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 ITALIA - ITALIA - Droga. Istat studia nuovi sistemi informativi
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26 gennaio 2015 17:48
 
L'Istat è impegnata a progettare "un nuovo sistema informativo" sul fenomeno droga, che costituirà la base per i rapporti nazionali: lo ha detto il presidente dell'istituto di statistica, Giorgio Alleva, nel corso del seminario 'Migliorare la comprensione del fenomeno droga: quali dati per le politiche' che si è svolto stamani a Roma. Uno dei principali problemi nella comprensione del fenomeno delle dipendenze, infatti, è proprio quello dei dati. L'Istat collaborerà dunque con il Dipartimento nazionale politiche antidroga della Presidenza del Consiglio per accelerare una integrazione tra le fonti e monitorare così adeguatamente il pianeta-droga. "Il fenomeno delle dipendenze - ha spiegato Patrizia De Rose, coordinatrice dell'Ufficio tecnico-scientifico e affari generali del Dpa - è stato troppo spesso ideologizzato. Le tesi precostituite devono lasciare spazio a una raccolta di dati qualitativi e quantitativi e a una loro lettura obiettiva". Nel seminario si è anche parlato delle nuove sostanze, uno dei capitoli più spinosi dei consumi. "Abbiamo identificato circa 700 nuove sostanze. Tra queste circa 300 tipi di fenetilamine, cioè droghe simili all'Mdma, l'ecstasy; 220 cannabinoidi sintetici, le cosiddette 'spice'; circa 30 tipi di catinoni sintetici, come il mefedrone, droghe spesso associate ai suicidi, che imitano gli effetti della pianta di Khat; e i farmaci con prescrizione" ha spiegato lo psichiatra Alessandro Vento. Vento, che lavora con i Sert, registra un'emergenza "per la diffusione di ketamina e metossietamina, per le sostanze ecstasy-simili e per gli psicofarmaci". "Le nuove sostanze - ha osservato Linda Laura Sabbadini, direttore delle statistiche sociali dell'Istat - sono sul mercato, anche online, e all'inizio non è nota la loro pericolosità. Vengono poi inserite nelle tabelle delle sostanze proibite, ma il mercato reagisce continuamente offrendone di nuove". "Il fenomeno droga è complesso, sfuggente e in rapida evoluzione - ha aggiunto - è assolutamente difficile quantificare l'entità reale del fenomeno e le sue implicazioni sociali ed economiche. Vi è la tendenza a approccio riduttivo di un complesso fenomeno". Per quanto riguarda l'impatto sulla salute pubblica, l'Istat ha elaborato le statistiche sui decessi per cause legate al consumo di droga dal 1980 al 2011: si parte da pochissimi casi nel 1980 (solo 156), per raggiungere un picco nel 1991, con oltre 1.200 casi, e uno successivo nel 1996, cui segue il declino: da lì la curva segna un ritorno ai livelli di partenza. La mortalità è più elevata nella fascia d'età tra i 25-44 anni. Negli ultimi anni si è registrato però un invecchiamento dei tossicodipendenti, con picco tra i cinquantenni.
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