Lunedì 8 giugno 2026
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Droga, verso l'esecuzione di 1.120 condanne a morte

ASIA - IRAN
Notizia ·
Il capo della magistratura iraniana, l'ayatollah Sadeq Larijani, avrebbe inviato una lettera alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, chiedendogli il proprio avallo politico per rendere esecutive 1120 sentenze di morte già emesse dai tribunali del paese. Lo riferisce oggi il sito riformista 'Irangreenvoice', spiegando si tratterebbe di una procedura anomala e più complessa del normale, forse in risposta alle forti pressioni internazionali per mettere fine alla lunga scia di esecuzioni nel paese.
Le normative vigenti in Iran prevedono infatti che la senza diventi esecutiva dopo la conferma della Corte suprema e del capo della magistratura.
In questo caso Larijani, prima di firmare l'ordine di esecuzione delle condanne - relative soprattutto a casi di traffico di droga - avrebbe avrebbe voluto chiedere un ulteriore via libera da parte della Guida Suprema.
Secondo Amnesty International la Repubblica Islamica è il secondo paese al mondo per numero di sentenze capitali eseguite, dopo la Cina. In Iran, a partire dalla rivoluzione del 1979, vige il diritto penale islamico sciita, che prevede la pena capitale per una serie di reati, tra cui il traffico di droga, i rapporti sessuali illeciti e l'omosessualità.
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