relatrice Bassoli e di una parte dei Ds, spiega l'esponente radicale, "e' un primo chiarissimo segnale di cedimento al ricatto della componente teo-dem della Margherita, mobilitata a preparare l'affossamento, dopo i Dico, anche del testamento biologico". Cappato si augura che "proprio dalle fila dei Ds ci si voglia ribellare a questa linea fassiniana (in perfetta continuita' con la storia comunista togliattiana, antiliberale e clericale) espressa dal lavori'o di corridoio della senatrice Anna Serafini", cosi' impegnata "ad allinearsi sulle posizioni delle senatrici, Paola Binetti ed Emanuela Baio Dossi". E si augura che "qualcuno voglia unirsi all'associazione Luca Coscioni nell'investire politicamente su quella stragrande maggioranza di cittadini italiani" che, conclude Cappato, "secondo tutti i sondaggi, sono in grandissima maggioranza favorevoli a un provvedimento di civilta' sul quale il nostro Paese ha gia' accumulato sin troppo ritardo".
Il testamento biologico "non dovrebbe essere obbligatorio per il paziente, ne' vincolante per il medico. Se non avesse tali caratteristiche, infatti, un'eventuale legge sul testamento biologico servirebbe a legalizzare surrettiziamente l'eutanasia, che non e' solo quella attiva, non e' solo l'iniezione letale per intenderci, ma anche quella passiva od omissiva, anche l'abbandono terapeutico". Lo scrive Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza nazionale, che ricorda come, con l'avvio martedi' in commissione Sanita' del Senato della discussione generale sui ddl in materia di testamento biologico, entri nel vivo l'iter di un'eventuale legge.
"Un'eventuale legge sul testamento biologico, per avere il nostro voto non dovrebbe comprendere, tra le pratiche rifiutabili, l'aiuto alla respirazione, l'alimentazione e l'idratazione parenterali, che non sono semplici atti medici, non sono meri trattamenti sanitari (e quindi nulla hanno a che vedere con l'accanimento terapeutico), ma mezzi di sostentamento, di sostegno vitale, di supporto alla vita, interventi salvavita insomma".
"Discussione generale, individuazione dei punti comuni ai disegni di legge, ricerca di un accordo su quelli non condivisi e poi un testo unificato che possa riscontrare il piu' ampio consenso possibile". E' questo l'iter che la relatrice Fiorenza Bassoli (Ulivo) prevede per il testamento biologico.
"Credo che la discussione generale, in commissione Sanita', possa partire dai moltissimi punti in comune che hanno i disegni di legge presentati e che si possa costruire consenso su gli altri punti, quelli piu' caldi, ovvero le questioni della nutrizione e dell'idratazione artificiali e dell'obiezione di coscienza per i medici".
Dopo 49 audizioni, va avanti Bassoli, "abbiamo una conoscenza piu' ampia, in grado di superare anche molte delle questioni che pongono gli stessi disegni di legge. Quello del testamento biologico e' un tema delicato, che attiene alla vita e alla morte e quindi ritengo che anche il metodo della discussione approfondita e aperta e del confronto in questo caso sia particolarmente importante per ottenere il risultato di una buona legge, seria, che dia diritti e sicurezza. Su questioni come queste- conclude la senatrice - non possiamo proporre il bipolarismo etico".
"Non sarà una discussione teologica inerente assoluti etici, ma un confronto che avrà al centro sempre la tutela del benessere e dell'autonomia decisionale della persona". E' il commento del senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della commissione Sanità, all'imminente avvio dei lavori sui ddl sul testamento biologico.
"La griglia interpretativa comune alla maggior parte dei ddl presentati è caratterizzata dalla necessità di garantire da una parte contro abusi e abbandoni terapeutici (con particolare attenzione a non disumanizzare il paziente e a non lasciarlo preda di interessi economici e/o pseudo-scientifici, vedi donazione organi), dall'altra di rendere attuale ed esigibile l'articolo 32 della Costituzione contro l'accanimento terapeutico e dare sovranità piena alla persona sulle scelte inerenti le cure o non cure".
"Rimane comune la dichiarazione anticipata di volontà con l'introduzione della figura del fiduciario, mentre è ancora aperta la questione di affidare un ruolo ai comitati etici degli ospedali o direttamente alla magistratura. Credo che non aver assunto un testo unico sia stata una scelta giusta, date le ampie consonanze e l'individuazione delle due o tre questioni aperte, ad esempio l'obiezione di coscienza del personale sanitario e l'inserimento dell'idratazione tra le cure rifiutabili o meno".
"L'Unione, in questo caso, ha saputo essere tale e si avvia ad un confronto aperto, in cui davvero l'unica preoccupazione è una legge che migliori ed attui le normative vigenti".
"Scelgono di non decidere perchè non sanno come uscirne. I rallentamenti al Senato sul testamento biologico non possono che rallegrarci". Lo afferma in una nota Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia.
"Da sempre abbiamo sollevato enormi dubbi su questa proposta di legge. Nessuno infatti, nel pieno possesso delle proprie facoltà, può sapere cosa si prova quando si è colpiti da una malattia irreversibile. Nessuno è in grado di prevedere i progressi scientifici e medici. Le volontà che si esprimono in un testamento biologico potrebbero non corrispondere ai desideri del soggetto colpito in un secondo momento da una grave malattia".
"Questi sono soltanto alcuni dei punti oscuri che ci spingono ad essere totalmente contrari all'approvazione di una legge pericolosa che rischia di costituire il cavallo di troia attraverso il quale introdurre l'eutanasia nel nostro ordinamento".
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