Droga. Tre poliziotti arrestati per associazione a delinquere
Quando sono stati perquisiti la scorsa estate, sia nel loro posto di lavoro che a casa, il quadro delle accuse descritto negli atti era già pesante, ma poi è decisamente peggiorato quando sono stati trovati nella loro disponibilità soldi in contanti e cocaina. Anche perché gli investigatori non si sono trovati di fronte dei 'semplici' pusher, ma tre poliziotti che, secondo le indagini della Procura di Milano, si sono comportati come dei 'cattivi tenenti', mettendo in atto per oltre un anno una serie di blitz fuori dalle regole per portare via denaro e droga a immigrati e piccoli spacciatori. Oggi i componenti di quella che, secondo l'accusa, era una vera e propria 'banda in divisa' sono stati arrestati con le accuse di associazione per delinquere, peculato e detenzione e spaccio di stupefacenti nell'ambito di un'inchiesta condotta dai carabinieri della sezione pg e coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini. Le indagini sono scattate circa un anno fa a seguito della denuncia di un marocchino che ha raccontato a verbale di essere stato ''fermato, ammanettato e perquisito'', assieme a un connazionale, da agenti che poi gli avevano portato via seimila euro. Una denuncia cui se ne sono aggiunte molte altre, tutte presentate da immigrati o pusher che dicevano di aver subito trattamenti simili. Gli inquirenti hanno iniziato a indagare e lo scorso luglio hanno perquisito cinque poliziotti della Polfer di Lambrate, trovando decine di migliaia di euro in contanti e cocaina. E oggi su disposizione del gip di Milano Manuela Scudieri sono finiti in carcere 2 agenti di polizia, mentre per un loro collega sono stati disposti gli arresti domiciliari. Gli altri due sono indagati a piede libero. Lo scorso 25 ottobre, tra l'altro, anche grazie all'esito delle perquisizioni, un marocchino, 'incastrato' da due di quei poliziotti e accusato di spaccio di quasi mezzo chilo di eroina, è stato assolto dalla Corte d'Appello di Milano, dopo che agli atti del processo sono finiti proprio alcuni accertamenti dei pm sulla condotta di quegli agenti. A casa di uno di questi agenti, tra l'altro, nel corso delle perquisizioni era stata trovata una ''busta trasparente'' di cellophane ''contenente della polvere di colore bianco, presumibilmente della sostanza stupefacente''. Poi ancora una busta con sostanza ''tipo cocaina'' per circa ''6,6 grammi''. Il sospetto è che gli agenti, dopo averla sequestrata con le maniere forti senza verbalizzare alcunché, la utilizzassero. Sempre a casa di questo agente, dentro una ''cassaforte'' erano state trovate anche oltre un centinaio di ''cartucce per fucile'' e più di 40mila euro in contanti. Nell'abitazione di un altro agente, invece, i carabinieri avevano scovato dentro una scatola in un giubbotto tanti gioielli in oro, tra cui, ad esempio, un ''pendaglio verosimilmente in oro giallo raffigurante un continente africano''. E gli erano stati sequestrati 2.300 euro, anche in banconote da 500 euro.
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