Droga. Conoscere le sostanze per farsi meno male. Coop La Rupe di Bologna
Uno dei problemi nell'affrontare il fenomeno dell'abuso di droghe e' il ritardo con cui si arriva a conoscere le nuove sostanze in commercio. L'eventuale soluzione, pero', potrebbe essere meno complicata di quanto si pensi: Claudia Iormetti, psicologa e coordinatrice dell'Unita' di Strada della cooperativa sociale La Rupe di Bologna, crede che se gli operatori di strada fossero autorizzati ad analizzare la composizione delle sostanze, si potrebbero ridurre i rischi per i consumatori, che spesso non hanno idea di che cosa assumono veramente e quindi di quali siano gli effetti. "Accade, ad esempio, che un ragazzo pensa di acquistare dell'ecstasy e di sapere quale sara' la reazione del suo corpo, ma in realta' l'ecstasy e' stata modificata con altre sostanze e le conseguenze sono sconosciute a chi la assume, e spesso pericolose- dice Iormetti- all'estero le analisi in strada permettono di intercettare il consumatore e informarlo immediatamente, strutturando dispositivi di protezione piu' adeguati. In Italia invece "gli unici a poter fare analisi sono le Forze dell'ordine, e i risultati di queste arrivano agli operatori con grave ritardo, a volte perfino dopo un anno". Ma cosa comportano queste tempistiche? Secondo l'educatrice della cooperativa, "da una parte il consumatore non sa realmente cosa assume ed e' quindi meno protetto, dall'altra potrebbe risentirne anche la prevenzione, perche' di fatto quando finalmente si conosce la composizione di una droga, questa e' gia' stata sostituita sul mercato da un'altra". Il problema e' accresciuto dalla diffusione della figura dei designers drugs, ovvero produttori "fai da te" di droghe chimiche, sintetizzate mescolando sostanze che spesso provengono da farmaci legalmente in commercio e rintracciabili anche in rete. I designers drugs sono sempre alla ricerca di sostituti per rimpiazzare le sostanze gia' conosciute dalle Forze dell'ordine, in modo da rimanere nell'ombra grazie al ritardo con cui si arriva a riconoscere una nuova droga sul mercato. Per lo piu' si tratta di esperti di chimica che lavorano in veri e propri laboratori casalinghi, ma lo scambio di opinioni e informazioni attraverso Internet fa si' che anche chi non ha conoscenze chimiche possa in qualche modo provare a fabbricarsi autonomamente le droghe. Giorni fa, La Rupe ha lanciato un nuovo allarme per l'aumento delle morti per overdose sotto le Due Torri. E a preoccupare Caterina Pozzi, presidente della cooperativa sociale, e' la "progressiva riduzione di fondi e servizi destinati alla riduzione del danno e agli interventi di prevenzione per le strade". A Bologna da tre anni a questa parte i ricoveri e i decessi per overdose sono in costante aumento, come dimostrato da un'analisi dei dati dell'Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze dell'Ausl. "Le morti sono la manifestazione piu' tragica del fenomeno, ma solo la punta dell'iceberg di una dimensione di rischio a cui e' esposta una popolazione molto piu' ampia di consumatori", dicono dalla Rupe.
Dopo la chiusura nel 2010 del Drop-In, un luogo dedicato all'accoglienza diurna dei tossicodipendenti di strada, "i soli a intercettare direttamente i consumatori, a diffondere informazioni e a ricevere indicazioni, di fatto sono l'Unita' di Strada e l'Unita' Mobile del Sert", spiega Iormetti. Ma la psicologa ribadisce che "la formula repressiva non e' sufficiente" ad affrontare il problema e "si dimostra piu' costosa rispetto a interventi di tipo preventivo". Sarebbe invece necessario "aumentare la presenza di operatori qualificati per le strade della citta'; andare dove ci sono i consumi, intercettando le domande, ascoltando i bisogni e costruendo strumenti in grado di dare risposte efficaci". E in quest'ottica la possibilita' per gli operatori di svolgere analisi sulle sostanze direttamente in strada, potrebbe rappresentare un notevole passo in avanti.
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