Droga. DPA: calano i consumi
Calo dei consumi di droga dal 2008, aumento della cannabis tra i giovani; nelle regioni si è avuta una diminuzione del 56,3% dei finanziamenti dedicati alla prevenzione contro la droga dal 2011 al 2012 e del 33,1% nelle prevenzione selettiva sempre in riferimento allo stesso periodo. E' quanto riporta il Dipartimento antidroga, spiegando che "in Italia sono le singole Regioni e Province autonome le vere responsabili dell'impatto generale degli interventi e delle strategie territoriali sopratutto per la prevenzione". In un documento di valutazione del Dpa, si evidenzia come esista una "fortissima frammentazione regionale degli interventi e delle politiche che comporta spesso un difficoltoso coordinamento nazionale basato su evidenze scientifiche condivise e nel rispetto delle indicazioni europee. Le nuove strategie, per essere veramente efficaci, dovrebbero partire da una corretta e complessiva valutazione dei dati soprattutto nel lungo periodo". Il Dpa ha ribadito anche i dati sui consumi: dal 2008 a oggi vi è un calo di consumi di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 15-64 anni. Inoltre, lo studio del 2013 condotto dal Dpa sul consumo di sostanze psicotrope tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado evidenzia in controtendenza generale, un aumento dei consumi (una o più volte negli ultimi 12 mesi) sopratutto della cannabis (19.1 nel 2012 vs 21.5% nel 2013), con lievi variazioni anche per cocaina (1,86% nel 2012 vs 2,05% nel 2013), ecstasy (0.82% nel 2012 vs 0.97% nel 2013), amfetamine (0.58% nel 2012 vs 0.75% nel 2013) e allucinogeni (1.72% nel 2012 vs 2.13% nel 2013). Presso ché stabile la prevalenza di consumatori di eroina (0.32% nel 2012 vs 0.36% nel 2013) e di alcol (76.9% nel 2012 vs 76.4% nel 2013). Il Dpa segnala anche un "forte decremento delle morti per overdose", il "calo delle infezioni nei tossicodipendenti", la "diminuzione delle persone tossicodipendenti carcerate e aumento delle pene alternative". "Va tuttavia sottolineato - ha detto Giovanni Serpelloni capo del Dpa - che una corretta valutazione dell'impatto nazionale di tutti questi molteplici interventi di livello regionale non possono essere valutati attraverso semplicistici macroindicatori (per altro a volte non ancora scientificamente validati) ma è necessario mettere insieme una serie di analisi di dati osservazionali di lungo periodo che facciano comprendere da più punti di vista come il fenomeno si stia muovendo, senza però avere la pretesa che un singolo fattore quale potrebbe essere "la politica" utilizzata da un solo ente possa essere responsabile di tali variazioni. Se così fosse avremo risolto i nostri problemi di controllo di questo fenomeno complesso che, trova invece una moltitudine di attori coinvolti molto spesso indipendenti, a volte addirittura in contrasto e non coordinati tra loro".
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