Domenica 7 giugno 2026
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Dolore cronico, ne soffre un italiano su quattro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
 In Italia ne soffre una persona su quattro e il nostro paese si e' collocato al terzo posto in Europa, preceduta solo da Norvegia (30%) e Polonia (27%). Per la maggior parte si tratta di donne e con un'eta' non superiore ai cinquantanni. Si tratta del 'dolore cronico', un problema grave e diffuso, troppo spesso sottovalutato, sebbene le conseguenze sociali ed economiche siano rilevanti.
Basti considerare che il 17% delle persone interpellate sulla questione ha dichiarato di aver perso il lavoro a causa di questa condizione, il 28% ha visto un cambio delle proprie mansioni e delle proprie responsabilita' e il 22% ha ricevuto una diagnosi di depressione. Il dolore cronico e' la prima causa di assenteismo sul lavoro, ma anche la prima causa di inabilita', con costi sociali altissimi che, nella gran parte, ricadono direttamente sulle famiglie.
'In Italia l'attenzione rivolta al tema del dolore cronico e' ancora molto scarsa, lo spazio che la medicina del dolore ricopre nelle strutture sanitarie e' frammentato e insufficiente. Una folta popolazione di pazienti non trova una risposta clinica efficace con una forte ricaduta sociale ed una notevole dispersione di risorse. Si tratta, tuttavia, di mettere in pratica modelli organizzativi e gestionali gia' collaudati. Se il dolore cronico e' uno dei problemi medici meno riconosciuti e trattati del XXI secolo, la nostra Azienda puo' offrire un esempio di quanto gia' fatto in questa direzione'. Lo afferma Luigi D'Elia, Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera San Giovanni - Addolorata che anticipa alcuni temi al centro del Seminario che si terra' il prossimo martedi' 23 Febbraio.
Il dolore cronico puo' essere benigno - causato cioe' da diversi tipi di lesioni e malattie, tra cui l'artrite e le forme di danneggiamento del sistema nervoso - o maligno, se oncologico. Se non curato adeguatamente, puo' influire negativamente su tutti gli aspetti della salute e del benessere del paziente.
Il problema e' spesso sottovalutato soprattutto nei casi di dolore benigno. Ma se il dolore cronico benigno puo' essere curato in ambito riabilitativo, in modo da restituire definitivamente ai pazienti una qualita' di vita altrimenti compromessa, il dolore maligno puo' essere affrontato con le cure palliative in fase terminale.
Il dolore cronico, inoltre, si accompagna nella maggior parte dei casi ad altre condizioni di disagio fisico. I pazienti, infatti, sono costretti a un'immobilita' forzata con conseguenze negative su muscoli e articolazioni, si ammalano piu' facilmente a causa della depressione del sistema immunitario, soffrono di inappetenza.
La continua sofferenza porta alla dipendenza dai farmaci, tra i quali gli oppioidi, e a un uso eccessivo e inappropriato dei Servizi Sanitari. Tutto questo si traduce in isolamento sociale, depressione, frustrazione e scarse performance lavorative se non addirittura alla totale inabilita' al lavoro.
La maggior parte dei pazienti soffre quotidianamente per il dolore cronico e la durata media di questa condizione e' di oltre sette anni.
'Non e' semplice prendere in carico un paziente con dolore che spesso e' reduce da percorsi assistenziali lunghi e travagliati. E' necessario, pertanto, garantire - spiega Mario Di Lazzaro, Direttore del Dipartimento di Anestesiologia e Rianimazione dell'Azienda ospedaliera San Giovanni - Addolorata - un'assistenza continua che deve certamente includere una medicina di base capace di riferire i pazienti a centri specializzati in grado di garantire i trattamenti piu' appropriati ed efficaci'. 
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