Lunedì 8 giugno 2026
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Domenica di morte nei mari italiani

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ancora tragedie del mare, ancora vittime dei traffici di esseri umani. Il bilancio degli ultimi due sbarchi sulle coste siciliane e calabresi e' pesante: 16 morti. Numerosi i dispersi. Di fronte a questa terribile 'domenica luttuosa', come l'ha definita l'Unhcr, la politica torna a chiedere una strategia europea per contrastare il mercato dei nuovi schiavi. E il ministro Paolo Ferrero afferma: 'e' la legge Bossi-Fini che alimenta la clandestinita''.
SICILIA, 9 MORTI - La tragedia a Vendicari, uno dei luoghi naturalistici piu' suggestivi della Sicilia. Fino all'altro giorno c'erano ancora gli ombrelloni, mentre ieri -sulla spiaggia e in acqua- sono stati trovati 9 cadaveri. E il numero delle vittime potrebbe salire: sul gommone, sbattuto a riva dal mare agitato, c'erano infatti 24 persone, secondo quanto hanno raccontato i 7 sopravvissuti raccolti stanotte sulla spiaggia del siracusano. Tra i corpi recuperati, anche quello di un ragazzo di circa 15 anni. Questo gommone, e un altro recuperato tra gli scogli, sarebbero i mezzi utilizzati dagli immigrati per raggiungere terra, dopo essere stati trasbordati da una barca piu' grande. Un peschereccio che li ha abbandonati in mare, nonostante le sue pessime condizioni, e se n'e' andato. I 7 sopravvissuti, intercettati in nottata dalla polizia e condotti nel centro d'accoglienza di Cassibile, in un primo momento hanno taciuto sulla tragedia. Ma dopo il ritrovamento dei primi cadaveri, quando i carabinieri sono tornati a Cassibile, gli extracomunitari avrebbero finalmente rivelato di essere partiti in 24. Le ricerche, andate avanti fino al tramonto, sono state sospese e riprenderanno domani mattina all'alba.
CALABRIA, 7 VITTIME - Erano partiti dall'Egitto, da Haiza, i circa 150 palestinesi che da tempo coltivavano un sogno: l'Italia (o l'Europa). Il viaggio fino in Calabria e' durato almeno una settimana, durante la quale i clandestini hanno vissuto di stenti. In prossimita' della costa calabrese, il motore del barcone di legno su cui viaggiavano, lungo una trentina di metri, ha avuto un'avaria e il mezzo e' diventato ingovernabile. Il mare in quel momento era forza otto. L'urto con una secca ha reso la situazione drammatica. E sul barcone, frantumatosi in piu' pezzi, e' stato il panico. Sulla spiaggia, raggiunta a nuoto, e' stato trovato il grosso degli immigrati.
Un gruppo di 25 e' riuscito ad allontanarsi ed e' stato individuato nel cimitero di Gioiosa Jonica. Altri sono stati trovati a piccoli gruppi nelle vicinanze. I sette cadaveri sono stati recuperati in parte sulla spiaggia e in parte in mare.
All'appello, se si considera che gli immigrati trovati sono stati 126 e sette sono quelli morti, mancherebbero 24 clandestini. Tuttavia il numero dei dispersi resta incerto. Le ricerche continuano. Nessuna traccia, almeno per il momento, degli scafisti. L'ipotesi e' che si siano confusi tra gli immigrati. Ma potrebbero anche essere riusciti a fuggire.
LA POLITICA - Di fronte all'aumento delle vittime tra gli stranieri che cercano di raggiungere illegalmente l'Italia, 'ci troviamo nella tragica situazione di non poter fare nulla visto che la legge ancora vigente non fa altro che alimentare la clandestinita' e impedire l'ingresso regolare degli immigrati', dice il ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, che attacca la Bossi-Fini e ne annuncia il superamento: 'la nuova normativa e' alla Camera e in settimana concludera' il suo iter in Commissione per essere approvata dall'aula'. 'Basta con i lutti nel Mediterraneo, serve una forte azione internazionale per aiutare i Paesi poveri e sottrarre il traffico degli immigrati dalle mani di criminali senza scrupolo', afferma invece il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Una linea su cui sono d'accordo i presidenti della Sicilia e della Calabria: 'ormai e' indispensabile una strategia europea con programmi coordinati che puntino allo sviluppo socio-economico delle aree piu' povere del mondo', dice Salvatore Cuffaro; 'e' ora che la comunita' internazionale si adoperi per interrompere i flussi regolati da interessi criminali e mafiosi', sottolinea Agazio Loiero. Secondo Roberto Calderoli (Lega Nord), 'basterebbe poco' all'Italia e all'Europa per creare 'dei presupposti di vita e di lavoro accettabili' anche nei Paesi d'origine degli immigrati.

SBARCHI IN CALO MA MORTI IN AUMENTO - Sbarchi in calo ma morti in aumento: e' questo il drammatico quadro sull'immigrazione clandestina che interessa l'Italia.
Secondo i dati del Viminale, nei primi otto mesi dell'anno sono approdati nel nostro paese 12.419 immigrati irregolari contro i 14.511 dello stesso periodo del 2006, quando gia' si era rilevata una leggera flessione rispetto all'anno precedente.
Si tratta di flussi che segnalano un aumento di sbarchi in Sardegna, anche se contenuti (960 nel 2007), rispetto alla rotta principale che resta quella dalla Libia verso Lampedusa.
Tuttavia, a fronte di questa diminuzione, seppur significativa, gli arrivi via mare continuano a registrare un aumento del numero delle vittime. Il rapporto Fortress Europe, che monitorizza gli arrivi nel Mediterraneo, ha stimato che in Sicilia nel 2007 sono morti gia' 500 migranti, contro i 302 dell'intero 2006. Nel complesso, secondo il rapporto Fortress, nell'anno in corso sono stimate 1.096 vittime nei viaggi verso le coste europee; 99 solo nello scorso mese di settembre.
Nel dettaglio, 43 vittime alle Canarie; 19 al largo di Mayotte; 11 tra Algeria e Andalusia; 13 nel Canale di Sicilia e 10 in Grecia. Tre bambine cecene assiderate mentre attraversano con la madre la frontiera Ucraina-Polonia a piedi.
Ma agosto e' considerato il mese peggiore visto che le vittime accertate nel Mediterraneo sono state 243, 161 solo nello stretto di Sicilia. Una strage favorita - a parere dell'associazione - anche da alcuni cambiamenti in atto nel business dell'immigrazione clandestina: barche piu' piccole e meno sicure, la mancanza di scafisti per lasciare a viaggiatori inesperti ogni responsabilita', rotte piu' lunghe.
Dal 1998 si contano 10 mila immigrati morti per raggiungere l'Europa. Un terzo di questi e' disperso. Nel canale di Sicilia - sempre secondo il rapporto europeo - tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia sono 2.260 gli immigrati deceduti; di questi, oltre la meta' (1.365) quelli di cui non si sono recuperati i corpi. Altri 64 sono morti navigando dall'Africa verso la Sardegna. Nelle tratte che vanno verso la Spagna da Marocco e Algeria, passando dalle Canarie o attraverso lo stretto di Gibilterra, si contano 3.196 immigrati deceduti. Nel mar Egeo, tra la Turchia e la Grecia, sono 696 gli immigrati morti. Ed infine, gli immigrati affogati nel mare Adriatico risultano 553, di cui la meta' dispersi.

SERVIZI SEGRETI: ECCO CHI E' A CAPO DEL MERCATO DEGLI SCHIAVI - La tratta degli esseri umani e' un affare milionario, finora riservato a 'gruppi algerini, tunisini, libici e marocchini', anche se 'sempre piu' spesso emergono gruppi criminali misti che, fungendo da poli multietnici di servizio, riuniscono affiliati di diversa origine, ciascuno capace di gestire flussi di connazionali nel quadro di un progetto criminale piu' vasto'. E' l'analisi dei Servizi segreti su quello che gli stessi 007 definiscono 'uno dei settori piu' redditizi della criminalita' transnazionale'.
Le informative dei Servizi, secondo quanto si legge nell'ultima relazione semestrale sulla politica informativa e della sicurezza, segnalano il 'proliferare di organizzazioni delinquenziali dedicate' al traffico di immigrati, 'sempre piu' propense ad estendere il pacchetto dei servizi offerti: non solo il viaggio, ma anche la sistemazione logistica e l'immissione nei circuiti dello sfruttamento'.
Secondo l'intelligence, 'le mafie nostrane non appaiono sinora direttamente interessate al settore dell'immigrazione clandestina. La gestione della tratta rimanda infatti soprattutto a componenti criminali etniche, che operano in via esclusiva o all'interno di organizzazioni multinazionali'.
Tuttavia, 'emerge con sempre maggior frequenza il concorso di complici italiani', che si occupano di falsi documenti e certificazioni di lavoro, truffe all'Inps, riciclaggio.
La 'direttrice nordafricana', 'affidata ad imbarcazioni inadeguate e a trafficanti senza scrupoli', resta quella che maggiormente preoccupa gli 007, non solo per i numeri (considerata la 'flessione complessiva del fenomeno degli sbarchi clandestini'), ma 'principalmente per i tragici naufragi che segnano le traversate del Mediterraneo meridionale'. La maggior parte del flusso migratorio viaggia 'lungo l'itinerario che dalle coste libiche porta a quelle siciliane, talora deviando verso Malta', ma negli ultimi tempi, secondo i Servizi, 'si e' evidenziata una graduale variazione dei percorsi', legata alla 'capacita' dei trafficanti di rimodulare itinerari e tattiche, sia per eludere i controlli che per assecondare la domanda di emigrazione'.
In questo contesto viene segnalata la 'direttrice emergente Algeria-Sardegna', gestita da trafficanti algerini, che 'rivestono un ruolo di rilievo anche con riguardo alla direttrice libica, verso la quale convogliano i migranti della fascia subsahariana'. Accanto agli algerini, secondo quanto accertato dai Servizi segreti, figurano i tunisini, 'che hanno occupato posizioni di vertice, controllando l'area di confine con la Libia'; e poi gli stessi libici, 'che a livello locale dispongono di solide coperture e di un apparato logistico efficace'. Infine, i marocchini, 'che promuovono numerosi sodalizi criminali con ramificate basi logistiche nei diversi Paesi di destinazione'.
Accanto a questi gruppi, sempre piu' spesso emergono formazioni criminali miste, multietniche: queste 'aggregazioni, oltre a garantire elevati livelli organizzativi, favoriscono la condivisione di esperienze, contatti e specializzazioni di ogni gruppo straniero, tanto nella tratta quanto nella successiva gestione dei connazionali giunti a destinazione'.
Nel mirino degli 007 ci sono soprattutto i trafficanti, non solo nei loro Paesi d'origine, ma anche in Italia, visto che e' stata accertata la loro 'infiltrazione nei Centri di prima accoglienza' per coordinare i nuovi arrivi e le 'partenze', che avvengono spesso dopo il pagamento di un riscatto.
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