Don Ciotti: carceri piene di tossicodipendenti
'Quando parliamo di dipendenze, le politiche che si mettono in campo devono toccare diversi piani, dalla formazione dei giovani alla lotta al narcotraffico e alla cooperazione internazionale passando per la prevenzione, la cura, il reinserimento sociale e lavorativo, la riduzione dei rischi e dei danni, la sicurezza intesa non solo come ordine pubblico'. Lo ha detto don Luigi Ciotti ieri a Torino.Il presidente del Gruppo Abele e' intervenuto alla Conferenza delle regioni sulla governance nel settore delle dipendenze, conferenza boicottata dal Carlo Giovanardi per evitare critiche alla politica repressiva e criminogena del Governo.
'Le morti per droga - ha detto - interrogano la nostra coscienza, ci chiedono di fare di piú e meglio. L'Europa ha mostrato di cogliere bene la complessita' del problema individuando 'la politica dei quattro pilastri', al narcotraffico, prevenzione, cura e riduzione del danno. Solo cosi' - ha aggiunto - potremmo essere piu' efficaci e per fare questo sono necessarie almeno tre cose: risorse certe, poterle distribuire in modo equo sui quattro pilastri, compresi il reinserimento sociale e lavorativo e la riduzione del danno, e poter contare su un sistema che consenta a chi a vario titolo si occupa delle dipendenze di lavorare meglio insieme'. 'La capacita' di governare le dipendenze chiede agli amministratori un'attenzione particolare per 'tenere insieme l'aspetto sociale con quello sanitario, contrastare le semplificazioni e lo stigma nei confronti delle persone tossicodipendenti e non lasciare soli i servizi del pubblico e del privato sociale su cui rischia di gravare una delega nella ricerca di soluzioni, mentre e' necessario creare un consenso nella societa' civile di cui il volontariato e i cittadini responsabili, sono un¨espressione significativa'.
Infine le carceri 'da cui viene in questo momento - ha detto Ciotti - la sfida piu' impegnativa. Svanito l'effetto indulto, sono di nuovo piene di tossicodipendenti e rimane alto il numero dei suicidi. Dobbiamo ripartire da qui e chiederci tutti, con umilta', dove abbiamo sbagliato e domandarci anche perche' la normativa sulle droghe, che intendeva 'fare del carcere solo un momento di passaggio per motivare la persona dipendente alla riabilitazione', non abbia funzionato. E' importante - ha concluso - che governo, comuni, regioni, associazioni e servizi discutano insieme per trovare soluzioni piú efficaci'.
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