Lunedì 8 giugno 2026
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Droga. Oltre 110mila milanesi l'hanno consumata nell'ultimo anno. Ats

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Cannabis, cocaina e crack, ecstasy e anfetaminici, eroina e oppiacei, e 'sballi' chimici alternativi. Fiumi di droga continuano a scorrere nelle strade di Milano: si stima che nella metropoli nell'ultimo anno più di 112 mila persone (il 13,3% della popolazione totale di residenti) abbiano consumato almeno una sostanza illegale, almeno una volta; più di uno su 10. Circa 85 mila lo hanno fatto negli ultimi 30 giorni. Il dato emerge da una ricerca commissionata dall'Ats Città metropolitana di Milano e condotta dall'Istituto di ricerche Emg su un campione di 3 mila residenti nel capoluogo lombardo, sia italiani che stranieri, tra i 15 e i 64 anni. Rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti, i numeri del report 2015 - pubblicato online sul sito dell'Agenzia di tutela della salute - sono praticamente stabili (in alcuni casi in lieve diminuzione, in altri in lieve aumento), ma "questo non deve ingannare", avverte Riccardo Gatti, che dirige il Dipartimento Dipendenze di Milano nell'Ats della metropoli. "Potrebbe passare inosservato - spiega all'AdnKronos Salute - un problema che esiste ma non si vede, non fa notizia. E invece il rischio che all'improvviso scoppino epidemie specifiche c'è. I numeri ci dicono infatti che abbiamo in generale una popolazione molto ampia che è predisposta all'uso in qualche forma di sostanze legali o illegali per modulare il proprio stato mentale e fisico". Seppur in modalità diverse, il fenomeno non risparmia nessuna fascia d'età. "I nostri studi si fermano a 64 anni, ma visto che gli over 65 sono una popolazione ancora attiva forse dobbiamo cominciare a guardare anche a questa fascia: potremmo avere delle sorprese", avverte l'esperto. "Oggi la barriera dell'illegale viene superata da tanti ed è meno percepita, una volta implicava la frequentazione di luoghi particolari. C'è una sorta di 'conformismo' alla rovescia. E questo deve preoccupare".
A ogni voce le percentuali che fotografano i consumi di Milano sono leggermente più alte rispetto alla media lombarda: più di 97 mila residenti nella metropoli hanno dichiarato consumo di cannabis almeno una volta negli ultimi 12 mesi (11,5% contro il dato regionale dell'11%), quasi 17 mila hanno usato cocaina o crack nell'ultimo anno (2% contro l'1,8%), oltre 12 mila ecstasy e/o anfetaminici (1,4%), circa 2.500 eroina/oppiacei (0,3%). E nel bazar dello sballo ci sono anche le 'altre' sostanze stupefacenti, dalla cannabis sintetica al popper, dalle smartdrug alla ketamina, dal metadone alla superpill: quasi 37 mila residenti di Milano, secondo le stime che emergono dalla survey, ne avrebbe fatto uso almeno una volta negli ultimi 12 mesi (il 4,4% rispetto al dato lombardo del 3,9%). Accanto alle sostanze illegali va considerato l'uso di quelle legali. Il consumo di alcol è stato dichiarato negli ultimi 12 mesi da oltre 566 mila residenti di Milano, il 67% del totale. Ma il 15,3% è arrivato anche a ubriacarsi nell'ultimo anno, e il 5,9% ha fatto binge drinking (percentuale che sale all'11,9% fra i 15-24enni). E poi c'è il fumo. E ancora il gioco, dai videopoker ai gratta e vinci, sperimentato nei 30 giorni precedenti alla partecipazione alla survey dal 24,1% del campione (equivalente a circa 204 mila residenti di Milano). La media è di 6 giocate al mese. Ancora: circa 60 mila milanesi hanno utilizzato almeno un farmaco a base oppiacea negli ultimi 12 mesi (7,1%). Di questi, il 34,5% fuori terapia; oltre 72 mila almeno un psicofarmaco (8,6%), di cui il 44,3% fuori terapia.
In generale, analizza Gatti, "si rileva un accostarsi diffuso a sostanze di possibile abuso, lecite o illecite. Se si guarda al passato ci si accorge che proprio in situazioni stabili che coinvolgono una fascia ampia di popolazione, a un certo punto scoppiano epidemie, per una congiunzione di fattori che può essere casuale o derivare dall'andamento dei mercati. Qualche anno fa abbiamo assistito al ritorno dell'eroina quando si pensava che" 'il buco' "fosse ormai tramontato. Guardando ai Paesi anglosassoni vediamo invece come le droghe legali, intese come sostanze ancora mai vietate, stanno creando grossi problemi. Il contesto in cui tutto questo avviene è caratterizzato dalla presenza di una massa di persone disponibili a comprare". A un certo punto "un prodotto sfonda e polarizza mercato". Oggi "non si parla più tanto di droga. Eppure - avverte Gatti - basti pensare che nel silenzio più totale il pronto soccorso di un grande ospedale continua a fare un migliaio di interventi l'anno per eventi acuti connessi all'uso di sostanze note e non note".  
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