Domani seminario Coscioni sulla procreazione assistita. No dei parlamentari PD vicini al Vaticano
Oggi, grazie alla legge 40, almeno 15-16 mila coppie, con problemi di fertilita', si rivolgono all'estero con una spesa media di 8 mila euro per ciclo: sono ben il 54% delle coppie che emigrano per avere un bambino a farlo proprio nel periodo estivo. A registrare il 'boom' del turismo procreativo rispetto al calo del turismo estivo, e' uno studio del 'Centro Artes' di Torino, attivo dal 1982 nella diagnosi e nel trattamento della sterilita'. Dallo studio emerge che, per bypassare i divieti imposti dalla legge 40/2004, il congelamento degli embrioni, la fecondazione di un numero non limitato di ovociti in coltura, la fecondazione eterologa e la diagnosi preimpianto, nel 2006 "il turismo procreativo e' cresciuto del 200%". E se prima dell'approvazione della legge 40, "le coppie 'in fuga' erano 1.066, nel 2006 sono quadruplicate a 4.173, ed il trend all'aumento e' rimasto evidente - dice lo studio - anche nel 2007". Le coppie italiane insomma scappano all'estero: "e' proprio in estate che i problemi di fertilita' diventano piu' acuti - spiega Alessandro Di Gregorio, direttore del Centro - perche' si tratta dell'unico periodo dell'anno in cui possono allontanarsi dal lavoro senza problemi ed in molti casi rinunciando alle vacanze e pagando il loro viaggio a caro prezzo". E della legge 40 si occupera' il primo luglio l'intergruppo parlamentare 'Coscioni-Welby' con giuristi, professori, tecnici e parlamentari. "Sono preoccupanti questi dati sul turismo procreativo", precisa De Gregorio ma "sono l'inevitabile epilogo di una situazione degenerata alla base: la legge 40 blocca di fatto lo sviluppo della medicina e impedisce alle coppie che trovano difficolta' nel concepimento di sognare, di sperare ancora". Ecco perche' emigrano all'estero, spendendo molti soldi e rischiando anche di finire in centri poco professionali. Ma dove vanno le coppie italiane a 'curare' la sterilita' per avere il loro figlio? La meta preferita e' la Spagna - rende noto lo studio - "dove e' attivo un fiorente mercato di gameti a pagamento: le coppie italiane che vi si recano sono passate da 60 a 1.365". Alto gradimento poi per la Svizzera, scelta dal 32% delle coppie italiane per la vicinanza e il mito intramontabile delle cliniche elvetiche. Chi si affida a metodiche 'low cost', opta sempre piu' spesso per i Paesi dell'Europa dell'Est: nella Repubblica Ceca l'affluenza degli italiani e' aumentata da 22 a 500 coppie. Il 10% degli aspiranti genitori si dirige poi in Slovenia, soprattutto dalla vicina area di Trieste. Segue quindi la Grecia: a Salonicco le coppie italiane, assenti prima della legge 40, ora rappresentano il 12% del totale. Piace anche la Turchia che permette la diagnosi preimpianto: ad Istanbul le coppie italiane arrivano al 20% del totale. E si segnalano pure coppie italiane a Cipro. Non da meno l'Austria con un +20% di italiani; la Francia ed in particolare Nizza dove il numero di coppie italiane e' fisso intorno al 5%; il Belgio, dove le coppie che si sono recate a Bruxelles sono passate da 204 prima della legge 40 a 775 dopo.
PARLAMENTARI CATTOLICI DEL PD, NO A SEMINARIO COSCIONI-WELBY - 'Non partecipiamo al seminario dell'intergruppo parlamentare 'Coscioni - Welby', perche' il suo obiettivo sembra un vero e proprio accanimento contro la legge 40 del 2004, approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum popolare'. Lo annunciano i parlamentari del Partito democratico, in prevalenza teodem: Emanuela Baio, Benedetto Adragna, Nino Papania, Claudio Gustavino, Luigi Lusi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Marco Calgaro, Andrea Sarubbi, Gero Grassi e Donato Mosella. 'Riteniamo scorretto, e per taluni aspetti aberrante- si legge nella nota- selezionare scientificamente ed eticamente gli uomini e stabilire, su queste premesse, se una persona ha diritto, oppure no a nascere. Il dono della vita si trasforma in diritto alla nascita e all'esistenza e dallo stesso concepimento scaturisce il dovere delle istituzioni a favorire quanto indispensabile per la tutela, la garanzia e la promozione della vita'. il gruppetto di deputati e senatori democratici di provenienza dalla Margherita spiega che 'la condanna alla selezione eugenetica e' una conseguenza necessaria e per noi ovvia, nello svolgimento del nostro mandato parlamentare' e ricorda che la legge sulla fecondazione assistita stabilisce che 'e' proibita ogni diagnosi preimpianto a finalita' eugenetica'.
PARLAMENTARI CATTOLICI DEL PD, NO A SEMINARIO COSCIONI-WELBY - 'Non partecipiamo al seminario dell'intergruppo parlamentare 'Coscioni - Welby', perche' il suo obiettivo sembra un vero e proprio accanimento contro la legge 40 del 2004, approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum popolare'. Lo annunciano i parlamentari del Partito democratico, in prevalenza teodem: Emanuela Baio, Benedetto Adragna, Nino Papania, Claudio Gustavino, Luigi Lusi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Marco Calgaro, Andrea Sarubbi, Gero Grassi e Donato Mosella. 'Riteniamo scorretto, e per taluni aspetti aberrante- si legge nella nota- selezionare scientificamente ed eticamente gli uomini e stabilire, su queste premesse, se una persona ha diritto, oppure no a nascere. Il dono della vita si trasforma in diritto alla nascita e all'esistenza e dallo stesso concepimento scaturisce il dovere delle istituzioni a favorire quanto indispensabile per la tutela, la garanzia e la promozione della vita'. il gruppetto di deputati e senatori democratici di provenienza dalla Margherita spiega che 'la condanna alla selezione eugenetica e' una conseguenza necessaria e per noi ovvia, nello svolgimento del nostro mandato parlamentare' e ricorda che la legge sulla fecondazione assistita stabilisce che 'e' proibita ogni diagnosi preimpianto a finalita' eugenetica'.
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