Droga, dramma lacerante
"Il dramma lacerante della droga e' un male che minaccia la dignita' e la liberta' di agire di ogni persona e spezza progressivamente l'immagine che il Creatore ha plasmato in noi. Questa piaga va condannata fermamente perche' alimentata da uomini senza scrupoli, che, cedendo alla tentazione di facili guadagni, seminano morte stroncando speranze e distruggendo tante famiglie". Lo afferma il card. Peter Turkson, prefetto del dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale in un messaggio per l'odierna Giornata Internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di droghe. La droga, afferma il porporato, "e' una ferita inferta alla nostra societa', che intrappola molte persone in una spirale di sofferenza e alienazione. Molti sono i fattori che spingono verso la dipendenza dalla droga quali l'esclusione sociale, l'assenza della famiglia, la pressione sociale, la propaganda dei trafficanti, il desiderio di vivere nuove esperienze". Oltre a fare appello a "programmi educativi incisivi e concreti" per i giovani, Turkson esorta a "lavorare per la riabilitazione delle vittime".
"E' importante promuovere una cultura della solidarieta' e della sussidiarieta' volta al bene comune; una cultura che si opponga agli egoismi e alle logiche utilitariste ed economiche, ma che si propende verso l'altro, in ascolto, in un cammino di incontro e di relazione con il nostro prossimo, soprattutto quando e' piu' vulnerabile e fragile come lo e' chi fa abuso di droghe", spiega il card. Turkson, secondo cui "si devono proporre ai nostri giovani programmi educativi incisivi e concreti, che sviluppino le loro potenzialita' ed educhino il loro cuore alla gioia della profondita', non della superficialita'". Inoltre, "sebbene la prevenzione sia il cammino prioritario, e' importante lavorare per la riabilitazione delle vittime della droga nella societa', per ridare loro l'autentica gioia di vivere, affinche' non si sentano discriminate o stigmatizzate ma accolte e comprese per un cammino di rinnovamento interiore teso alla ricerca del bene". Per dare un quadro del problema, il capo dicastero vaticano ricorda che "dal World Drug Report 2017 dell'UNODC, emerge che, nel 2015, circa 250 milioni di persone nel mondo hanno fatto uso di droghe e di questi 29,5 milioni soffrono di disturbi provocati dal loro consumo". In particolare, tra i 12 milioni di persone che usano droghe iniettabili, piu' della meta' (6,1 milioni) sono affetti da epatite C, mentre 1,3 milioni vivono sia con l'Epatite C che con il virus hiv/aids. "Sono numerosi i danni causati dall'uso e abuso di stupefacenti non solo per la salute ma anche per lo sviluppo, per la pace e la sicurezza, in tutte le regioni del mondo", aggiunge.
"E' importante promuovere una cultura della solidarieta' e della sussidiarieta' volta al bene comune; una cultura che si opponga agli egoismi e alle logiche utilitariste ed economiche, ma che si propende verso l'altro, in ascolto, in un cammino di incontro e di relazione con il nostro prossimo, soprattutto quando e' piu' vulnerabile e fragile come lo e' chi fa abuso di droghe", spiega il card. Turkson, secondo cui "si devono proporre ai nostri giovani programmi educativi incisivi e concreti, che sviluppino le loro potenzialita' ed educhino il loro cuore alla gioia della profondita', non della superficialita'". Inoltre, "sebbene la prevenzione sia il cammino prioritario, e' importante lavorare per la riabilitazione delle vittime della droga nella societa', per ridare loro l'autentica gioia di vivere, affinche' non si sentano discriminate o stigmatizzate ma accolte e comprese per un cammino di rinnovamento interiore teso alla ricerca del bene". Per dare un quadro del problema, il capo dicastero vaticano ricorda che "dal World Drug Report 2017 dell'UNODC, emerge che, nel 2015, circa 250 milioni di persone nel mondo hanno fatto uso di droghe e di questi 29,5 milioni soffrono di disturbi provocati dal loro consumo". In particolare, tra i 12 milioni di persone che usano droghe iniettabili, piu' della meta' (6,1 milioni) sono affetti da epatite C, mentre 1,3 milioni vivono sia con l'Epatite C che con il virus hiv/aids. "Sono numerosi i danni causati dall'uso e abuso di stupefacenti non solo per la salute ma anche per lo sviluppo, per la pace e la sicurezza, in tutte le regioni del mondo", aggiunge.
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