Lunedì 8 giugno 2026
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Dopo flop riforma immigrazione, Democratici puntano su latino-americani

AMERICHE - USA
Notizia ·
L'acceso dibattito sulla riforma dell'immigrazione promosso dalla maggioranza democratica al Senato americano assume una particolare importanza in vista delle prossime elezioni presidenziali. I democratici più che mai sperano che l'elettorato "latino", gli americani di origini ispaniche, sia dalla loro parte quando ci sarà da scegliere il nuovo inquilino della Casa Bianca. Alla questione oggi il New York Times dedica un servizio di prima pagina.

I candidati alle primarie hanno assunto batterie di consulenti specializzati in materia, creato siti internet in lingua spagnola e continuano a dedicare attenzione particolare all'elettorato latino. In stati cruciali come la California, la Florida e New York il peso di questa componente è fortissimo e i due terzi degli americani di origini ispaniche si concentra nei nove stati dove la corsa per le primarie entrerà nel vivo.

Hillary Clinton, senatrice democratica di New York ed ex First Lady, ha assunto un sondaggista per tenere sotto controllo l'umore dell'elettorato spagnolo. Sarebbe per il momento la favorita, con il 60 per cento dei consensi dei democratici ispanici. Il quaranta per cento dice di non sapere nulla del principale avversario di Clinton, il senatore dell'Illinois Barack Obama. Il paragone con l'ultimo sfidante democratico John Kerry è evidente: nel 2004 non aveva un team specializzato in materia di immigrazione e ha fatto poco per il voto ispanico.

Ancora meno conosciuto è l'ex senatore della Carolina del Nord John Edwards. Mentre l'unico ispanico in corsa, il governatore del New Mexico Bill Richardson, sta cercando di capitalizzare sulle sue origini per allargare la base di consenso.

Tra i repubblicani (il presidente George W. Bush nel 2004 ha ottenuto risultati incoraggianti in questa particolare fascia elettorale, che resta tuttavia prevalentemente democratica) sia l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani che l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney si sono opposti alla riforma, che prevede un percorso di regolarizzazione per 12 milioni di clandestini.

Diverso il caso di John McCain, senatore dell'Arizona che ha copromosso la legge, che paga il vantaggio sul voto latino dovendosi difendere dalla rabbia della destra conservatrice.
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