Sabato 6 giugno 2026
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Divorzio breve: prima sentenza italiana

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il Tribunale di Firenze ha concesso il divorzio "breve": tra il matrimonio ed il divorzio sono trascorsi poco piu' di un anno, senza esser passati neppure dallo procedura di separazione e dai tre anni di attesa per chiedere ottenere il divorzio.
Lo ha ottenuto una coppia, lei italiana di Firenze, lui spagnolo. E per la prima volta in Italia e' stata applicata integralmente una legge di un Paese dell'Unione Europea che prevede il divorzio breve.
La coppia in questione si e' sposata poco piu' di un anno fa in Italia. Durante i pochi mesi di convivenza, i neo sposi hanno abitato prevalentemente in Spagna, ma l'unione e' presto naufragata e la donna ha chiesto al Giudice italiano subito il divorzio nella speranza di liberarsi il prima possibile dello oramai divenuto scomodo vincolo matrimoniale.
"Abbiamo chiesto al giudice l'applicazione della legge spagnola (n. 15/2005) - spiega l'avvocato Iacopo Tozzi dello studio legale Cnttv di Firenze che, insieme al collega Marco Antonio Vallini, difende la donna . Se in Italia per chiedere il divorzio bisogna obbligatoriamente prima ottenere una sentenza di separazione e poi attendere almeno tre anni, in Spagna le nuove leggi permettono di procedere direttamente alla fase finale del procedimento per interrompere un matrimonio".
In Italia il divorzio senza separazione e' possibile solo in casi molto particolari, come la condanna di un coniuge all'ergastolo o per gravi reati.
Il giudice di Firenze - con sentenza emessa a neanche un anno dall'inizio della causa - ha accettato la richiesta degli avvocati fiorentini e ha disposto l'immediato divorzio.
Per la prima volta il giudice ha applicato in pieno una legge straniera disponendo immediatamente il divorzio. "Prima d'ora - spiega ancora Tozzi - sono state solamente delibate sentenze gia' emesse in altri Paesi: ottenuto il divorzio all'estero, ai coniugi e' stato riconosciuto anche in Italia. Stavolta invece e' stata applicata una legge sul divorzio non italiana in territorio italiano".
In questo caso, quindi, il divorzio ottenuto grazie alla legge spagnola e' tutto italiano, ma in tempi record.
La questione del "divorzio veloce" e' da anni al centro della discussione politica e sociale. Secondo una ricerca condotta dall'istituto Eures (2007), il 63,5% degli italiani vedrebbe con favore l'approvazione del "divorzio breve" per le coppie senza figli. Il campione e' schierato politicamente e religiosamente in modo trasversale.
Bipartisan e' anche il gruppo di parlamentari che ha recentemente lanciato un appello ai presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato e a tutti i capigruppo per sollecitare l'inserimento nell'ordine del giorno delle commissioni delle 6 proposte legislative per ridurre sensibilmente il periodo minimo attualmente necessario per ottenere l'addio definitivo al coniuge.
In Italia e' stata anche costituita una specifica "Lega italiana per il divorzio breve (clicca qui) che si batte da anni per le relative modifiche legislative.
Dal rapporto della Commissione europea per l'efficienza della giustizia sullo stato dei sistemi giudiziari relativo al 2006 in 45 stati su 47 membri del Consiglio d'Europa, l'Italia si e' aggiudicata la maglia nera per la durata dei procedimenti di divorzio: per le procedure di primo grado nel nostro Paese occorrono 634 giorni, il doppio di quanto serve in Germania e in Portogallo. Nella classifica, infatti, dopo l'Italia vengono la Francia (447 giorni), il Portogallo (325) e la Germania (321). In Spagna il tempo valutabile per l'ottenimento del divorzio varia fra i tre e i 6 mesi e la pratica puo' essere sollecitata dopo un minimo di tre mesi dalle nozze.

Per approfondimenti sul divorzio spagnolo:
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 Il commento della sen. Donatella Poretti, parlamentare Radicali-Pd
La sentenza di Firenze che ha stabilito lo scioglimento del vincolo matrimoniale senza il tradizionale passaggio della separazione e dei tre anni di attesa per l'eventuale ripensamento (1), e' un campanello d'allarme e un'indicazione giurisprudenziale che deve trovare sbocchi istituzionali subito.
L'escamotage della sentenza e' stato che la coppia, nonostante avesse contratto il matrimonio in Italia, era vissuta prevalentemente in Spagna e che uno dei coniugi era spagnolo. Motivo ritenuto sufficiente dal giudice per applicare la legge spagnola ma che non credo possa avere lunga vita se qualcuno avesse intenzione di impugnarlo in appello.
Una situazione che se giuridicamente lascia perplessi, politicamente e' significativa, perche' e' l'ennesimo messaggio della magistratura al legislatore, per intervenire li' dove la legislazione e' insufficiente rispetto agli usi e costumi della societa' civica.
Gia' alcuni fa il Parlamento si era pronunciato bocciando una proposta di legge che riduceva a uno gli attuali tre anni di attesa per il divorzio dopo la separazione: un voto bipartisan che, ispirato dal Vaticano, aveva confermato la continua genuflessione delle nostre istituzioni all'autorita' religiosa papalina.
In Italia la mobilitazione per modificare la legge in questo senso e' molto attiva, con un'associazione radicale, la Lega Italiana per il divorzio breve (2), che mobilita da anni numerose persone e raccoglie simpatie e adesioni in tutte le direzioni.
Ora, grazie alla decisione del giudice fiorentino, e' occasione perche' i vari progetti di legge in merito siano affrontati e si ponga un freno a questo scempio di liberta' che l'attuale normativa sullo scioglimento del matrimonio impone. Non sono pochi i leader, di quelli oggi a guida della maggioranza di governo, che non siano divorziati... forse e' il caso di dar corpo giuridico a questa loro latitanza.

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