Venerdì 5 giugno 2026
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Droga. DIA: comune denominatore di tutte le organizzazioni mafiose

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Il business degli stupefacenti rappresenta il comune denominatore di tutte le organizzazioni mafiose nazionali, nel cui 'nome' vengono strette alleanze e stipulati accordi trasversali che includono anche il riciclaggio ed il reimpiego di denaro, l'usura e le scommesse illegali". E' quanto si legge nella Relazione semestrale della Dia - Direzione Investigativa Antimafia, riguardante l'attivita' svolta ed i risultati conseguiti nella prima meta' del 2017. "Epicentro del sistema del narcotraffico si conferma indubbiamente la 'Ndrangheta, forte di un know how consolidatosi negli anni, cresciuto di pari passo con una strategia espansionistica che ha fatto diventare le proiezioni al centro- nord e all'estero delle repliche esatte delle 'ndrine e delle locali calabresi - sottolinea la Dia -. Una modalita' d'azione fuori dall'area di origine che non disdegna - laddove appunto funzionale alla realizzazione di piu' ampi profitti - forme di compartecipazione delle cosche con Cosa nostra, con la Camorra, con la criminalita' organizzata pugliese e con gruppi di matrice straniera". 
"Con riferimento a Cosa nostra - la Dia - rileva, in primo luogo, l'attivita' conclusa nel mese di febbraio dalla Polizia di Stato, che ha scardinato un'organizzazione dedita all'approvvigionamento di stupefacenti destinati al mercato palermitano. Tra i 16 destinatari del provvedimento figurano dei siciliani in contatto con le 'ndrine calabresi, gia' annoverati nell'organico della famiglia mafiosa di Palermo-centro. Nel mese di maggio, presso gli imbarcaderi di collegamento tra la Calabria e la Sicilia, sono stati arrestati, in flagranza di reato, 2 soggetti provenienti dalla Calabria - uno dei quali esponente del clan 'Trigila' di Siracusa - che avevano nascosto in un'autovettura oltre 70 chilogrammi di hashish. Il successivo mese di giugno, l'Arma dei Carabinieri ha tratto in arresto 19 persone nell'ambito dell'operazione denominata 'Proelio'. Gli indagati di origine calabrese, affiliati alle cosche operanti nella piana di Gioia Tauro (RC), rifornivano di cocaina gli indagati siciliani, che la rivendevano al dettaglio con la complicita' di esponenti di spicco della famiglia Fragapane, espressione di cosa nostra agrigentina". "Anche per la camorra - continua la relazione Dia - si segnalano importanti contiguita' tra sodalizi campani ed esponenti del clan reggino Piromalli, dei Mole', degli Alvaro e dei Crea per l'importazione di cocaina. Emblematica di un sincretismo criminale che tende a realizzarsi innanzitutto fuori regione, in questo caso nel Lazio, e' l'operazione 'Luna Nera' della Guardia di Finanza". 
 
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