Droga. Libro bianco: piu' repressione non produce meno reati
L'irrigidimento del trattamento punitivo nei confronti del possesso di droga non sembra aver portato a una diminuzione o a un contenimento dei reati: e' quanto afferma il Libro Bianco di Antigone, Cnca, Forum droghe e Societa' della ragione, presentato oggi a Roma, che fa il punto sull'applicazione della legge Fini-Giovanardi a cinque anni dalla sua approvazione.
Solo per la violazione dell'articolo 73 della legge, quello cioe' che si occupa delle sanzioni per chi produce, traffica, commercia o detiene droga - sottolinea il rapporto - ogni anno entra in carcere un detenuto su tre. In particolare, se nel 2006 gli ingressi in carcere in violazione della legge antidroga sono stati 25.399 (su un totale di 90.714), nel 2008 sono saliti a 28.782 (92.800). Mentre nel 2009 gli ingressi per questi reati sono stati 27.980 (su un totale di 88.066) e nel 2010 sono stati 26.096 (84.598). E se dal 2006 al 2010 il numero assoluto e' diminuito, è aumentata invece la percentuale di ingressi per violazione della legge antidroga in rapporto agli ingressi complessivi (il 28% nel 2006, il 31% nel 2008, il 31,7% nel 2009, il 31% nel 2010).
Sono inoltre cresciute, evidenzia il Libro Bianco, le segnalazioni all'autorità giudiziaria: nel 2006 le denunce sono state 33.056, nel 2008 35.097, nel 2009 36.277 e nel 2010 39.053. Aumenta anche il numero di consumatori/tossicodipendenti sul totale degli ingressi: dal 27% del 2006 al 28,4% del 2010, passando per un picco del 33% nel 2008. E pure le segnalazioni delle forze dell'ordine alle Prefetture per uso personale di sostanze stupefacenti sono in costante ascesa, e la gran parte riguarda la cannabis: il 72% nel 2009, a fronte del 13% per cocaina e all'11% per l'eroina. Quanto alle sanzioni amministrative erogate, sono piu' che raddoppiate dal 2006 al 2010 (da 7.229 a 16.154). Contemporaneamente, crollano per i consumatori le richieste di programma terapeutico (dalle 6.713 del 2006 alle 518 del 2010) e su questo, secondo il Libro Bianco, sembra aver influito il nuovo meccanismo della legge: la terapia non sospende piú l'erogazione della sanzione come avveniva nella normativa del 1990, e dunque si presenta agli occhi del consumatore come un onere aggiuntivo.
In calo anche l'accesso alle misure alternative al carcere, e questo e' dovuto, secondo il rapporto, alla normativa del 2006 che ha "irrigidito" i parametri per la concessione di queste misure (maggior rigore per il rilascio della certificazione di tossicodipendenza e maggiore discrezionalita' del tribunale di sorveglianza per la decisione).
Infine, il Libro Bianco sottolinea come "a un inasprimento punitivo al fine di stroncare il consumo" non sia corrisposto un incremento dei sequestri di droga "che sono anzi calati nel complesso di circa il 10%". "La scure sanzionatoria si abbatte cioe' con particolare intensita' sui soggetti meno pericolosi e piu' esposti al controllo penale: i consumatori/spacciatori di piccole quantita'".
Solo per la violazione dell'articolo 73 della legge, quello cioe' che si occupa delle sanzioni per chi produce, traffica, commercia o detiene droga - sottolinea il rapporto - ogni anno entra in carcere un detenuto su tre. In particolare, se nel 2006 gli ingressi in carcere in violazione della legge antidroga sono stati 25.399 (su un totale di 90.714), nel 2008 sono saliti a 28.782 (92.800). Mentre nel 2009 gli ingressi per questi reati sono stati 27.980 (su un totale di 88.066) e nel 2010 sono stati 26.096 (84.598). E se dal 2006 al 2010 il numero assoluto e' diminuito, è aumentata invece la percentuale di ingressi per violazione della legge antidroga in rapporto agli ingressi complessivi (il 28% nel 2006, il 31% nel 2008, il 31,7% nel 2009, il 31% nel 2010).
Sono inoltre cresciute, evidenzia il Libro Bianco, le segnalazioni all'autorità giudiziaria: nel 2006 le denunce sono state 33.056, nel 2008 35.097, nel 2009 36.277 e nel 2010 39.053. Aumenta anche il numero di consumatori/tossicodipendenti sul totale degli ingressi: dal 27% del 2006 al 28,4% del 2010, passando per un picco del 33% nel 2008. E pure le segnalazioni delle forze dell'ordine alle Prefetture per uso personale di sostanze stupefacenti sono in costante ascesa, e la gran parte riguarda la cannabis: il 72% nel 2009, a fronte del 13% per cocaina e all'11% per l'eroina. Quanto alle sanzioni amministrative erogate, sono piu' che raddoppiate dal 2006 al 2010 (da 7.229 a 16.154). Contemporaneamente, crollano per i consumatori le richieste di programma terapeutico (dalle 6.713 del 2006 alle 518 del 2010) e su questo, secondo il Libro Bianco, sembra aver influito il nuovo meccanismo della legge: la terapia non sospende piú l'erogazione della sanzione come avveniva nella normativa del 1990, e dunque si presenta agli occhi del consumatore come un onere aggiuntivo.
In calo anche l'accesso alle misure alternative al carcere, e questo e' dovuto, secondo il rapporto, alla normativa del 2006 che ha "irrigidito" i parametri per la concessione di queste misure (maggior rigore per il rilascio della certificazione di tossicodipendenza e maggiore discrezionalita' del tribunale di sorveglianza per la decisione).
Infine, il Libro Bianco sottolinea come "a un inasprimento punitivo al fine di stroncare il consumo" non sia corrisposto un incremento dei sequestri di droga "che sono anzi calati nel complesso di circa il 10%". "La scure sanzionatoria si abbatte cioe' con particolare intensita' sui soggetti meno pericolosi e piu' esposti al controllo penale: i consumatori/spacciatori di piccole quantita'".
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