Lunedì 8 giugno 2026
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Donna uccisa a Roma. "E' tutta colpa tua", la politica alla ricerca della verita'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non si arresta la polemica politica sul tema della sicurezza scoppiata dopo l'aggressione di Giovanna Reggiani, la donna morta in seguito all'aggressione subita per mano del ventiquattrenne rumeno Nicolae Romolus Mailat. Il centrodestra ha attaccato con forza le decioni del governo e l'atteggiamento assunto dal centrosinistra sul problema dell'immigrazione dopo la tragedia di Tor Di Quinto. Nel mirino, in particolare, le politiche del sindaco di Roma Walter Veltroni nei confronti degli immigrati. Le critiche piu' dure sono arrivate direttamente da Silvio Berlusconi, che ha definito una "pecetta" il decreto che concede ai prefetti i poteri di espulsione, un provvedimento che secondo il leader di Forza Italia e' "improvvisato". Berlusconi ha anche respinto le accuse mosse al suo governo dalla maggioranza, preoccupata secondo il Cavaliere solo di "salvaguardare l'immagine di Veltroni".

L'Unione, da parte sua, ha rimandato al mittente ogni tipo di accusa, invitando a evitare ogni strumentalizzazione della vicenda Reggiani e a cercare il dialogo su un tema come quello della sicurezza. A Berlusconi, poi, ha replicato a stretto giro Francesco Rutelli chiedendo "piu' decoro e meno faccia di bronzo". Il vice presidente del Consiglio ha comunque sferzato il centrodestra: "Vedremo in Parlamento se avranno idee e proposte oltre che grida", ha aggiunto. A quest'ultimo proposito, il decreto approdera' in Senato alla commissione Affari costituzionali a partire da martedi' 6 novembre. Il relatore e' il senatore dell'Ulivo Giannicola Sinisi.

Dell'emergenza sicurezza ha parlato Walter Veltroni, in una intervista alla Tv romena rilanciata dal Tg1: "Nell'ultimo decennio si e' deciso di non avere piu la politica dei diritti, perche' venivano date garanzie dai singoli Paesi in termini di controllo del flusso migratorio. Queste garanzie sono evidentemente saltate e dal primo gennaio di quest'anno il flusso migratorio non appena si e' diventati cittadini dell'Ue e' diventato non sopportabile per le citta' del nostro Paese e non credo solo per il nostro Paese", ha detto il sindaco di Roma. Veltroni ha chiarito: "C'e' una prevalenza assoluta di reati compiuti dai cittadini romeni, e questo e' un problema che insieme le autorita' romene e italiane devono saper affrontare". Sul fronte della cronaca, le forze di polizia stanno predisponendo operazioni di controllo e monitoraggio in campi nomadi e agglomerati abusivi di numerose citta' italiane, e in particolare verso le comunita' romene, al fine di rendere operativo il Dl sulle espulsioni.

Tra le citta' interessate dal monitoraggio, oltre a Roma, ci sono Milano, Torino, Verona, Padova, Pavia e molte altre. Intanto, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha firmato i primi quattro decreti di allontanamento nei confronti di altrettanti romeni e i provvedimenti dovrebbero essere eseguiti gia' in serata. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, si e' detto "pronto a firmare i primi provvedimenti".
"Questo decreto e' una 'pecetta', perche' tutti i provvedimenti sono stati presi con disegni di legge, quindi si impieghera' molto tempo. Il decreto sulle espulsioni degli stranieri e' un qualche cosa di improvvisato, che spero avra' qualche seguito, ma che non basta certamente a sanare la situazione della percezione di insicurezza dei cittadini". E' la critica che Silvio Berlusconi ha mosso al provvedimento preso dal governo dopo il caso Reggiani. Quanto all'atteggiamento che il centrodestra assumera' il Parlamento, ha aggiunto il leader di Forza Italia, "non so dirlo perche' ancora non lo conosco nel dettaglio. Faremo delle riunioni e valuteremo sempre guardando al bene di tutti non alla provenienza del decreto.
Certamente ha avuto influenza questo fattore".

Il Cavaliere non ha dubbi: "Hanno da salvaguardare -ha sottolineato riferendosi alla maggioranza- l'immagine di chi e' stato sovrapposto alla pessima immagine di Prodi e quindi c'e' stata una reazione per far vedere che il nuovo leader del Partito democratico interviene, quasi che ha poteri direttivi nei confronti del governo e della sinistra". Duro, Berlusconi, anche con la situazione a Roma: "Che ci si spacci per ottimi amministratori quando invece la realta' e' esattamente l'opposto, questo credo che non sia accettabile. Bene hanno fatto Giro e Forza Italia a Roma a denunciare la reale situazione e il reale stato di degrado e di insicurezza che soffrono tutti i cittadini di Roma".

Berlusconi non ha fatto i nomi di Veltroni e Rutelli ("non voglio arrivare a questo"), ma ha respinto ogni critica mossa al suo governo in fatto di politica sull'immigrazione: "Quello che indigna e' che almeno stiano zitti, che si voglia far passare questa situazione come responsabilita' di altri quando bisognerebbe sapersi guardare addosso e capire quello che non si e' fatto. Non voglio andare oltre ma almeno stiano zitti. Non si puo' attribuire ad altri governi una situazione che e' responsabilita' diretta loro. Ci sono certe ipocrisie che non possono passare sotto silenzio".
Immediata e' arrivata la replica di Francesco Rutelli: "Da un uomo che ha governato (male) l'Italia per 5 anni fino a poco piu' di un anno fa ci si aspetterebbe piu' decoro e meno faccia di bronzo. Vedremo in Parlamento se avranno idee e proposte oltre che grida. Ricordo a Berlusconi che il centrosinistra voto' le misure per la sicurezza contro il terrorismo con alto senso di responsabilita' nazionale, perche' in queste materie un Paese civile dovrebbe essere compatto e non assistere a simili scomposte, immature e vergognose strumentalizzazioni", ha detto il vice presidente del Consiglio.

Ma a Rutelli ha subito contro replicato il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: "Rutelli dovrebbe vergognarsi per la risposta indecorosa che ha dato al leader dell'opposizione. Purtroppo Rutelli e i suoi amici della sinistra non provano vergogna neanche per aver fatto precipitare la sicurezza delle nostre citta' ai livelli inaccettabili di oggi?", ha detto Bonaiuti. Per il ministro dell'Ambiente Alfonso Pe'coraro Scanio "le affermazioni del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sono gravissime e servono solo a nascondere le gravi responsabilita' della Cdl sulla sicurezza.
Dispiace che anche chi e' stato presidente del consiglio si sia unito al coro della demagogia su una tragedia cosi' grave e brutale come quella di Roma".

Per Pecoraro Scanio, "contro i criminali serve l'unita' di tutto il mondo istituzionale e politico non polemiche ed invettive il decreto del Governo e' una risposta seria e rigorosa per la sicurezza dei cittadini ed e' un provvedimento che nessun altro governo aveva mai preso". Dario Franceschini, vice segretario del Pd, e' tornato sulle parole di critica usate ieri da Gianfranco Fini nei confronti di Rutelli, Veltroni e tutto il centrosinistra: "E' veramente deprimente il comportamento di Gianfranco Fini e dell'opposizione. Di fronte a un omicidio e a un governo che in poche ore assume un'iniziativa per fronteggiare il tema della criminalita' legata all'immigrazione, anziche' accettare un confronto civile scatena una strumentalizzazione indecorosa".
Franceschini ha aggiunto: "Sarebbe fin troppo facile ricordare le omissioni e le responsabilita', su questi temi, del governo Berlusconi-Fini. Piuttosto esiste la possibilita' concreta di portare immediatamente, con procedura d'urgenza, il pacchetto sicurezza in Parlamento. Penso che l'opposizione potrebbe condividere questa scelta impegnandosi in un confronto per rafforzare e migliorare le misure contenute nella proposta del governo. Attendiamo una risposta".

Anche Anna Finocchiaro, presidente dell'Ulivo al Senato, ha stigmatizzato il comportamento del centrodestra: "Sono davvero sgradevoli le polemiche di questi giorni. La sicurezza e' un diritto sacrosanto dei cittadini e non e' di destra ne' di sinistra. Aggredire il governo e il sindaco di Roma, che hanno responsabilmente affrontato questo tema nell'unica maniera possibile, ovvero trasformando il disegno di legge in decreto, e' un comportamento deplorevole. Il problema della violenza e della sicurezza si affronta con politiche di lungo periodo e il centrodestra, che ha governato per cinque anni e ha varato la tanto decantata legge Bossi-Fini, non ha certo dato prova di saperlo fare".

Secondo la Finocchiaro, "le colpe non sono dei sindaci. Il tema dei flussi migratori va risolto a livello europeo ed e' necessario che tutti i Paesi che vogliono stare con pari dignita' nell'Unione europea si assumano le proprie responsabilita'. Bene hanno fatto, quindi, governo e amministrazione capitolina ad interloquire da subito con le autorita' e il governo romeno. Adesso la questione va affrontata con serieta', attraverso un confronto costruttivo e cercando il piu' ampio consenso. Invito l'opposizione ad abbandonare ogni polemica strumentale e a dare il proprio contributo che sara' necessario per migliorare il decreto ed approvarlo in tempi rapidissimi in Parlamento. Questo e' quello che la politica ha il dovere di fare davanti ad un problema serio che riguarda la vita quotidiana dei cittadini".
Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, non ha risparmiato critiche al centrosinistra: "La barbara aggressione di Tor di Quinto restera' come una ferita profonda nella coscienza di tutti gli italiani. Un Paese che si definisce civile non puo' ulteriormente tollerare che simili episodi di ferocia turbino con ritmo quotidiano la vita dei cittadini. La sicurezza e' una componente fondamentale della liberta' di ognuno di noi, ma con il governo della sinistra e' purtroppo venuta drammaticamente meno, a causa di un lassismo irresponsabile frutto dei retaggi ideologici della componente massimalista del governo, che condiziona pesantemente l'azione della maggioranza e che ritiene l'ordine pubblico solo come un inaccettabile strumento di repressione".

Per Bondi, "e' ormai chiaro che questa sinistra e' strutturalmente incapace non solo di governare, ma anche di assicurare le condizioni minime di vivibilita' e di dare agli italiani le risposte che attendono da ormai troppo tempo sulle tante emergenze create da un anno e mezzo di totale ingovernabilita'. Il pacchetto-sicurezza e' del tutto insufficiente, e il decreto sulle espulsioni rapide degli stranieri pericolosi rappresenta solo un semplice cerotto su una ferita lasciata irresponsabilmente aperta sulla pelle del Paese. Che il primo responsabile del degrado di Roma, il sindaco Veltroni, si metta ora in cattedra a dare lezioni di sicurezza e' l'ultima insopportabile ipocrisia da parte di una classe politica, quella postcomunista, che ha trasformato l'Italia nel porto franco dei clandestini cancellando di fatto la legge Bossi-Fini".

Il coordinatore di Forza Italia non ha dubbi: "E' ancora piu' intollerabile che Prodi, ribaltando totalmente la realta' e aprendo una inutile polemica, arrivi ad attribuire al governo del centrodestra la responsabilita' dell'invasione di clandestini in Italia. E' un falso storico che mistifica la realta'. L'orrore di Tor di Quinto richiederebbe non polemiche strumentali, ma una reazione ferma e immediata da parte dello Stato, una reazione che non potra' essere assicurata finche' la sinistra restera' al governo. Alla vittima di questa inumana aggressione e al marito, capitano di Vascello della Marina italiana, che sta affrontando con la dignita' e la compostezza dei militari questa immane tragedia, giunga la nostra fraterna solidarieta'".
E sempre Forza Italia, con il vice coordinatore Fabrizio Cicchitto e il coordinatore romano Francesco Giro, ha chiesto le dimissioni di Veltroni e la nomia del prefetto Carlo Mosco a commissario della capitale: "E' ipocrita, opportunista e lassista la reazione del governo e della maggioranza all'uccisione di Giovanna Reggiani -ha detto Cicchitto-. Il passaggio dai disegni di legge al decreto legge e' dovuto al massacro della signora Giovanna Reggiani, questa e' l'infamia che e' avvenuta nel nostro Paese e da' l'indice di come lavora questo governo. Anche il decreto legge, come ha detto Fini, va cambiato e se non viene cambiata la Finanziaria e non vengono destinate delle risorse cospicue alle nostre Forze dell'Ordine".

Secondo Cicchitto, "anche il decreto legge verra' vanificato dal fatto che non c'e' la benzina per le macchine per la Polizia, che non ci stanno le volanti, che magari la caserma dei Carabinieri di Tor di Quinto viene sfrattata per morosita'. La situazione va affrontata in modo serio e non nel modo opportunistico, lassista con cui l'ha affrontata questo governo e specialmente il sindaco di Roma". Giro ha ricordato che "gia' il 23 febbraio scorso Silvio Berlusconi pronuncio' un discorso sui mali di Roma dove parlo' del degrado delle sponde del Tevere, di baracoppoli, favelas e grotte. Berlusconi diceva la verita' ed e' stato aggredito per questo".

Per l'esponente di Forza Italia "a questo punto servono le "immediate dimissioni di Veltroni", e "proponiamo la nomina a commissario del prefetto Carlo Mosca, che sin dall'insediamento ha dimostrato lucidita' e conoscenza dettagliata dei problemi. Veltroni, in questa vicenda come in altre, si comporta o come san Tommaso o come San Paolo: non crede o finge di non credere alle cose che denunciamo da anni, bisogna fargliele vedere o fargliele toccare. In questa occasione c'e' la conversione sulla via di Damasco, si e' convertito alla religione della sicurezza e pretende di impartirci la nuova dottrina, a noi che la pratichiamo da sempre. Veltroni datti una calmata e assumiti le tue responsabilita'".
Quanto ai provvedimenti del governo, Giro ha parlato di "ennesimo monumento all'ipocrisia". Il senatore di Forza Italia Francesco Nitto Palma ha ricordato che gia' da settembre il ministro dell'Interno Giuliano Amato, in un'audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato, denuncio' la necessita' di un decreto legge per dare ai prefetti il potere di espulsione anche nei riguardi dei cittadini comunitari. Se a quel provvedimento non si e' arrivati prima, "e' perche', a scapito della sicurezza dei cittadini, non vi era omogeneita' all'interno di questa coalizione politica. E mi chiedo se era necessario attendere una tragedia di questo genere".

Ma l'esponente azzurro non e' soffermato solo sul metodo, ma anche sul merito del provvedimento: "Parziale rispetto alle direttive comunitarie, consentendo a chi, cittadino dell'Unione, vive in questo Paese senza nessuna capacita' di lavoro di reddito, di continuare a permanere in questo Paese. La seconda obiezione, che si attaglia all'episodio che si e' verificato due giorni fa, e' non vi e' nessun riferimento alla vita ante acta dei cittadini dell'Unione che si presentano in questo Paese". Per questo, rispetto all'atteggiamento che Forza Italia avra' in sede di esame parlamentare, "il problema e' non prendere in giro la gente. Noi vogliamo che questo decreto non accontenti sul momento l'emotivita' del popolo italiano, ma risolva un problema. Faremo i nostri emendamenti e vedremo cosa ci diranno. Se sara' un decreto vero lo voteremo con entusiasmo, se non lo sara' denunceremo questa situazione al Paese. Non e' con la politica e con la propaganda che risolviamo i problemi della sicurezza", ha concluso Palma.

Secondo il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli: "Forza Italia, Alleanza nazionale e tutta la Cdl dovrebbero smetterla di strumentalizzare un episodio cosi' crudele come quello avvenuto nei giorni scorsi a Roma a Tor di Quinto e che ha destato la commozione di tutti i cittadini italiani. Il governo ha immediatamente varato un provvedimento efficace e rigoroso, provvedimento che nessun governo, mai, aveva preso. Condividiamo le parole del presidente del Consiglio Romano Prodi. In queste ore dovrebbe esserci un atteggiamento piu' responsabile e non esclusivamente demagogico, come purtroppo sta accadendo".
Per la Lega, il capogruppo alla Camera Roberto Maroni ha chiarito che "il decreto sulla sicurezza entrato in vigore oggi e' insufficiente e lacunoso: occorre dare ai sindaci piu' poteri di controllo del territorio, come per esempio quello di chiudere immediatamente i campi nomadi ed espellere direttamente le persone indesiderate. E' in questa direzione che andranno gli emendamenti che la Lega Nord presentera' appena il decreto arrivera' in Parlamento".
Duro con la maggioranza Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega: "Una catena di errori ha condotto all'apertura delle frontiere a ogni tipo di criminali e di sfaccendati. E' giunto il momento di passare alla tolleranza zero".

"Gli errori per quello che sta accadendo, in termini di sicurezza, sono stati a catena: il primo e' stato fatto accettando di cedere sovranita' entrando in Europa; il secondo e' stato l'allargamento dell'Europa; il terzo, in questo caso ancora piu' grave, e' stato l'aver sospeso la moratoria che impediva, fino all'arrivo del governo Prodi, l'ingresso dei rumeni sul nostro territorio", ha aggiunto Calderoli. "Ancora una volta si chiudono le stalle quando i buoi sono gia' scappati. Anzi, in questo caso, sono gia' entrati e pensare che addirittura qualcuno e' arrivato a vagheggiare l'ingresso della Turchia in Europa, aprendo cosi' le porte di casa nostra non solo a ladri ed assassini ma anche ai terroristi.
Per fortuna a breve finira' il tempo di un Governo che si e' sempre schierato, fino ad oggi, con coloro che pretendono di vivere senza lavorare e di essere mantenuti con i soldi del contribuente o peggio di andare a rubarglieli. Ora basta e' ora di passare alla tolleranza zero, zero zero!", ha concluso.

Per il capogruppo di Idv alla Camera Massimo Donadi "non e' il momento di sterili polemiche, di strumentalizzazioni e men che meno di scarica barili. Di fronte alla grave crisi di sicurezza che il Paese sta vivendo, e alla luce della tragica vicenda della donna aggredita a Roma, il governo ha dato una risposta concreta ed efficace, ora tocca al Parlamento fare lo stesso. Per questo se da un lato si rende necessario che l'opposizione lavori in maniera collaborativa e costruttiva, dall'altro lato, all'interno della stessa maggioranza, diventa di fondamentale importanza evitare arroccamenti ideologici", ha aggiunto Donadi.
Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, ha un'altra linea: "Sul tema della sicurezza dei cittadini e' certamente necessario intervenire, ma non solo con politiche repressive e soprattutto rifuggendo dalle facili strumentalizzazioni. Servono interventi sociali atti a prevenire e sconfiggere la criminalita', perche' la questione della tutela dei cittadini per le strade delle nostre citta' ha a che fare soprattutto con la vivibilita' sociale delle nostre metropoli. Attenti, quindi, ad affrontare il problema solo in termini securitari. Il governo, percio', operi per azioni di lungo respiro e non si lasci contagiare da analisi emotive, oppure dettate da ragioni politiche che non affrontano il problema nella sua globalita'", ha concluso il presidente dei deputati dei Comunisti italiani.

Mario Baccini, dell'Udc, vice presidente del Senato, si e' schierato con le forze dell'ordine: "Il Paese ha bisogno di fatti concreti. La protesta delle forze di polizia per la mancanza e l'insufficienza di fondi non puo' rimanere inascoltata. Il governo non puo' cavarsela con mere operazioni d'immagine. Da molti mesi abbiamo segnalato, cassandre inascoltate, l'emergenza sicurezza. I problemi del Paese sono tanti e vanno complicandosi anche a causa di un governo incapace di prendere posizione per i ricatti delle forze comuniste ed estremiste che compongono la maggioranza e che anche su un tema cosi' importante ed urgente come la repressione del crimine stanno mostrando la loro contrarieta' rispetto alle scelte del Consiglio dei ministri straordinario. E' chiaro -ha concluso- che questa contraddizione interna alla maggioranza e' destinata ad esplodere definitivamente o a condannare l'esecutivo all'inerzia, aggravando i problemi".

Gianni Alemanno, di An, ha invece annunciato che "Alleanza Nazionale sta preparando un pacchetto di emendamenti che faranno si' che questo decreto legge diventi concreto. Nell'ultimo anno il prefetto Mosca ci ha confermato che da gennaio a settembre sono stati 20 mila i cittadini comunitari ed extracomunitari fermarti dalla polizia e dai carabinieri per aver commesso reati. L'applicazione che chiediamo del decreto legge e' che le espulsioni riguardino tutte queste persone che sono state fermate e che rappresentano pericolo sociale. Per questo faremo emendamenti al decreto legge sulla condizione di urgenza delle espulsioni".
Alemanno ha aggiunto: "Fino a quando non avremo la certezza che nell'area metropolitana di Roma e in Italia non si sia imboccata la tolleranza zero, noi non molleremo la presa. Bisogna allentare la pressione solo cosi' si puo' far si' che chi e' venuto in Italia per lavorare possa farlo. Per fare questa operazione ci vogliono risorse che non sono nel decreto legge. Noi chiediamo queste risorse, senza far si' che agli sgomberi seguano moltiplicazioni di campi sosta. E' necessario che ci sia l'attuazione del contratto del programma della Regione Lazio per far si' che tutte le stazioni di Roma Nord siano vigilate, attraverso illuminazione, telecamere.
Avevamo detto di utilizzare i Cpt anche per i nomadi: oggi il decreto consente nei casi di urgenza di utilizzare i Cpt anche per i cittadini comunitari. Il prefetto ci ha dato la certezza che la pratica di indagine dei villaggi della solidarieta' e' archiviata. E questo e' per noi importante perche' fin dall'inizio avevamo detto che l'idea di Veltroni non serviva a nulla, creando nuovi campi senza eliminare i precedenti".

Nella polemica e' intervenuto anche Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc: "Per la sicurezza degli italiani questo governo rappresenta un pericolo. Perche' non ha una strategia, non sa con chi stare, e vive di contraddizioni. Inutile invocare la tolleranza zero dopo che si e' trasformato il Paese in un colabrodo per gli immigrati clandestini e non si sostengono adeguatamente le forze dell'ordine.
Occorrono iniziative concrete. Gli immigrati che non si rendano sempre reperibili, vanno espulsi senza indugi", ha concluso Cesa.

Decisa la posizione assunta da La Destra: "E' il caso di pensare all'impiego dell'esercito con funzioni di ordine pubblico nei pressi dei campi nomadi e delle zone a rischio criminalita', viste le carenze di mezzi e uomini di cui soffrono le forze dell'ordine -lo hanno o dichiarato Fabio Sabbatani Schiuma, portavoce di Roma de 'La Destra', insieme ai consiglieri provinciali Alessio Nardini, Massimo Davenia e Alberto Pascucci, capo della segreteria politica del partito-. E' urgente applicare quanto chiede il nostro senatore Stefano Morselli: 'Il regolamento europeo Rabbit prevede la possibilita' di impiegare squadre speciali alle frontiere con la Romania, che non fa parte dello Spazio Schengen'. I campi nomadi infatti offrono copertura a numerose forme di delinquenza e di sfruttamento minorile . Cechi, estoni, ungheresi, lituani, lettoni, maltesi, polacchi, slovacchi e sloveni il 21 dicembre prossimo saranno membri dell'Ue ed entreranno a far parte dello Spazio Schengen".
E' stato critico anche Savino Pezzotta, presidente di Officina 2007, pur riconoscendo che e' "giusto il decreto per arginare il dilagare della criminalita'. Tuttavia il provvedmento, promosso da una maggioranza fragile e divisa, risulta tardivo, mentre la politica in generale continua a guardare il problema della sicurezza con un'ottica troppo autoreferenziale", ha spiegato. "Il decreto del governo sulle espulsioni, varato mercoledi' sull'onda dei gravi fatti di Roma, era necessario per rassicurare l'opinione pubblica e per tentare di evitare -ha osservato l'ex leader della Cisl- il diffondersi dell'epidemia xenofoba. Nel concordare con il provvedimento ritengo pero' che non ci si debba lasciare prendere la mano dalla strumentalita' politica. La prudenza, pero' non ci esime di avanzare alcune osservazioni".

In primo luogo, secondo il promotore di Officina 2007, "il provvedimento e' arrivato troppo tardi e sull'onda dell'eccezionalita' e pertanto difficilmente sara' in grado di trattenere le reazioni xenofobe e giustizialiste che la violenza e l'assassinio di Roma ha suscitato. Le persone si stanno chiedendo perche' solo ora, e se non si doveva intervenire prima quando altri fatti, altrettanto efferati, si erano verificati". Si ha poi "l'impressione che la politica sia troppo presa dai suoi problemi per riuscire a vedere la realta' delle cose del Paese". In terza battura "il provvedimento e' necessario ma non rassicura, perche' ha fatto ancora una volta emergere le divergenze nella maggioranza e la voglia di utilizzare una situazione di emergenza per fare battaglia politica. Questo bipolarismo fatica sempre a trovare convergenze anche quando la situazione e gli interessi comuni lo richiederebbero".

La quarta osservazione rileva che "le norme di emergenza che assegnano ai prefetti ampi poteri di espulsione affrontano e cercano di risolvere uno specifico problema, ma non affrontano il tema della 'certezza della pena' che -ha ricordato il presidente di Officina 2007- e' un cardine nella lotta alla criminalita'. A tutto questo aggiungerei altre brevi considerazioni: operare per la sicurezza e' un impegno che deve essere portato avanti con rigore e umanita. Questo significa che la messa in sicurezza delle nostre comunita' non puo' prescindere dal rassicurare le persone che provengono da altri Paesi e che vivono tra noi".
Per Pezzotta, "una vita vissuta nel degrado sociale non puo' che produrre degrado umano e morale. Operare per la sicurezza significa creare condizioni di vivibilita' (un conto e' vivere in una casa, altro in una baracca senza servizi igienici alla periferia della citta'), di tutela sociale e di diritti. Inoltre credo che occorra smettere di qualificare i criminali attraverso la loro nazionalita'. Dobbiamo sempre ricordare che tra noi, nei nostri ospedali, nelle industrie, nell'artigianato ci sono romeni che compiono il loro lavoro e che molte volte sono chiamati a badare ai nostri anziani non autosufficienti, questi esigono un rispetto per se e per il loro Paese. E' ora di abbassare i toni e adoperarsi per mettere tutti, italiani e stranieri, in sicurezza, creando le basi per un nuovo modo di convivere".

Secondo Maurizio Gasparri, di An, "la sinistra ha colpe enormi sul fronte della sicurezza. Prodi e c. hanno voluto l' indulto, tagliato i fondi alla polizia, incoraggiato ingressi illegali. E intanto Rutelli e Veltroni hanno usato la capitale come set per nani e ballerine invece di proteggere i cittadini. Sul pacchetto sicurezza chiediamo coerenza. Ci sono misure, come il decreto, che possiamo condividere. Ma serve chiarezza. E quindi esigiamo che si cancelli il contemporaneo contro-pacchetto. Al macero subito la proposta Amato Ferrero sull' immigrazione, la commissione parlamentare contro la polizia, le proposte sbagliate su cittadinanza e droga. Si approvino poi gli emendamenti di An per i soldi a carabinieri, polizia e finanza, che il governo massacra da tempo. Inoltre ruspe per la immediata distruzione delle baraccopoli illegali che dilagano a roma e in tutta italia. Fatti non vane parole. Non accettiamo appelli retorici. Chiediamo azione".

Gianfranco Rotondi, leader della Dca, ha invece invocato il dialogo: "Sulla sicurezza non ci possono e non ci devono essere lotte intestine tra i Poli ma, anzi, si deve approdare ad una piattaforma comune. Gli estremismi non vanno bene ne' da una parte ne' dall'altra, anche perche' il lavoro del ministro Amato fin qui e' stato eccellente. Insomma i Poli si diano una calmata". Nella polemica e' intervenuto anche il Partito degli immigrati 'Nuovi italiani': "Emilia e' un esempio che tutti i romeni e rom dovrebbero seguire, e' proprio grazie al suo atto di coraggio che ora l'efferato criminale e' assicurato alla giustizia -ha detto il presidente Mustapha Mansouri-.
La testimone chiave dell'atto di violenza nei confronti di Giovanna Reggiani, ora sotto protezione, e' considerata un test a rischio".
Mansouri ha aggiunto: "Finalmente e' crollato il muro d'omerta' che contraddistingue certe comunita'. Invito tutti i romeni, rom e gli stranieri presenti nel nostro Paese a denunciare i violenti e i criminali presenti all'interno dei propri gruppi. Ma nello stesso tempo sollecito le Istituzioni e le forze politiche ad aiutare tali iniziative, noi siamo a completa disposizione per mediare tra le parti". Per questo Dumitru Ilinca, consigliere nazionale del Partito Immigrati e referente per la comunita' romena, ha lanciato una proposta: "Istituiamo un consulta permanente, presso il ministero dell'Interno, per affrontare tutti i problemi derivati dal fenomeno immigrazione. Questo ovviamente e' un palliativo in attesa del tanto auspicato ministero per l'Immigrazione".

"I criminali stranieri la fanno da padroni anche, purtroppo, nel nostro territorio. E' ora di finirla. Ritornano, alla grande, le 'ronde padane'. Domani sera a Torino, nel cuore di Porta Palazzo e lunedi' a Piacenza. Intendiamo rilanciare questa espressione forte del volontariato civico della Padania'. Lo ha annunciato l'europarlamentare leghista Mario Borghezio. "Sogno una 'guardia di ferro' che, sotto la protezione spirituale dell'Arcangelo Gabriele, aiuti chi di dovere a difendere e preservare la nostra gente che, minacciata e aggredita ogni giorno di piu', si sente alla merce' della peggior delinquenza d'importazione", ha aggiunto.

Per il leader del Pri Francesco Nucara, "l'intervento di Veltroni sul presidente del Consiglio per deliberare il decreto legge sulla sicurezza e' stato fatto in qualita' di leader del Pd o di sindaco di Roma? Nel primo caso vorrebbe dire che, come dicono i giornali di oggi, Veltroni e' il premier ombra, nel secondo Prodi avrebbe dovuto interpellare tutti i sindaci delle grandi citta' italiane. Oppure dobbiamo aspettare un altro assassinio per sentire un altro sindaco? Per quanto concerne il voto sulla questione sicurezza i repubblicani presenteranno emendamenti correttivi anche considerando quanto avevano proposto nel 1991, quando il Pri con il suo capogruppo alla Camera Del Pennino, predispose un emendamento alla legge sanatoria tale per il quale gli immigrati clandestini andavano espulsi, senza se e senza ma. Oggi -copnclude Nucara- anche nel caso di cittadini comunitari, serve un giro di vite per motivi di pubblica sicurezza".
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