Sabato 6 giugno 2026
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Droghe alla guida. Test delle urine poco utile, occorre analisi del sangue. Asl Bergamo

U.E. - ITALIA
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Per capire se un automobilista ha assunto droga, l'esame delle urine non è preciso: servirebbe quello del sangue, che però non si può svolgere senza l'autorizzazione del diretto interessato. «E un avvocato un minimo informato può facilmente fare scagionare il proprio cliente», conclude il dottor Marco Riglietta, direttore del Servizio tossicodipendenze dell'Asl di Bergamo. La presenza di tracce di droga nelle urine, infatti, non prova un utilizzo tanto recente da averne alterato le percezioni al momento di mettersi al volante: «La droga può essere stata assunta anche 24,48, 72 o addirittura 96 ore prima dell'esame, perché i tempi di smaltimento attraverso i reni è piuttosto lento». Il thc, principio attivo della cannabis, può essere presente nelle urine per una settimana visto che si tratta di una molecola che si accumula nel grasso e da questo poi viene rilasciata molto lentamente.
La cocaina e l'eroina vengono invece ritrovate fino a 2-5 giorni, le amfetamine e l'ecstasy per 3-4, la ketamina per 3-5 e le benzodiazepine per 7. Tempi che sono più lunghi per il consumatore abituale (e per l'uso di sostanze più pure) e più brevi per quello occasionale. Nel sangue la droga resta per molto meno: 12 ore cannabis ed eroina, 24 cocaina ed ecstasy, fino a 48 la ketamina. «La presenza della droga in questo caso è sicuro indice di un utilizzo in tempi molto recenti - aggiunge Riglietta -. Ma visto che si tratta di un esame invasivo necessita dell'autorizzazione dell'interessato. La cosa migliore è in questi casi è la valutazione clinica da parte di un medico competente che coglie la presenza di una serie di condizioni che rilevano l'utilizzo recente di una sostanza».
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