Documento Ordini dei medici su fecondazione e aborto
Prescrizione della 'pillola del giorno dopo', per la quale i medici, anche se obiettori di coscienza, devono adoperarsi per garantire alla donna l'accesso al farmaco in tempo utile alla contraccezione. Rianimazione del feto fortemente prematuro nato anche da aborto terapeutico, qualora ci sia "possibilita' di vita autonoma". Ma anche riflessioni su procreazione assistita e aborto. I medici italiani mettono 'nero su bianco' le indicazioni sulle questioni piu' spinose legate all'inizio della vita, ribadendo con forza che resta il Codice deontologico la bussola dei professionisti. Mentre, ancora una volta, riaffermano l'autonomia della professione respingendo leggi che siano troppo 'invadenti' rispetto al rapporto medico-paziente o mettano in discussione il diritto del medico di scegliere 'in scienza e coscienza'. E' stato approvato all'unanimita' dal Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), riunito in questa occasione a Ferrara, il documento su 'Etica e Deontologia di inizio vita'. Un testo, messo a punto dal Gruppo di lavoro di Bioetica della Federazione, che ha anche tenuto conto delle osservazioni fatte delle associazioni confessionali, laiche, dei cittadini e delle societa' scientifiche, emerse dal convegno sul tema organizzato ieri nella citta' estense. Rispetto allo "sviluppo tumultuoso della scienza e di una tecnologia sanitaria che si e' mostrata capace di modificare l'evoluzione della vita dalla nascita alla morte" - dicono i medici - in molti casi il diritto, quando detta le norme "tende a non essere 'mite', intervenendo in maniera sempre piu' dettagliata nelle decisioni mediche, provocando reazioni di rigetto in coloro che non ne condividono i contenuti e creando contrasti tra leggi, deontologia e scienza". Nasce da qui, spiega all'Adnkronos Salute Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, la necessita' di "un confronto e di una riflessione condivisa alla luce del codice deontologico".
PILLOLA DEL GIORNO DOPO: Per quanto riguarda la prescrizione del levonorgestrel, o 'pillola del giorno dopo', si ribadisce che, come prevede il Codice deontologico, il medico ha il dovere di "fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento" e di adoperarsi per tutelare l'accesso alla prescrizione nei tempi appropriati. "Insomma ribadiamo - spiega ancora Bianco - che siamo contrari a soluzioni 'sbrigative', come per esempio l'affissione di cartelli in cui si dichiara il rifiuto alla prescrizione".
-LEGGE 194: I medici sottolineano che la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza resta ancora poco applicata nella sua parte iniziale, che prevede forme di aiuto alla maternita' responsabile. Ma rilevano anche i dati positivi "non solo la sostanziale scomparsa dell'aborto clandestino, piaga sociale a cui non si deve correre alcun rischio di ritornare, ma anche la drastica riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza: risultati di grande significato civile e sociale".
Per il futuro invece sottolineano che, nel caso di introduzione in Italia della RU486 (Mifepristone) - associato o no con il Misoprostolo, quest'ultimo in uso presso donne extracomunitarie come abortivo clandestino - si stabilisca che questo avvenga nel piu' rigoroso rispetto dei criteri e delle procedure previste dalla 194".
NEONATI ESTREMAMENTE PREMATURI: I medici rilevano che i progressi della neonatologia pongono nuovi problemi etici legati all'assistenza di neonati di eta' gestazionale estremante bassa, 22-25 settimane. Per i medici, gia' nella legge 194 ci sono norme estremente chiare: "quando sussiste la possibilita' di vita autonoma del feto - dice la legge - il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto".
A fronte di questo, in particolare per quanto riguarda i casi di interruzione terapeutica di gravidanza "occorre un'attenta valutazione della possibile vitalita' del feto alla luce sia della specifica disposizione legislativa sia dei progressi della neonatologia e delle evidenze scientifiche per evitare il ricorso a successive manovre rianimatorie che possano configurare forme di accanimento terapeutico".
Tutto questo, ovviamente, con il coinvolgimento dei genitori, che devono essere adeguatamente informati e supportati sul piano umano e psicologico. E' inoltre necessario, auspicano i camici bianchi, che il Servizio sanitario si attrezzi meglio per gestire questi eventi.
PROCREAZIONE ASSISTITA: Sulla procreazione assistita i medici si erano gia' espressi negativamente sulle prime Linee guida della legge 40, in particolare sulla diagnosi preimpianto dell'embrione, limitata alle sole tecniche osservazionali e all'obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti (fino a tre).
Ora - dopo l' abolizione della previsione della diagnosi osservazionale pre-impianto - ribadiscono che le "linee guida non possano, ne' debbano intervenire nella relazione di cura definendo, indipendentemente dal contesto clinico, atti e procedure diagnostico-terapeutiche non fondate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, sulle quali non e' consentito alla donna esercitare un diritto attuale all'autodeterminazione, ne' al medico quello di compiere il proprio dovere agendo secondo scienza, nel rispetto del principio ippocratico di perseguire il massimo bene delle pazienti".
Bianco, sottolinendo che il documento e' stato varato all'unanimita', ha concluso che cio' "da' ancora piu' valore al contenuto etico e civile della nostra riflessione deontologica che mettiamo al servizio dei medici e dei cittadini".
COMMENTI
Cari medici riflettete attentamente su pillola del giorno dopo e aborto. Cosi' il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, si rivolge alla Federazione nazionale degli ordini dei medici riunita a convegno a Ferrara. "I medici riuniti a Ferrara per discutere di temi delicati quali l'etica di inizio vita - ha detto la Roccella - tengano conto nel loro documento finale delle evidenze scientifiche e, soprattutto, forniscano tutti quei dati indispensabili a dimostrare le loro conclusioni. "Mi farebbe piacere che i medici quando parlano di contraccezione, di aborto e di etica di inizio vita - ha spiegato la Roccella - tenessero conto, nel loro documento finale, delle evidenze scientifiche e delle posizioni gia' espresse su questi temi dal Comitato nazionale di bioetica, dal Consiglio superiore di Sanita'. I medici della Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e degli odontoiatri si stanno confrontando per varare un documento che "rappresenti - come si legge in un loro comunicato - un forte punto di equilibrio e di riferimento deontologico, capace di aiutare i medici" a prendere decisioni spesso difficili. Tra gli argomenti in discussione anche quelli della rianimazione dei feti vitali di bassa eta' gestazionale e un piu' facile accesso alla pillola del giorno dopo. Il sottosegretario Roccella, in particolare su questo punto, invoca prudenza: "Che effetti potrebbe avere per una ragazzina di 15 o 16 anni l'uso ripetuto della pillola del giorno dopo? E ancora: nei paesi dove questo genere di farmaco si puo' acquistare senza prescrizione, gli aborti sono veramente diminuiti?". La Roccella, che si e' comunque detta disponibile a qualsiasi tipo di confronto con gli operatori sanitari, auspica che il documento dei medici della Fnomceo sia accompagnato anche "da un'ampia documentazione scientifica" che dimostri la bonta' delle loro tesi.
"La piu' lucrosa impresa delle industrie farmaceutiche internazionali di tutti i tempi e' stata realizzata attorno alla preparazione e produzione dei contraccettivi e degli abortivi". E' la critica espressa ieri da monsignor Elio Sgreccia in occasione del trentesimo anno di attivita' dell'ambulatorio di sessuologia clinica dell'Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina di Roma. Secondo monsignor Sgreccia, le politiche dei paesi piu' evoluti "hanno coinvolto anche l'ambito scientifico, che e' stato finanziato per la ricerca di nuove tecniche che potessero essere 'efficaci' e piu' accettabili dalle popolazioni; cosi' ci si e' orientati verso quelle sostanze che uniscono l'effetto contraccettivo a quello abortivo precoce. Si tratta di prodotti che vanno sotto il nome di pillola del giorno dopo e la RU486". "Il perseguimento del benessere e della salute con il termine ingannevole di 'salute riproduttiva' - ha detto il prelato - e' ancora in atto e viene sostenuto da cospicui finanziamenti internazionali nonostante l'effetto boomerang che queste politiche hanno sortito nei paesi svilupati con la crisi demografica e la conseguente esplosione della popolazione anziana e l'insieme delle conseguenze economice". La liberta' sessuale secondo Sgreccia ha prodotto due effetti antisociali: da una parte e' causa del "calo demografico che in molti paesi viene chiamato l'inverno demografico, con l'aggravante che per una quota che si aggira ai 40-50 milioni ogni anno e' frutto di soppressione violenta (aborto) del figlio", dall'altra ha influito sulla stabilita' della famiglia, che "non piu' sorretta dalla sua unita' interiore registra un alto tasso di separazioni e divorzi che in Europa si aggira sul 50%".
PILLOLA DEL GIORNO DOPO: Per quanto riguarda la prescrizione del levonorgestrel, o 'pillola del giorno dopo', si ribadisce che, come prevede il Codice deontologico, il medico ha il dovere di "fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento" e di adoperarsi per tutelare l'accesso alla prescrizione nei tempi appropriati. "Insomma ribadiamo - spiega ancora Bianco - che siamo contrari a soluzioni 'sbrigative', come per esempio l'affissione di cartelli in cui si dichiara il rifiuto alla prescrizione".
-LEGGE 194: I medici sottolineano che la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza resta ancora poco applicata nella sua parte iniziale, che prevede forme di aiuto alla maternita' responsabile. Ma rilevano anche i dati positivi "non solo la sostanziale scomparsa dell'aborto clandestino, piaga sociale a cui non si deve correre alcun rischio di ritornare, ma anche la drastica riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza: risultati di grande significato civile e sociale".
Per il futuro invece sottolineano che, nel caso di introduzione in Italia della RU486 (Mifepristone) - associato o no con il Misoprostolo, quest'ultimo in uso presso donne extracomunitarie come abortivo clandestino - si stabilisca che questo avvenga nel piu' rigoroso rispetto dei criteri e delle procedure previste dalla 194".
NEONATI ESTREMAMENTE PREMATURI: I medici rilevano che i progressi della neonatologia pongono nuovi problemi etici legati all'assistenza di neonati di eta' gestazionale estremante bassa, 22-25 settimane. Per i medici, gia' nella legge 194 ci sono norme estremente chiare: "quando sussiste la possibilita' di vita autonoma del feto - dice la legge - il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto".
A fronte di questo, in particolare per quanto riguarda i casi di interruzione terapeutica di gravidanza "occorre un'attenta valutazione della possibile vitalita' del feto alla luce sia della specifica disposizione legislativa sia dei progressi della neonatologia e delle evidenze scientifiche per evitare il ricorso a successive manovre rianimatorie che possano configurare forme di accanimento terapeutico".
Tutto questo, ovviamente, con il coinvolgimento dei genitori, che devono essere adeguatamente informati e supportati sul piano umano e psicologico. E' inoltre necessario, auspicano i camici bianchi, che il Servizio sanitario si attrezzi meglio per gestire questi eventi.
PROCREAZIONE ASSISTITA: Sulla procreazione assistita i medici si erano gia' espressi negativamente sulle prime Linee guida della legge 40, in particolare sulla diagnosi preimpianto dell'embrione, limitata alle sole tecniche osservazionali e all'obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti (fino a tre).
Ora - dopo l' abolizione della previsione della diagnosi osservazionale pre-impianto - ribadiscono che le "linee guida non possano, ne' debbano intervenire nella relazione di cura definendo, indipendentemente dal contesto clinico, atti e procedure diagnostico-terapeutiche non fondate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, sulle quali non e' consentito alla donna esercitare un diritto attuale all'autodeterminazione, ne' al medico quello di compiere il proprio dovere agendo secondo scienza, nel rispetto del principio ippocratico di perseguire il massimo bene delle pazienti".
Bianco, sottolinendo che il documento e' stato varato all'unanimita', ha concluso che cio' "da' ancora piu' valore al contenuto etico e civile della nostra riflessione deontologica che mettiamo al servizio dei medici e dei cittadini".
COMMENTI
Cari medici riflettete attentamente su pillola del giorno dopo e aborto. Cosi' il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, si rivolge alla Federazione nazionale degli ordini dei medici riunita a convegno a Ferrara. "I medici riuniti a Ferrara per discutere di temi delicati quali l'etica di inizio vita - ha detto la Roccella - tengano conto nel loro documento finale delle evidenze scientifiche e, soprattutto, forniscano tutti quei dati indispensabili a dimostrare le loro conclusioni. "Mi farebbe piacere che i medici quando parlano di contraccezione, di aborto e di etica di inizio vita - ha spiegato la Roccella - tenessero conto, nel loro documento finale, delle evidenze scientifiche e delle posizioni gia' espresse su questi temi dal Comitato nazionale di bioetica, dal Consiglio superiore di Sanita'. I medici della Federazione nazionale degli ordini dei medici Chirurghi e degli odontoiatri si stanno confrontando per varare un documento che "rappresenti - come si legge in un loro comunicato - un forte punto di equilibrio e di riferimento deontologico, capace di aiutare i medici" a prendere decisioni spesso difficili. Tra gli argomenti in discussione anche quelli della rianimazione dei feti vitali di bassa eta' gestazionale e un piu' facile accesso alla pillola del giorno dopo. Il sottosegretario Roccella, in particolare su questo punto, invoca prudenza: "Che effetti potrebbe avere per una ragazzina di 15 o 16 anni l'uso ripetuto della pillola del giorno dopo? E ancora: nei paesi dove questo genere di farmaco si puo' acquistare senza prescrizione, gli aborti sono veramente diminuiti?". La Roccella, che si e' comunque detta disponibile a qualsiasi tipo di confronto con gli operatori sanitari, auspica che il documento dei medici della Fnomceo sia accompagnato anche "da un'ampia documentazione scientifica" che dimostri la bonta' delle loro tesi.
"La piu' lucrosa impresa delle industrie farmaceutiche internazionali di tutti i tempi e' stata realizzata attorno alla preparazione e produzione dei contraccettivi e degli abortivi". E' la critica espressa ieri da monsignor Elio Sgreccia in occasione del trentesimo anno di attivita' dell'ambulatorio di sessuologia clinica dell'Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina di Roma. Secondo monsignor Sgreccia, le politiche dei paesi piu' evoluti "hanno coinvolto anche l'ambito scientifico, che e' stato finanziato per la ricerca di nuove tecniche che potessero essere 'efficaci' e piu' accettabili dalle popolazioni; cosi' ci si e' orientati verso quelle sostanze che uniscono l'effetto contraccettivo a quello abortivo precoce. Si tratta di prodotti che vanno sotto il nome di pillola del giorno dopo e la RU486". "Il perseguimento del benessere e della salute con il termine ingannevole di 'salute riproduttiva' - ha detto il prelato - e' ancora in atto e viene sostenuto da cospicui finanziamenti internazionali nonostante l'effetto boomerang che queste politiche hanno sortito nei paesi svilupati con la crisi demografica e la conseguente esplosione della popolazione anziana e l'insieme delle conseguenze economice". La liberta' sessuale secondo Sgreccia ha prodotto due effetti antisociali: da una parte e' causa del "calo demografico che in molti paesi viene chiamato l'inverno demografico, con l'aggravante che per una quota che si aggira ai 40-50 milioni ogni anno e' frutto di soppressione violenta (aborto) del figlio", dall'altra ha influito sulla stabilita' della famiglia, che "non piu' sorretta dalla sua unita' interiore registra un alto tasso di separazioni e divorzi che in Europa si aggira sul 50%".
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