Domenica 7 giugno 2026
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Droga e sentenza Corte Costituzionale. Istanze giudici sorveglianza per ricalcolo pena

U.E.
Notizia ·
La recente sentenza della Corte Costituzionale sulla Fini-Giovanardi ha effetti che sono ancora in parte da soppesare e su cui si stanno interrogando non solo i giuristi, ma anche i magistrati che operano sul campo, a cominciare da quelli di sorveglianza. La decisione della Consulta, pur legata a questioni tecniche - e in particolare all'iter di conversione del decreto legge in legge e alla discrepanza tra il primo testo e quello definitivo - ha di fatto travolto uno dei capisaldi della Fini-Giovanardi: l'azzeramento della distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere. Ora quella distinzione rivive e con essa anche il differente impianto punitivo, con pene più basse (da 2 a 6 anni di carcere contro i precedenti 6-20) per gli illeciti legati all'uso di hashish e marijuana. Di conseguenza, chi ha riportato condanne in base alla legge dichiarata illegittima, potrà ora fare istanza per vedere ricalcolata la pena. In astratto, le misure potrebbero interessare circa 10mila persone, spiegavano le associazioni che si occupano di diritti dei detenuti all'indomani della sentenza, perché questo è il numero delle persone ristrette in carcere per reati legati alle droghe leggere. Ma in realtà questa è una stima generica, che va verificata sul campo. Da qui le richieste partite da alcuni magistrati di sorveglianza per ottenere un quadro più chiaro. Proprio ieri, per esempio, Francesco Maisto, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, ha inviato una richiesta in tal senso al Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria. "Al fine di contribuire alla deflazione penitenziaria degli Istituti del Distretto - si legge nella lettera - anche attivando gli strumenti processuali disponibili, chiedo l'elenco dei condannati inviando copia delle sentenze. Come è noto - spiega la richiesta - il principale e immediato problema applicativo della sentenza" della Corte Costituzionale "riguarda l'esecuzione penale in corso di sentenze relative a pene comminate in base alle norme giudicate illegittime dalla Consulta". In particolare si chiede di conoscere quanti siano "i detenuti e i beneficiari di misure alternative alla detenzione condannati" sulla base della Fini-Giovanardi per il reato di produzione, detenzione e traffico di droga, ma "per casi concernenti le droghe leggere". Un primo passo necessario per conoscere la situazione numerica, mentre resta da sciogliere un nodo giuridico, su cui gli addetti ai lavori hanno posizioni non concordi: se, cioè, anche di fronte a sentenze passate in giudicato si possa chiedere un ricalcolo della pena comminata sulla base delle norme bocciate dalla Consulta.
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