Donne in piazza per difendere la legge 194. Turco: intesa con Regioni per migliorare attuazione
Ieri sono scese in piazza, a Napoli, a Roma, a Milano, a Bologna e a Brescia per dire no all'aborto "come lo abbiamo detto tanti anni fa: allora e' stato no all'aborto clandestino e si' alla contraccezione che era vietata. La 194 e' stata un atto di civilta' di questo Paese e una assunzione di responsabilita' dei due generi verso un dramma che era solo femminile". Ad affermarlo e' L'Udi, Unione delle donne d'Italia, che ha denunciato il blitz della polizia nell'ospedale napoletano in cui veniva eseguito un aborto in regola con la normativa sulla ivg, legge, si legge, in una nota che "ha evidenziato la differenza tra i generi e la disparita' rispetto al corpo fertile delle donne".
L'Udi afferma che "oggi viviamo un paradosso: la nostra democrazia tutta maschia allontana sempre di piu' le donne da qualunque luogo in cui si decide e tenta di ridurre all'insignificanza ogni forma di rappresentanza politica o espressione della politica delle donne. La vera posta in gioco di questa campagna elettorale- osservano dall'Udi- non e' l'aborto.
È la presenza delle donne ovunque si decide: passaggio obbligato per uno stato veramente laico".
Oggi, avvertono, "diciamo no all'aborto perche' la legge 194 dimostra che gli aborti tra le donne italiane diminuiscono sempre piu' e diciamo si' alla campagna promossa dai radicali per l'abolizione della ricetta della pillola del giorno dopo, alla ru486. Continuiamo a dire si' alla contraccezione e chiediamo alle istituzioni, a cominciare dai consultori, una diffusa campagna sull'uso dei contraccettivi, in modo particolare tra i giovani e gli immigrati, maschi e femmine".
"Siamo in piazza- si chiude la nota dell'Unione donne- per dire a voce alta che oggi in queste piazze e domani ovunque si decida del nostro corpo la titolarita' piena deve restare nelle mani delle donne.
PSICOLOGI: È DIRITTO DA DIFENDERE, SIAMO VICINI A DONNE - "L'aborto? Un diritto da difendere". Con queste parole gli psicologi sostengono la mobilitazione delle donne.
"L'ordine degli psicologi della Campania -afferma il presidente Claudio Zullo- e' vicino alla reazione delle donne. Da sempre siamo per la vita e vicini a chi assume la decisione dolorosa di abortire". Il ruolo dello psicologo nei consultori familiari "e' proprio quello di accompagnare con maggiore consapevolezza le donne che compiono questa scelta. La legge 194, quando e dove e' bene applicata- prosegue Zullo- ha prodotto risultati significativi: e' noto che abbia fatto diminuire il numero complessivo degli aborti tutelando anche le fasce piu' a rischio (minori e immigrati)". Secondo l'ultima relazione del ministero della Salute, in Campania c'e' stata rispetto al 2005, una diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza pari al -5,7%. "Questo dato -sottolinea Silvana Lucariello, consigliere e responsabile del gruppo di lavoro materno e infantile dell'ordine degli psicologi in Campania- assume ancora piu' significato quando c'e' personale adeguato e preparato e soprattutto quando la figura dello psicologo e' presente e messa in condizione di operare". In questo modo, per Lucariello "si realizzano due obiettivi importantissimi: aiutare le donne a sostenere e superare la traumatizzazione collegata con la pratica abortiva e, in molti casi, evitarla e porre le basi per lo sviluppo di un'adeguata e consapevole genitorialita'". La vicenda "spiacevole e allarmante di Napoli ha sicuramente aumentato il livello di stress della giovane donna di Arzano che ora- conclude Zullo- ha solo il desiderio di recuperare e di stare lontana dai riflettori".
TURCO, AVVIATO PERCORSO PER MIGLIORE ATTUAZIONE 194 - Stato e Regioni hanno raggiunto ieri una intesa che traduce le indicazioni date dal ministero sulla legge 194. Lo ha riferito il ministro della Salute, Livia Turco, spiegando che l'obiettivo e' di raggiungere una intesa nella prossima conferenza Stato-Regioni. Oggi abbiamo affrontato con le Regioni uno schema di intesa per un atto di indirizzo per una migliore applicazione della legge 194, per la tutela della salute sessuale e riproduttiva e per l'appropriatezza e la qualita' del percorso di diagnosi prenatale. L'intenzione e' quella di potenziare i consultori, promuovere la consapevolezza delle donne, favorire l'aggiornamento del personale. Una attenzione particolare e' per le donne immigrate e per l'omogeneita' dei servizi offerti nelle varie Regioni, in particolare nella diagnosi prenatale.
L'Udi afferma che "oggi viviamo un paradosso: la nostra democrazia tutta maschia allontana sempre di piu' le donne da qualunque luogo in cui si decide e tenta di ridurre all'insignificanza ogni forma di rappresentanza politica o espressione della politica delle donne. La vera posta in gioco di questa campagna elettorale- osservano dall'Udi- non e' l'aborto.
È la presenza delle donne ovunque si decide: passaggio obbligato per uno stato veramente laico".
Oggi, avvertono, "diciamo no all'aborto perche' la legge 194 dimostra che gli aborti tra le donne italiane diminuiscono sempre piu' e diciamo si' alla campagna promossa dai radicali per l'abolizione della ricetta della pillola del giorno dopo, alla ru486. Continuiamo a dire si' alla contraccezione e chiediamo alle istituzioni, a cominciare dai consultori, una diffusa campagna sull'uso dei contraccettivi, in modo particolare tra i giovani e gli immigrati, maschi e femmine".
"Siamo in piazza- si chiude la nota dell'Unione donne- per dire a voce alta che oggi in queste piazze e domani ovunque si decida del nostro corpo la titolarita' piena deve restare nelle mani delle donne.
PSICOLOGI: È DIRITTO DA DIFENDERE, SIAMO VICINI A DONNE - "L'aborto? Un diritto da difendere". Con queste parole gli psicologi sostengono la mobilitazione delle donne.
"L'ordine degli psicologi della Campania -afferma il presidente Claudio Zullo- e' vicino alla reazione delle donne. Da sempre siamo per la vita e vicini a chi assume la decisione dolorosa di abortire". Il ruolo dello psicologo nei consultori familiari "e' proprio quello di accompagnare con maggiore consapevolezza le donne che compiono questa scelta. La legge 194, quando e dove e' bene applicata- prosegue Zullo- ha prodotto risultati significativi: e' noto che abbia fatto diminuire il numero complessivo degli aborti tutelando anche le fasce piu' a rischio (minori e immigrati)". Secondo l'ultima relazione del ministero della Salute, in Campania c'e' stata rispetto al 2005, una diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza pari al -5,7%. "Questo dato -sottolinea Silvana Lucariello, consigliere e responsabile del gruppo di lavoro materno e infantile dell'ordine degli psicologi in Campania- assume ancora piu' significato quando c'e' personale adeguato e preparato e soprattutto quando la figura dello psicologo e' presente e messa in condizione di operare". In questo modo, per Lucariello "si realizzano due obiettivi importantissimi: aiutare le donne a sostenere e superare la traumatizzazione collegata con la pratica abortiva e, in molti casi, evitarla e porre le basi per lo sviluppo di un'adeguata e consapevole genitorialita'". La vicenda "spiacevole e allarmante di Napoli ha sicuramente aumentato il livello di stress della giovane donna di Arzano che ora- conclude Zullo- ha solo il desiderio di recuperare e di stare lontana dai riflettori".
TURCO, AVVIATO PERCORSO PER MIGLIORE ATTUAZIONE 194 - Stato e Regioni hanno raggiunto ieri una intesa che traduce le indicazioni date dal ministero sulla legge 194. Lo ha riferito il ministro della Salute, Livia Turco, spiegando che l'obiettivo e' di raggiungere una intesa nella prossima conferenza Stato-Regioni. Oggi abbiamo affrontato con le Regioni uno schema di intesa per un atto di indirizzo per una migliore applicazione della legge 194, per la tutela della salute sessuale e riproduttiva e per l'appropriatezza e la qualita' del percorso di diagnosi prenatale. L'intenzione e' quella di potenziare i consultori, promuovere la consapevolezza delle donne, favorire l'aggiornamento del personale. Una attenzione particolare e' per le donne immigrate e per l'omogeneita' dei servizi offerti nelle varie Regioni, in particolare nella diagnosi prenatale.
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